Lo spin-off del luminoso romanzo Vinpeel degli orizzonti, con le ironiche, surreali, meravigliose storie dei personaggi che hanno popolato il mondo di Vinpeel
«È la storia della preparazione di un viaggio, di una fuga, che poi non è altro che una sorta di trasloco esistenziale, da Dinterbild, un luogo dove ci rifugiamo quando la nostra vita sembra incepparsi, e la vita vera, dove tutto può ancora accadere. Felicità compresa.» - Peppe Millanta
Nel villaggio di Dinterbild non c'è più nessuno. Sono rimasti soltanto Ned e il signor Biton. Aspettano che il mare porti le conchiglie giuste. Sono le conchiglie che dentro hanno le storie di tutti gli amici che hanno deciso di partire verso l'Altrove. Ned ha un piano, folle, l'unico possibile: vuole usarle per costruire qualcosa. In una cornice narrativa fatta di dialoghi, maree, attese e speranze, le pagine si popolano dei racconti custoditi dal mare. Sono teneri, divertenti, dolorosi, parlano di occasioni perdute, di attimi di felicità scivolati tra le dita, di coincidenze misteriose che segnano i destini. E mentre le storie spuntano dalle pagine, gli unici due abitanti lavorano al loro progetto, capiscono di non essere soli, e che Dinterbild è un crocicchio di esistenze. Non gli resta che scoprire come e se riusciranno a lasciare il misterioso villaggio.
Il villaggio è quasi deserto. Il signor Biton e Ned Bundy sono gli unici rimasti. Ned, in cerca di una conchiglia che non ha mai trovato - contenente una storia che, ne è convinto, racchiude la promessa di un amore e che riguarda una donna dai capelli rossi che ha incontrato e amato per una sola notte -, per tanto tempo ha offerto l’orecchio a tutte le conchiglie arrivate sulla spiaggia di Dinterbild: le ha raccolte, catalogate, e, al momento giusto, ha avuto gioco facile restituire a ogni cittadino quella giusta. E così, nella notte più fredda dell’anno, ognuno ha potuto ascoltare la propria storia dimenticata, ritrovare il filo perduto, il ricordo, l’attimo che ha segnato l’inizio della crepa, il primo passo del cammino che lo ha portato a Dinterbild…
Scrittore, drammaturgo, sceneggiatore con alle spalle studi presso l’Accademia Nazionale di Arte Drammatica Silvio D’Amico, musicista, Peppe Millanta riporta il lettore a Dinterbild, il villaggio ove ha ambientato Vinpeel degli Orizzonti, poetico romanzo d’esordio che gli è valso numerosi riconoscimenti, tra cui, nel 2018, il Premio John Fante Opera Prima. Lungo le pagine delle Cronache da Dinterbild molti dei personaggi incontrati in Vinpeel acquisiscono spessore e contorni: per ognuno di loro diventa possibile individuare quel momento che ha segnato il punto di non ritorno, che ha aperto quella voragine interiore che ha prima provato inutilmente a colmare, poi a dimenticare nel villaggio senza tempo e senza sogni di Dinterbild; è intuibile l’omaggio a Macondo, la cittadina immaginata da Gabriel García Márquez nel suo capolavoro Cent’anni di solitudine, dove ad un tratto la peste dell’insonnia porta a cancellare i ricordi (non a caso Macondo è il nome con cui l’autore ha chiamato la scuola dedicata alle arti narrative di cui è fondatore a Pescara): questo ci permette di tracciare le coordinate del romanzo, così come avvenuto per l’opera precedente, nei territori del fantastico, ai confini delle regioni del realismo magico.
E' difficile traslocare da una vita, sai? Io ci ho provato. Davvero. A volte ci illudiamo. Ci spostiamo. Ci rinnoviamo. Cambiamo tutto. Tranne noi stessi. E ti ritrovi ad abitare la stessa vita di prima. Te la porti dietro. Come una valigia invisibile.
Ned e Biton sono gli unici (forse) abitanti di Dinterbilt e ogni giorno osservano incantati lo spettacolo delle conchiglie lasciate sulla sabbia dalla marea. Entrambi vogliono abbandonare il villaggio per recarsi nell'Altrove e per farlo, passano il tempo a collezionare conchiglie e ascoltare le storie che esse raccontano; in base a quello che sentono, le dispongono tra loro, cercando l'incastro giusto per formare una piccola e stabile imbarcazione...
Un romanzo originale sotto molti punti di vista, a partire dalla trama che inizialmente mi ha lasciata interdetta. La mia perplessità, però, è durata poco, giusto il tempo di entrare nel mood della storia. Una volta dentro, mi sono lasciata sedurre dalle numerose vicende bisbigliate a Ned dalle conchiglie. Alcune mi hanno appassionato più di altre, per esempio la storia di Selmer, un ragazzo diverso dagli altri che coltiva il desiderio di interpretare la musica del mondo.
Ciascuna conchiglia è depositaria del dolore di un personaggio diverso e viene utilizzata da Ned e Biton, per comporre l'imbarcazione che dovrebbe condurli via da Dinterbilt.
A tratti umoristico, drammatico, romantico e surreale, questo romanzo racchiude una riflessione profonda sulla vita e le relazioni.
CRONACHE DI DINTERBILT è uno sprequel (prequel e sequel insieme) di VINPEL DEGLI ORIZZONTI.
Una domanda sorge spontanea... ma Dinterbilt esattamente dove si trova? Cosa rappresenta realmente? Leggete il libro e capirete tutto!
"Cronache da Dinterbild" è lo "sprequel" del romanzo, ci mostra il prima e il dopo svuotando le conchiglie delle surreali, meravigliose storie dei personaggi che hanno popolato l'immaginario di Vinpeel; personaggi che stanno solo cercando loro stessi nel mondo che suona di una musica piena di vita.
Nelle opere di Millanta c'è del genio. La storia della conchiglia n. 14511 è un capolavoro assoluto, la dimostrazione che la scrittura è voce, materia, ritmo, procede per somma e sottrazione, è oggetto e soggetto allo stesso tempo. Grazie per questi scritti meravigliosi che porterò a lungo nel cuore, o almeno finché il loro ricordo non verrà catturato dalla mia conchiglia.
E' un romanzo scorrevole, arioso, che chiede i suoi tempi all'inizio e poi li regala. peppe millanta si conferma il giocherellone di vinpeel... un po' più malinconico stavolta <3
Quando sono arrivato a pagina 200 e mi sono accorto che il libro ne aveva solo 300, mi sono sentito triste. Questo romanzo-raccolta di racconti è meraviglioso, e i giochi sperimentali che Millanta fa con l'impaginazione sono geniali e non vorresti mai che il libro finisse. Consigliatissimo