Fin dall'inizio di "Bestie" Tozzi invoca la libertà, la dolcezza, il ricongiungimento. Gli sguardi di un'anima già avvertita e definita "piena di occhi chiusi" si indirizzano preferenzialmente verso scenari normalizzati, specie campestri; ognuna delle bestie qui doviziosamente chiamate a raccolta sarà, secondo l'associazionismo jamesiano, il segno materializzato di un proprio disagio e di una propria conoscenza: una sorta di dislocazione rintracciata di quel che di non saputo l'io porta con sé, del suo inquietante impasto di "buca di scorpioni" e "nido di usignoli", di "bisbigli" e "code paurose". All'insegna di modi di essere, il dentro e il fuori annullano demarcazioni di territorio: tutto sarà estasi o incubo. A dare consistenza al fantasma animalesco che come un appuntamento inevitabile e strutturante attende il lettore è ciò che Luigi Baldacci ha chiamato il "realismo del profondo" di Tozzi, l'espressionismo integrale di una scrittura ai vertici del Novecento.
Federigo Tozzi was the son of an innkeeper. He first worked as a railway official, then took over running his father's inn. In 1911 he published his first book of poetry. In 1913 he began to work on his first novel, Con gli occhi chiusi ("With closed eyes"), a highly autobiographical text. In this year, he also founded the magazine La Torre. Tozzi then became a journalist in Rome. Through his literary activity, he caught the attention of the writer Luigi Pirandello, who subsequently supported him. Tozzi died 1920 in Rome of influenza and pneumonia.
Piacevole miscellanea di scritti di Tozzi. Un piccolo zibaldone nel quale ritroviamo pizzoli bozzetti, impressioni, momenti legati alla giovinezza o a eventi particolari. Una finestra aperta sull'indole complessa, tortuosa e un pochino ombrosa di questo singolare scrittore.
Bestie è un vero capolavoro della letteratura italiana del Novecento, scritto nel 1917 dal poeta Federigo Tozzi, spesso dimenticato e messo in secondo piano. Ma esce per Fazi Editore, questa nuova edizione arricchita da illustrazioni originali. Bestie non si può definire una raccolta poetica né tanto meno una raccolta di racconti. La giusta definizione di quest’opera è una raccolta di piccoli frammenti sul mondo animale visto nel suo rapporto con l’uomo. I protagonisti sono gli animali, illustrati in una pagina si e in una pagina no, e il rapporto con l’uomo. Bestie in tutti i sensi, gli animali di ogni tipo e di ogni genere. Lo sfondo di questi brevi frammenti è la quotidianità del poeta in Toscana, una Toscana rurale in cui “l’autore esplora le inquietudini dell’età contemporanea attraverso una serie di quadri ispirati a situazioni diverse in cui la presenza delle bestie è costante e assume un valore fortemente simbolico. Queste brevi prose sono come squarci in cui l’amore per la natura e il disincanto convivono assieme e dove l’istinto e la violenza dei protagonisti ci ricordano che l’uomo possiede una forte componente ferina.” Un libro unico nel suo genere, che si mostra adatto alle nuove generazioni. Soprattutto agli amanti degli animali e della vita di tutti i giorni. Io personalmente ho trovato interessanti questi brevi frammenti, alcuni li ho trovati davvero interessanti e curiosi, altri davvero crudi e così reali da far paura, altri ancora non mi son piaciuti e li ho trovati noiosi. Insomma un libro bello particolare, che consiglio a chi è davvero curioso di scoprire il mondo di Tozzi.
Allodola, tarlo, orso, merlo, lumaca, cane, pettirosso, zanzara, ape, coniglio persino scarabei e ramarri, salamandre e bacherozzoli, paperi e moscerini e ancora... In 62 pagine potete trovare tutti questi piccoli 'personaggi' e lo sguardo attento e malinconico di Federigo, la sua minuziosa descrizione di una sua passeggiata, di una via, una casa, il calzolaio. Poche righe e molta maestrìa. Volutamente, non ho letto quasi nulla della vita di Federigo, lo farò ora, ma ho capito la sua fatica del vivere, la sua abitudine allo scriverne, raccontandosi ciò che sente quasi per renderlo più reale. In ogni 'quadro di parole' vi è la presenza di uno di questi piccoli animali, su cui si concentra tutta la poesia letta sin lì in due righe appena e penserete che sì, quell'esserino doveva proprio trovarsi lì, come un caro amico.
Pagina 61: "Mi piacciono quelle persone che adoprano, parlando, modi di dire differenti a tutti gli altri. Mi sembrano, le loro conversazioni, riconoscibili, amicizie a cui ci si possa affidare di più. E, così, ho imparato che le cose hanno per ogni persona una fisionomia differente. Una persona si distingue più profondamente dal suo modo di parlare che dal suo viso."
Tozzi è un sobillatore dell'anima. Ci scuote, ci strapazza, ci fa vivere o rivivere la sensazione di un umore sulle montagne russe. Il suo spleen nostrano si chiama "scontentezza piacevole". Il suo panismo è mistico e animista e ci mostra la vita più bella che mai. Interiorità ed esteriorità, spirito e corpo, umano e bestiale, animato e inanimato, preghiera e bestemmia sono distinzioni prive di sostanza nel mondo di questo maledetto toscano maledettamente bravo a usare le parole con esattezza, leggerezza e molteplicità. Due esempi: Nel bosco cerco l'albero che, tagliato a bara, imputridirà sotto terra con me. Gli voglio tanto bene: forse, è quello dove ora c'è sopra un merlo. Quando ci sono io, tutto ciò che è nella mia casa vive con me. Io stesso ho insegnato a tutte le cose, scegliendole, come dovevano fare per piacermi e perché io le amassi. Queste pareti riconoscono la mia voce; e la loro fedeltà è profonda. Ma guardando, dalle mie finestre, chiuse o aperte, la fila degli orfani che escono a prendere aria, capisco che i miei occhi non vedono tutto. Mentre, se guardo lavorare i contadini, mi farei aprire il cuore dai loro vomeri, per dar loro la gioia di diventare anch'io terra da semina.
In tante piccole vignette, Tozzi racconta la vita di un uomo in una Toscana a cavallo tra l'Ottocento e il Novecento, con le sue gioie e i suoi dolori, accostando ogni immagine a un animale. Sia la città e la campagna fanno capolino, con i loro uccelli, rettili, insetti e animali di allevamento.
Nonostante le scenette piuttosto corte non le ho trovate molto scorrevoli, e a parte qualche frase poetica o metafora calzante tutto il progetto mi ha ricordato molto i compitini delle elementari. Tozzi è un autore del panorama letterario italiano che non conoscevo ma che onestamente, dopo questa lettura, non penso esplorerò ulteriormente.
"La mia anima è cresciuta nella silenziosa ombra di Siena, in disparte, senza amicizie, ingannata tutte le volte che ha chiesto d'esser conosciuta." (p. 27)
"Sentirsi solo è un piacere che spaventa." (p. 81)
ma che libro delizioso! partivo prevenuta perché l’edizione che ho letto sembra un libro di scuola, e invece è un libro molto bello e piacevole. E poi apprezzo sempre molto una prosa molto lirica, e questo è un esempio perfetto
No us recomano empatitzar amb un llibre. No sabria dir si és per l'aire Mediterrani que desprèn o pel viatge turbulent del "jo" infantil. PD: Llegiu-lo en català.
Questo libro NON è una raccolta di "storie", nè un discorso dei rapporti tra uomo e mondo animale, nè assolutamente un testo di agile e intuitiva lettura, che, per la brevità e la profondità delle sue argomentazioni, si mostra particolarmente adatto alle nuove generazioni. (ma chi cavolo scrive certe quarte pagine?! d'altra parte, da un editore come Fazi, non ci si può aspettare niente di buono).
La lettura è tutt'altro che agile, piuttosto è un faticoso ed inquieto resoconto dei pensieri e delle sofferenze esistenziali dell'autore - una scrittura senza fini od obiettivi "narrativi", sospesa e frammentata, dove gli animali sono presenze minimali, ancestrali e misteriose.
L’aria dava una sensazione di violenza. Nel cielo c’era una nuvola che pareva una fiamma; e vapori bianchicci e torbidi, quasi pigiati da tutto l’azzurro grande, un azzurro un poco violaceo e umido. Ma che m’importava, se io avevo perfino paura di guardare intorno a me?
Il mondo è incombente e incomprensibile, lo scrittore è confuso e chiuso nella sua mente, nel mezzo le bestie vive ed indecifrabili sembrano essere lì per aggiungere inquietudine e perplessità.
sono soffocato dal mondo; e, quando parlo, mi pare che la mia anima riesca ad escirne fuora. E perché posso sentire odori che forse né meno esistono?
Lo stile, colmo di toscanismi e termini rurali, contribuisce ad un atmosfera ruvida e faticosa, dove l'autore si dibatte in strani percorsi mentali e fisici - la ricerca di un senso o di una direzione della propria esistenza finisce, infine, contro la presenza serafica ed enigmatica delle bestie.
Quindi, non certo un libro per animalisti, amanti della natura o "per le giovani generazioni" - piuttosto, un testo consigliato a chi ha interesse per gli autori meno noti della nostra letteratura, rifiutati dal "lettore medio" e trascurati dal frullatore mediatico-commerciale, come Pizzuto, Landolfi, Pea, Frassineti.
Interessante, anche se non molto approfondita, la postfazione di Albinati - notevoli (ma vagamente psichiatriche, alla macchie di Roschach) le illustrazioni di Salvatori.
Non posso fare a meno di consigliare a tutti di leggere quest'opera poco nota di Federigo Tozzi, in cui l'autore incastona abilmente tra loro come se fossero tessere di un mosaico i temi a lui cari dell'introspezione psicologica e dei suoi ricordi di vita e le variegate figure di animali centrali per ogni singolo racconto breve, dove esse possono presentarsi in vari modi o come protagoniste o come spettatrici degli eventi o come elementi del paesaggio o come compagne dei personaggi umani. Inoltre, ogni storia è così ben scritta da essere quasi un quadretto a sé in cui il lettore non può fare a meno di immergersi. Io ho amato alla follia questo libricino e sono felice che sia stato soggetto a ristampe recenti.
Si puo scaricare questa raccolta di storie brevi da archive.org. Storie con meno di 4 pagine, centrati in trasmettere sensazioni, momenti, paesaggi... Ma sempre legate alle bestie del titolo; bestie che appariscono al finale, o nel mezzo del racconto, bestie che sono come un specchio che mostra il vero volto, o magari musso, del narratore; un rospo parla de quanti rospi ha ucciso e come l'ha fatto, ape che lavorano tutto il giorni, ucelli che scivolano sopra i tetti... Sono storie piccole, a volte spaventose, e molto moderne.
tozzi è entrato nel mio cuore nel 2022, mi accompagnava per le strade di siena mentre maggio lasciava il posto a giugno, e la città e la vita cambiavano colore come sempre fa per me l'arrivo dell'estate. ad ogni nuovo incontro, le sue parole s'incatenano con ancora più forza in quest'anima mia che mi sembra tanto specchiata nelle pagine sue. l'allodola che apre e chiude «bestie» mi pare dunque che abbia conquistato anche me: «sono le [sue] ali che tremano oppure è il mio cuore?» e mi condurrà dove si ferma l'azzurro?