In questo breve testo giovanile di Platone, un piccolo antipasto all'Apologia di Socrate, si tenta di definire che cosa sia santo/pio e che cosa non lo sia, ritenendo Eutifrone di fare un azione santa querelando il padre che ha commesso un crimine. Anche in questo caso Socrate utilizza il suo metodo dialettico per giungere alla verità. Durante il testo però i due tornano al punto di partenza ed è qui che Eutifrone decide di svignarsela in quanto ''ha fretta'.
Diogene Laerzio afferma che Eutifrone dopo questo dialogo avrebbe ritirato l'accusa contro suo padre, tuttavia quest'affermazione è priva di fondamento.