3,5
Titolo interessante. Dà esattamente le suggestioni alla Miyazaki che vengono promesse in molte sinossi e questo arricchisce molto il tipo di storia; incentrata sul sogno e che, del sogno, trattiene assurdità e confusione. In diversi punti il narratore esterno (nonché la protagonista che racconta la sua storia) è forse troppo presente, troppo esplicitante. È una storia, quella scritta da Oda, perfettamente coerente e "rotonda"; e trattiene in sé tutti quegli stilemi caratteristici del genere.
Avrei apprezzato più attenzione e lentezza in alcune scene dal forte impatto emotivo, che invece vengono liquidate in poche vignette e lasciano presto a bocca asciutta. Al tempo stesso la non eccessiva emotività e drammaticizzazione di certi segmenti rende l'opera più "seria", fortemente legata al messaggio che porta avanti più che incentrata sullo strappare via una lacrima al lettore. Un approccio non per forza sbagliato, per certi versi molto maturo.
(Da valutare meglio a fine serie)