Parto col dire che, inspiegabilmente, ho letto tante recensioni negative su questo libro, e devo dire che mi dispiace, perché a parer mio è il migliore della trilogia. Ho letto lamentele sulla trama, sul finale, sui personaggi... Ho letto lo stesso libro?!🤔
Cominciamo dalla trama.
Terry Brooks ci ha abituati alla Quattro Terre e a determinate situazioni; con questa trilogia entriamo nel passato, un passato su cui l'autore non aveva ancora mai scritto nello specifico. Essendo una sorta di "prima volta" ci può stare che possa un pò far storcere il naso, come ci può stare che l'autore non "giochi tutte le sue carte", che si lasci altre idee per il futuro. Ecco, per me Terry Brooks aveva già diverse idee per questo passato, ma le ha centellinate, se così vogliamo dire, servendoci una prima trilogia che doveva fare da apripista per tutto il resto. Nello specifico credo che questo sia il libro più riuscito della trilogia, con una base solida, con riferimenti agli altri due libri, personaggi che ritornano, e altri che se ne vanno via per sempre. Un libro che risulta anche più cupo degli altri due sia per il demone protagonista, sia il destino della povera Bennett, bambina salvata da Nest nel primo volume, giovane madre sfortunata che troverà una tragica morte in quest'ultimo volume.
Il finale, poi, mi è sembrato molto toccante, vibrante di speranza nonostante l'oscurità delle ultime parole pronunciate da Findo Gask (il demone), dolce, in un certo qual modo (il desiderio del Variante di avere Nest come madre mi ha fatto pizzicare gli occhi).
Terry Brooks ha tirato le fila di questo volume senza dimenticare niente e nessuno, fornendo risposte a tutte le eventuali domande che abbiamo incontrato durante la lettura, e un finale per ogni personaggio che abbiamo conosciuto.
E a proposito di personaggi... Che gran, bella evoluzione ha avuto la nostra Nest! Da bambina nel primo volume, passando per adolescente nel secondo e donna adulta con vittorie e sconfitte nella propria vita. Confermo quello che ho già scritto alla fine del secondo volume: mi ha convinta sempre di più, finendo per diventare una dei miei personaggi preferiti di questa trilogia (e per me che non empatizzo coi personaggi femminili è davvero tanto!).
John Ross, il nostro Cavaliere del Verbo, così forte e fragile al tempo stesso, così imperfetto eppure perfetto per il suo compito. La sua fine è stata dolorosa e gloriosa al tempo stesso, ha adempiuto fino all'ultimo il suo dovere, ha salvato il Variante dalle mani del Vuoto, e finalmente è stato liberato dal suo compito... per sempre.
Findo Gask, il demone di questo volume, il primo di questa epoca con un nome e una caratterizzazione di tutto rispetto. Un demone molto vecchio, astuto, paziente, intelligente, fedele servitore del Vuoto, in cui crede con tutto se stesso, più potente di tanti altri demoni che abbiamo visto fino a questo momento (mi ha ricordato il Re del Fiume Argento). Tornerà più avanti, e io non vedo l'ora di ritrovarmelo sotto gli occhi, con il suo libro dei nomi, nel quale appaiono i nomi delle persone che uccide, i suoi discorsi da predicatore, le sue capacità, tutta la sua fastidiosa persona. Un cattivo perfetto, che odi per ciò che fa, ma che ami per come è stato creato.
Piccola nota di merito per un personaggio che non ho citato nelle recensioni dei primi due libri, ma che merita davvero di essere ricordato: O'olish Amaneh (Due Orsi), ultimo superstite dei Sinnissipi, figura enigmatica e dispensatrice di consigli, devoto servitore del Verbo. Spero di incontrarlo ancora.
In definitiva do cinque stelle a questo terzo volume e archivio questa trilogia nel migliore dei modi. Ancora una volta Terry Brooks non mi ha delusa, anzi, sono ancora più curiosa di sapere come porterà avanti questa parte di storia e come si arriverà alla distruzione totale.