Morale e etica sono argomenti che mi hanno sempre affascinata e su cui ho sempre incentrato, fin da ragazza, una doverosa riflessione.
Ci troviamo di fronte a strade della vita fatte di bivi e di tortuose salite.
E spesso la fatica del nostro errare, quasi cosi insensato ha bisogno di una luce che lo illumini e lo renda meno cupo.
Ecco che le azioni umane si compiono alla luce di una diversa illuminazione, che forse è diversa per ognuno di noi.
C'è che cerca il riscatto nell'effimero successo a ogni costo a scapito di ogni perdita, seppure fosse della nostra stessa anima.
C'è chi vuole imbracciare quel potere a mo di arma e se ne infischia se nello stolto tentativo partono colpi a casaccio.
E se ne frega se a terra giacciono cadaveri o semplici sacrifici lungo l'infernale strada che ci porta a dominare. E chi crede che il denaro, un po' per scimmiottare un calvinismo pret a porter non sia altro che il segno dell'elezione a probo figli odi dio.
L'idea che il successo arrida agli audaci a chi è predestinato a una vita di gloria e stelle è propria di uno spirito che, per dirla alla Weber soffia ancora sul capitalismo alimentando le sue fiamma spettrali senza tener conto di nessuna limitazione.
Del resto essere immagine di dio, a volte significa esse sopra ogni morale.
E persino ogni etica.
E' questo l'argomento affrontato al di la della nebbia che non a caso con un elegante perfezione si affaccia a uno dei periodi simbolo di questa riflessione: la Londra vittoriana.
Emerge tra i soffocanti fumi dell'Inghilterra che si affaccia vincente sulla modernità, che sembra quasi un vento ricco di esotici effluvi, capace di soffiare impetuoso e trascinare i leggiadri signori, coloro che incarneranno perfettamente lo spirito del vincente verso chissà quali ludiche gioie.
Il paradiso ci attende miei signori della city, avvocati rampanti, voi figli di un millennio che non ci abbandonerà ma che ci priverà anche oggi di tanti, troppi doni connessi con la meraviglia dell'essere, in fondo, umani. E cosi tra protagonisti, tre esempi di cosa la meraviglia tecnologica senza fine erutta. Poco importa se i loro vestiti sono leggermente macchiati, con il fumo che copre come una calda nebbia ogni difetto, sembreranno solo pieghe di una stoffa importata dalle indie meravigliose.
E se quelle indie avranno echi di dolore e grida id libertà, ci penserà il frastuono della metropoli e renderli solo pigolii lontani, sopratutto dalla coscienza.
E cosi questi esempi di cosa significa, in fondo, accettare totalmente la morale corrente, a discapito delle strane imperfezioni che si affacciano ciarliere qua e la salgono radiosi su un treno che li porta al loro sudato destino.
E sarà però l'epilogo di questo futuro a donarci un brivido per la pelle. Facendoci a nostro malgrado, partecipi di uno strano percorso impersonato dal sulfureo o angelico, dipenderà dalla vostra personale visione di Mr. Ferry.
Durante la lettura tra le domande che si affolleranno alla vostra coscienza, una vi tormenterà per tutta la durata della lettura:
Cosa avranno mai di cosi particolare questi tre uomini?
Vite in fondo comuni, caratteristiche e protagoniste dei vantaggi e svantaggi delle opportunità del nuovo ordine morale, quello che in fondo pone come unico referente la volontà quasi ossessiva del successo. E se qualche inciampo ci è concesso nessun timore: solo i forti reggono il peso delle scelte, delle responsabilità.
Solo i degni sanno se non resistere alle tentazioni saperle gestire.
Sempre in riverito pudore.
Basta tenere le perversioni chiuse in un cassetto e mostrare al mondo civile il miglior sorridente volto.
E se quel sorriso sembrerà un ghigno, non temete.
La società sa che è lo sforzo di essere gentiluomini e un gentiluomo sorride sempre.
Al di la della nebbia è in fondo il viaggio reale dentro la mente/anima di ognuno di noi.
Un viaggio per nulla piacevole vi avverto.
Un viaggio agghiacciante e al tempo stesso salvifico.
Non perché pone come vostra bussola valori stantii chiamati etica.
O religione.
Quelli sono parole che non toccano mai davvero il cuore.
Sono esse stesse parti di un contratto sociale che promette banchetti in cambio di coscienza e consapevolezza.
Potete godere di ogni alibi, di ogni scusa a patto che la mente non compia il necessario volo pindarico alla ricerca del vero dio.
E il vero dio qua appare quello più semplice, meno scenico forse, colui che nel vortice infuocato redarguì il probo cittadino giobbe con una meravigliosa l'azione di storia naturale.
E sapete perché quest'ecologia, della mente, della coscienza, del contesto, chiamatela come volete voi è l'unico vero dio capace di farci cambiare, e di far assumere alla punizione un valore pedagogico?
Perché agisce laddove l'azione umana distrugge, in quel tessuto fatto di infinite relazione, uno con l'altro, tra noi e la società tra noi e l'altro, tra noi e Dio.
E quando un azione scellerata, stupida e al tempo stesso crudele lacera il vero tessuto, l'unico tessuto sociale in cui noi siamo inseriti, solo un organismo super partes è capace con una serie di meccanismi di reazioni e controreazioni di far tornare l'equilibrio.
E' come una mano misericordiosa che rattoppa quella ragnatela che noi stoltamente, come bambini incoscienti, abbiamo lacerato.
Lo fa per noi affinché ogni malvagità non venga scagliata indietro all'umanità altre mille, centomila volte.
Affinché da un battito di ali non si scateni un tornado.
Affinché ogni minuscolo gesto torni a sedere sul trono chiamato responsabilità.
Al di la della nebbia è la coscienza che torna ad appartenerci.
Non per dannarci o farci giocare tra unicorni e arcobaleni.
Ma per farci evolvere, imparando, ciò che nonostante tutto il successo, il potere, la tecnologia, la scienza, la civiltà che pensiamo di possedere, ancora ci sfugge, ci è aliena come parola, distante troppo distante dal nostro essere.
Un libro che oltre a creare atmosfere degne del miglior Conan Doyle, o di Poe o persino del mio amato Dickens fa riflettere. E oggi un pensiero è un vero tesoro prezioso da proteggere e conservare, stretto stretto a noi.
Non c'è giudizio che interviene, né processo né sentenza; per permettere all'universo di funzionare occorre manipolare forze uguali che si contrappongano, in modo che nessuna possa sopraffare l'altra. Riassorbita la devianza, le anime vengono condotte verso la destinazione finale, il bosco delle ombre inquiete, dove ritrovano la purezza ancestrale unendosi a un albero vergine, permettendo alla natura di perpetrare sé stessa nel silenzio dell'infinito che scorre. Dove prima c'era avidità e malvagità ora c'è pace e quiete