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Qualcosa di scritto

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Roma, primi anni Novanta. Mentre i sogni del Novecento volgono a una fine inesorabile e Berlusconi si avvia a prendere il potere, uno scrittore trentenne cinico e ingenuo, sbadato e profondo assieme trova lavoro in un archivio, il Fondo Pier Paolo Pasolini. Su quel dedalo di carte racchiuso in un palazzone del quartiere Prati, regna una bisbetica Laura Betti sul viale del ma l'incontro con la folle eroina di questo libro, sedicente eppure autentica erede spirituale del poeta friulano, equivale per il giovane a un incontro con Pasolini stesso, come se l'attrice di "Teorema" fosse plasmata, posseduta dalla sua presenza viva, dal suo itinerario privato di indefesso sperimentatore sessuale e dalla sua vicenda pubblica d'arte, eresia e provocazione. "Qualcosa di scritto" racconta la linea d'ombra di questo contagio e l'inevitabile congedo da esso - un congedo dall'adolescenza e da un'intera epoca; ma racconta anche un'altra vicenda, quella di un'iniziazione ai misteri, di un accesso ai più riposti ed eterni segreti della vita. Una storia nascosta in "Petrolio", il romanzo incompiuto di Pasolini che vide la luce nel 1992 e che rivive qui in un'interpretazione radicale e illuminante. Una storia che condurrà il lettore per due volte in Grecia, alla sacra come guida, prima il libro postumo di Pier Paolo Pasolini, poi il disincanto della nostra epoca - in cui può tuttavia brillare ancora il paradossale lampo del mistero.

256 pages, Hardcover

First published March 1, 2012

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About the author

Emanuele Trevi

99 books130 followers
Emanuele Trevi (Roma, 7 gennaio 1964) è un critico letterario e scrittore italiano.
Figlio dello psicoanalista junghiano Mario Trevi, è editor e autore di saggi e romanzi. Ha debuttato nella narrativa nel 2003 con I cani del nulla, uscito presso Einaudi Stile Libero. È stato direttore creativo (con Arnaldo Colasanti) della Fazi editore, ha curato una collana presso Quiritta editore e, con Marco Lodoli, l'antologia scolastica Storie della vita edita da Zanichelli. Ha inoltre curato le edizioni di:
- la Tavola ritonda, classico italiano del XIV secolo
- Amore, figura e intendimento: osservazioni sull'allegoria in Cavalcanti e nella «Vita nuova» (di Dante Alighieri)
la Storia di fra' Michele Minorita di anonimo fiorentino
- l'introduzione a Charles Perrault, I racconti delle fate e Le fiabe francesi della Corte del Re Sole a Le avventure di Pinocchio di Carlo Collodi
- le Istruzioni per l'uso del lupo, una lettera alla critica italiana, in due edizioni
- Altri saggi vanno dall'introduzione a Il mio Carso di Scipio Slataper, all'intervista per «Paris Review» a Milan Kundera, dalla collaborazione per la parte delle prose all'edizione di Lucio Felici delle opere di Giacomo Leopardi, alla presentazione di una collezione di saggi di Viktor Borisovič Šklovskij, e ancora di opere di Emilio Salgari, John Fante, Gabriella Sica, Goffredo Parise, Giosetta Fioroni, Giorgio Manganelli, Alexandre Dumas, Ferenc Molnar, Edmondo De Amicis (i viaggi), Henri Michaux ecc.

Con il libro reportage sul poeta Pietro Tripodo, "Senza verso. Un'estate a Roma" edito da Laterza ha vinto il Premio Sandro Onofri.

Collabora con Radio 3 e ha scritto su diverse riviste come Nuovi argomenti, Il caffè illustrato e su quotidiani quali la Repubblica, la Stampa e Il Manifesto.

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Profile Image for Orsodimondo.
2,541 reviews2,572 followers
June 18, 2026
STORIA AUTENTICA QUASI VERA


Hilma af Klint – Svaven, 1915.

Qualcosa di scritto: significa intrattenere con le parole la stessa penosa intimità che unisce il bambino che piscia nel letto alla chiazza tiepida che si è allargata sul lenzuolo. E nello stesso tempo, senza contraddizione, scontata fino in fondo quella vergogna, qualcosa di scritto significa esercitare sul corpo della lingua una pressione che non è solo mentale, solo culturale. Iniziare a vivere una forma è come dire che a partire da lì, da quella pressione che produce una specie di calco, un individuo inizia a prendere possesso della realtà. In un modo, osserva Pasolini, che non può che essere violento e brutale, come accade in ogni presa di possesso… Vivere la propria creazione fino alla fine della vita: come quando si muore di parto.


Pier Paolo Pasolini: Suonatori (1941).

Quanto precede è citazione dal libro.
Vola più alto che mai il prode Trevi, che ho imparato ad amare molto. Anche se non dimentica, quando occorre, di mischiare il basso all’alto, come nella migliore tradizione. O, se non altro, quella che io preferisco.

La Pazza è come Trevi chiama Laura Betti che dirige il Fondo P.P.P.
Zoccoletta è come Laura Betti, alias la Pazza, chiama Trevi.
P.P.P. è proprio lui, Pier Paolo Pasolini.
Al Fondo P.P.P. Emanuele Trevi approda fresco di laurea, o giù di lì, nella prima metà degli anni Novanta. Lo assume proprio la direttrice e responsabile e curatrice del Fondo, Laura Betti. La stessa che lo licenzierà poco più di un anno dopo.
Nel frattempo ha modo di strapazzarlo e trattarlo in modo odioso, considerato che la signora, come ha ben sintetizzato Goffredo Fofi, è dotata di un “carattere di merda”.



Ma chiaramente non è solo questo che Trevi vuole raccontare, e che effettivamente racconta. C’è anche Petrolio, l’opera postuma di P.P.P., pubblicata per la prima volta nel 1993, proprio quando Trevi lavorava al Fondo. Su questo libro incompiuto, lascito e testamento del poeta scrittore, Trevi si dilunga, s’immerge, sviscera esamina analizza arrivando a soffermarsi a lungo su Demetra, sua figlia Persefone, il di lei ratto a opera di Ade che la condusse con sé negli inferi (ade), i misteri eleusini e compagnia bella.



Il che diventa occasione per parlare di P.P.P. in generale, la sua morte, mistero mai davvero risolto, il suo ultimo film, Salò o le 120 giornate di Sodoma, anche questo uscito postumo.
Per parlare di sadomaso, e quindi di sadici e masochisti, e ovviamente del divino marchese, di molto meno divino fascismo. Di maschile e femminile e doppio. Di Laura Betti, come già detto, e del loro rapporto altalenante, di un viaggio di lavoro insieme in Grecia. Eccetera eccetera.
Come è uso stile e pratica del buon Emanuele Trevi che se ne va a zonzo nella vita degli altri, senza dimenticarsi della sua, girovaga per palazzi strade musei e biblioteche, sfoglia e legge libri, vede film, guarda quadri, eccetera. Tra critica letteraria e aneddotica, saggio ricordo e racconto di viaggio, iniziazione e formazione, memoir romanzo e biografia, imbocca sentieri per poi tornare indietro, ma senza mai perdere il filo, che è più tenace e sicuro di quello di Arianna, ma come quello si percepisce invece labile e precario.
Adoro le divagazioni culturali ed esistenziali di Emanuele Trevi, ne sono diventato “addicted”.



Alla parola [modernità] si connette in modo quasi automatico l’idea, sempre identica nell’infinità varietà degli stili e delle visioni individuali, che la letteratura sia una forma insostituibile di conoscenza del mondo. Non un repertorio di trame buone per il cinema, tantomeno un consumo destinato a un’illusoria elevazione “spirituale”, ma una sfida, un oltraggio irrimediabile, l’ultimo giro destinato a conficcare le vite nel cuore stesso della verità.
Profile Image for Héctor Genta.
404 reviews92 followers
March 23, 2019
Con Qualcosa di scritto Trevi affronta Petrolio, l’opera incompiuta di Pasolini, e lo fa dicendo fin da subito che a suo avviso si tratta di un libro spartiacque per la storia della letteratura che da quel momento in poi subirà un vistoso cambiamento di prospettiva:
“Fino alla fine, insomma, P.P.P. lavorò da perfetto rappresentante dell’età moderna, senza sapere che era uno degli ultimi. […]
Finché è durata, la modernità ha convinto tutti di essere eterna. Ogni generazione alzava l’asticella, come un saltatore che si mette alla prova, e trovava la maniera di scavalcarla. Poi, all’improvviso, proprio nel periodo in cui lo scartafaccio di Petrolio aspetta nell’ombra il suo momento, questa prodigiosa macchina si arresta – forse per sempre. Non che la letteratura «muoia», come da più di cent’anni si sperava o si temeva (o tutte e due le cose insieme). Rimane – ahimè – più viva e vegeta che mai: semmai restringe drasticamente, una volta per tutte, le sue potenzialità e le sue prerogative. […]
A metà degli anni Ottanta, lo scrittore più significativo della sua epoca è sicuramente Raymond Carver. Artista tutt'altro che modesto rappresenta alla perfezione lo straordinario cambiamento che si è verificato. Nei suoi libri, noi assistiamo allo sconcertante spettacolo di una letteratura che non pensa più nulla. L’unico compito che lo scrittore si assegna è quello di essere uno storyteller. L’unico mondo di cui parla, è quello che conosce empiricamente – la porzione di gabbia che gli è toccata in sorte. L’unica sua speranza, è che quelle storie piacciano a un buon numero di lettori.”
Insomma: Trevi ci va giù duro, tanto per mettere le cose in chiaro su come la pensa.
Di più: in Qualcosa di scritto, Petrolio travalica l'ambito del romanzo, finendo per costituire una sorta di "iniziazione", il libro sacro del culto del dio Pier Paolo Pasolini, al quale veniamo introdotti dalla figura della sacerdotessa pazza Laura Betti.
Entriamo in una dimensione mistica che comprende anche un pellegrinaggio ad Eleusi: Petrolio si dilata fino a diventare un "rito", un tentativo di andare oltre la realtà nella quale viviamo e il doppio (la metamorfosi sessuale, ma anche il binomio violenza/pietà) diventa lo strumento per avventurarsi in territori inesplorati alla ricerca della visione suprema:
"P.P.P. ha scoperto l’orrenda verità che si nasconde dietro le apparenze, e bussa alle porte dei suoi simili per comunicare le sue scoperte prima che arrivi qualcuno a farlo fuori. Bisogna insistere sul modo della conoscenza, che è corporeo prima che intellettuale, ed è la diretta conseguenza di uno stile di vita, non di un sistema di pensieri e definizioni. L’intellettuale, lo scrittore, in genere è un individuo che possiede un corpo come tutti gli altri, e ne può godere come tutti gli altri, ma al momento di conoscere, conosce solo con la sua mente, mentre P.P.P. butta nella mischia ogni centimetro, ogni grammo della sua carne."
Profile Image for Emanuela.
Author 4 books85 followers
June 24, 2012
Sulla cover di questo libro c'è una foto di Pier Paolo Pasolini con Laura Betti.

L'ho acquistato con la curiosità che mi porto dietro dagli anni della mia adolescenza quando andai a vedere tutti i film dello scrittore/regista, dei quali non capii quasi niente ma che ogni tanto, in momenti inaspettati, la mia mente rimanda qualche scena. Inoltre, la fama di Pasolini scrittore mi ha sempre un po' spaventata e, nonostante abbia in casa alcuni suoi libri, non ho mai trovato il giusto input per affrontarlo.

A questa condizione di rinato interesse ci sono arrivata attraverso la mediazione di Trevi che racconta della sua esperienza alla "Fondazione Pasolini" diretta da Laura Betti. Questo approccio che mi è piaciuto, porta a conoscere la personalità di P.P.P. attraverso gli atteggiamenti tutt'altro che pacati di Laura e successivamente analizzati dall'autore; una rappresentazione di terza mano ma molto utile alla (mia) comprensione e ad accendere motivazione alla lettura di Pasolini e, perché no, a rivedere i suoi film.

Il tema che sviluppa Trevi è quello dell'iniziazione prendendo riferimenti soprattutto all'ultima opera, postuma, dell'autore, "Petrolio" in cui In "Petrolio", che è un'opera basata interamente sull'idea dello sdoppiamento e della duplicità, anche la visione suprema è doppia.
Il tema è molto interessante e coinvolge l'aspetto anche antropologico perché Trevi fa una lunga disamina sui rituali che si svolgevano a Eleusi per capire profondamente il pensiero di Pasolini: Non si può essere in modo eccellente qualcosa se non si è anche, simultaneamente, la cosa opposta.
Profile Image for Tyrone_Slothrop (ex-MB).
889 reviews119 followers
April 6, 2020
Dentro Petrolio

L'idea di letteratura di Trevi mi piace parecchio e, soprattutto, il modo perfetto in cui definisce il problema della scrittura contemporanea:
Oggi, la massima aspirazione degli scrittori è essere amati da genitori e bambini come Babbo Natale (o la Befana) .

Ecco, il vero protagonista di questo libro, cioè PPP, sicuramente non ambiva all'amore dei suoi lettori - e qui Trevi svolge molto bene l'importante missione di spazzare via tutte le sciocchezze, banalità, mistificazioni che si sono dette sul genio di Casarsa: Pasolini non è (mai) stato uno scrittore "scomodo", un previsore del futuro, uno scoperchiatore di misteri italiani PPP è un investigatore scarsissimo, e molto pigro .
(D'altra parte, che altro significa la frase "Io so, ma non ho le prove" se non una intelligente presa per il culo per tutti i complottardi paranoici ignoranti là fuori?)

Invece, Pasolini (come disse Moravia ai suoi funerali) era un poeta, un uomo che visse della propria arte fino alla fine, anzi facendo arte della sua stessa vita - e questa è la unica chiave per interpretare la sua ultima opera Petrolio, la cui analisi è (in realtà) la materia principale di questo libro di Trevi.
Interpretazione con la quale sostanzialmente concordo, in particolare con l'immagine di Petrolio come rito iniziatico simile ai misteri eleusini, un oggetto culturale prodotto da un autore ormai incamminato verso spazi esistenziali pre-razionali, arcaici, quasi nietzschiani. Molto interessanti anche alcuni paralleli con scrittori inaspettati come Pynchon o Philip K. Dick.

Molto indovinata la forma espressiva che consiste in un misto di saggio culturale e memoria personale, dove risalta la figura di Laura Betti, irrefrenabile e tragica maschera di un pasolinismo che finisce per consumare la vita delle sue vittime. E' un approccio fruttuoso che permette di equilibrare le dense pagine di analisi del moloch letterario con una serie poco ordinata di ricordi personali più leggera e scorrevole, in cui Trevi mostra di gestire bene le sue carte usando bene ellissi e salti narrativi.

Meno convincente, invece, la parte finale del libro dove Trevi sembra voler rappresentare quel-non-so-che di misterico narrando di un suo viaggio a Eleusi, ma che rimane un ibrido tra il diario di un neo-adepto e una riflessione culturale di un pasoliniano incerto.
Profile Image for Siti.
429 reviews171 followers
November 6, 2022
Esperienza di lettura ibrida, come già con “Due vite”, anche se questo gli è antecedente, essendo risalente al 2012, in un certo senso pare anticiparne la fattura: un racconto a partire da un’esperienza personale che si tramuta in focus su un protagonista, qui Pasolini, o forse Laura Betti, lì Pia Pera e Rocco Carbone; al seguito riflessioni sparse dal retrogusto filosofico che avvicinano al senso della vita, o meglio al suo mistero.

L’esperienza personale tramutata in scrittura autobiografica è quella che vede il trentenne Trevi alle dipendenze di Laura Betti, ideatrice e direttrice del Fondo Pier Paolo Pasolini, nonché attrice, regista, amica dell’intellettuale friulano, decadente donnone, tracotante e triviale vocione che lo deride e gli dà della “zoccoletta”. Gran parte dello scritto filtra Pasolini attraverso il rapporto dispotico con questa donna che dirige, dalle stanze di un palazzo di Piazza Cavour a Roma, il lascito culturale dell’amico. Trevi ha il compito di ricercare materiali, soprattutto interviste, da far confluire poi in un saggio. Tutta la sua conoscenza di Pasolini trasfonde per osmosi in questo scritto e regala aneddoti e conoscenza diretta tramite “La Pazza” per poi virare verso l’esegesi dell'ultimo lavoro di PPP, “Petrolio”, il romanzo incompiuto, abbozzato, già letto come denuncia di misfatti dell’italica nazione. Per Trevi esso diventa semplicemente il simbolo del doppio, dell’estrema complessità della personalità dello scrittore, della sua intima essenza tutta derivata dall’eros che in tripudio finale dedicato ai misteri dei culti eleusini ci fanno sprofondare nel mistero dell’identità. Gradevole.
Profile Image for Laura Gotti.
666 reviews594 followers
July 24, 2021
Continua la mia scoperta di Trevi e, in questo libro, anche della figura di Pasolini che, per me, per le mie letture, è sempre troppo nebulosa. Libro notevole sia dal punto di vista contenutistico che per la solita egregia scrittura di Trevi. Bonus track la scoperta di Laura Betti, di quella Betti raccontata così, che mi ha suscitato sentimenti differenti e tutti molto forti.

Mi è piaciuto, come mi sono piaciuti tutti i libri di Trevi, per quel mix perfetto di racconto, di memoria, di scrittura e di cultura che riesce ad unire senza mai stancare, tenendoti legato alla pagina e alla sua narrazione.

Consigliato se amanti di Trevi o interessati a Pasolini, altrimenti forse, dio forse, potrebbe risultare ostico.


Birretta ghiaccciata, come sempre con sto caldo tremendo, in attesa che finisca questa ennesima estate inutile.
Profile Image for Alessandro.
85 reviews55 followers
November 25, 2012
[Non c’è forse, tra tutti i dolori che la vita ci costringe a sopportare, un dolore più grande di questo: amare qualcuno più di se stessi, e godere, fino a un certo limite, della sua presenza – e nello stesso tempo, capire che quell’essere amato, proprio mentre è lì con noi, in carne ed ossa, e divide il suo tempo con noi, in realtà appartiene solo al suo destino che già, mentre siamo sicuri di stringerlo a noi, lo porta lontano. Perché la sua storia, per quanti sforzi possiamo fare, non è la nostra e non lo sarà mai.] pag.70
Profile Image for GloriaGloom.
185 reviews1 follower
May 23, 2019
Questo libro di Trevi ha il merito di aggiungere un tassello alla meritoria opera - sempre in corso e mai giunta a conclusione - di strappare Pasolini a quel luogo metaforico in cui comodamente - e con grande convenienza per tutti - soggiace, a quel ruolo sociale - coatto - di critico e profeta dove lo Spirito non reincontra mai la Carne, dove certi "luoghi oscuri" sono vicenda privata che mal s'intreccia con la vita pubblica o la pratica politica e che nell'arte sono al massimo "metafora" di altro - giusto l'altra sera, guardavo basito alla tv, uno di massimi sacerdoti di questo fanfaronesco culto, quel bottegaio oscuro di Veltroni - ospite insieme a Trevi per l'appunto - arampicarsi sui consueti specchi del complotto pur di tenere a bada, a distanza, ogni fantasma di umanità - "Preferiscono di gran lunga Topolino, per intenderci, all’infingardo Paperino..." -, ma Veltroni e altri son rimasti figicciotti nell'anima(per i più giovani l'estinta - senza grandi dolori - federazione giovanile comunista), come un marchio sulla pelle - celato sotto la camicia di fattura inglese - , come il branding di Maria - uno dei tanti personaggi di Trevi - che si fa marchiare le carni in una pratica sadomaso - e questa improbabile consonanza mi darebbe da riflettere se fossi Veltroni.
Trevi, con la sua bella e movimentata scrittura, ora piana e precisa, ora attraversata da improvvisi grumi barocchi di metafore e similitudini, ora spezzata da lampi di umorismo, ora deragliante in mille gustosissime deviazioni, si fa improbabile sacerdote «TU, con la tua fighetta profumata?!? Pier Paolo ci avrebbe vomitato sopra!!!» di un viaggio iniziatico nei misteri di Petrolio, ultimo e incompiuto libro di P.P.P.. L'assunto da cui parte è abbastanza vero e banale, Petrolio è, inconsapevolmente, uno degli ultimi grandi romanzi della modernità ...Gli anni di Petrolio sono gli stessi dell’Arcobaleno della gravità di Pynchon, per fare un esempio, o dell’Anti-Edipo di Deleuze e Guattari... , dove tutto è ancora possibile e il romanzo non necessita di fatti, storie, empatie assortite per essere letto e venduto. Trevi incrocia veri piani narrativi in un unico disegno concettuale, da una parte Petrolio, quello che secondo Trevi è il romanzo di uno scrittore, P.P.P., che vede realizzarsi intorno a lui ogni sua profezia più oscura nell'umanità che lo circonda, il tentativo di superare uno stadio di vita e di studio oramai scaduto, inutile, al tramonto, entrando di forza in un terreno che che lo costringe a mettere in gioco gli istinti più vitali - corpo, genere sessuale, rabbia - senza filtro alcuno, e in cui la morte è una tante probabili opzioni; poi ci sono i personaggi che Trevi incrocia nei suoi anni di lavoro al Fondo Pasolini, su tutti la vitalissima e spregevole, spregevole per troppa umanità, Laura Betti, vedova inconsolabile di P.P.P. ma al tempo stesso pezzo di specchio attraverso cui leggere i segni di quel salto con l'asta non riuscito al Pasolini/Petrolio (al Pasolini/Sade, al Pasolini impenitente predatore notturno di giovani marchette...).
Il limite, ma è un bel limite, è che questo finto romanzo, falso saggio, grande testo critico, s'attarda spesso e volentieri in luoghi novecenteschi, storicistici, quel profumato bagaglio di vecchia scuola che permette al lettore di cecare i fili dispersi, intrecciare i pezzi e le possibilità. Insomma Trevi ha un'alta considerazione di chi frequenta i suoi sentieri: lo considera un Lettore, e non è poco.
Profile Image for Simona.
998 reviews234 followers
September 12, 2021
"Qualcosa di scritto" riaffiora nell'opera "Petrolio" di Pier Paolo Pasolini. Non è facile la lettura di questo testo, da un lato perché lento in alcuni punti e dall'altro troppo prolisso, anche se credo sia necessario per capire fino in fondo il suo fine.
Partendo dalla sua esperienza al Fondo Pier Paolo Pasolini di Roma maturata negli anni Novanta, Emanuele Trevi traccia un bilancio, non solo del suo lavoro, ma anche dei rapporti che ha intessuto, soprattutto con Laura Betti, definita da lui stesso La Pazza.
Un libro che è una commistione di generi, perché è un saggio, ma anche un romanzo, esperienza autobiografica e, infine, viaggio nella Grecia dei classici e del mito di Demetra per una bellezza e storia senza tempo. Un libro che racconta di Pasolini cineasta, ma anche scrittore, di quanto il suo essere fosse inviso a molti, del rapporto con Laura Betti. Una storia che cattura, incanta di un qualcosa che forse oggi non c'è più, ma che comunque non cessa di essere intenso e sublime, proprio come l'opera Pasoliniana.
Profile Image for Gritcan Elena.
1,020 reviews29 followers
July 10, 2025
O carte care mi-a plăcut tocmai pentru cat de neclară și tot odată deschisă e. Căutările astea prin umbrele lui Pasolini, pasiunea nebună și fascinantă a Laurei pentru acesta, fragmentele despre scris, o mulțime de fire dintr-un ghem mare care rămân fără nici un răspuns sau o interpretare.

Mi-a plăcut mult și coperta. Mi se pare enorm de puternică și simbolică, deschisă interpretărilor. Pare ca trupul căzut e nebuna de Laura iar Pasolini veghează totul dintr-o altă lume, perspectiva. Fiecare își poate face propria realitate :)

“Detest când se spune despre Pasolini ca era incomod, ca și cum ar fi o canapea”
“Cei mari dau în clocot ingrediente de altă natură, sânge, speram și materii fecale…”
“Nebună, acea limită imposibilă, avea ceva prețios să mă învețe …”
Profile Image for David Andrés.
16 reviews7 followers
April 1, 2022
Una buena muestra de cómo la obra y la figura de un autor puede atravesar nuestra vida hasta el punto de vertebrarla. Un diálogo muy interesante entre el legado de Pasolini y el final de siglo en Italia
Profile Image for Giorgio Comel.
266 reviews1 follower
September 29, 2023
Partendo da una esperienza personale di quasi trent'anni fa, la sua occasionale e temporanea attività presso il Fondo Pasolini, di cui Laura Betti era la fondatrice/presidente/titolare, e le sue stramberie apparentemente senza senso vengono descritte ampiamente nella prima parte del libro (il cui oggetto, però, è un altro), Emanuele Trevi si propone di tentare una lettura "profonda" di Petrolio, l'ultimo, incompiuto, postumo, ingarbugliatissimo libro di Pier Paolo Pasolini, con i suoi livelli, i suoi doppi, le sue metamorfosi, la sua decadente morbosità e profondità.
Due anni fa lessi per caso I Cani del Nulla e ne parlai sostanzialmente maluccio. E confermo, quello era un libro dalla struttura incerta e traballante, basata su poco o niente. Qualcosa di scritto è costruito in modo sensato, logico e progressivamente illuminante. Qui Trevi spazia, si ingrandisce e con lui anche la sua scrittura assume un tono maggiore, più elevato e cosciente.
L'abilità di Trevi sta anche nel trascinarti dal chiacchiericcio da bar, dalle beghe isteriche di Laura Betti fino al sommo livello dei Misteri Eleusini e ciò che ha significato, e per quanto ne sappiamo noi continua a significare, questo culto primigenio avvolto dalla più tenace e indissolubile nebbia. Numerosi autori e storici greci e latini ci hanno tramandato una conoscenza parziale e tutto sommato incompleta del culto di Demetra e Persefone, La Madre e La Figlia.
L'esperienza nella grotta di Eleusi era riservata ai soli iniziati e a coloro che desideravano l'iniziazione (esperienza alla quale erano ammessi tutti, comprese le donne e gli schiavi) e che per questo motivo erano già in cammino dal mattino, da Atene e avevano camminato e digiunato fino all'arrivo, dove avrebbero ricevuto, nel Telesterion, una coppa di ciceone, la bevanda rituale inebriante in cui è praticamente certo vi fosse, tra le altre cose, la muffa della segale cornuta, un fungo allucinogeno dai potenti effetti psicotropi (Claviceps purpurea). La questione è stata ampiamente trattata ed analizzata da studiosi ed esperti quali Gordon Wasson, Albert Hoffmann e Carl Ruck.
Tutto chiaro fin qui. Poi cosa succede all'interno della grotta? Che cosa succede alle menti, e ai cuori, delle persone che hanno camminato e digiunato per tutta la giornata? Come evolve l'esperienza?
Trevi non ha una risposta pronta e non ce l'ha nessuno, ma lui sa dove cercare. E sa come rendere la cosa naturale.
A quanto pare PPP era a conoscenza di qualcosa, la sua ultima opera è cosparsa di riferimenti ad un livello di esperienza "altra", il tema del doppio viene utilizzato appositamente per introdurre e rendere disponibile ciò che non può essere descritto. Pena la morte.
Profile Image for Ivva Tadiashvili.
269 reviews8 followers
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January 13, 2023
გუდრიდსმა რატომ აკრზალა წიგნების დამატება?
ეს წიგნი არის ქართულად "რაღაც ნაწერი, პიერ პაოლო პაზოლონისთან შეუძლებელი შეხვედრის თითქმის ნამდვილი ამბავი" გამომცემლობა აგორა, თარგმანი: როზა ოდიშვილი
პაზოლინის ფილმები მომწონს, განსაკუთრებით ოიდიპოსი. მისი შეხედულებები კი რავი საერთოდ არ მესმის რატომ ფიქრობდა ასე. როგორც პიროვნება საერთოდ არ მომწონს. ამ წიგნის წაკითხვით კიდევ ერთხელ მივეცი შანსი, ამჯერად უკვე მეგობრის თვალით დანახული პაზოლინი გავიცანი. მაგრამ მაინც ვერა რა, ვერ ვეძმაკაცებოდი პაზოლინს. :დდ ეს წიგნი მიყვება პაზოლინის ბოლო რომანს "ნავთობი", მისი განხილვაცაა და თან პაზოლინის და რამოდენიმე ფილმის გარშემო უცნობი ჭორები. საინტერესო იყო, თურმე მორავიასთან მეგობრობდა პპპ. რამოდენიმე ფილმის რეკომენდაცია მივიღე რომლის ყურებასაც დიდი ხანია ვაპირებ. ამ პერიოდში გადავდგი ნაბიჯი და როგორც იქნა ვნახე პაზოლინის ფილმი Salò, or the 120 Days of Sodom და მაგ ფილმმაც იმედი გამიცრუა. მარკიზ დე სადი ძაან მევასება და ვფიქრობ ცუდი ადაპტაცია იყო. ძაან overrated ფილმია, დიდი ვერაფერი. უფრო მძაფრი და სკანდალური ფილმები მაქვს ნანახი და ალბათ ძაან დავაგვიანე ნახვა. და ვერაფერი შეცვალა. ბოლოსკენ როცა ცოტა მუღამში შევედი და დაიწყო მძაფრი სცენები მერე მორცა მაინცდამაინც. ეს ნორმ წიგნი იყო რა, ვისაც პაზოლინი აინტერესებს გაუსწორდება. ერთი ნაწარმოები იყო "რაღაც ნაწერი" და მეორე წიგნის ბოლოს სულ 20 გვერდიანი რამე იყო "როგორც ელვა" და აი ეგ უფრო მომეწონა, ათენის შესახებ იყო ძაან საკაიფოდ დაწერილი საინტერესო რამეები. ფილმის რეკომენდაციები მომცა თქო შვიდასი ფილმი არ ურჩევია სულ სამი. სალო, ტრიერის იდიოტები და ბერტოლუცის ფილმი პაზოლინის შესახებ. ტრიერის იდიოტებსაც ვნახავ. ამ წიგნმა რაც ქნა ისაა რომ ამ ფილმების საყურებლად წამახალისა. და პაზოლინზე ბევრად უფრო მისი დამხმარე ლორა ბეტის ამბები მომეწონა. ლორა ძალიან შარმიანი ქალია, აქამდე თითქოს ვერ ვამჩნევდი და პაზოლინის ფილმებს უფრო დიდი ხიბლი მიეცა ლორას გაცნობით <3
Profile Image for Silvia.
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May 20, 2024
Perché tutti gli incontri più importanti della vita sono incontri impossibili

'Non c'è scampo- una vita senza amore, fatalmente, si trasforma in qualcosa di così vizzo e polveroso, di così desolato, di così insignificante, che non vale nemmeno la pena di parlarne. Pensiamo ad una mutanda sporca dimenticata sotto il letto di una casa abbandonata: ecco un'immagine abbastanza eloquente di una vita senza amore. In confronto, ogni tipo di cuore spezzato è un cuore fortunato, che ha avuto la sua parte. Se si è spezzato, vuol dire che ha vissuto; se ha vissuto, vuol dire che ha avuto le sue occasioni di godere. Quanto all'andare in pezzi, è il destino di tutte le cose [...]
Il senso corrente dell'espressione 'fortunato in amore' è del tutto sbagliato, perché si riferisce ad un risultato che in realtà non esiste. Anche se lo uccidessimo e lo mangiassimo (cosa che a volte capita letteralmente), l'essere amato, per qualche inafferrabile motivo, non sarà mai nostro [...].
E dunque questi benedetti amori infelici non sono che una tautologia, poiché tutti gli amori, non potendo conseguire il loro scopo nemmeno a prezzo della tortura e dell'omicidio, sono infelici. Ciò che possiamo augurarci, semmai, è di incontrare (senza nemmeno essercele meritate) persone che, invece di proprietà impossibili da esercitare, rappresentino per noi delle avventure'
Ci sarebbe molto altro da dire, ma questa parte l'ho sentita profondamente e non ho, per ora, altre parole da aggiungere.
Profile Image for Amanda Rosso.
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July 3, 2021
La passione contagiosa e la filologia puntigliosa di Emanuele Trevi trasformano questo ibrido fra romanzo è saggio sull'ultimo lavoro rimasto incompiuto di Pier Paolo Pasolini in un viaggio nell'Italia dei primi anni '90, e un'esplorazione semiotica e storico politica degli ultimi anni di PPP, anni di abbandono febbrile, sperimentazione creativa ma anche grande solitudine.

Trevi traccia percorsi di senso che attraversano il testo e l'esistenza, e restituisce a tutti i personaggi (inclusa Laura Bezzi, che nella narrazione quasi post traumatica di Trevi si espande sulla pagina con una complessità e magnetismo disarmanti) afflato di realtà.

La metamorfosi definitiva, la compiutezza del viaggio di morte che Petrolio ha rappresentato per Pasolini, la fine del secolo delle ispirazioni allucinogene e le sperimentazioni iconoclaste per ritirarsi di fronte all'avanzata del berlusconismo e la morte della letteratura, dell'esistenza e dell'Italia, si mescolano in un racconto che non perde mai il controllo di sé, della lingua e del suo stesso intento.

Trevi è scriba e testimone di un tempo specifico ma anche delle esalazioni della storia, della responsabilità di liberare Petrolio dalle interpretazioni posticce e fuorvianti della prima ora, e si fa carico della sua missione con la sua usuale dose di acutezza, puntiglio, ma specialmente dedizione.
Profile Image for Stefano Sotgia.
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February 15, 2022
Agli inizi degli anni Novanta, Emanuele Trevi lavorava per il Fondo Pier Paolo Pasolini. Il libro è un po' un romanzo sugli incontri di quel periodo, in particolare sul suo rapporto con Laura Betti, "la Pazza" ideatrice della Fondazione, vedova inconsolabile di PPP che sottoponeva il giovane autore a sadiche e divertenti vessazioni: queste le pagine che, sono sicuro, non dimenticherò. Ma è anche e soprattutto un saggio su Pasolini, in particolare sul romanzo non finito Petrolio che certo bisognerebbe conoscere per apprezzare la ricca interpretazione che ne dà Trevi. Io Petrolio non l'ho mai letto, né credo di essere un appassionato di Pasolini, eppure ho amato "Qualcosa di scritto", così novecentesco, stimolante e piacevolmente dispersivo.
Profile Image for Edoardo Giungi.
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May 24, 2026
Alcuni passaggi di questo libro mi resteranno nel cuore: hanno ampliato la mia “conoscenza”nel senso in cui la declina Trevi, nel senso in cui la intende PPP, quindi. Trevi e PPP hanno ampliato la mia sensibilità, la mia curiosità verso le cose del mondo, il mio impulso ad immaginare altro, a spingere un pò più in là l’orizzonte. Mi hanno fatto vedere come si può mettere in gioco tutto, come si stringono i denti quando si soffre e quando ci si arrabbia, perché è lì, negli attimi assoluti, che c’è bellezza, purezza, grandezza.
Buona parte del libro gira intorno al concetto di abbandono: è davvero così impenetrabile e misterioso l’abbandono?
Profile Image for A13.
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April 19, 2021
Книга - пособие по тому, как написать роман, когда не знаешь о чем написать, но очень хочется прислониться к посмертной славе Пазолини. Надо пересказать истории про людей, которых его знали, проанализировать его последний недописанный роман и высказать свои местами псевдоглубокомысленные измышления, проехаться по Афинам с пригородами, сделать мини-травелог с фотографиями. Все смешать: книга готова. Постмодернизм.
Profile Image for Manuel Sanz.
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April 3, 2025
Hoy no se escribe como en aquella época. No se editan libros así. Ni una novela, ni un ensayo, ni una biografía, ni recuerdos... Todo junto, revuelto, único, como el director, poeta, novelista. Pier Paolo Pasolini, único, irrepetible. Asesinado en su mejor momento. Un libro aún por escribir, una novela a medias, como su vida, cortada brutalmente por no se sabe quien, o quienes.
www.preferirianotenerquehacerlo.wordp...
www.enbuscadeaquellanoche.wordpress.com
Profile Image for Nora.
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August 1, 2021
Al leer la sinopsis, creí que la historia iba a ser algo diferente. Supongo que a los amantes de la obra de Pasolini les gustará, pero la verdad es que yo no lo conocía ni a él ni a su obra, por lo que no pude realmente conectarme con lo escrito. Sin embargo, lo que sí logró este libro es despertar mi interés por "Petróleo", así que tal vez lea esa polémica obra.
Profile Image for Lars Meijer.
452 reviews59 followers
August 15, 2017
Trevi heeft een zowel scherp als geestig boek geschreven dat ik zeker nog eens ga herlezen. Een werk dat de lezer, behalve interessante overpeinzingen en analyses over Pasolini, veel meer biedt om over na te denken.
Profile Image for Ramona Cantaragiu.
1,730 reviews35 followers
November 24, 2023
It had its moments of brilliance, especially when it commented on literature, writing and the point of official history, but these gold nuggets got lost in a lot of words about nothing particularly interesting.
Profile Image for Javier.
555 reviews13 followers
December 23, 2025
Un conjunto de textos en base a un trabajo documental del autor en torno a la última obra de Pasolini "Petróleo",de la tirante relacion con "La loca" Laura Betti directora del archivo, de los años ultimos de Pasolini, de Roma y de Grecia. Lectura compleja y hedonista de un tiempo pasado.
Profile Image for Elisa.
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August 29, 2020
晚期(73-75)Pasolini爱好者一定要看。其他人一定要避开。这书居然差两票就拿了Strega,可见ppp现在已经被庸俗化到什么程度【本书也肯定是庸俗的啦就像我们每个人一样,但我们又能怎么办呢。
Profile Image for Simone Subliminalpop.
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March 7, 2013
Un saggio romanzato che ben si bilancia tra le sue due anime, sembra essere la descrizione più appropriata per questo libro di Emanuele Trevi (arrivato secondo l’anno scorso allo Strega, con la conseguente polemica con blah blah blah…). C’è tanto Pasolini, quello degli ultimi tempi, di Petrolio e Salò, ma anche Laura Betti, soprannominata “la Pazza”, gestrice del fondo romano a lui intitolato e sua amica per lungo tempo. Un intreccio di rapporti umani e artistici (cinema, scrittura, teatro) che comprendono anche Trevi stesso, ovviamente nella parte più romanzesca, tra una Roma dallo sguardo passato e la Grecia come cartina tornasole, in contrapposizione al nuovo secolo.

http://www.subliminalpop.com/?p=7163
Profile Image for Claudia Cammisecra.
Author 3 books5 followers
February 19, 2016
Credo Emanuele Trevi sia stato molto bravo nel rendere interessante e in forma di racconto quello che forse potrebbe essere definito un saggio su Petrolio, l'opera incompiuta di Pasolini.
Al tempo stesso è una via di mezzo che rischia di non appagare chi cerca l'approfondimento saggistico nè chi cerca l'intreccio e l'analisi psicologica dei personaggi.
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