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La traversata

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"Che cosa desiderava Maude senza capirlo lei stessa, che cosa vedeva senza scorgerlo, dove si arrampicava nei suoi sogni?"
Quando la moglie Maude gli comunica che da quel momento un altro uomo dividerà la casa con loro, Charles le si oppone con uno dei suoi attraversare a nuoto il Canale della Manica. E la lunga notte in acqua tra Dover e Calais cambia la visione che lui ha della propria esistenza. Con impressionante intensità poetica e psicologica, sensuale e umoristica, Ulrike Draesner racconta la storia di un’impresa sportiva che mette alla prova limiti fisici e interiori. Un nuovo inizio, alle soglie della vecchiaia, è davvero possibile? Gli ideali di un tempo valgono ancora – o valgono di nuovo? Un romanzo mozzafiato, un poema dello sfinimento in cui immergersi bracciata dopo bracciata, pagina dopo pagina.

191 pages, Kindle Edition

Published May 2, 2023

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Ulrike Draesner

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1,084 reviews271 followers
May 19, 2023
“Aveva sessantadue anni e, nel cuore di una notte di agosto, andava alla deriva nel mare.”

Come mai Charles, biochimico, docente di Oxford, alla sua non più verde età decide di compiere l’epica impresa di attraversare il Canale della Manica? Ovvero un tratto di mare impervio, insidioso, perennemente solcato da enormi petroliere, traghetti e natanti di ogni tipo e dimensione, nonché funestato da rifiuti di ogni genere e categoria?

Una sfida con se stesso. Un modo per immergere il suo dolore nell’esperienza di resistenza estrema. Di mettere a tacere un futuro inaccettabile, o di sfidare il peso del passato galleggiando sul pelo dell’acqua.
Sì. Perché l’amata moglie Maude, musicista seducente e intensa, lo mette davanti a una realtà probabilmente inaccettabile: un ménage a trois, con il suo migliore amico Silas ed ex fidanzato di lei, improvvisamente redivivo. Tra le quinte il fantasma di Abbie, sorella di Maude, con cui Charles ha trascorso la gioventù. Erano in quattro allora, i loro rapporti sembravano definiti e invece erano tutt’altro. Erano una complessità che, a quanto pare, non ha ancora finito di produrre conseguenze.

La traversata di Charles (sotto la sorveglianza di una imbarcazione dedicata) è allora non soltanto un viaggio nel mare aperto per più di ventiquattro ore consecutive, ma è anche e soprattutto un viaggio nel tempo: perché tutta la storia dei quattro protagonisti noi la conosceremo a brani e a sprazzi, tra una bracciata e un’altra, un respiro e l’altro, un’onda alta e una lunga. Una acronia sospesa tra l’affanno e la quiete. Tra salire e sprofondare. Nel mare nero e nella sua percezione allucinata. Fuori e dentro e viceversa.
“La traversata equivaleva al lancio di una moneta. Solo che la moneta eri tu.”

Nuotare, fluttuare, galleggiare. Sono i verbi più usati dalla prolifica poetessa e narratrice Ulrike Draesner che in questo racconto impiega un plurilinguismo (tedesco e inglese) che la postfazione della traduttrice Cristina Vezzaro cerca di illuminare e che ci porta nella stessa condizione di medietà e incertezza in cui si trova il protagonista. Ondivago tra la turbolenza del mare e quella dei suoi sentimenti.
“Nuotava per sfuggire alla propria nostalgia, ma più nuotava, e più ci si trovava immerso.”

Una lettura impegnativa, una lettura magnetica che costringe all’attesa e alla sospensione (anche del fiato) e che il finale aperto non libera dalla tensione sapientemente costruita.

(E adesso, per simpatia, mi rileggo Il nuotatore di Cheever).

3.5
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