Ha dei momenti di epicità e di cose interessanti, ma si perde:
- in inutili e prolissi ripetizioni di come si fa ad allevare un baco da seta e come si ricava poi la seta. Alla quarta volta penso che lo capirebbero tutti, no? No, l'autore lo deve ripetere per spiegare perché in quella particolare regione è fatto in maniera leggermente diversa, e per farlo rispiega tutto daccapo
- in alternativa ci sono i cavalli, che non ho ancora capito perché nessuno avesse mai pensato di metter su un allevamento vagamente decente in Cina e dovessero sempre invece importarli dai popoli confinanti. Ok, i cavalli mongoli sono imbattibili ma ci sarà pure modo di allevare un cavallo che non si azzoppi quando fa un singolo passo (come invece sembra che capitasse coi cavalli cinesi originali)
- dopo un po' diventa troppo franciocentrico. Se possibile un qualunque testo citato deve essere pubblicato in francese, poi siccome siamo magnanimi ci sono rari casi di autori che non hanno pubblicato (o non sono stati tradotti) in francese e allora va bene il testo inglese. In alcuni casi ci sta, in altri molto meno.
Ametto di non aver letto bene il sottotitolo, e di supporre che fosse una storia della Via della seta.
L'unica cosa certa che ho imparato è che la Via della Seta non è mai esistita, nel senso che non c'+ mai stata una via carovaniera unitaria nota con quel nome.