★★★★★ Un capolavoro narrativo che combina la maestria nella scrittura con una profonda comprensione dell’animo umano.
★★★★★ Impossibile fermarsi, nonostante le lacrime. Straordinario e coinvolgente!
★★★★★ Come sempre Libroza mi stupisce. Con la sua penna semplice e pacata quando meno te lo aspetti sprigiona una forza immensa basata sui sentimenti umani.
★★★★★ Carmen è riuscita ancora una volta ad emozionarmi; ho gioito e pianto insieme a Zeno ed Alvise.
★★★★★ Con il suo stile semplice, con la sua capacità di descrivere i personaggi e donare loro autenticità, Carmen tiene il lettore incollato alla lettura dalla prima all'ultima pagina.
Dopo il grande successo della saga I Ricordi non fanno rumore, Carmen Laterza torna a emozionare i suoi lettori con un nuovo e appassionante romanzo sull’amicizia e sul coraggio, ispirato a una incredibile storia vera.
L’ULTIMA SPIAGGIA
Pola (Istria), giugno 1946. Zeno e Alvise hanno appena finito le scuole elementari e sono amici per la pelle. Sanno già che il futuro li vedrà separati, perché il primo, figlio di un medico, continuerà a studiare, mentre il secondo, figlio di un falegname, comincerà a lavorare nella bottega del padre per imparare il mestiere. La differenza di ceto e di prospettive incrina la loro amicizia più di quanto loro stessi siano disposti ad ammettere, ma entrambi sono decisi a non pensare a ciò che li aspetta e a godersi quell’ultima estate di spensieratezza che sta per cominciare.
Tra le gite al mare organizzate dal parroco, un’attesissima gara di nuoto prevista per agosto, e l’arrivo in paese di una nuova bambina che attrae l’interesse di entrambi, i due amici vivono emozioni nuove, danno spazio alla competitività, conoscono l’invidia e la gelosia, e infine si scoprono rivali. Ma la tensione tra di loro non è nulla rispetto a quella che si respira tutto intorno tra italiani e croati per il diritto di restare su una terra che ciascuno sente propria.
Ci penserà la Storia a rimescolare le carte, a riordinare valori e priorità, e a mettere tutti, adulti e bambini, di fronte a ciò che conta davvero. Dimostrando così che gli amici veri sono amici per sempre.
CARMEN LATERZA è nata e cresciuta a Pordenone, dove vive tuttora. Nota sui social con il nome di Libroza, ha lavorato a lungo come editor e ghostwriter. Ora si dedica esclusivamente ai propri libri e podcast, che pubblica in modo indipendente. ★ Per essere aggiornato in anteprima su nuovi libri in uscita, sconti ed eventi, vai sul sito Libroza.com e iscriviti alla Newsletter. Potrai subito scaricare gratis un libro di Carmen Libroza.com/newsletter
Il nuovo romanzo di @libroza ci trasporta, attraverso il tempo e la storia, al drammatico 18 agosto 1946 e alla strage di Vergarolla a Pola , in Istria, all'epoca contesa tra Italia e Jugoslavia. Zeno e Alvise sono amici di diversa estrazione sociale e consapevoli di dover vivere vite diverse, amori e contraddizioni ma si trovano coinvolti in una tragedia immane che fece più di 60 morti e che lascerà una ferita in tutti i suoi protagonisti. Attraverso i loro occhi e la loro vita che va avanti, prendiamo coscienza di un evento storico che ha avuto un impatto importante per gli italiani di Istria. Come sempre la scrittura di Carmen Laterza riesce ad emozionare e fa riflettere, accompagnando il lettore nella Storia per imparare a conoscerci. Una storia di amicizia e di dolore ma sempre verso la speranza. "Non importa se lui andrà alle medie e io no - disse Alvise - noi siamo amici lo stesso...Gli amici veri sono amici per sempre"
È la storia di una giovane amicizia che ci accompagna alla scoperta di un pezzetto di cronaca italiana che, come molti, neanch'io conoscevo e poi ho approfondito. Lo stile di scrittura è scorrevole e la narrazione ci regala messaggi di un'umanità toccante.
Questo libro, per certi versi è nettamente diviso a metà da un evento traumatico che cambia totalmente la vita di tutti i personaggi, a partire proprio dai due ragazzini protagonisti. La prima parte è completamente incentrata sui due ragazzi, amici inseparabili ma che, proprio perché di due ceti sociali diversi, vengono manipolati dalle famiglie fino a metterli uno contro l’altro. Ad accrescere la tensione tra i due arriva una ragazzina loro coetanea che sembra interessare a entrambi. Questo li porta ad avere comportamenti reciprocamente scostanti nonostante la cosa li faccia soffrire. Ma questo è anche e soprattutto un libro che tratta un fatto storico: la strage di Vergarolla, evento poco conosciuto avvenuto a Pola il 18 agosto 1946, quindi le vicende dei due ragazzi si svolgono all’interno della situazione geopolitica istriana del primo dopoguerra con tutte le implicazioni del caso e tutti i sommovimenti e le tensioni del periodo. E sarà proprio la suddetta strage a scompaginare tutto, in primo luogo nel rapporto dei due ragazzi, e poi per tutta la popolazione italiana di Pola. Il libro segue quindi i fatti storici, romanzando la vicenda dei due ragazzi e cambiando i nomi di tutti, ma mantiene fedele la narrazione storica. La mezza stella in meno è motivata dal fatto che, dopo l’evento traumatico, il peso nella vicenda dei due ragazzi scema molto, sommerso dall’elemento storico. Per chi fosse interessato ai fatti storici, al termine del libro c’è un link ad un articolo esaustivo - che riporto qui di seguito -, corredato di immagini e filmati (da leggere dopo aver terminato il romanzo per non rovinarsi il finale): https://libroza.com/lultima-spiaggia/...
In questo libro, l’autrice racconta di una profonda e innocente amicizia tra due bambini, purtroppo interrotta dalla strage di Pola. Sebbene la prima parte del racconto mi sia sembrata un po’ lenta, la seconda è molto scorrevole e offre immagini strazianti e racconti atroci di ciò che è accaduto, scene cupe e macabre che ci riportano indietro nel tempo. Non conoscevo questo fatto storico e ho apprezzato l’approfondimento che l’autrice ha incluso alla fine del libro.
“Lui la morte non l'aveva mai vista da vicino e ai suoi occhi di bambino la vita era eterna. Sapeva di poter prendere colpi e perdonare tradimenti, perdere gare e pretendere rivincite. Sapeva che il mare, era meno freddo quando si battono forte le gambe e che quando respirava con il naso correva più a lungo. Sapeva che per spegnere i fuochi piccoli bastava soffocarli e che bisognava scegliere la pialla giusta per non rovinare il legno per sempre. Sapeva che aveva fatto piangere la madre un'altra volta, di si curo, ma sapeva anche che il padre, di sicuro, lo stava cercando. Alvise sapeva tutte le cose che componevano la vita, ma della morte non sapeva nulla.”
Quando penso alla spiaggia mi vengono subito in mente le risate dei bambini, il sole cocente, gli spruzzi delle onde del mare, io da ragazzina che gioco a carte sotto l’ombrellone con gli amici di sempre, mi fa pensare alle lotte in acqua “maschi contro-femmine” e alle gare di nuoto “a chi arriva per primo alla secca”.
Se per me la spiaggia è sinonimo di amicizie, amori, divertimento, c’è stata una spiaggia tanti anni fa che è stato scenario di una tragedia immane, che la storia poco ricorda e che l’uomo ha preferito nascondere….
Questa è una storia ambientata a Pola, città Istriana, in questa terra di mezzo contesa tra italiani e croati, dove dal 1945, il generale serbo Tito iniziò ad occupare e a far dilagare il terrore; in questa scenografia si inquadra la vita di Alvise, un bambino coraggioso, fisico e intraprendente e del suo migliore amico: Zeno, tanto studioso quanto l’altro è fisico, tanto riflessivo quanto l’altro è coraggioso. Zeno e Alvise non sembrano avere niente in comune, il primo figlio di un medico e l’altro di un falegname; Zeno avrà davanti a se le scuole medie e lo studio e Alvise la fucina.
Alvise e Zeno però, sono amici, migliori amici, non badano alle convenzioni o differenze sociali e decidono di partecipare insieme alla gara che si sarebbe tenuta alla spiaggia di Vergarolla, organizzata dalla società dei canottieri “Pietas Julia” per competere per “La Coppa Scarioni” sui 200 m.
Immaginatevi dei bambini: Alvise, Zeno, Monica, Elena, Sergio, Bruno, Daniele, Lorenzo, Nicolò, Anna… Immaginatevi la loro voglia di vivere, il loro guardare il mondo con occhiali rosa, in cui la guerra è un fatto lontano, in cui tutti siamo uguali sia croati che italiani e non importa se gli slavi non vendono più agli italiani… pensate a dei bambini e alla loro estate, vissuta in riva alla spiaggia, per i quali i veri problemi della vita sono: vincere una gara di nuoto, farsi belli davanti alle bambine e giocare e crescere insieme…
Pensate ad un mondo in declino, in cui l’umanità è vessata dagli uomini, che hanno sempre maggior bisogno di prevaricare sugli altri… pensate ad una terra di confine come l’Istria abbandonata a se stessa, da italiana snaturata per diventare Jugoslava… e ora pensate ad un giorno di caldo: il 18 agosto del 1946, alla spiaggia di Vergarolla, alla gara che è finita e alla spiaggia che è in subbuglio, una festa di facce adulte e bambini a festeggiare a godersi una giornata di agosto come un’altra, dove non si pensa minimamente alla trentina di ordigni dispersi tra la spiaggia e la pineta, reclamati dalla Jugoslavia, come bottino bellico dal 1945, ma controllati dal Governo militare alleato; gli ordigni sono ritenuti sicuri, perché privi di innesco…
Fino a quando l’orologio batte 14,15… un boato, che precede un’esplosione, la detonazione di 28 mine per 9 tonnellate di tritolo; le risate cancellate da grida e urla di dolore, il silenzio che solo un grande male può produrre… 110/116 morti, tra ritrovati e disintegrati, di cui 1/3 bambini.
Chi ha commesso questo attentato ai danni degli italiani: i croati, i fascisti, gli inglesi? Chi deve pagare per aver distrutto vite innocenti? Serve davvero continuare a reclamare una terra che è nostra per nascita e non più per diritto, pensa Sebastiano?
“Resistere, combattere, sperare, gli sembrarono parole senza senso, altisonanti e vuote, così inconsistenti che si stupì di averci creduto, anche solo per un attimo.”
Questa è la storia di un’amicizia, un romanzo di formazione, ma in primis un romanzo storico, che ci racconta uno dei più dolorosi episodi, che hanno sconvolto nostri connazionali e di cui si parla così poco… si perché quando vivi in una terra di confine, quando un paese è stato dilaniato per anni da una guerra mondiale per molti è stato meglio chiudere gli occhi, sulle vessazioni contro italiani, hanno preferito il non detto, il non creduto, il non aiutato… dal 1945 con l’arrivo del generale Tito, italiani furono costretti ad abbandonare le loro case, la loro terra, i loro ricordi… Fiume, Pola e tutti i paesi limitrofi, furono spettatori di quello che viene ricordato, troppo poco come esodo dalmata-Giuliano.
Non c’è storia di serie A o di serie B, ma il tempo ci ha raccontato molto altro; quindi grazie a Carmen di aver dato voce ad un periodo che troppo e troppo spesso viene dimenticato e che invece va ricordato… a Trieste esiste il Magazzino 18, dove molti istriani esodati lasciarono le loro storie fatte di oggetti, mobili e istantanee di vita vissuta; inconsapevoli di quale sarebbe stata la loro nuova terra.
Un romanzo che consiglio a tutti a partire dalle scuole medie, emozionante, doloroso e che regala una grande gamma di riflessioni e un escursus storico molto importante, che tutti dovremmo conoscere e comprendere.
Primo libro autopubblicato ad essere stato inserito nella lista dei titoli candidati al Premio Strega 2024
Non sono solita commuovermi davanti al libro, pochi testi ci sono riusciti Ciò che mi colpisce maggiormente quando succede è la cattiveria che colpisce quelle che ritengo essere anime -umane o animali- innocenti e con una moralità sana
Siamo a Pola, cittadina italiana in territorio croato Siamo nel 1946, periodo di tensioni tra italia e Jugoslavia per questioni territoriali post conflitto
Questo libro inizia facendoti vivere quelle che possono essere le giornate quotidiane di una compagnia di bambini al termine delle elementari Tutti bambini con caratteri diversi, che stringono amicizie anche se appartenenti a classi sociali diverse, che bisticciano tra loro e che vengono sgridati dalle madri per aver disubbidito o fatto passar male la credibilità della propria famiglia a causa del loro comportamento.. Tutte cose semplici, la cui semplicità verrà rimpianta
Dopo esserti affezionato ad ogni bambino, soprattutto per le loro debolezze, crolla tutto.. un evento di cui nella storia si parla troppo poco
18 agosto 1946, durante un evento di paese in riva alla spiaggia, vengono fatti esplodere degli ordigni. Lo scorrere fluido della vita innocente viene sostituito da tante istantanee di quel momento passando attraverso gli occhi di bambino in bambino.
Ci sono scene che non si possono scordare
Nel raccontare la vicenda la scrittrice porta la testimonianza di quanto successo a persone vere, in particolare la figura del dottore Frattini (Geppino Micheletti nella realtà), il cui comportamento é un esempio di altruismo anche quando sarebbe stato comprensibile tutt’altro Ed è stata proprio la sua “carezza” finale che mi ha colpito
Questo è un libro che consiglierei a chiunque perché non è giusto dimenticare eventi del genere Come ricordiamo ogni anno il giorno della memoria, certi episodi che descrivono le atrocità della guerra devono essere letti per sensibilizzare sull’argomento
Un capolavoro scritto in modo magistrale
This entire review has been hidden because of spoilers.
Il romanzo è ambientato a Pola, in Istria, nel dopoguerra 1946 In questo ambiente due bambini Zeno e Alvise hanno appena finito la scuola elementare, sono grandi amici anche se molto diversi come carattere e come capacità. Appartengono a due ceti sociali diversi, Zeno figlio di un medico Alvise è figlio di un falegname. Nonostante questo sono sempre insieme e condividono interessi, sono molto leali tra di loro fino a quando la gara finale di nuoto e l'amicizia con una ragazzina nuova appena arrivata, farà emergere tra di loro delle rivalità. Si faranno dei dispetti che coinvolgeranno le loro famiglie. Il romanzo è improntato sul sentimento di grande amicizia che supererà ostacoli anche molto grandi e su un fatto storico tragico documentato, (la storia vera a cui si rifà il romanzo) che cambierà le vite di tutti: dei bambini e delle loro famiglie. * “Ci penserà la Storia a rimescolare le carte, a riordinare valori e priorità, e a mettere tutti, adulti e bambini, di fronte a ciò che conta davvero. Dimostrando così che gli amici veri sono amici per sempre.”* La Storia ha il potere di modificare e di cambiare radicalmente le vite delle persone, ma la storia è fatta di persone pertanto il cambiamento subito da alcuni è stato causato e voluto da altri e non da un'entità astratta. Un romanzo che ci induce a pensare ma che, soprattutto, ci spinge ad approfondire quella parte di storia di cui è stato scritto. Il romanzo sembra diviso in due parti, la prima improntata sull'amicizia dei due ragazzini e la seconda sull'evento storico che ha coinvolto tutti. È scritto bene e la lettura risulta scorrevole e piacevole, la trama è molto coinvolgente tanto che si fatica a staccarsi. È il mio primo libro di @carmenlaterza e ne sono rimasta molto contenta. Lo consiglio.
Pagano sempre gli innocenti per gli atti più atroci degli uomini…
Siamo in Istria, a Pola nel giugno 1946.
E vi racconto la storia - ispirata ad una storia vera - raccontata nel libro #lultimaspiaggia.
L’amicizia può durare per sempre? Zeno e Alvise sperano di sì, anche se hanno appena terminato le scuole elementari e sanno già che il loro cammino è tracciato: Zeno studierà e Alvise lavorerà con il padre falegname nella bottega di famiglia. E questo piccolo fatto metterà in competizione i due ragazzini, nei giochi con gli altri amici e con una competizione di nuoto organizzata dal parroco.
Il nuoto che è sempre stato un comune interesse li vedrà competere e comportarsi male…
Com’è strana l’amicizia quando dentro c’è di mezzo l’arrivare da qualche parte.
Ma Alvise e Zeno scopriranno nuove emozioni e anche cos’è la perdita. Perché ci si metterà di mezzo l’uomo che cattivo vuole prevalere su altri e non esiste solo la competizione tra i ragazzi, ma anche quella territoriale tra italiani e croati, che porterà un esito davvero drammatico. Il 18 agosto del 1946 sulla spiaggia di Vergarolla a Pola, quella stessa spiaggia che ha visto nascere amicizie e momenti belli, distruggerà tutto con un’esplosione che provocò la morte accertata di 65 persone. La maggior parte erano bambini e ragazzini.
Perché l’uomo deve esser così cattivo?
This entire review has been hidden because of spoilers.
Chi ha già letto dell'autrice non si stupirà della preziosa cura attraverso cui fotografa luoghi e natura e, con la medesima maestria, presenta il carattere ed i sentimenti dei suoi personaggi. In questo romanzo troviamo uno spaccato di storia poco nota, una strage che, sicuramente, gli Italiani d'Istria hanno vissuto come triste epilogo della successiva diaspora. Nella tragedia, tuttavia, la forza dell'amicizia resiste anche se i protagonisti sono solo dei bambini che mai dovrebbero conoscere e vivere la morte come cruenta forma di malvagità. Altra figura profondamente umana è quella del dott.Micheletti, realmente vissuto, che nonostante sapesse di aver perso entrambe i figli in quel tragico episodio, continuerà senza sosta ad operare lungo una notte ed un giorno nel tentativo di salvare giovani vite e per regalare a quei genitori smarriti la speranza e l'amore. Un libro che farà riflettere e ci presenterà, in questo periodo di odio razziale diffuso, una alternativa nel reciproco ausilio e nella comprensione verso gli altri, proprio come il riservato pudore dei sopravvissuti alla strage di Vergarolla che per tale ragione si sentono colpevoli nei confronti di chi ha perso i propri cari.
This entire review has been hidden because of spoilers.
Questo romanzo mi ha colpito molto. Il racconto dell’amicizia fra Zeno e Alvise, che occupa i primi tre quarti del racconto, è molto realistico. Il loro rapporto inizia a deteriorarsi a causa della fine della carriera scolastica di Alvise, che dovrà aiutare in bottega il padre falegname, e della sua gelosia nei confronti dell’amico, figlio del medico, che invece proseguirà negli studi. L’arrivo di una coetanea sarà un’altra fonte di scontro fra i due, culminato nella gara di nuoto indetta dal parroco. Al termine della gara avviene la tragedia dove troveranno la morte molti loro concittadini. Il romanzo diventa cupo narrando un fatto storico che ha devastato la città di Pola, visto attraverso i suoi protagonisti. L’approfondimento storico al termine del volume è stato un gradito plus.
Ispirato alla storia della famiglia Micheletti, l’autrice ci ricorda l’esodo giuliano-dalmata attraverso la storia di un’amicizia distrutta dai colpi di mortaio del destino, da una guerra che ha trasformato persone comuni in profughi, estranei e nemici. Non c’è ricchezza o povertà che tenga: la vera miseria è perdere tutto ciò che ci definisce, anche l’infanzia. Laterza ci costringe a guardare l’inganno della felicità materiale che si frantuma davanti alla brutalità di dover partire con una sola valigia, lasciando indietro la propria casa, i propri ricordi ed oggetti. Magazzino 18 diventa non solo un deposito ma un santuario silenzioso del dolore, dove ogni sedia, ogni valigia, ogni fotografia parla di assenze.
Un libricino (200 pagine circa) che vale la pena leggere. È basato su una storia vera nell’Italia del dopoguerra, in una specifica regione chiamata Istria, contesa tra Italia e Jugoslavia. Nella strage di Vergarolla, in cui dei residui bellici abbandonati sulla spiaggia vennero fatti esplodere, morirono 100 persone, di cui la maggior parte bambini, e molte centinaia rimasero ferite o mutilate. L’autrice, che pubblica i suoi libri in modo indipendente col marchio LIBROZA, inventa una storia di amicizia e di coraggio partendo da fatti realmente accaduti e persone realmente esistite. Piaciuto!!
Carmen Laterza ci racconta un pezzo di storia italiana, offrendoci uno spaccato quanto mai reale nelle descrizioni dei personaggi e dei luoghi. Ci porta a vivere da vicino una tragedia che ha mietuto molte vittime. Questo ci dà uno spunto per riflettere sui tanti conflitti dei nostri giorni, in cui a pagare il prezzo più alto sono sempre i più fragili e più indifesi. Il romanzo ci fa meditare anche su quanto sia appagante poter aiutare il prossimo in difficoltà, in qualunque modo esso lo si voglia esprimere.
Libro che ho rivalutato positivamente nella parte finale. Forse la storia iniziale dei 4 amici è un po" lenta e a tratti ripetitiva, ma in seguito l'autrice riesce a catturare l'attenzione e soprattutto fa riflettere sui valori dell'amicizia, della famiglia e di quel pezzo di storia d'Italia non così conosciuta ai più. "Ogni persona si porta dentro esperienze che noi non conosciamo e non possiamo giudicare. Con quello che ci è dato di vedere, si conosce poco degli altri, e quasi mai le cose più importanti ".
E' il primo libro dell'autrice che leggo e da subito sono rimasto colpito dalla scorrevolezza e il coinvolgimento del suo modo di narrare le cose. Non è stato possibile rinunciare a concludere la lettura abbastanza rapidamente Altra sensazione positiva è stato realizzare che il romanzo mette luce su un avvenimento appartenente alla storia del dopoguerra e di cui non avevo sentito parlare prima. Raggiunge in questo anche una finalità educativa. Molto commoventi le ultime pagine..per poi scoprire che non si tratta solo di una storia inventata!! Lo consiglio molto
Il racconto di una terribile pagina della storia italiana che, devo ammettere, non conoscevo. Il libro è scritto davvero bene, i personaggi sono ben caratterizzati e descritti, molto bella l’ malternanza tra il mondo dei piccoli, con i loro litigi e le loro sfide che sembrano enormi e il mondo dei grandi che si preoccupano della situazione politica. Il finale con il link alla vera storia, dove si possono trovare parallelismi tra personaggi realmente esistiti e personaggi del romanzo, molto interessante
Un racconto toccante che descrive una tragedia avvenuta nel dopoguerra ad Istria. Laterza offre uno spaccato della vita dell'epoca molto realistico e interessante, non limitandosi a descrivere dall'esterno ma entrando nel profondo dell'anima dei personaggi. Alcuni passaggi, alcune frasi mi hanno davvero toccato. E il raccapricciante massacro avvenuto a Vergarolla è dettagliato, atroce, spaventoso. Mi ha fatto piacere che l'autrice non abbia cercato di addolcire la pillola, questo è quello che è successo e non bisogna dimenticarlo.
Libro scritto molto bene, coinvolgente ed emozionante fino alle ultime pagine; è un romanzo ispirato ad un evento storico realmente accaduto ma poco conosciuto in Istria poco dopo la fine della seconda guerra mondiale. I personaggi sono ben descritti e caratterizzati, è bella ed intensa la storia di amicizia fra Alvise e Zeno, non dico altro per non rivelare ulteriori dettagli ma è un libro che consiglio da leggere, complimenti all’autrice.
Mi ha lasciata perplessa, perché non mi è sembrato un romanzo: è una piccola cronaca (con molte descrizioni, forse per questo le recensioni usano così spesso il termine "approfondito"), delle pennellate che descrivono una situazione che culmina in un evento storico drammatico... e poi finisce. Ho apprezzato l'intento e anche la volontà di trasmettere alcuni messaggi, ma sono anche rimasta insoddisfatta dallo sviluppo.
Il romanzo tocca un pezzo di storia a me poco sconosciuto che riguarda l'Istria del 1946. È la storia dell'amicizia di due ragazzini molto diversi sia di carattere sia di estrazione sociale che devono anche affrontare il clima d'odio di quel momento nella loro terra. Purtroppo la storia che richiama, la storia che si ripete come oggi e la guerra non risparmia nessuno...
Bellissima ed emozionante ricostruzione del poco noto fatto storico della strage di Vergarolla, che sconvolse la comunità italiana di Pola. Zone che appartengono al nostro patrimonio, anche se non le percepiamo come tali. Lo consiglio davvero!
Molto toccante, sono rimasta colpita...come tanti non conoscevo questo episodio della nostra storia, approfondirò sicuramente l'argomento. Non avevo mai letto niente di questa autrice, la sua scrittura chiara e scorrevole mi piace molto. Consiglio la lettura!
Bellissimo, ho rivissuto gli stati d’animo di quando ero bambina ed infine ho pianto. Mi ha fatto pensare che dopo tanti anni dalla guerra il mondo è ancora lì, incurante dei bambini che vivono tragedie che li segneranno per tutta la vita.
Storia poco approfondita e un po’ splatter, ma mi ha fatto conoscere un pezzo di storia che ignoravo e che sono poi andata ad approfondire. Che strazio.
un libro che ti lascia qualcosa...mi ha colpito, come in "alice non lo sa" l'interiorità dei personaggi, la descrizione della socialità, del periodo storico....
un libro che ti lascia qualcosa...mi ha colpito, come in "alice non lo sa" l'interiorità dei personaggi, la descrizione della socialità, del periodo storico....
Bellissimo! L'autrice non si smentisce mai, ha una scrittura meravigliosa, delicata e diretta allo stesso tempo... Libro duro, su una realtà poco conosciuta, ma molto triste. Consiglio assolutamente!