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Una storia crudele

Ubukata Keiko, trentacinquenne scrittrice di successo nota con lo pseudonimo di Koumi Narumi, e da qualche tempo in crisi di creatività, scompare lasciando un’unica traccia di sé: un manoscritto intitolato Una storia crudele. Atsurō, il marito avvezzo alle stranezze e alla volubilità della donna, lo trova in bella vista sulla sua scrivania con il seguente post-it appiccicato sopra: «Da spedire al Dott. Yahagi della Bunchosha». Editor della casa editrice di Koumi Narumi, Yahagi si getta subito a capo fitto nella lettura dell’opera, nella speranza di avere finalmente tra le mani il nuovo best seller dell’acclamata autrice. Piú si addentra nella lettura, tuttavia, piú rimane sconvolto e, leggendo l’annotazione finale dell’opera: «Ciò che è scritto in queste pagine corrisponde alla pura verità. Gli eventi di cui si parla sono accaduti realmente», non può fare a meno di avvertire un brivido corrergli lungo la schiena. Koumi Narumi narra, infatti, dell’infanzia di Keiko, vale a dire della propria fanciullezza.
Descritta come una bambina di dieci anni triste e solitaria che patisce l’indifferenza e l’irascibilità della madre, Keiko è impaziente di ricevere amore e attenzione dal prossimo. Una sera, sperando forse di trovarvi il padre, si spinge fino a K, un quartiere ad alta concentrazione di bar e locali a luci rosse. Là si sente a un tratto picchiettare con delicatezza sulla spalla. Sorpresa, si volta di scatto e scorge un giovane uomo con in braccio un grosso gatto bianco. I capelli, aridi e spettinati, gli scendono a ciuffi sulla fronte. Le sopracciglia spioventi gli danno un’aria da ebete. L’uomo la fissa con i suoi occhi piccoli, lo sguardo affettuoso, le pupille che gli brillano. Frastornata, incuriosita, Keiko lo segue in un vicoletto buio, dove lo sconosciuto le infila un sacco nero sul capo e la rapisce. La bambina resta nelle mani di Kenji, il rapitore, per un anno intero stabilendo con lui un rapporto agghiacciante, ambivalente, la cui natura le risulta oscura. Quando infine viene ritrovata, non rivela niente di ciò che è accaduto, né alla polizia né agli psichiatri che vorrebbero aiutarla. Soltanto Miyasaka, un misterioso detective con un braccio solo, non si stanca d’indagare, forse innamorato della verità o forse di Keiko, oppure curioso di venire a capo di una vicenda che sembra nascondere dettagli morbosi. Da quando ha vissuto l’esperienza del rapimento infatti la capacità immaginifica di Keiko cresce a dismisura e, alimentando un innato talento, le permette di diventare a quindici anni acclamata autrice di uno scandaloso romanzo.

235 pages, Hardcover

First published January 1, 2004

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About the author

Natsuo Kirino

93 books2,960 followers
NATSUO KIRINO (桐野夏生), born in 1951 in Kanazawa (Ishikawa Prefecture) was an active and spirited child brought up between her two brothers, one being six years older and the other five years younger than her. Kirino's father, being an architect, took the family to many cities, and Kirino spent her youth in Sendai, Sapporo, and finally settled in Tokyo when she was fourteen, which is where she has been residing since. Kirino showed glimpses of her talent as a writer in her early stages—she was a child with great deal of curiosity, and also a child who could completely immerse herself in her own unique world of imagination.

After completing her law degree, Kirino worked in various fields before becoming a fictional writer; including scheduling and organizing films to be shown in a movie theater, and working as an editor and writer for a magazine publication. She got married to her present husband when she turned twenty-four, and began writing professionally, after giving birth to her daughter, at age thirty. However, it was not until Kirino was forty-one that she made her major debut. Since then, she has written thirteen full-length novels and three volumes of collective short stories, which are highly acclaimed for her intriguingly intelligent plot development and character portrayal, and her unique perspective of Japanese society after the collapse of the economic bubble.

Today, Kirino continues to enthusiastically write in a range of interesting genres. Her smash hit novel OUT (Kodansha, 1997) became the first work to be translated into English and other languages. OUT was also nominated for the 2004 MWA Edgar Allan Poe Award in the Best Novel Category, which made Kirino the first Japanese writer to be nominated for this major literary award. Her other works are now under way to be translated and published around the world.

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Community Reviews

5 stars
245 (18%)
4 stars
602 (46%)
3 stars
357 (27%)
2 stars
85 (6%)
1 star
15 (1%)
Displaying 1 - 30 of 131 reviews
Profile Image for LW.
357 reviews98 followers
January 9, 2018
E non si preoccupi, non c'è bisogno che mi perdoni,perché nemmeno io credo di poterla perdonare

Una lettera inaspettata. Una frase .E così riaffiora alla mente il ricordo vivido di una terribile esperienza vissuta 25 anni prima.
Da un momento all'altro la mia sana quotidianità - mangiare,bere, dormire- è stata devastata e depredata da entità sconosciuta,rendendomi brutalmente conscia dell'esistenza di un'altra me e facendomi sprofondare in un terrore irrazionale.
Si tratta di qualcosa che solo una vittima è in grado di discernere, attraverso la rievocazione della sua esperienza negativa. Per questo ho sempre preferito tenere la bocca chiusa: parlare non sarebbe servito a nulla, nessuno mi avrebbe capita.
Forse era inevitabile che scegliessi di fare la scrittrice, una professione che impedisce agli altri di fare irruzione nella mia vita.
Scrivere romanzi è come un'arma che permette di temprare la propria individualità e puntare dritto all'obiettivo, incidendolo in profondità, senza il bisogno di badare ad altro.


Una storia davvero crudele ,una vicenda dai dettagli morbosi che coinvolge una bambina di 10 anni
La crudeltà della condotta di un individuo squilibrato e perfido
la crudeltà dell'immaginazione delle altre persone...
Infine attenzione al sottile gioco condotto da Natsuo Kirino, più diabolica della yakuza, con il lettore , lei ti fa intravedere brevi tracce, ti dà indizi minimi ,come piccoli semi ,che possono poi germogliare nella tua mente , e crescere per dare forma a molteplici interpretazioni e poi...
ti lascia là , a sguazzare nel pantano dell'incertezza .
Crudele.

3/4 stelle
Profile Image for Camilla tra le righe.
442 reviews59 followers
April 22, 2024
Un'altra opera della Kirino molto bella.
Ho comunque preferito "In", ma ciò non toglie che ho apprezzato tantissimo anche questa.

Natsuo Kirino riesce a descrivere i lati più oscuri della psiche umana, quelli che solitamente tendiamo a voler mantenere segreti, come pochi altri autori ho visto fare. Anzi, al momento la ritengo una delle migliori.

Una storia crudele, scritta con estrema nitidezza, che lascia l'amaro in bocca. Una storia di come viene percepita la realtà dopo un evento traumatico e come navigare nella normalità dopo non aver avuto la possibilità di viverla per diverso tempo.

Bellissima opera, sempre più convinta di voler recuperare tutto ciò che ha scritto.
Profile Image for Fabia Consorti.
86 reviews41 followers
January 29, 2018
Una storia crudele, nel vero senso della parola. Questo libro è piena di ansia, inquietudine e ambiguità. Mi è piaciuto proprio questo senso di incertezza che lascia pieni di dubbi su cosa sia accaduto realmente.
Punti in più per il fatto che questa autrice sia totalmente diversa nello stile e nei temi dagli altri autori giapponesi che conosco (mi vengono in mente Murakami e Yoshimoto). Il suo modo di scrivere è distaccato e freddo, senza la minima traccia di quel mondo onirico che mi aspettavo. Approfondirò sicuramente le sue opere!
Profile Image for Elisa.
141 reviews9 followers
March 18, 2015
Ms. Kirino's works are always compelling, her ability to scout the human psyche and create distinctively perverted characters is astounding.
I don't think "What Remains" is as good as her other books - Grothesque to name one - but it still is an interesting read. It's the story of Ubukata Keiko: an author writing a final memoir of her kidnapping and 1 year detention when she was 10 years old. We relive her experience through her eyes, but Ms. Kirino is so skillful that she has us question everything, until you don't know what is fiction and what is real. Other characters also directly give their point of view: the kidnapper is introduced through a letter, the husband also writes two letters that discredit the wife's recounting. His letters are the opening and the ending - just to say that what was in between might not be all reliable.

"What Remains" is about the interpretation of reality: how we recount and transpose it in our memories. There is no final truth because the human mind is flexible and can warp reality and fantasy in order to protect one's life. Our survival instinct filters how we perceive the world.

I found it to be interesting and page-turning. The writing, as always, is crystal clear and very intense.
Profile Image for Sara Booklover.
1,101 reviews985 followers
August 1, 2017
Una storia che instilla nel lettore una curiosità morbosa di proseguire con la lettura, ma che sul finale non soddisfa nessuna aspettativa. Speravo in qualcosa di meglio a livello dei contenuti della storia. Come scrittura invece l'ho trovata abbastanza buona, ma non entusiasmante per quanto riguarda il feeling che si viene ad instaurare tra lettore e protagonista. Da quel punto di vista mi ha fatto rimanere tiepida. E' il primo libro di questa autrice che leggo e non posso dire di esserne rimasta entusiasta, perché effettivamente manca qualcosa per suscitare emozioni. E inoltre manca di un finale che si possa definire tale. Proverò con altri suoi romanzi.
Profile Image for Lilirose.
606 reviews79 followers
March 21, 2016
Questo libro ha tutti gli elementi di un noir ben riuscito (violenza, atmosfere cupe e una buona dose di suspense), ma è anche molto di più.
Abbiamo la vicenda drammatica di una bambina sequestrata e abusata sessualmente per un anno intero, che finalmente da adulta ripercorre quell' esperienza in un racconto: è un mistero tutto interiore, riuscire a scoprire cosa si cela nella mente dei protagonisti e quale sia la vera natura del rapporto tra la vittima e il suo sequestratore. L'autrice scava a fondo nella psicologia dei personaggi e ne mette a nudo gli aspetti più intimi con una freddezza quasi brutale, senza attenuanti per nessuno: è un mondo cinico, dove ognuno è chiuso nel suo guscio ed agisce spinto dal proprio interesse. La cosa più interessante e che a mio parere lo distingue dai soliti thriller è proprio la staticità; non c'è azione e anche le scene più terribili sono descritte con distacco. Questo porta ad un senso di straniamento nel lettore che almeno nel mio caso ha contribuito paradossalmente ad aumentare il coinvolgimento.
Un romanzo disturbante raccontato da una prospettiva insolita, che non può lasciare indifferenti.
217 reviews7 followers
March 17, 2013
Ben lontano dalla scrittura impietosa e approfondita di Le quattro casalinghe di Tokyo e di Grotesque, questo romanzo, impreciso e di poco approfondimento psicologico mi ha lasciata molto delusa. Cerca di riscattarsi un po' nel finale, ma non � abbastanza. La storia poteva essere una ghiotta occasione per questa scrittrice, ma a mio parere ha unito in "poche" pagine un banale riassunto tra i fatti e la psicologia, lasciando troppo al lettore. Nella prima parte, quella del rapimento, salta completamente l'anno di clausura, probabilmente per riprenderlo dopo, ma senza troppo successo. Non � brillante, non entusiasma, non � un giallo, ma non ha le caratteristiche di quella psicologia densa che la Kirino ci aveva abituati nei due citati libri. Meno male � il suo terzo che leggo, se fosse stato il primo sicuramente gli altri due non li avrei presi e sarebbe stato un vero peccato. Complessivamente, un libro che non soddisfa.
Profile Image for Alberto Avanzi.
493 reviews9 followers
July 9, 2022
Questo libro, della stessa autrice della quale ho amato Le quattro casalinghe di Tokyo, è particolare e spiazzante. Una scrittrice sparisce misteriosamente lasciando il manoscritto del suo ultimo romanzo, autobiografico perché parla di un sequestro di cui è stata vittima da bambina. La prima metà sembra il tema abusato del sequestro di persona, che ho incontrato in decine di thriller. Solo, qui scritto molto meglio. La seconda metà vira verso il noir, con un piacevole e inatteso cambio di registro fino al finale, che rientra in una tipologia di finali che amo molto
Profile Image for Maria Teresa.
786 reviews61 followers
April 8, 2022
Ho scoperto per caso questa scrittrice giapponese grazie a recensioni di titoli imponenti (inteso come numero di pagine) come Grotesque e Le quattro casalinghe di Tokyo. Volendo conoscerla ho pensato di iniziare da questo, che è un libro di dimensioni più modeste.
Libro catalogato come Mystery, Thriller, Noir...
Sul retro copertina leggo "regina del delitto", "dark lady"...
Peccato che in questo libro non ci ho trovato nulla che soddisfacesse le mie aspettative.
Il racconto, costruito come romanzo dentro al romanzo, è tutto incentrato sul rapimento di una bambina di 10 anni da parte di uno psicopatico. Il rapimento occupa le prime 80 pagine del libro, il resto potremmo definirlo come una sorta di elaborazione del trauma.
Un romanzo psicologico, ma di certo non thriller psicologico, dato che non c'è nessuna suspense, nessun colpo di scena degno di questo nome, solo la morbosa rivisitazione di quanto accaduto, il tentativo di entrare nella mente del rapitore, il tentativo di immaginare come potesse essere stata la vita del rapitore (e del suo presunto complice), le circonvoluzioni mentali della ragazzina e le conseguenze che questo evento ha portato nella sua vita. Uno strano "gioco" in cui non conta la verità ma soltanto le "fantasie che si scatenano nel tentativo di raggiungere la verità... Immaginare, congetturare, fare ipotesi... Ovvero tutto ciò che alimenta l'immaginazione e vi appartiene."

Sicuramente proverò a leggere qualcun altro dei libri di Kirino, penso si meriti un'altra possibilità, ma questo non mi sento davvero di consigliarlo.
214 reviews24 followers
November 21, 2018



Una storia crudele racconta dell'ultimo scritto lasciato da una famosa scrittrice prima di scomparire. In questo scritto troviamo la confessione intima della protagonista, la storia crudele che l'ha portata a diventare scrittrice, qualche indizio sul perché della sua scomparsa. Il libro è piuttosto scorrevole e intrigante dato l'andamento da thriller psicologico grazie al quale indaga traumi e perversioni che non è difficile ritrovare nel nostro mondo, un' indagine che ci porta tra le parti sommerse della società dove l'uomo ritorna animale preda degli istinti più primordiali, dove ognuno è a suo modo vittima più che artefice del proprio destino.
Ma in questa Storia crudele quello che è a mio parere più interessante non è la "crudeltà", è la "storia". Perché questo romanzo è un romanzo di storie. Di storie scritte (La lettera del marito, lo scritto lasciato dalla protagonista che contiene anche la lettera di Kenji e una revisione del suo primo romanzo, le pagine del diario condiviso di Kenji e Keiko...) e di storie possibili, non scritte, immaginarie, che si creano e si ricompongono in modi sempre nuovi. L'importante pare volerci dire l'autrice non è che il racconto sia "vero" (nella sua ultima confessione come ci fa notare il marito ci sono diverse imprecisioni) ma che sia plausibile e coerente. Prendi un punto di partenza, prendi un punto di arrivo. E poi pensa, ragiona, inventa.... Come arrivare da A a B? Per certi versi mi fa venire in mente gli esperimenti di Raymond Roussel raccontai in Come ho scritto alcuni dei miei libri, un divertimento letterario, un ragionamento sulla scrittura, sul raccontare storie, e su come una stesa storia può raccontare tante cose diverse. Emblematica la frase che sfugge (per iscritto!) al marito che ci fa immediatamente creare un ponte con Abekawa, che ci apre uno spiraglio e ci invita, come ha fatto Keiko, come ha fatto Miyasaka, come fanno gli scrittori, ad immaginare la nostra soluzione, la nostra storia.
Come prima lettura della Kirino non male, credo che leggerò altro.
Voto: 7
Profile Image for Yulia.
343 reviews333 followers
Want to Read
April 20, 2009
I haven't been able to find a copy of this book yet, but did find this description of it at http://www.fantasticfiction.co.uk/k/n...

"A 10 year old girl is kidnapped on her way home from ballet class. Her abductor makes no ransom demand; instead he keeps her prisoner above the factory where he works. Keiko Kitamura endures degradation and squalor but never gives up hope, and a year passes before the factory owner's wife discovers and frees her. Twenty-five years later Keiko, now a famous novelist, leaves her husband without word except for a post-it note on the manuscript for her latest work, called "What Remains". Alongside the novel is letter from her abductor, Kenji, who has recently been released from prison. What Remains chronicles Keiko's time in captivity and subsequent release. Through the resulting criminal investigation into her abduction, Keiko's relationship with Kenji comes under close scrutiny. Though not complicit, Keiko appears reluctant to divulge elements of her incarceration. In adjusting to life threatening circumstances, Keiko's altered state of mind may have blurred the reality of events. The imagination gives rise to ones fears and also the power to endure them - but to what cost? In her latest novel translated from the Japanese, Kirino delivers a taut psychological study of a young mind subjected to extreme fear, and the price of surviving such an ordeal. What Remains twists the conscience, gripping as it is terrifying, to the very end."

If anyone knows how I may be able to get hold of a copy, please contact me.
Profile Image for Monica. A.
448 reviews38 followers
January 27, 2021
Una sindrome di Stoccolma.
Difficile immaginare che la protagonista sia una bambina di soli dieci anni, si fatica a pensare che possa essere così matura e scaltra da raggirare la polizia occultando prove senza mai tradirsi.
È forse l'unico limite della storia.
Dimenticato questo, in un solo romanzo, abbiamo la stessa storia analizzata da più punti di vista.
C'è il romanzo che la vittima, una volta adulta, scrive.
C'è la lettera del marito inviata all'editore.
C'è poi la verità raccontata da Keiko, e c'è in fine la nostra verità alla quale giungiamo alla fine del libro.
Durante la lettura si attraversano diverse fasi emozionali dovute al sequestro, alla reclusione, agli abusi, e poi al sospetto di una sorta di compiacenza da parte della vittima.
Una vera storia cudele, dove nessuno ne esce pulito, tutti sono invischiati in torbide fantasie e hanno peccati da occultare, persino la bambina rapita a dieci anni sembra non godere dell'innocenza che la giovane età le dovrebbe garantire.
Profile Image for Lina Lee.
91 reviews
July 25, 2025
Posso essere onesta in maniera brutale? Non l'ho capito, e non mi è piaciuto 🤷
Ci sono delle scene molto forti e disturbanti, per cui se dovete iniziare a leggere questo libro fate attenzione, ma per il resto ho capito poco e niente. Quello che mi dispiace è che questo è il primo libro della Kirino che leggo, e dubito che ne leggerò altri suoi. Sul genere giallo/thriller preferisco di gran lunga Keigo Higashino.
Profile Image for Manuela Rotasperti.
596 reviews19 followers
September 10, 2026
"𝑵𝒆𝒔𝒔𝒖𝒏𝒐 è 𝒔𝒆𝒏𝒔𝒊𝒃𝒊𝒍𝒆 𝒂𝒍𝒍𝒂 𝒗𝒆𝒓𝒈𝒐𝒈𝒏𝒂 𝒄𝒐𝒎𝒆 𝒖𝒏 𝒃𝒂𝒎𝒃𝒊𝒏𝒐. 𝑰 𝒃𝒂𝒎𝒃𝒊𝒏𝒊 𝒔𝒐𝒏𝒐 𝒇𝒓𝒂𝒈𝒊𝒍𝒊, 𝒊𝒏𝒅𝒊𝒇𝒆𝒔𝒊 𝒆, 𝒂 𝒅𝒊𝒇𝒇𝒆𝒓𝒆𝒏𝒛𝒂 𝒅𝒆𝒈𝒍𝒊 𝒂𝒅𝒖𝒍𝒕𝒊, 𝒏𝒐𝒏 𝒉𝒂𝒏𝒏𝒐 𝒊 𝒎𝒆𝒛𝒛𝒊 𝒑𝒆𝒓 𝒍𝒂𝒔𝒄𝒊𝒂𝒓𝒔𝒊 𝒂𝒍𝒍𝒆 𝒔𝒑𝒂𝒍𝒍𝒆 𝒍'𝒐𝒏𝒕𝒂 𝒔𝒖𝒃𝒊𝒕𝒂."

Ubukata Keiko, conosciuta con lo pseudonimo di Koumi Narumi, è una scrittrice che scompare, lasciando un manoscritto da spedire al proprio editor. Nel manoscritto racconta del suo sequestro di persona, avvenuto quando aveva 10 anni, ad opera di uno sconosciuto che l'ha tenuta segregata per più di un anno nel proprio appartamento.

È un noir psicologico che si apre con due lettere legate alla scomparsa di una persona e a un sequestro avvenuto molti anni prima. La narrazione ci porta quindi nel passato, quando Keiko, ancora bambina, vive in prima persona l'esperienza del rapimento. La storia è ambientata in un quartiere segnato da una forte contrapposizione tra tradizione e cambiamento, dove la diffidenza degli abitanti storici verso i nuovi arrivati contribuisce a creare l'atmosfera sospettosa del romanzo. Uno degli elementi più riusciti è la caratterizzazione del sequestratore, un personaggio ambiguo e disturbante fin dalle prime pagine. I suoi comportamenti fanno pensare a una personalità profondamente alterata; procedendo nella lettura, emergono gradualmente il suo passato difficile e i traumi che lo hanno segnato. Particolarmente interessanti sono le sue stereotipie e i comportamenti ripetitivi, come la litania «così non va, così non va», che diventa un segnale premonitore di pericolo. Queste routine rappresentano per lui un tentativo di mantenere il controllo e trovare sicurezza; quando qualcosa sfugge a questo schema, emergono la rabbia e la violenza. Un altro aspetto che ho trovato interessante è il modo in cui il romanzo affronta il rapporto tra violenza subita e violenza agita. In particolare, sembra suggerire come chi abbia vissuto esperienze di violenza o di abuso possa, in determinate circostanze, arrivare a riprodurre a sua volta comportamenti violenti. Naturalmente non si tratta di un meccanismo che può essere generalizzato a tutte le vittime, ma nel contesto della storia questa dinamica assume un significato importante e contribuisce a rendere ancora più complessa la psicologia dei personaggi. Il ritmo della narrazione è, invece, l'aspetto più problematico. La storia procede molto lentamente e si sofferma a lungo sulle medesime situazioni e sensazioni. Da un lato, la scelta è comprensibile: gran parte del libro si svolge in un ambiente chiuso e claustrofobico durante una prigionia che dura più di un anno. La lentezza contribuisce a trasmettere al lettore l'isolamento e la noia vissuti dalla protagonista, raccontati anche attraverso le conseguenze più concrete: la fame, la mancanza di svaghi e la progressiva perdita dei punti di riferimento, fino al desiderio di morire. Dall'altro lato, però, questa insistenza alla lunga mi ha stancata. Il romanzo mostra inoltre quanto sia difficile tornare alla normalità dopo un trauma simile, evidenziando i disturbi post-traumatici e una progressiva alterazione del senso della realtà. Non mancano comunque i colpi di scena, e la narrazione diventa decisamente più movimentata nella parte finale. Qui la struttura si fa complessa, alternando diversi piani temporali e passando dalla prima alla terza persona per raccontare. Ed è proprio in questo punto che ho avuto le maggiori difficoltà. Una storia crudele si rivela un libro contorto e non sempre facile da decifrare; arrivata alla fine, ho avuto la sensazione che alcuni elementi non tornassero completamente. Ho faticato a ricostruire il significato di alcuni passaggi, restando con il dubbio su quale fosse la corretta interpretazione e con il rammarico che il romanzo avrebbe potuto sorprendermi molto di più.
Profile Image for Cecilia.
138 reviews4 followers
September 16, 2025
Il mio primo approccio a Natsuo Kirino è stato interessante ma sono certa abbia scritto di meglio.
Keiko subisce un trauma nella sua infanzia a causa di un rapimento di cui non farà mai parola con nessuno per non sentirsi bersaglio dell’immaginazione altrui. Convinta che nessuno potrà mai capirla, convive con la ferita psicologica da cui prenderà vita la sua vena di scrittrice.
Libro molto introspettivo, porta a riflettere sulle conseguenze dei traumi non curati.
Profile Image for Assunta Benimeo.
91 reviews
November 1, 2022
Un libro particolare, diverso dalla letteratura giapponese che avevo letto in passato. Una scrittura piana, ordinata, per niente incalzante, senza picchi o moti o sensazionalismi, rispecchia in pieno l’animo nipponico (cosi criptico per noi occidentali, al limite dell’invisibile, come i loro visi piatti e intellegibili). Eppure la storia ci rimanda a un evento crudele. Forse. Potrebbe . Lo è stato ? Sino a che punto? Per chi? Come in un caleidoscopio la narrazione ci porta ad una prima versione. Poi ad una seconda lettura. Poi ad un terzo punto di vista. Poi ad un quarto sguardo. I personaggi hanno ruolo e anima, ma mutano, si scoprono diversi da come si mostrano , diversi da come li si pensava. La verità ? Quale verità? Quella individuale ? Quella degli altri? Ognuno ha una verità, che potrebbe non essere vera o forse si. Insomma: un libro nipponicamente immoto (e forse non ci dice molto di nuovo). Perché in fondo le anime delle persone (vittime, carnefici, spettatori, attori, madri, figli, padri, amici, amori) sono multiformi, ambigue , oscure, e come diceva una canzone…”ognuno ha una coscienza segreta con cui fare il pranzo di Natale”.
Profile Image for Eumolpo.
6 reviews
May 1, 2023
Un libro che mi è piaciuto ma che mi ha anche scossa parecchio.
Destabilizzante.
Profile Image for Franz B. .
427 reviews19 followers
September 28, 2019
Avevo grandi, enormi aspettative. Forse proprio per questo il mio voto è così basso.
Fatto sta che l'ho trovato frammentario, confuso, a tratti noioso, lento, mal strutturato e disorganizzato.
Va benissimo che la protagonista sia disorganizzata e che non sappia come raccontarci questa storia, sarebbe stato perfetto per il personaggio. Ma io ho proprio trovato l'autrice confusa (ed è un peccato perché gli autori giapponesi mi hanno sempre dato l'impressione di essere tutto il contrario di confusi), come se scrivesse solo perché ha un contratto con la casa editrice ma in realtà come se non le andasse per niente.
Peccato ma davvero non mi è piaciuto.
Profile Image for Alö.
141 reviews
February 24, 2022
Molto molto lontano dalla crudeltà e dalla cattiveria di Grotesque, questo romanzo non convince appieno. Ho apprezzato molto il lato psicologico del post reclusione, ma al contempo la mancanza descrizione del suo stato psicologico e fisico durante quell'anno rende la storia meno empatica e raffazzonata;il finale poi è "simpatico" per il messaggio che passa, ma per il resto sembra il tentativo di mettere una pezza ad un lavoro veramente molto mediocre. La capacità della Kirino di farti tenere gli occhi incollati al libro è incredibile, ed è praticamente l'unica nota positiva del libro. Sapendo cosa è in grado di concepire sono estremamente delusa.
Profile Image for Vittoria.
56 reviews
June 20, 2021
Una storia crudele non parla (solo) del rapimento di una bambina. Racconta di come un trauma possa far nascere nella vittima un mondo interiore così complesso e articolato da non riuscire mai a fissarne i confini. La vittima diventa scrittrice perché non riesce a non diventarlo, ossessionata dalle sue fantasie, dal bisogno incessante di dar forma a quel torbido che le è nato dentro, estremamente contraddittorio e in continua espansione. E più la propria interpretazione dei fatti è nebulosa e incerta, più il piacere di immaginare la rende schiava. Libro moooolto interessante.
Profile Image for Gwynplaine26th .
731 reviews77 followers
September 21, 2021
Una Natsuo Kirino che recide le vene del Giappone, torbide e celate lasciando intatta la pelle, superficiale e candida. Assurda e inspiegabile.
Profile Image for Alesia.
9 reviews
February 20, 2024
Il titolo di questo romanzo in inglese è “what remains”, “cosa resta” e trovo che sia ancora più adatto di quello italiano.
Cosa resta alla vittima di un evento tanto agghiacciante?Cosa resta nella mente di una bambina e quanto di ciò che resta è inventato, frutto di un’immaginazione necessaria alla sopravvivenza?
L’immaginazione è il vero tema di questo noir psicologico: un’immaginazione che diventa al contempo mezzo per venire a patti con una realtà impossibile da capire ma anche fonte di paura e odio poiché è lo stesso strumento usato dagli altri per riempire gli spazi vuoti, le vicende mai denunciate.
Nel pieno stile Kirino è un romanzo dove l’apparenza inganna perché la verità è ancora più terribile e crudele.
Profile Image for Aurora Giulioni.
72 reviews3 followers
November 22, 2024
Intrigante ed interessante come thriller psicologico, con una scrittura elegante e veramente scorrevole.
Un racconto dove il Male viene tramandato di generazione in generazione, come un veleno dal quale è impossibile liberarsi completamente.
Criptico ed enigmatico, personalmente l’ho molto apprezzato nonostante la poca chiarezza in alcuni punti.
Un’autrice che però sicuramente tornerò a leggere!
Profile Image for Chiara Prova.
46 reviews
June 6, 2023
Una storia realmente crudele dove si alternano in continuazione realtà e fantasia affrontando un tema davvero molto delicato, ovvero quello di una bambina
Profile Image for Matteo Brambilla.
7 reviews5 followers
January 9, 2022
Un libro che indaga a fondo l'animo e le inquietudini di una bambina, ragazza e donna, che costretta a vivere con il suo rapitore, instaura con lui un rapporto ambiguo e perverso che evolve nel tempo. Ho apprezzato molto l'analisi psicologica dei personaggi e la loro caratterizzazione.
This entire review has been hidden because of spoilers.
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