Maljka - per RFS
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Partiamo dal presupposto che, scrivere questa recensione bevendo un buon bicchiere di vino, dopo una giornata di cacca e una pizza super schifosa, mi ha messo di buon umore. Sarà perché domani è Halloween e questo libro è perfetto per l’occasione, oppure perché festeggerò con i miei due bimbi e la mia pazza famiglia che mi fa dimenticare quanto di brutto è accaduto in quest’anno terribile, o semplicemente perché per me leggere vuol dire libertà e leggerezza.
Difficilmente al termine di un libro ne inizio immediatamente un altro, ma in questo caso è successo: la storia appena terminata mi aveva messo un’ansia terribile e avevo bisogno di dimenticare.
Il bosco degli orrori è un romanzo che, se si ha del tempo a disposizione, lo si legge tutto d’un fiato. Lo scrittore è infatti stato in grado di coinvolgere appieno il lettore, sebbene la storia si svolga in ambienti molto circoscritti (principalmente la casa del protagonista, il suo campo e il boschetto limitrofo). Le ambientazioni sono semplici ma suggestive e la storia è molto fluida e accattivante. Come dicevo poco fa, al termine del racconto avevo un’angoscia pazzesca… e credetemi, per me questo è un aspetto positivo in questo genere di lettura.
Ma veniamo alla storia. Gregg, il poliziotto incorruttibile e Dexter, il protagonista principale, si conoscono fin da bambini.
Dex è il figlio scombinato di un padre alcolista e devo dire che lui non è da meno. L’anno precedente, purtroppo accade un avvenimento terribile: Clara, sua figlia, muore a causa di un incidente in bici il cui colpevole non viene mai trovato.
Liz, la moglie, in qualche modo supera l’avvenimento (o cerca di farlo), ma Dex non ce la fa. Inizia così ad andare da uno psicologo che gli prescrive delle pillole per aiutare la sua psiche e cercare di dimenticare un avvenimento che nessun genitore dovrebbe vivere.
Un giorno la sua vita viene nuovamente sconvolta: dopo essersi svegliato da una sbronza colossale, cercando di allontanare il suo trattore da una scarpata, nel bosco davanti casa trova una borsa con i documenti di Jessica, una sedicenne che lavora al Riverside Cafè. Poi, al limitare del boschetto di pioppi, scopre il corpo della ragazza riverso su un fianco come se stesse dormendo.
Se leggete gialli, polizieschi e affini saprete che la prima regola è quella di non toccare il cadavere… quindi, secondo voi perché lo scrittore decide di non attenervisi rischiando di rendere poco credibile il romanzo?
Abbiate pazienza e non ne resterete delusi!
Dex soffre di forti amnesie, ecco il perché di quelle pillole. Molti sono gli indizi che gli fanno pensare di essere il colpevole, ma troppi dettagli sono dimenticati. Crede di esser lui l’assassino, tant’è che tiene il cadavere nascosto a tutti, è il suo segreto, ci parla e si confida.
Ma quale è la verità?
Psicosi e allucinazioni fanno da padrone in questo romanzo al limite del surreale, ricco di suspense, psicologica e momenti d’angoscia nei quali realtà e finzione terranno il lettore incollato alle pagine.
Decisamente indicato per chi ama gli horror, un po’ meno per i deboli di cuore. Devo ammettere che la dettagliata descrizione del cadavere mi ha leggermente schifata, avrebbe potuto esser meno particolareggiata a parer mio… ma sono solo gusti personali.
Se amate il genere vi consiglio vivamente di leggerlo, non ne resterete delusi!