Teresa Pandolfi ha esagerato. Questo pensa chi l'ha rapita. La sfacciata, attraente bionda a capo dell'Unità segreta dei Servizi deve essere messa a tacere. Prima di farla fuori, però, serve la certezza che non abbia lasciato prove compromettenti per il loro sistema di potere. Intanto Sara è in crisi. Diverse come il giorno e la notte, lei e Bionda sono amiche, colleghe, rivali. Più sorelle. Dal giorno in cui non le risponde a un messaggio, Mora ha Teresa è in pericolo di vita. Lei è disposta a qualsiasi cosa per salvarla, con Viola, Pardo e persino Boris, il colossale Bovaro del Bernese. Al suo fianco la risorsa più preziosa, l'ex agente Andrea Catapano, che con Bionda e Mora ha condiviso gli anni migliori. Così comincia una forsennata corsa contro il tempo. Per capire se esistono delle prove, unica merce di scambio per la liberazione di Teresa, Sara dovrà scavare dentro tutto ciò che sa di lei. Tornare alle indagini di ieri, collegarle a quelle di oggi. Ma dovrà soprattutto schiudere lo scrigno dei ricordi, anche i più minuti, all'apparenza insignificanti, che ognuno di noi cela a propria insaputa in fondo al cuore. Lì in mezzo, Mora potrebbe indovinare la pista giusta, a cui arriverebbe - in uno slancio dell'anima - soltanto una sorella.
Maurizio de Giovanni è uno scrittore, sceneggiatore e drammaturgo italiano, autore perlopiù di romanzi gialli.
Maurizio de Giovanni is best known for his prize-winning series set in 1930s Naples featuring Commissario Ricciardi, a loner with the paranormal ability to see and hear the murdered dead. A banker by profession, de Giovanni also writes short stories and books about historic matches of the Neapolitan soccer team.
Eccomi di nuovo a rituffarmi nel mondo misterioso di Sara Morozzi e dei servizi segreti, con misteri che risalgono agli anni '80 e '90, quando nulla era informatizzato e il modus operandi era diverso. Qui la storia si accentra su Teresa, detta Bionda (dove Sara è Mora), la dirigente dell'Unità che ha sostituito Massimiliano e che è come una sorella per Sara, per quanto opposte possano essere come persone e soprattutto come donne. Sara ha la sensazione che Teresa sia stata rapita per qualche passo falso (che probabilmente è stato fatto proprio a causa di Sara), e se non è stata eliminata è proprio perché, come tutti i vecchi membri dell'Unità, potrebbe avere una sorta di assicurazione che potrebbe venir fuori con la sua scomparsa e che farebbe saltare molte teste. Quando l'intuizione si rivela vera, Sara e il suo gruppo più o meno scalcagnato di investigatori - composto da Viola, la giovane giornalista d'inchiesta madre di suo nipote Massimiliano, Davide Pardo, un poliziotto frustrato con un cane più grosso di lui, e Andrea Catapano, l'ex agente non vedente dell'Unità - fanno di tutto per trovare l'assicurazione e liberare Teresa.
Sesta indagine per l'ex poliziotta dei Servizi Segreti Sara Morozzi, detta Mora. Stavolta sarà difficile per Sara mantenere il sangue freddo, perché in gioco c’è la vita dell’amica e collega Teresa Pandolfi, detta la Bionda.
La Bionda e la Mora non sono solo due amiche. Sono due sorelle, così come voleva Massimiliano Tamburi, prima della sua morte
“«Tu e Sara, Bionda, siete legatissime. Quando me ne sarò andato, a lei non rimarrà nessuno a parte te.» «Capo, io…» «Ti prego, non ho più tempo. Devo andarmene, adesso.» Con una fitta, Teresa aveva capito che non si riferiva al ritorno a casa. Aveva atteso, in silenzio, che l’altro riprendesse fiato. «So che non avete un rapporto facile: siete diverse. E non pretendo di costringervi a tenervi compagnia. Ma avete un legame che nessuno ha. Tu sei passata per la morte dell’uomo che amavi, e adesso sta per passarci lei. Avrete ferite, e sangue, e rabbia, e dolore, ma siete qualcosa di unico. Voi due siete sorelle.» «Sì, capo. Lo siamo.» Tamburi aveva sorriso, e la pelle tesa sul volto lo rese simile a un teschio. «Ecco. Ti chiedo soltanto di non dimenticartene. Solo questo.»”
Con un continuo tiro sl piattello tra presente e futuro, la Mora avrà le intuizioni giuste per salvare sua sorella. E questo potrà farlo, collegando eventi e indagini del passato con quelli di oggi. Occorrerà scavare, accedere alle profondità del proprio cuore, dove non solo sono custoditi i ricordi, ma anche gli affetti più cari. E dovrà agire in fretta, perché il timer è stato arrivato e non c’è tempo da perdere.
In questo sesto episodio, Sara mi è sembrata stanca, sfinita: non mi ha convinta sl cento per cento. Ma a De Giovanni perdono tutto.
“E non erano due socie in affari che dovevano programmare l’attività; e nemmeno due colleghe, che condividevano il lavoro; tantomeno due amiche che si rivedevano dopo un pezzo. Erano sorelle. E le sorelle lasciano andare le parole dove vogliono andare, senza tenerle prigioniere. Il sole tramontò, dietro le nuvole. Nessuno se ne accorse.”
Dopo il finale cliffhanger del precedente libro non ho potuto aspettare troppo per conoscere le sorti di Bionda e mi sono tuffata in questo nuovo libro della serie di Sara, la "nonnina" che risolve, suo malgrado, cold case. Questo libro si discosta un pochino dai precedenti, in quanto non c'è un mistero da risolvere, ma viene svelato un pezzo del passato, sia di Sara che di Teresa, e la nascita del loro legame, che prevarica la mera amicizia, ma è proprio di sorellanza. È stato bello conoscere meglio questi due personaggi, anche se forse un po' la mancanza della parte investigativa si sente. Viene però compensata da una narrazione fitta e che non lascia respiro, che fa provare di nuovo quel sapore dolceamaro di tempi perduti.
"Erano sorelle. E le sorelle lasciano andare le parole dove vogliono andare, senza tenerle prigioniere."
Oggi vi parlo del nuovo libro di Maurizio de Giovanni intitolato SORELLE, ultimo nato della serie che vede come protagonista assoluta Sara Morozzi, una donna di sessant'anni che si occupava di intercettazioni all'interno di un'Unità dei Servizi ed esperta in linguaggio non verbale. L'abbiamo lasciata in UN VOLO PER SARA, alle prese con un'indagine su di un piccolo aereo turistico schiantatosi sul mar Tirreno e un colpo di scena spettacolare.
Il titolo di questo ultimo lavoro, SORELLE, richiama la profonda amicizia che lega Sara e Teresa: la Mora e la Bionda. Diverse tra loro, sono due colleghe che condividono uno strano mestiere e si sono scelte come sorelle. Entrambe hanno ferite, rammarico e dolore, ma insieme sono qualcosa senza uguali.
Adoro questa serie di romanzi, soprattutto apprezzo l' identità forte e lo spirito tutto italiano che li contraddistingue e li rende originali e subito riconoscibili. E poi, ritrovare Pardo, Viola, Teresa, Andrea e la stessa Sara, è un po' come tornare a casa.
Il libro racconta la corsa contro il tempo per rintracciare Teresa e liberarla. Sara e i suoi amici fidati, dovranno lavorare in due direzioni: capire chi l'ha sequestrata e dove, e reperire gli eventuali documenti che poteva aver nascosto a protezione di se stessa. Immancabili, i flashback sul passato di Sara che arricchiscono la storia.
Il finale sul filo della tensione, apre ad ulteriori sviluppi.
Dettagli Autore: Maurizio de Giovanni Editore: Rizzoli
In seguito all'indagine precedente, Teresa Pandolfi, Bionda per intenderci, è in grave pericolo. Rapita e nascosta in un luogo segreto, l'unica sua speranza sono Mora e la sua improbabile squadra. In questo romanzo, scopriremo cosa si cela dietro l'apparente scorza dura di Teresa e del suo fortissimo legame con Sara. Un legame come quello di due sorelle, l'unico legame che può salvarla.
Mora e Bionda, così diverse, sia nell'aspetto che nel carattere, eppure a causa del loro particolare lavoro, unite per sempre. Non semplici colleghe, non semplici amiche, sorelle. E se una sorella si trova nei guai, l'altra non può che fare qualsiasi cosa per aiutarla, per salvarla. Perché senza l'una, l'altra non sa come sopravvivere. Ennesima meraviglia letteraria di chi sa come fare uso delle parole e fare in modo che le parole siano poesia.
Sisters forever A volte la verità può davvero fare male. E allora Sara si interroga più volte sul fatto se sia o meno il caso di perseguirla sempre a tutti i costi: «In fondo quella era la verità, lo smascheramento delle finzioni che era stato il suo principio ispiratore. Ma la professione le aveva insegnato che quasi niente era migliore di come appariva; e che magari la scelta di ignorare, di farsi ingannare, di cascare nella menzogna non era la peggiore. Forse, rifletteva triste, la verità è sopravvalutata. [...] Menti. Per una volta, dille una bugia. Proteggi questo cuore, non lasciare che muoia di dolore.» Ma più forte del dolore, proprio e di quello che purtroppo a volte dobbiamo infliggere alla persone a noi care, è il bisogno di autenticità che porta a guardare a noi stessi e alla realtà che ci circonda con occhio lucido, senza accantonare le cose che ci sono ma che non ci piace ammettere e i cambiamenti che la vita spesso ci mette di fronte: «'Non so che aspettativa avessi. Non capisco che cosa avrei voluto sentire. La verità è che ho visto un'estranea. Anzi, nemmeno un'estranea: una vecchia conoscenza, una persona con cui ho diviso un pezzo di strada, ma una strada scolorita, che nemmeno ricordo più. Secondo te che significa?' 'Significa che si cambia, Nico. Che si rimane aggrappati al ricordo, che certi sentimenti sono così forti da sembrarci impossibile che siamo andati avanti. Ci mancano, torniamo a cercarli: ma in realtà abbiamo nostalgia di noi stessi, di come eravamo. E di come non saremo più.' [...] 'E allora che cosa rimane del passato? Che cosa ci portiamo dietro?' 'Rimangono i sentimenti, Nico. L'impronta di ciò che si è provato, passioni, amori, vicinanze. E si resta impegnati al sostegno. Alla presenza. L'uno per l'altra, sempre. Perché se si è stati davvero uniti, lo si rimane in eterno.'»
Eh niente, De Giovanni sa scrivere. Detto questo, la storia in se mi pare proprio poco convincente. La parte più bella è quella dedicata alle, tante, descrizioni di stati d'animo, sentimenti e relazioni dei personaggi. Sorelle sono Bionda e Mora, non per un legame di sangue e forse nemmeno per scelta. MA si sono trovate e il loro legame, anche se può sembrare flebile e con una frequentazione rarefatta, è sicuramente forte e indissolubile. Una sorellanza fatta anche di tante frasi non dette e di una distanza che non divide. Quando Teresa è in pericolo, Sara lo sente nel profondo e l'aiuta a tirarsene fuori. Ecco, tutta questa parte nello svolgimento mi è sembrata abbastanza inverosimile. Non entro nel dettaglio ma mi è sembrato che un alto funzionario dei Servizi non possa agire nel modo in cui ha agito il dottore, e infatti nell'epilogo l'avvocto evidenzia tutte le pecche della sua azione. L'accenno alla storia precedente del medico e della sua antica compagna non l'ho capito, forse per chiudere un capitolo o forse perchè sarà protagonista di qualcos'altro in futuro? Un nuovo amore per Sara? Boh In questo capitolo Viola e Pardo sono rimasti un pò più nell'obra, poco coinvolti perchè il focus era sulle due sorelle. Anche Andrea Catapano, seppur coinvolto nell'operazione, non ha partecipato in modo più centrale. Anche se devo dire che il rimarcare continuamente la sua cecità e il fatto di aver sviluppato altre doti ha un pò stufato, e l'abbiamo capito. E va bene la reiterazione per chi si accosta con questo libro alla serie, ma proprio nello stesso libro ripetere il concetto quattro, cinque volte mi sembra eccessivo. Bella invece la figura della Strega! Poche battute ma ha conquistato il campo, sbrogliando anche una situazione piuttosto intricata.
Insomma De Giovanni si legge sempre con piacere ma la storia di base l'ho trovata piuttosto leggerina.
This is the third "Sara" book I've read: "Le parole di Sara" and "Gli occhi di Sara" are the other two, although at this point, I remember very little about the prior books.
This book can certainly be read as a stand-alone, that is, without reading the prior books in the series, but reading them all in order would probably deliver a greater effect.
I liked it. This isn't a hard-core thriller or hard-core giallo. There's little to no action, no violence, blood, gore or all that. A bit of spycraft in a general, background sense.
Mostly it's the story of two women — "sisters" (sorelle) — who, while not related by blood, have become as sisters. They were both agents, not really field agents, although one was a former police officer, of a vague Italian secret service.
They have a lot of history, which comes into play here, but again, the backstory is supplied, so there's no pressing need to read the other books first in order to enjoy this one.
Without spoilers, one of the women's lives is in danger, and it's up to the other one to save her.
What I like most about the book was the characterizations. The characters seemed real and each one unique. For instance, the way Bianco talks is very characteristic, making her a unique, memorable individual, despite her few scenes in the book. Pardo also was clearly fleshed out, as was Andrea. The dialogue was realistic and to the point, serving both the plot and character development. The author certainly has a honed sense of how much to include and how much to leave unsaid.
The story moves fairly quickly (as it should) and is engaging. Nothing overly literary, but some interesting observations sprinkled into the conversations and thoughts and memories.
Sorelle. Una storia di Sara è il sesto romanzo della serie Le indagini di Sara, scritta da Maurizio de Giovanni, uno dei maestri del noir italiano.
Purtroppo, come già successo per I bastardi di Pizzofalcone, man mano che si va avanti le storie perdono di mordente, quasi che l’autore si sia stufato di portare avanti la storia ed i personaggi.
Se non hai già letto gli episodi precedenti, il libro sarà molto incompleto, perché da per scontato che si conoscono i personaggi e le dinamiche già instaurate tra di loro.
Credo quindi che il ciclo di Sara Morozzi si chiuda con questo libro, anche perché questa volta non vengono lasciate storie aperte, come era invece successo nel precedente Un volo per Sara.
Sempre bravo a dettagliare i personaggi e gli avvenimenti. Neri e incrostati di storie sconosciute le agenti segrete di de Giovanni portano gli strascichi di una vita come i pescherecci portano nelle reti pesci grandi e piccoli. Storie da buttate a mare riemergono con la loro portata criminale che va ben oltre le conoscenze comuni. Un arcivescovo, un convento e più persone cercano di schiacciare una delle sorelle di cui temono, con ragione, ciò che conosce e che nasconde come assicurazione sulla vita. Una strega la potrà forse salvare mentre il tempo corre inesorabile. La squadra ormai rodata delle "storie di Sara" si lancia alla ricerca di un indizio nascosto fra le mille pagine di un archivio privato. Buona lettura.
Mentre gli altri libri della saga mi hanno appassionato e coinvolto pienamente, devo confessare che questo volume mi ha lasciato con qualche dubbio. Ho apprezzato la fluidità della scrittura, ma ho notato alcune lacune nella trama che mi hanno lasciato perplessa. Alcuni aspetti della storia sembrano poco solidi e alcuni personaggi hanno subito delle trasformazioni che sembrano più dettate da espedienti letterali che da una vera e propria crescita personale. Questo ha influito sul mio coinvolgimento emotivo e sulla fruizione del romanzo. Nonostante ciò, il mondo creato dall'autore rimane affascinante, e spero che i futuri libri possano risolvere queste questioni e ricondurre la saga verso la sua coerenza originale.
Sono un po' triste. Adoro De Giovanni ma la serie con protagonista Sara Morozzi non fa per me. Questo libro lo conferma anche se è migliore del precedente che ho trovato poco scorrevole e noioso. Nella prima metà era tutto un prendere e lasciare, ho fatto veramente fatica ad andare avanti, la seconda metà c'è finalmente un pochino di azione e la trama si movimenta. Altro ostacolo alla lettura, per me sempre difficile da scavalcare è l'uso del personaggio comico o, per meglio dire, le situazioni assurde o divertenti legate ad un solo personaggio, in questo caso la coppia poliziotto-cane. E' un espediente letterario che ho sempre disprezzato ma da De Giovanni posso sopportarlo.
A me Sara piace, l‘ho già detto quando ho letto il primo libro. Poi alla presentazione di Sorelle ho comprato l’ultimo della serie e l’ho ritrovata. Sara ha avuto una vita non facile e per certi versi solitaria. Ma si è circondata di un gruppo bizzarro di persone che, chi in un modo chi nell‘altro, le vogliono bene. Ma la sorella, la Bionda, è un‘altra cosa, lei c’è sempre stata, tutti vorremmo un’amica così, ed io sono fortunata, ce l’ho! E sono tutti avvertiti, chi se la prende con lei è destinato a fallire.
7! Un racconto di un caso. Sara La Mora e Teresa la Bionda, diverse come il giorno e la notte, unite dal desiderio di fare chiarezza in un' indagine. Due donne che si conoscono bene, si sentono, hanno percezione una dello stato d’animo dell’altra. Come Sorelle, appunto. Tutta la storia e' al limite del verosimile, i personaggi sono all' interno di cliche', poco ora ginali, ho trovato la conclusione un po' fiacca.
Il libro scorre bene, il ritmo è incalzante e l'intreccio riesce a incuriosire e appassionare. Non è il miglior libro di De Giovanni che ho letto, ma tutto sommato è un buon lavoro che merita di essere letto. E poi se avete già apprezzato i volumi precedenti della serie "Le indagini di Sara", non potete perdervi questo sesto volume.
In generale, non sopporto i maschi che scrivono di donne andando a fondo dei loro pensieri e sentimenti, ma nel caso dei libri di De Giovanni è raro che mi ritrovi ad alzare gli occhi al cielo. La trama è carina, niente di speciale, ma l'ho letto volentieri e soprattutto adoro queste serie che raccontano spaccati di vita passati e presenti, e non vedo l'ora del prossimo libro.
Una storia sui servizi segreti italiani, per lo più deviati, e sulle prodigiose facolta di Andream cieco ma che ci vede bene e Sara che capisce tutto dai moviemnti del corpo. Per il resto la storia dice poco che nonmsi sappia sul marciume dei poteri nascosti (manco troppo)
De Giovanni fatica a ritrovare la vena felice della serie del commissario Ricciardi. Questo romanzo è debole nella sceneggiatura, nella costruzione dei personaggi, perfino nella descrizione dei luoghi. Speriamo in meglio.
Buon libro, ma mi aspettavo qualcosa di meglio. Forse dipende anche dal fatto che è il primo della serie che leggo, ma sinceramente non sono attratto da leggere i precedenti