Rita ha diciassette anni quando si trasferisce a Roma e abbandona per sempre Partanna, il suo paese in provincia di Trapani. Il perché non è facile da raccontare: non è facile guardare in faccia il Mostro che le ha rubato l'infanzia e la famiglia. Ma poi, un giorno, l'incontro con il giudice Paolo Borsellino le cambia la vita: Rita si sente al sicuro e a lui decide di raccontare tutto quello che sa. Quell'uomo con i baffi, in giacca e cravatta, diventa da subito uno zio, "lo zio Paolo", un cantastorie di verità. E nonostante la verità sia dolorosa da accettare, Rita non smette mai di circondarsi di musica e colori, di amore e sogni, come faceva da bambina. La storia di Rita Atria si lega tragicamente alle stragi di mafia del 1992 in cui morirono i giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Oggi, un romanzo per ricordarla e continuare a credere che un'altra strada c'è: quella verso la giustizia.
E' un libro destinato ad un pubblico molto giovane pertanto anche la scrittura risulta evidentemente semplice e di facile accesso. In ogni caso il messaggio è forte e chiaro e la storia della protagonista è fin troppo sconosciuta purtroppo.
La storia è emozionale e intensissima. Non è adatto, però, all'età consigliata. Non lo farei leggere a 11 anni, non per la scrittura ma per il tipo di racconto, che richiede una mediazione adulta.
“Volevo nascere vento “è la storia di Rita Atria, la ragazza di Partanna Mondello che scelse di diventare testimone di giustizia e che subito dopo la morte di Paolo Borsellino decise di togliersi la vita gettandosi dal palazzo dove era andata da poco ad abitare. Ho un ricordo di Rita, risale a 25 anni fa (io allora avevo 14 anni ) e riguarda il giorno della sua morte . Allora non conoscevo Rita Atria, ma la notizia del suo suicidio mi fece un certo effetto. Mi chiesi perché una ragazza così giovane avesse fatto quella scelta .Ecco ho comprato questo libro anche per conoscere qualcosa su di lei, su una ragazza che era quasi mia coetanea… L’autore ha scelto di raccontarcela cercando di immaginare quali potevano essere i suoi stati d’animo e i suoi pensieri . Il ritratto che viene fuori è quello di una ragazza molto legata al fratello e al padre e dal rapporto problematico con la madre. Una ragazza come tante, con dei sogni, degli amici e anche con un amore . Questo è il punto forte del libro, il volerci far capire che Rita è una ragazza come tutte ,ma che a un certo punto ha fatto una scelta importante che le ha cambiato la vita. Insomma una scelta nata da una ragazza comune non da una eroina , perché come si legge nel libro” chi ha lottato contro la mafia non è un eroe, ma solo una persona che fa quello che tutti dobbiamo fare, lottare contro le ingiustizie.” Alcuni punti del libro li ho trovati noiosi , ma forse perché a me sarebbe piaciuto conoscere Rita attraverso Rita stessa, insomma attraverso le sue parole o attraverso quelle di chi la conosceva direttamente . C’è una frase molto bella che dice Rita e che voglio riportare “:…prima di combattere la mafia devi sconfiggere la mafia che è dentro di te e nella gente che ti sta intorno…la mafia siamo noi e il nostro modo di comportarci” Ne ricordo anche un’altra , il biglietto in cui Rita spiega perché ha scelto il suicidio….Ecco forse ora ho capito il perché di quella scelta anche se mi sarebbe piaciuto che non l’avesse presa. Il capitolo che ho trovato bellissimo è l’ultimo , quello che riprende il titolo del libro, perché non è facile descrivere la morte di una ragazzina, ma l’autore c’è riuscito in modo molto poetico. E si ha quasi l’impressione che Rita si trasformi davvero in quel vento libero di soffiare ovunque, di soffiare forte e poi piano, ma anche vento che porta via con sé il male e con il suo soffio difende i più deboli dalla cattiveria del mondo.
La storia, romanzata, di Rita Atria, la prima adolescente testimone di giustizia. La storia di una ragazzina che parte dalla provincia di Trapani e giunge a Roma, dove allo zio Paolo (Borsellino) racconterà tutto quello che ha visto nei suoi 17 anni: dal padre, legato alla vecchia mafia e che si ribellò ai nuovi potenti, al fratello, che rimase ucciso in un attentato dopo che non riuscì a portare a termine la vendetta del padre. Dalla madre, testimone omertosa, alla cognata, che scappò con la figlioletta e divenne anch'ella una testimone da proteggere. Rita, malgrado si debba nascondere agli occhi dei più, imparerà ad amare, a voler bene, a fidarsi di persone sconosciute e cercherà, fin dove possibile, di ricostruirsi una vita. Fino a quel tragico 19 luglio 1992.
Si possono trovare parole che spieghino, in modo semplice e diretto, senza tanti fronzoli e senza tante invenzioni, cos'è la mafia, come si muove, come uccide, come vive, a dei bambini? Sì, si può, se a parlare è una loro coetanea. E il libro ci riesce in pieno a riproporre questa gioventù mancata.
Ottimo stile narrativo, ottima interpretazione della testimone e del giudice, personaggi non egocentrici ma piuttosto teatrali e pieni. E' una lettura che mi sento di consigliare vivamente ai ragazzini (sulla copertina è indicato dagli 11 anni in su) ma solo se poi ne potranno discutere con un adulto, che spieghi loro cosa è successo veramente, che analizzi con loro le vicende e che mostri ai loro giovani sguardi quali sono i veri eroi.
Gli eroi non hanno i superpoteri, ma sono coraggiosi allo stesso modo. Anzi, forse di più, proprio perchè non hanno i superpoteri, Hanno soltanto la forza del loro coraggio. Però sono uomini straordinari. Rarissimi. E non si può fare niente: o così si nasce, o non c'è niente da fare. Eroe ci nasci, mica ci diventi.
Partecipando ad un progetto del mio paese ho scelto di leggere e recensire questo libro. Non ho molta voglia di riscrivere quel poema su foglio nuovamente qui, però dirò in pochissime parole quello che penso. Trama eccellente,storia bellissima, ma scrittura un po' carente. Naturalmente non intendo la scrittura nel senso di lingua, ma come stile. Avrei preferito dialoghi più lunghi e approfonditi, piú 'scavi' psicologici dei personaggi, di Rita soprattutto. A volte,soprattutto dai dialoghi, si ha la forte impressione di 'finto'. Nel complesso lettura leggera e carina, la reputo più adatta a ragazzi delle medie rispetto alla fascia d'età in cui rientra il progetto per il quale ho letto il libro (14-19 anni).
la tematica di questo libro è molto forte e importante ma non penso che questo sia un dei libri che consiglierei da leggere. ti fa entrare nella realtà di quella che è la mafia, che va benissimo ma il finale vanifica tutto quello che si cerca di dire nel libro. assolutamente non è colpa dell’autore considerato che è una storia vera
Pensieri, sogni, paure e speranze della giovane Rita, proveniente da una famiglia di mafiosi, che decide di testimoniare contro la mafia, il Mostro che le ha portato via il padre e il fratello. Molto toccante la ricostruzione dei suoi pensieri attraverso le pagine del suo vero diario.