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Ritorno nella città senza nome

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"Papà non torna a casa da giorni. Stop. Niente di grave. Stop. Ma io e la nonna siamo molto preoccupate. Stop. Cerca di rientrare prima che puoi. Stop. La nonna ti aspetta. Stop." Dopo aver ricevuto un'allarmante comunicazione di sua madre, Natasha si precipita alla stazione Jaroslavskij di Mosca per salire sul treno notturno 572 diretto a nord. Sa che qualcosa di terribile è già suo padre Sergej - ingegnere nucleare e convinto sostenitore della politica sovietica - è improvvisamente scomparso senza dare notizie di sé. Il presentimento che la sparizione del padre nasconda verità che non devono essere svelate e l'opprimente sensazione di essere pedinata l'accompagnano per tutto il viaggio fino a Sverdlovsk-45, la città dove Natasha è nata e cresciuta. S-45 è un luogo che per ragioni militari non appare sulle carte geografiche, circondato da filo spinato e sottoposto al controllo del governo federale. È un luogo strategico dove si lavorava alla costruzione dell'arsenale nucleare sovietico e ora, con i nuovi accordi voluti da Gorbačëv e Reagan, al piano di progressiva dismissione delle armi atomiche. Pur muovendosi con intraprendenza nella sua città natale, le indagini di Natasha giungono presto a un punto morto. Solo quando arriva Alex si aprono due nuove la prima, legata al padre, la riporta a Mosca; la seconda la porta a intessere un'altalenante relazione d'amore con l'ambiguo Alex. Con l'intreccio delle due storie - largamente autobiografiche e ad alto tasso thrilling - Natasha Stefanenko ci racconta l'anima di un paese grande, inquieto e disorientato, l'Urss degli anni Novanta, che vive la fine di consolidate certezze e anche la dirompente irruzione di nuove libertà.

197 pages, Kindle Edition

First published May 16, 2023

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1 (2%)
Displaying 1 - 4 of 4 reviews
Profile Image for Sara Prian.
8 reviews1 follower
October 9, 2023
Ritorno nella città senza nome ⭐⭐⭐ 1/2

Sono una lettrice veloce, è vero, ma ci sono dei libri che si divorano in poco tempo, perché scorrevoli e intriganti. Questo è il caso del libro di Natasha Stefanenko che, mescolando l'autobiografia e il thriller, riesce a calare il lettore in un' atmosfera sospesa fatta di sospetti, frasi taciute, sogni e amori desiderati, ma troppo grandi per realizzarsi.

Il freddo delle ambientazioni, che ben ci fanno scoprire la Russia a cavallo tra gli anni 80 e 90, fa da contraltare alla costante ricerca di calore della protagonista che agisce sempre nel nome dell' amore: per la sua famiglia, per se stessa e il suo futuro e per un amore troppo complesso da comprendere per chi non lo vive in prima persona.

La scelta di mescolare due generi molto complessi come il biopic e il thriller rendono il libro molto interessante, tanto che si sente la necessità di volerne di più, che quelle 197 pagine siano poche per contenere una storia profonda e ricca. Però si sa, io sono quella dei mattoni e quindi, questo è, più che altro, un appunto personale.

Si perché ho trovato Ritorno nella città senza nome, un libro che permette di iniziare a muovere i primi passi in un contesto storico difficile che, nonostante gli anni passati, allunga le sue ombre anche nel nostro presente e ci permette di capirlo meglio.

Ma non solo. L' opera della Stefanenko è un' analisi di quanto le radici siano importanti, di cosa voglia dire amare e di come questo sentimento possa essere contraddittorio, ma anche talmente forte (soprattutto quando si scopre quello per se stessi) da poter dare coraggio nell' affrontare tutte le sfide che la vita ci mette davanti.
Profile Image for Soobie has fog in her brain.
7,200 reviews134 followers
October 2, 2023
Volevo tanto leggerlo perché la storia della Stefanenko, nata e cresciuta in una città segreta dell'Unione Sovietica, mi sembrava parecchio interessante.

Invece non ne viene fuori niente. Sembra che l'autrice non riesca a decidersi se scrivere un'autobiografia oppure un thriller. Ha fatto un misiot e non è riuscita a rendere bene nessuno dei due aspetti. La parte autobiografica è quella predominante all'inizio del libro ed è quella più interessante. Ma l'aspetto thriller, dato dalla sparizione del padre, si risolve praticamente da solo. Niente indagini, niente di niente.

Solo Alex. Che a un certo punto fa qualcosa di tremendo. E lei prima si arrabbia e poi, non so perché e non ho capito il ragionamento mentale dietro, continua ad amarlo come e più di prima. E io avevo perso tutto il mio interessa per il libro.

Va beh, adesso torno dalla saga di Blackwater e poi rimango in zona con un libro sul calcio oltre la cortina di ferro.
Displaying 1 - 4 of 4 reviews

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