«Ogni linea che incide sul foglio gli sembra un passo verso di e alla fine, quando appoggia la punta d'argento e chiude la boccetta dell'inchiostro, e lei si abbandona sfinita sullo scanno e chiude gli occhi, lui sorride - perché sa di averla, oggi, posseduta».
Romanzo a incastro, La camera di Baltus intreccia in un perfetto moltiplicarsi di specchi tre storie che si assomigliano pericolosamente, legate da un misterioso filo che attraversa i quella di Maestro Enrico, pittore della fine del Quattrocento, autore degli affreschi della camera che dà il titolo al romanzo, sulla torre del castello di Bastia del Garbo; quella di Baltus, ufficiale napoleonico dal fascino stendhaliano, che vive le sue ultime ore proprio nella camera della torre che da lui prende il nome; quella, infine, di Arsenio Ventura, il critico contemporaneo chiamato a dare un giudizio sugli affreschi ormai corrosi, ma bellissimi ed enigmatici, che alla luce di una lampada si rianimano e si trasformano in un racconto di amore e guerra, donne e uomini, libertà e solitudine. È cosí che prende vita un viaggio iniziatico nel tempo e nello spazio, dove passato e presente si contrappongono in un gioco combinatorio di grande ricchezza metaforica e varietà stilistica.
Melania G. Mazzucco was born in Rome in 1966. She earned a degree in Italian literature from the University of Rome "La Sapienza" and a degree in cinema from the Experimental Center for Cinematography. In addition to her four novels, she has written award-winning works for the cinema, theater, and radio. Vita was awarded the 2003 Strega Prize, Italy's leading literary award.
Iniziato e poi abbandonato; poi ripreso in mano dopo un paio di anni e portato finalmente a termine. La prosa della Mazzucco non mi è dispiaciuta, e neanche la vicenda che si snoda nella linea temporale passata; il resto è stato invece piuttosto faticoso
Incipit Irresistibilmente, senza potersi opporre né con la volontà né con la forza, da un’altezza imprecisata, cadere verso il basso che chiama. Continua su Incipitmania