Ogni estate, quando la città si svuota, il cimitero si riempie di presenze singoli individui e nuclei familiari ne popolano i vialetti e le cripte, come se si trattasse di una località di villeggiatura. I motivi individuali sono i più diversi, ma tutti sono abituati a trascorrere così le vacanze estive da decenni. Quest’anno però è particolare, e l’incombente minaccia che il cimitero possa chiudere costringe tutti a fare i conti con le proprie esistenze e, in molti casi, i propri fantasmi. Una storia inconsueta, corale, magistralmente narrata da SantaMatita, al suo debutto nel fumetto longform con questo libro.
Io mai mi sarei immaginata una storia in cui delle persone vanno a passare le vacanze estive al cimitero. Sarebbe pure divertente - e per certi versi lo è davvero - se non fosse che di base quello che si affronta qui è la morte e di conseguenza la sua accettazione. Fa piangere? Sì. Ci sono stati un paio di punti in particolare in cui è stata dura. Poteva essere peggio? Sì. Secondo me aiuta il fatto che i villeggianti schizzino male ogni 3x2 😂 Per me però manca qualcosa. Un maggiore approfondimento su alcune storie mi sarebbe proprio piaciuto e penso che avrebbe dato al fumetto in sé quella spinta in più. Ma va bene così, è stata una lettura piacevole!
Non farò spoiler, anche se non credo che siano importanti in questo libro perchè il valore non sta nei colpi di scena e nella trama intrecciata per vie complesse. Il valore sta nei rapporti tra gli esseri umani, dipinti con pennellate oneste e a tratti dolorose. Tocca corde profonde, ma usando un registro simpatico e colloquiale. Si legge d'un fiato. Consigliatissimo.
Il cimitero è il posto in cui i vivi possono fisicamente commemorare i propri cari. Li tengono in vita in un modo che va oltre un semplice ricordo; i protagonisti di questa storia hanno costruito vere e proprie case di villeggiatura nel cimitero in cui riposano i loro congiunti e ogni estate, come in un normale campeggio, passano del tempo lì trasferendovi la loro quotidianità di panni da stendere e compiti da fare. La m0rte non è un argomento che si affronta con razionalità e un sacco di autori ne hanno scritto in modo totalizzante, evidenziando soprattutto i vuoti che le persone che non ci sono più lasciano nelle nostre esistenze. Quello che invece racconta Santamatita è la vita che continua nonostante la m0rte e con la m0rte, e lo fa attraverso i panni stesi di cui prima, amori adolescenziali, c4ttiverie, pettegolezzi, piante di pomodoro e leggende metropolitane. Non so bene come esprimere questo concetto, ma l’umanità in questa storia che si legge in un paio d’ore è disarmantemente semplice: le persone entrano ed escono dai nostri percorsi e nel frattempo noi curiamo le piante, giochiamo, nuotiamo, scopriamo, curiosiamo, conosciamo altre persone, ci nascondiamo, stendiamo i panni, ceniamo, offriamo aiuto, piangiamo, facciamo amicizia, facciamo del bene a persone che non rivedremo forse mai più, riceviamo aiuto, beviamo caffè, ripariamo e sempre nel frattempo continuiamo a costruire, costruire, costruire intorno alla m0rte e paradossalmente circondati dalla m0rte. Questo è quello che succede in questa graphic novel tra la libertà del campeggio estivo e la pressione costante di questa cosa della vita che accade e che ci cambia lo scorrere del tempo.
L’irriverenza che ci voleva. Chi ha mai pensato di passare le vacanze estive in un cimitero? Forse chi non vuole spendere. Belli i disegni, i piccoli personaggi (Cosmo mio prefe) e le piccole verità che si celano tra le pagine. Super carino!
Penso che questa sia la graphic novel più inusuale che abbia letto, ma a pensarci forse non così tanto. Quando si perde un caro vi resta un vuoto devastante che cercheremo di colmare per tutta la vita, ma senza riuscirci. Così, i protagonisti cercano di stare il più vicino ai propri cari persi e si trasferiscono nelle loro cripte (creando così una specie di villaggio turistico estivo). Davanti a un lutto ognuno agisce in modo diverso: chi si tiene tutto dentro (per poi scoppiare), chi si sente solo, chi fermo in un punto e non riesce a fare a meno che parlare con la persona persa. I ‘villeggianti’ trovano così refrigerio dal caldo torrido, continuando a cercare/lottare con i propri vuoti e le proprie mancanze. Oltre il lutto vengono però esaminati altri temi come la propria sessualità e come gli altri la vedono sotto una cattiva luce se sei diverso, l’affrontare la paura del futuro e la mancanza di comunicazione da parte dei piani alti che sfrattando tutti senza un preciso motivo, lascerà i residenti affondare con i loro cari che però dovranno abbandonare.
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Questo fumetto mi ha sorpresa per il modo in cui riesce a trasmettere il messaggio di come la vita continui accanto alla morte. La storia è inconsueta e corale, e le vignette, delicate e leggermente sfumate, contribuiscono a creare un’atmosfera unica che cattura il lettore. Avrei però voluto un maggiore approfondimento di alcune storie, perché il materiale c’era e avrebbe dato al fumetto un’ulteriore spinta emotiva. Nonostante questo, resta una lettura piacevole e toccante, originale nel suo approccio alla vita, alla memoria e ai piccoli gesti quotidiani che ci tengono legati a chi non c’è più.
Ammetto che mi hanno incuriosito le premesse e l’ambientazione insolita: persone che passano la loro estate al cimitero, risparmiando sulla località e al fresco, salvi dalla calura estiva. Si viene a conoscenza dei vari rapporti tra i personaggi seguendo una nuova famiglia che arriva per la prima volta al cimitero e si inserisce nelle dinamiche dei vari abitanti dei loculi cimiteriali. Tra amori non corrisposti, prese di coscienza e l’affrontare le proprie paure e i fantasmi interiori, tutti troveranno un lieto fine nostalgico. La semplicità dei disegni e della storia raccontata porta l’opera ad una unicità assoluta, rendendola una delle più belle opere che ho letto. SantaMatita è un’autrice da tenere sicuramente d’occhio!
Bello, bellissimo. È una storia commovente, ma allo stesso tempo divertente, su come un gruppo di personaggi affrontano il lutto passando le vacanze estive nelle proprie tombe di famiglia. Geniale e, ripeto, bellissimo,
Fresco, commovente e avvolgente lavoro. Lo scorrere di un intreccio di storie nella calda estate di una location di un camping fuori dal comune ma tuttavia familiare e in grado di ricordarmi tratti delle villeggiature estive vissute in famiglia, cripte a parte! Consigliato
Melo immagino più come la sceneggiatura di un film che un fumetto. Un po' felliniano, un po' pirandelliano. I giovani e i vecchi. La vita in cui ci si tuffa, e la morte da cui si cerca di distaccarsi, anche se spesso è molto complicato e ci si rimane impigliati.
Una bellissima prima opera che sa affrontare tematiche eterne con delicatezza e con tratto originale. Spero di leggere al più presto qualcosa di nuovo di questa autrice.
Ho presto questa graphic novel in prestito in biblioteca totalmente al buio, come faccio sempre.
Dal titolo e dall’inizio del racconto pensavo si trattasse di una storia un po’ paranormale, invece è tutto attinente al reale. C’è un gruppo di persone che d’estate soggiorna in un cimitero nelle cripte di famiglia, quindi si trovano a vivere due settimane assieme al/ai proprio/ì familiare/i defunto/i. Seguiamo quindi le storie di tanti personaggi, ognuno con il proprio background e con il proprio presente, ognuno con le proprie emozioni e sentimenti.
Devo dire che l’autrice è stata molto brava sia nel caratterizzare ogni personaggio che nel dedicare il giusto tempo ad ognuno di loro. Non è facile gestire tanti personaggi diversi e per così poco tempo, quindi è stata doppiamente brava per me. Tra tutti ho apprezzato maggiormente la coppia con il bambino e l’uomo rimasto vedovo. Le loro storie sono quelle che mi hanno colpito di più, forse perché sono quelle su cui si concentra maggiormente anche l’autrice.
Il tema generale è sicuramente quello della morte e della sua accettazione. Per me è un tema molto delicato perché spesso mi trovo a pensare a quello che succederà un domani, quando mi troverò a doverla affrontare in prima persona. Però devo dire che l’autrice è stata molto brava a trattarla in un modo delicato e alternativo.