Da millenni le fiabe e le leggende sono le storie che più vengono tramandate ai posteri, e queste hanno l’importante compito non solo di intrattenere e insegnare, ma anche di raccontare qualcosa sugli usi e i costumi dell’epoca. Da questa riflessione e desiderio di regalare ai lettori un volume in più sulla Corea nasce Quando le tigri fumavano. Storie e leggende della Corea . Un’opera di intrattenimento che possa affascinare chi della Corea sa poco e niente e allo stesso modo rientrare nell’Hallyu come altro mezzo di diffusione della cultura coreana di cui, alla lettura, diventiamo a nostra volta custodi. Un viaggio nelle tradizioni, storie d'amore, miti di creazione e riferimenti ai k-drama più amati.
«𝘏𝘢𝘭𝘭𝘺𝘶, l'"onda coreana" che ci sta travolgendo tutti.» Questa frase mi ha colpita subito, sia perché è un dato di fatto che negli ultimi anni la Corea si sia creata uno spazio tutto suo sia perché la prima ad esserne stata travolta sono proprio io. Dai k-drama ai manhwa fino ad arrivare al k-pop, la cultura coreana ha preso sempre più piede diffondendosi nel resto del mondo e, alla fine, non ha risparmiato neanche me. Più si va avanti e si esplora più si conosce e si vuole sapere. Ed è da qui che nasce Quando le tigri fumavano, dalla voglia di Giulia Licciardello di scrivere un testo in cui raccogliere non solo leggende e fiabe ma anche storie che permettano di approfondire quello che è il vissuto e la cultura di questo paese e cosa lo ha portato ad essere la Corea che oggi conosciamo e ci affascina tanto.
호랑이 담배 피우던 시절에
La struttura del volume permette di entrare sempre più nel vivo di questa nazione. Partendo da storie d'amore, passando per leggende su creazione e creature fino ad arrivare ad una parte più storica, il tutto sempre accompagnato dal filo di usi e tradizioni e mantenendo uno stile leggero e una totale presa sull'interesse del lettore. Ho adorato ogni racconto ma uno in particolare è stato piacevolmente inatteso: Il guardiano del palazzo. Dalle penne di Giulia Licciardello e Giulia Esse questa piccola storia nasce per approfondire la figura dell'haetae, una delle creature del folklore coreano più note. L'espediente utilizzato per raccontare questo particolare incontro profuma di k-drama ed è stato come essere perennemente immersa in questo mondo. Sensazione che mi ha accompagnata per tutta la durata della lettura. Se improvvisamente alzando lo sguardo mi fossi ritrovata a Seoul non mi sarei stupita. Altra chicca che mi ha conquistata sono gli approfondimenti alla fine di ogni storia. Piccoli spazi che l'autrice si è presa per poter dire la sua, fare chiarezza su alcuni aspetti, sui luoghi in cui poter rivivere queste leggende e i drama che vi si ispirano.
Un volume perfetto per chi ama la cultura coreana e sta vivendo l'𝘩𝘢𝘭𝘭𝘺𝘶 ma anche per chi vuole iniziare a muovere i primi passi alla scoperta di quest'incredibile paese.
”Quando le tigri fumavano” è una raccolta di fiabe e leggende coreane che, nonostante la brevità – e ci tengo a precisare che non è assolutamente un punto a sfavore – mi hanno catturata. Io non sono un’esperta del genere e ammetto di non essere nemmeno una “fan” però questo libro mi è piaciuto, non solo per quanto riguarda l’idea in sé ma anche perché ogni piccolo racconto ha il suo fascino, perciò più proseguivo la lettura più ero incuriosita. Ho apprezzato molto anche gli approfondimenti; per una neofita come me sono stati di grande aiuto.
Vi consiglio di leggere questo libro, non ve ne pentirete 😍
Sono reduce dalla lettura di un'altra raccolta di miti e leggende coreane e questa di Giulia l'ho trovata molto più: - fruibile, grazie alla brevità dei miti stessi - completa, perché aggiunge una sorta di spiegazione e contestualizza il mito, oltre a dare uno spunto di approfondimento al mito descritto citando fumetti, serie televisiva, film o romanzi ispirati a quella leggenda - originale, aggiungendo di suo pugno un racconto per presentare alcune creature del folklore coreano - divulgativa, con una serie di informazioni storiche utili per avere un quadro d'insieme sul popolo e la cultura Corea e comprendere come si sono evoluti nel corso dei secoli.
In conclusione l'ho trovato un prodotto moderno, fresco e ben strutturato. Diviso in sezioni che permettono una lettura anche a salti, per chi lo desidera e con un glossario conclusivo per chiarire eventuali dubbi sui termini utilizzati durante il corso della raccolta.
Molto interessante per una persona che non sa nulla della Corea del Sud come me, le sezioni di approfondimento sono molto utili per capire meglio la favola e il contesto. Bene anche le parti sulla storia, molto concise e chiare. Il glossario è buono. Peccato che alcune favole sono tradotte dall'inglese e non dal coreano.
🇰🇷"Quando le tigri fumavano": è con questa formula che iniziavano le favole coreane, un po' l'equivalente del nostro "c'era una volta". Si indicava così un tempo lontanissimo, un tempo in cui il tabacco costava talmente poco che poteva essere utilizzato addirittura dalle tigri. Questa cosa mi ha fatto sorridere, così come mi hanno fatto sorridere le tante altre piccole curiosità che ho trovato in questo libro, un piccolo gioiello per chi è appassionato di cultura coreana, o per chi ne è totalmente all'oscuro e vorrebbe saperne di più (bum, guilty).
🇰🇷Le librerie, infatti, brulicano di raccolte riguardanti il folklore cinese e, ancor di più, quello giapponese, mentre le storie e le leggende coreane non hanno ancora subito una grandissima diffusione. Eppure la società occidentale negli ultimi anni si è appassionata sempre di più alla cultura di questo paese affascinante, grazie soprattutto alla musica e ai programmi televisivi. L'autrice ci mostra però che la Corea è molto di più di k-drama e idol, che le sue radici affondano in una storia e in un folklore ricchissimo e appassionante, il quale sta subendo una profonda rivalutazione nel presente e che merita di essere scoperto anche dal resto del mondo.
🇰🇷Il libro raccoglie molte brevi leggende, favole e miti della cultura coreana, divisi in sezioni in base alla tematica, alle figure attorno a cui la storia ruota o al periodo storico in cui sono state scritte. Ciò che mi è davvero piaciuto sono stati gli approfondimenti che corredavano ogni storia, in cui si va a spiegare la morale e a fare collegamenti con il presente, spiegando per esempio cosa i temi e i valori di quel racconto rappresentano oggi per la società coreana, illustrando le festività collegate a quella particolare storia o parlando di come appaiono al giorno d'oggi i luoghi nominati in una particolare leggenda. Ma soprattutto in ogni approfondimento troverete tantissimi riferimenti ai k-drama, ai libri e ai manhwa che sono stati ispirati da quella particolare storia o leggenda (pronti ad allungare ancora di più la vostra lista di cose da vedere e da leggere?)
🇰🇷Il glossario finale e il linguaggio semplice e diretto, anche nelle parti riguardanti la storia del Paese, permette a chiunque di approcciarsi alla materia con facilità. Che dire, questa non è stata una semplice lettura ma un apprendimento attivo, che mi ha permesso di immergermi completamente nella cultura di questo paese, da ogni punto di vista. Approvato!
Questo è un libro molto particolare, non è un romanzo, non del tutto, somiglia più a un saggio, ma neanche del tutto ascrivibile a questa categoria. Forse il termine che meglio può rappresentarlo è “guida”. Una vera e propria guida alla cultura coreana, alle tradizioni, ai termini e alle caratteristiche, scritta con consapevolezza, conoscenza e quel tipo di padronanza dell’argomento che solo la vera passione sa dare. C’è poco da descrivere, le storie sono fedeli, ben tradotte e semplici e dirette come devono essere e sono i miti e le fiabe, gli approfondimenti continui e brillanti: dopo ogni storia c’è un ampio spazio per riflettere su quanto appena letto, senza mai scadere nel noioso o nell’eccessivamente accademico. Va inoltre messo in evidenza come le autrici si siano impegnate a colmare ogni lacuna, producendo testi personali laddove mancasse una storia o un mito su un particolare argomento comunque importante, sopperendo con racconti, piccoli saggi e quant’altro, tutti fatti con scrupolo e capacità, sempre con la maggiore chiarezza possibile e specificando sempre cosa è inventato, cosa è adattato e cosa non lo è. Lo stile di scrittura è semplice e diretto, come lo è l’impostazione e il formato del libro, comodo e agevole, ha anche un pratico Glossario, come un’ottima bibliografia e continui rimandi a fonti esterne e riferimenti ad altre opere dei più svariati formati. Insomma, una piccola perla che vale la pena di possedere, anche per i non strettamente appassionati di cultura coreana, anche solo per avere una piccola guida minima a questo mondo che merita la valorizzazione che quest’opera cerca di dargli. E riesce, secondo me. Inutile dirlo: le autrici dell’opera e le collaboratrici sono delle vere e proprie esperte che vale la pena di tenere d’occhio e supportare. Concludo dicendo che questa è una recensione soggettiva, basata sui miei gusti e le mie impressioni, ho cercato di motivare le mie opinioni, ma questo non le rende né oggettive né professionali. Potreste trovarle sensate come anche no. Sapete, formula di rito per evitare polemiche ^^ Buone letture!
In questa piccola avventura si va alla scoperta delle storie folkloristiche della tradizione coreana: dalle storie d'amore alle creature tradizionali, dai miti sulla creazione alle storie che narrano le origini di regni ed imperi.
La scrittura scorrevole e il linguaggio semplice e diretto permettono una facile lettura e l'immersione in questo piccolo mondo. Molto utile il glossario finale per la comprensione di alcuni termini tipici della lingua coreana.
Un elemento molto interessante sono i vari approfondimenti che si trovano alla fine delle storie, i quali, oltre a fornire il contesto storico culturale in cui nascono, aggiungono piccole informazioni come le indicazioni dei luoghi visitabili da cui sono tratte, ma anche consigli su k-drama che ne parlano o che ne sfruttano i personaggi.
Nota finale va al titolo: "Quando le tigri fumavano" é infatti la formula tipica con cui iniziano le favole coreane, al pari del nostro "C'era una volta", un titolo perfetto per questa raccolta.
come dice la stessa autrice, la cultura coreana è una cultura che ha molto da offrire e non posso non concordare con lei. La Corea del Sud con la sua cultura si sta affermando nel mondo occidentale tanto attraverso la musica (il k-pop) e il mondo della televisione grazie ai drama coreani ma purtroppo c'è sempre qualcosa che manca dove potersi affermare... e con questo "qualcosa" voglio proprio riferirmi al mondo dei libri. Ultimamente nel mondo dei libri soprattutto dell'young adult (un genere che si fa largo nei giovani) si sta notando molto questa voglia di raccontare o inserire elementi delle culture asiatiche ma finora il soggetto più grande è il Giappone e a seguire la Cina. Ma la Corea del Sud? Pochissimi libri (credo si possano contare sulle dita di una mano) parlano di questa cultura/folklore e quest'ultimi sono soprattutto in lingua inglese. Ecco, questo è un vuoto che l'autrice Giulia vuole cercare di colmare con questo suo libro e posso dire che lo ha fatto in modo eccellente. Come appassionata di libri e del mondo orientale non potevo chiedere di meglio di un libro riguardo al mondo coreano... e questo è semplicemente woow! Io quando voglio scoprire una cultura parto sempre leggendo favole e i miti e in "Quando le tigri fumavano" ce ne sono tante, le favole e i miti più conosciuti e sono scritti anche in modo semplice da poter arrivare a tutti sottoforma di un romanzo e non di un saggio che può solo annoiare. Tutte storie che vengono suddivise in sezioni; giusto per fare un esempio la prima sezione che si trova è riguardo alle "storie d'amore e devozione" (dove nelle favole ricorrono molto i temi della nostra Cenerentola) per poi a seguire con "storie di folklore e creazione" (miti che vogliono spiegare fenomeni naturali, la creazione dell'universo e del conteggio degli anni), "storie di creature ed eventi bizzarri" (una sezione che mi è piaciuta particolarmente perché si parla delle creature fantastiche che adoro) e a finire le "storie dei tre regni", storie che hanno una base storica. Una cosa che mi è piaciuta molto? Gli approfondimenti alla fine di ogni favola nei quali l'autrice fa - quando possibile - collegamenti con film e drama coreani, fa paragoni con altre leggende che hanno elementi uguali; ma non solo, spiega anche i valori delle favole e come hanno ripercussioni nel mondo reale come feste e/o rituali... e ci lascia anche qualche spunto geografico mostrandoci a parole i luoghi turistici! Andrei avanti ancora per molto a parlare di questo libro perché mi è piaciuto molto ma mi voglio fermare qui dicendo soltanto che è una lettura MUST sia per i novizi che vogliono avvicinarsi e scoprire il mondo coreano ma anche per chi già conosce questa cultura.
Per tutti gli amanti delle fiabe e delle leggende E’ una raccolta di fiabe e leggende coreane di grande fascino, arricchite da illustrazioni e approfondimenti. Se l’oriente ha sempre rappresentato fonte di fascino per voi, o se siete semplicemente amanti del k-pop e k-drama, questo piccolo volume fa proprio al caso vostro. Curato in ogni singolo dettaglio e suddiviso secondo un ordine ben preciso, in questo piccolo volume di sole 145 pagine circa, troverete storie e leggende di amore e devozione, o di folklore e creazione, di creature bizzarre, storie legate ai Tre Regni, e così via, ricche di quel fascino che solo le leggende e le fiabe riescono a trasmettere, di unicità e meraviglia. Ad ogni storia è allegato un approfondimento, un commento utilissimo per comprendere meglio le vicende e la tradizione millenaria di un popolo che solo negli ultimi decenni si sta riscoprendo e sta emergendo (grazie anche al successo dei k-drama e del k-pop). Incantevoli illustrazioni a colori arricchiscono questo grazioso volume e all’interno è presente anche un carinissimo racconto, opera di Giulia Licciardello e Giulia Esse che ho particolarmente apprezzato. Storie più lunghe, storie brevi, storie che richiamano altre fiabe (come quella della scarpetta di canapa che riporta la mente a Cenerentola), storie che mi hanno colpita per la loro profondità e che mi hanno insegnato molto. Non conoscevo, infatti, la storia della nascita dell’alfabeto hangul. Alla fine del libro poi, troviamo anche un glossario utilissimo, la biografia delle autrici, per conoscere chi ha lavorato a questa bellissima opera, una bibliografia e tante altre informazioni. Giulia Licciardello ha realizzato un piccolo gioiello, capace di incantare, incuriosire e affascinare. Non posso che consigliarvene la lettura, specialmente se, come me, amate le storie e le leggende…
Un libro che raccoglie alcune delle leggende più particolari e interessanti provenienti dalla Corea. Il folklore asiatico, in questo caso coreano, è ricco di storie favolistiche, personaggi straordinari e magici. Narrazioni che ci accompagnano in un viaggio onirico e fantasmagorico. In questa raccolta ne troviamo tantissime, come ad esempio la storia deliziosa che apre la raccolta: "La tigre e il cachi" che vede protagonisti un bambino e una tigre. Questo animale (Giulia ce lo spiega con i vari approfondimenti che accompagnano le singole leggende) è un simbolo coreano di prim'ordine per questioni storiche e mitologiche. Alcune delle storie che mi sono piaciute di più sono la leggenda secondo cui la regina Seondeok avrebbe costruito un osservatorio astronomico per fare del bene al suo popolo ("L'osservatorio astronomico"), oppure la vicenda di Bihyeong, il giovane che parlava con i fantasmi ("Amico dei fantasmi"). Ma potrete trovare leggende di ogni genere: riguardanti la creazione di città e paesi, storie d'amore, leggende legate al Regno di Koryo ecc. Penso che non esista, in italiano, un libro così curato e ricco di informazioni per conoscere l'universo folkloristico coreano. Super interessante per studiosi e appassionati, da avere senza dubbi sia per consultazione sia per avere compagnia con una lettura brillante e scorrevole. Ha una veste grafica accattivante. Super consigliato!!
Diciamo che la mia non è una recensione, essendo un mio progetto, ma volevo spendere due parole anche qui.
La Corea è un paese bellissimo è stato ignorato per troppo tempo. Di più, nel passato è stato distrutto a causa di guerre e occupazioni, in quanto territorio strategico per i potenti dell'Estremo Oriente. Parte del patrimonio culturale è perso, in fase di restauro o proposto con ricostruzioni proprio a causa di questo passato burrascoso, e credo che per un paese, più di ogni altra cosa, vedersi cancellata la propria identità sia tremendo.
Per fortuna nell'ultimo decennio la Corea del Sud inizia a farsi notare grazie principalmente al kpop ma anche ad altro, ma la parte storica e tradizionale è ancora sconosciuta. Visitando questo paese me ne sono resa conto con i miei occhi e pensavo che si merita molta più attenzione, e così è nato il progetto di questo libro. Perché nei miti, leggende e storie popolari si cela tutta la tradizione millenaria di un luogo, e questo libro vuole essere una porta per la Corea, per amarla e approfondirne la conoscenza.
Io sono molto fiera del lavoro che ne è risultato, spero piaccia anche a voi.
Ho sempre amato le favole, in giro per casa ho tantissime raccolte: da quelle egizie a quelle dei pellerossa, passando per le classiche di fratelli Grimm e Andersen. Da amante della Corea del Sud, però, sentivo un grande vuoto nella mia libreria, vuoto che è stato colmato grazie a Giulia che ha curato in maniera eccelsa la raccolta “Quando le tigri fumavano”.
È un libro di favole e leggende, ma non solo: a ogni racconto è riservato un piccolo approfondimento che ne spiega il senso, perché è stato scritto, o addirittura a che luogo è dedicato e come andare a visitarlo.
E per tuttə gli amanti dei k-drama, come me, negli approfondimenti si parla anche di quelli. Alcune figure mitologiche, come il Dokkaebi, o le storie di alcune figure storiche, hanno un bel ruolo nella produzione delle serie tv coreane ed ecco che trovate anche piccoli consigli di visione.
Ci sono tanti termini che, per i digiuni di cultura coreana, potrebbero essere strani e Giulia ha pensato anche a questo, perché in fondo al libro c’è un bell’approfondimento che spiega tutti i termini che incontrate!
Se vi piacciono le favole e l’Asia vi affascina, questo libro non potete proprio perdervelo!
Una raccolta di storie e leggende molto interessante, adatta ad un primo approccio con la storia della Corea o a chi come me è appassionato di k-drama storici, k pop e vuole approfondire un po’ di più le conoscenze in materia.
Ho apprezzato come alla fine di ogni storia ci fosse un piccolo approfondimento che spiegava sia la parte storica, che ho trovato molto interessante, sia quella che riguardava l’insegnamento di ogni leggenda. Inoltre c’è una spiegazione dietro al titolo, che è una delle prime cose che mi sono chiesta e la prima a ricevere una risposta ed ha un suo senso che ho apprezzato.
All’interno del libro si trovano anche alcune illustrazioni che ho trovato molto carine.
Ho anche apprezzato alcuni consigli di k-drama legati ad alcune leggende e che mi sono segnata, trovando il libro molto curato. Ve lo consiglio se si vuole iniziare pian piano a conoscere la storia di questo paese.
Ottima l’idea di Giulia di creare una raccolta pop. Ogni racconto è accompagnato da una spiegazione delle origini storiche/mitologiche su cui si basa ma ci sono anche tanti riferimenti ai k-drama, manga o altri prodotti audiovisivi che trattano lo stesso argomento. Della serie, se non siete ancora fissati con la corea, diventatelo.
Io sono da sempre appassionata di giappone mentre della corea conosco poco o nulla. Dopo la lettura mi è venuta voglia di approfondire la mitologia (soprattutto delle gumiho, demoni volpe), di guardare alcuni dei k-drama citati, nonché, perché no, visitare Seoul in abiti tradizionali. Recensione completa su http://andreinagrieco.it/2023/05/14/r...
In questo viaggio all'interno delle leggende e fiabe coreane, si riescono non solo a scoprire le tante storie meravigliose che si celano dietro alcuni dei luoghi più iconici della Corea, ma si entra anche in punta di piedi in quella che è una cultura affascinante e millenaria, a mio parere ancora troppo in ombra rispetto alle sue "colleghe" asiatiche più famose.
Bonus point: dopo ogni leggenda ci sono non solo le indicazioni dei luoghi visitabili da cui sono tratte, ma anche dei consigli di k-drama che ne parlano o che ne sfruttano i personaggi! Per una nerd come me, non potevo chiedere di meglio!!!