Forse non è corretto che io recensisca questo libro, avendolo letto da completamente ignorante dell'argomento, trattandosi probabilmente di un testo destinato più che altro ad addetti ai lavori.
Il saggio tratta dei modi in cui gli elementi che riguardano il sonoro, l'udibile e il non udibile all'orecchio umano, vengono sia utilizzati come vere e proprie armi in guerra, sia più in generale manipolati e controllati nelle dinamiche culturali e sociali, dalle avanguardie artistiche alla musica pop.
Devo dire che ho trovato molto interessanti gli esempi storici di come il sonoro sia stato usato in conflitti celebri come quello israelo-palestinese o la guerra del Vietnam.
Tuttavia, la maggior parte della trattazione, che analizza dal punto di vista tecnico-filosofico il modo in cui il sonoro impatta sui nostri organi di senso, sulla nostra mente e sui nostri corpi, è veramente difficile da leggere sia per il lessico sia per la scrittura, che dà per scontato un livello di conoscenze, a mio avviso, da addetti ai lavori.
Anche il glossario iniziale non svolge la propria funzione, perché per quanto mi riguarda, ad eccezione di alcuni termini celebri della storia della filosofia che già conoscevo, non fa altro che "spiegare" le parole difficili usando altre parole difficili. Peccato.