Le nostre creature sono diverse da noi e talvolta più forti. Per poterci convivere dobbiamo imparare a conoscerle
Vagliano curricula, concedono mutui, scelgono le notizie che leggiamo: le macchine intelligenti sono entrate nelle nostre vite, ma non sono come ce le aspettavamo. Fanno molte delle cose che volevamo, e anche qualcuna in più, ma non possiamo capirle o ragionare con loro, perché il loro comportamento è in realtà guidato da relazioni statistiche ricavate da quantità sovrumane di dati. Eppure possono essere in certi casi più potenti di noi: ci osservano continuamente, e prendono decisioni al nostro posto. E allora come incorporarle nella nostra società senza rischi ed effetti collaterali? Questo libro – rigoroso, pungente, originale nell’approccio – ci spiega come siamo arrivati sin qui, e indica il percorso che ci aspetta prima di poterci fidare di questi nuovi agenti «alieni». La tecnologia non basta, occorre un dialogo tra scienze naturali e umane: è il passaggio cruciale per una convivenza sicura con questa nuova forma di intelligenza.
Questo libro non parla di ChatGPT, anzi ne parla in una pagina sola. "Ma come?" È un puro caso, visto che è uscito nel 2023 e quindi è stato scritto poco prima dell'esplosione del fenomeno, ma è significativo perché ChatGPT e i sistemi a Large Language Model sono solo la punta dell'iceberg del discorso sull'AI. Questo libro forse non è un capolavoro ma lo è per me, avendomi permesso di unire in un solo discorso le mie curiosità e conoscenze sul natural language processing, le caratteristiche emergenti dei sistemi (Hofstadter), la mano invisibile del mercato, la protezione dei dati personali e le bolle comunicative create dai social media. Il tutto è legato da una definizione di intelligenza che recita: "la capacità di un agente di operare in modo efficace, perseguendo un obiettivo, in contesti diversi". Ecco che allora Facebook diventa una "macchina sociale" il cui obiettivo è aumentare i click, e lo raggiunge favorendo comportamenti dell'utente senza che l'utente ne sia consapevole. Il calabrone vola, ma non sa perché. In questo libro non si trova nessuna informazione rivoluzionaria, ma si capisce che tutto rientra in una logica. Per capire, in questo momento, a me sembra la cosa fondamentale.
Un perfetto compendio sull’Intelligenza Artificiale. Il testo di Cristianini raccoglie e riassume la maggior parte della bibliografia sul tema spiegando cosa sia un IA, partendo dalla problematica definizione di “intelligenza”, per poi analizzare nel dettaglio potenzialità e rischi, chiudendo infine su ciò che servirà per regolamentare uno strumento ormai indispensabile.
Una lettura agile e necessaria per il mondo che viviamo e che vivremo.
Nello Cristianini ne "La scorciatoia", un saggio divulgativo, prima di tutto ci spiega cosa è l'intelligenza da un punto di vista scientifico e filosofico, cos’è l’intelligenza artificiale (IA), quando è stata sviluppata la prima volta, come si è arrivati ai giorni nostri e poi come viene usata. Cristianini ci fa notare come l’intelligenza artificiale sia ormai nelle nostre vite, una persona potrebbe pensare che sia una tecnologia del futuro invece esiste già dagli anni ‘50. Ero inizialmente molto interessato a questo libro. Andando avanti nella lettura mi è sembrato scritto in modo chiaro, con molti esempi, ma poco coinvolgente e un po’ arido. Mi è piaciuto molto come definizione di intelligenza quella di "essere capaci di comportarsi in modo efficace in situazioni nuove". Come l’essere umano e anche l’animale in generale sono in grado di imparare dai propri errori e di trovare soluzioni a problemi complessi, l’intelligenza artificiale è in grado di migliorare gradualmente le proprie abilità e di comportarsi in modo sempre più efficace in situazioni nuove. Grazie a questo libro ho capito molte cose riguardo a questo mondo e mi ha fatto riflettere sul futuro dell’IA, sul suo utilizzo etico. L’intelligenza artificiale ci può aiutare molto nel quotidiano ed ha grande potenziale per rivoluzionare diverse aziende e settori, ma non dobbiamo affidarci troppo ad essa. Come dice Cristianini bisognerebbe porre dei limiti all’uso dell’IA per evitare possibili abusi e distorsioni; per esempio se i dati usati in fase di addestramento sono inseriti male è possibile che il programma IA assorba questi atteggiamenti inappropriati, discriminando ad esempio tra etnia, religione e sesso. L’autore nella parte finale del libro, dopo aver evidenziato i possibili problemi che implica l’uso dell’Intelligenza Artificiale, afferma che ormai non possiamo più vivere senza di essa. Dobbiamo imparare a conviverci. Il vecchio mondo analogico ormai non esiste più. Ciò comporta che non solo sarebbe impossibile tornare indietro, ma sarebbe irresponsabile. Quello che dobbiamo fare è rendere sicura l’IA dando delle regole. Il problema principale dell’IA oggi è quello della fiducia. E come dice giustamente Cristianini, si può avere fiducia in un sistema definendo chiare responsabilità. Cosa che poi permette di affrontare tutte le altre preoccupazioni: sicurezza, equità, trasparenza, privacy, rispetto, e così via. Altro fattore chiave è la verificabilità. Come ci si può fidare di sistemi che non si possono ispezionare? Una parte terza dovrebbe verificarne la sicurezza ispezionandoli. Cristianini conclude che la sua generazione, a partire dagli anni Novanta del secolo scorso, ha creato un mondo per la mia generazione e quelle future in cui le macchine prenderanno decisioni al nostro posto e su di noi. Questo implica che qualsiasi decisione futura riguardo questa tecnologia deve far sì che non venga scalfita la nostra certezza che queste macchine non ci sfrutteranno, né sfrutteranno i nostri sogni. Secondo l’autore, cosa che mi trova pienamente d’accordo, è che l’orizzonte da seguire sempre è la dignità degli esseri umani e che “a prescindere da quanto potranno essere più intelligenti di noi le macchine intelligenti, non saranno mai meglio di noi”.
Le macchine non diventano intelligenti pensando in modo umano, ma attraverso l'elaborazione di grandi quantità di dati utilizzando algoritmi di apprendimento automatico. Questi algoritmi sono progettati per riconoscere modelli nei dati e utilizzarli per prendere decisioni o fare previsioni.
Ci sono diversi tipi di algoritmi di apprendimento automatico, ma uno dei più comuni è l'apprendimento supervisionato. In questo tipo di apprendimento, un algoritmo viene addestrato su un set di dati di esempio che sono già stati etichettati con le risposte corrette. L'algoritmo usa questi esempi per imparare a riconoscere i modelli nei dati e per fare previsioni su nuovi dati in base a quelli che ha già visto.
In altre parole, le macchine diventano intelligenti attraverso l'elaborazione di dati in modo diverso rispetto agli esseri umani. Mentre gli esseri umani possono utilizzare il loro cervello per elaborare informazioni in modo intuitivo, le macchine utilizzano algoritmi matematici per elaborare i dati in modo logico e preciso.
L'intelligenza artificiale sta cambiando il mondo del lavoro in molti modi, sia positivi che negativi. Ecco alcuni esempi:
Automazione dei lavori ripetitivi: L'intelligenza artificiale può essere utilizzata per automatizzare compiti ripetitivi, come ad esempio la classificazione di documenti o la gestione delle scorte. Ciò significa che molte attività che richiedevano il lavoro manuale possono essere svolte in modo più efficiente e veloce dalle macchine.
Aumento della produttività: L'intelligenza artificiale può essere utilizzata per analizzare i dati e fornire informazioni utili per prendere decisioni aziendali. Ciò può aiutare le aziende a migliorare la loro produttività e adottare decisioni più informate.
Creazione di nuovi lavori: L'intelligenza artificiale può anche creare nuovi lavori, come ad esempio quelli legati alla progettazione e allo sviluppo di sistemi di intelligenza artificiale, alla gestione e all'interpretazione dei dati, alla manutenzione delle macchine intelligenti, ecc.
Sostituzione dei lavori umani: Allo stesso tempo, l'intelligenza artificiale può anche sostituire alcuni lavori umani, soprattutto quelli ripetitivi o che richiedono poche competenze specialistiche. Ciò può portare alla perdita di posti di lavoro per alcune categorie di lavoratori.
Nuove sfide: L'intelligenza artificiale presenta anche nuove sfide, come ad esempio la necessità di formare i lavoratori per utilizzare le nuove tecnologie, la protezione della privacy dei dati e la sicurezza dei sistemi automatizzati.
In sintesi, l'intelligenza artificiale sta cambiando il mondo del lavoro in modo significativo e sta creando nuove opportunità e sfide per i lavoratori e le aziende.
Un'esposizione articolata di come la moderna intelligenza artificiale è esplosa tra le mani di tecnici e scienziati senza che ce ne fosse il minimo sentore. Con una combinazione di tecniche datate (le reti neurali) e nuovi approcci (l'applicazione massiccia della statistica), è stato possibile creare algoritmi capaci di sviluppare competenze comparabili a quelle degli essere umani (quando non superiori). L'autore passa in rassegna i principali snodi concettuali e storici di questo entusiasmante processo, il cui esito sta già cambiando la nostra vita e continuerà a farlo in misura sempre maggiore.
Con il suo linguaggio chiaro e un'esposizione ordinata, il libro si colloca in una dimensione divulgativa di ottimo livello, soffermandosi di tanto in tanto anche sul dettaglio tecnico quando questo è indispensabile per comprendere qualche passaggio chiave. In rete si trovano numerosi video in cui Cristianini espone a grandi linee i contenuti del libro, ma naturalmente il testo è piú completo ed organico.
Oltre che sulla scorciatoia del titolo (realizzata praticamente mediante tre scorciatoie specifiche) l'autore dedica un certo spazio anche alle condizioni storiche che hanno consentito il rapido sviluppo di questa nuova tecnologia, come l'esistenza di Internet e dei social network e la disponibilità di hardware molto potente per l'esecuzione rapida di grandi moli di calcoli semplici. Nel contempo mette sul tavolo molte questioni di carattere filosofico (che tipo di intelligenza è questa? Cosa significa essere intelligenti?), etico (l'IA è neutrale oppure ha dei pregiudizi? Ci possiamo sempre fidare di lei?) e sociale (Possiamo usare l'IA in qualunque contesto?), ponendo attenzione soprattutto ai problemi di "convivenza" tra l'uomo e queste nuove macchine. Sicuramente un ottimo punto di partenza per informarsi sui meccanismi sottostanti all'IA, sulla sua origine e sui (primi) problemi che sta sollevando.
Il libro si apre con il classico dibattito dei saggi sull'IA, per me fondamentale: che cosa significa intelligenza? Una domanda che porta a un ragionamento la cui conclusione è separare ciò che consideriamo intelligente nell'uomo dal concetto in sè. Senza aderire a questa assunzione, diventa difficile apprezzare l'IA e i suoi rapidi progressi. Come spesso accade in questi saggi, si ripercorre poi la storia della disciplina, dalla "vecchia AI" a quella più moderna basata su machine learning e sistemi di raccomandazione. È qui che il libro entra nel suo vero tema: quali sono le scorciatoie che l'IA prende oggi e che mettono a rischio i suoi "utenti"? La storia della "zampa di scimmia" funge da introduzione a circa cento pagine dedicate alle scorciatoie e ai rischi dell'uso dell'IA in ambiti sensibili, dalla selezione dei curricula alla scelta delle notizie che leggiamo. C'è però un problema. Durante la lettura si sfiorano moltissimi concetti, ma nessuno viene davvero approfondito. Nudges, collaborative filtering, algoritmi controllori, macchine sociali. Proprio quest'ultimo è un concetto affascinante: immaginare miliardi di persone che collaborano al funzionamento dei social media senza rendersi conto di essere ingranaggi del sistema è inquietante. Eppure l'intero libro risulta un'accozzaglia di storie che, una dopo l’altra, non vanno mai oltre la superficie.
Due stelle per la corretta introduzione e per alcuni concetti interessanti (la macchina sociale ricorda una piccola applicazione di ciò che Luciano Floridi chiama infosfera in Etica dell'intelligenza artificiale), ma non di più, a causa della mancanza di sostanza e dell'abbuffata non richiesta di storie e aneddoti spesso fini a se stessi.
In definitiva, più che un arricchimento, questa lettura lascia una lista di concetti da approfondire altrove.
"La scorciatoia" è un libro brillante e semplice per entrare nel mondo delle IA, sempre più importante e chiacchierato. Da quando Chat GPT ha iniziato a diffondersi, le domande e i dubbi riguardo a questa tecnologia si sono ampliati altrettanto velocemente.
La prima verità che Cristianini mette davanti al naso del lettore è che le IA esistono da molto più tempo di quello che si pensi, che hanno già attraversato fasi di espansione e fasi meno positive, che sono già più "forti" e "intelligenti" dell'uomo in molti campi (ma cosa vuol dire più forti e intelligenti? è questa una delle domande che collega ogni capitolo del libro).
Con chiarezza e il giusto equilibro di linguaggio tecnico e colloquiale, aiutandosi con anedotti tratti da attualità e letteratura, Cristianini spiega il mondo delle IA con chiarezza e senza mai annoiare. Soleva molte più domande di quelle a cui è in grado di rispondere, ma è inevitabile sia così a causa della velocità con cui questo mondo sta cambiando.
Ogni pagina apre una riflessione sulle capacità e i rischi che le IA portano con loro. In particolare gli ultimi capitoli, a mio parere i meglio riusciti, sono dedicati all'impatto che questa tecnologia ha avuto sulla società e sui singoli. Durante la lettura si apprende il bagaglio lessicale minimo del campo di studio, che è sempre una buona cosa.
Libro consigliato a tutti coloro che vogliono capire qualcosa di più su uno strumento potente e affascinante, ma la cui lettura dovrebbe essere somministrata a chiunque usi molto i social e altre piattaforme digitali come YouTube e Spotify. Quindi, con ogni probabilità, a quasi tutta la popolazione
Prendendo in prestito il gergo aziendale, si potrebbe dire che l’intelligenza artificiale (IA) è passata da un modello top-down a uno bottom-up: anziché insegnare alle macchine le nostre teorie, le abbiamo semplicemente riempite di dati fino all’inverosimile; ne abbiamo ottenuto, pertanto, non dei modelli esplicativi, bensì predittivi. Insomma, anziché sapere perché l’acqua bolle a 100 gradi, l’IA si limita a inferire che l’acqua bollirà proprio a quella temperatura perché ha visto che questo è accaduto un’infinità di volte. La sorpresa, come spiega Cristianini, è che questo modello induttivo funziona molto, ma molto meglio, sotto il profilo economico, del modello deduttivo. Anche perché, oggi, grazie alla rete, il costo del reperimento dei dati è diminuito verticalmente. Ed eccoci di fronte a un’intelligenza diversa dalla nostra ed enormemente più performante in molti ambiti. Con questo libro Cristianini, docente di IA e di apprendimento automatico (machine learning) all’Università di Bath, ha voluto affrontare l’argomento nel modo più chiaro possibile, affinché non solo gli interessati ma anche i decisori politici e gli intellettuali comprendessero appieno il funzionamento dell’IA; così da agire nel modo migliore possibile.
E' un buon libro, inquadra in maniera chiara che cosa è oggi l'intelligenza artificiale e come viene usata. E' incredbile che, per ora, lo sviluppo più diffuso di una tecnologia così potente siano i sistemi di raccomandazione, ossia algoritmi usati dalle piattaforme per tenerci incollati al prossimo film, la prossima serie, tiktok etc. Con tutto quello che avremmo potuto fare con l'AI...
Altro aspetto interessante è la questione del controllo, non sapendo bene come l'AI arriva a certi risultati, come faremo a controllarla?
Purtroppo non vengono approfonditi aspetti sociali, economici legati allo sviluppo, né scenari o ruolo dell'Italia etc.
Non sono un esperto di intelligenza artificiale, ho solo letto un po' di libri sull'argomento e cerco di tenermi aggiornato, convinto in prima persona dell’assunto di quest’opera: “Le nostre creature sono diverse da noi e talvolta più forti. Per poterci convivere dobbiamo imparare a conoscerle.” Ho apprezzato molto questo libro del friulano Nello Cristianini, un testo molto chiaro ed equilibrato, completo senza avere la mole dei manuali. Molto molto utile.
Un ottimo saggio per uno sguardo professionale e ragionato sull’avanzamento dell’Intelligenza Artificiale nella nostra società. L’autore riesce a bilanciare bene concetti teorici (poco dettagliati e resi molto digeribili al grande pubblico) a risvolti sociali (interessanti anche se poco originali). Consigliato come saggio introduttivo a una materia molto interessante e attuale per un lettore nuovo all’argomento, per gli appassionati del tema forse un po’ privo di takeout.
Il saggio si proponeva di analizzare, da diverse sfaccettature, l'avvento nella nostra quotidianità delle cosiddette intelligenze artificiali: dopo i primi capitoli, molto interessanti e accattivanti, i temi si appiattiscono e diventano estremamente monotoni e ripetitivi, si trascinano per un buon 40% verso un finale inconcludente e insapore. Decisamente non il libro che suggerirei a chi è interessato ad approfondire quest'argomento.
se il libro si fosse tutto svolto come prometteva nella sua prima metà, sarebbe stato il mio Sacro Graal. invece, devolve in fretta nel parlare di argomenti spesso monotoni, infinitamente ripetuti, ma soprattutto: completamente non conformi all'aspettativa creatasi (come naturale) dal titolo stesso. le tre stelle le ho mantenute perché, malgrado il mio fastidio, anche gli argomenti non ricercati li ho trovati interessanti.
Il libro che aspettavo da anni. Una storia dell'intelligenza aliena che supporta le nostre vite e le nostre giornate, non sempre nel nostro interesse. Di quello che sappiamo e di quello che crediamo di sapere e dovremmo approfondire. Della dignità umana da preservare e proteggere. Del perché non si torna indietro, ma si deve progettare un futuro che tenga conto di tutto, rischi e possibilità.
Lettura molto piacevole. Viene affrontato il tema dell'intelligenza artificiale e tutte le implicazioni presenti. In alcune parti va molto nello specifico, ma da appassionato del tema quale sono, ho apprezzato. La parte finale (gli ultimi 2-3 capitoli) son decisamente la parte migliore.
Fondato e ricco (anche se nell'ultima parte forse un po' ridondante). Un saggio per capire da dove viene l'IA, demistificare la propaganda più scontata e capire quali sono le sue implicazioni più importanti da affrontare.
Un bel libro sullo stato attuale dell'intelligenza artificiale. Discute i problemi etici legati agli sviluppi e all'uso dell'IA in vari aspetti della vita quotidiana.
Libro non facile perché il tema trattato è piuttosto complesso da un punto di vista scientifico. Però leggendolo ci si affaccia su questo universo complesso e si imparano parecchie cose interessanti
Un ottimo saggio e anche inquietante. Come al solito il problema non è l’evolversi della tecnica, ma il suo uso da regolamentare. La lettura lascia aperti molti quesiti interessanti e fa riflettere