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Madame Bovary

A classic. The appearance of Madame Bovary produced something like a revolution in the literary world.

321 pages, Paperback

Published March 19, 2020

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Community Reviews

5 stars
14 (19%)
4 stars
26 (36%)
3 stars
24 (33%)
2 stars
4 (5%)
1 star
3 (4%)
Displaying 1 - 7 of 7 reviews
Profile Image for Ross Gopar.
110 reviews3 followers
May 30, 2025
Cuando leí "Madame Bovary" por primera vez, a los trece años, me avergonzó no sentir ninguna simpatía por Emma, un personaje que muchos escritores y críticos ensalzaban como el de una mujer indómita que desafiaba las convenciones sociales de su época.

Hoy, muchos años después, con mucho más bagaje lector y vital, vuelvo a sentir lo mismo. Creo que Flaubert no fue complaciente con ninguno de los personajes de esta novela y, si bien ahora soy capaz de sentir algo más de compasión por ella (una pobre ilusa), creo que quien se alza como gran héroe es Charles, el sufrido esposo al que Vargas Llosa tacha de bobalicón en "La orgía perpetua". Porque, en el fondo, creo que Flaubert pretende enfrentar en su obra el egoísmo romántico de Emma con la virtud silenciosa de Charles.

No me centraré en esta reseña en el estilo de Flaubert, del que ya han rendido cuentas tantos y tantos estudiosos. Lo que me interesa, en este caso, es analizar los rasgos morales de sus personajes principales, lo que me lleva a trazar un retrato poco indulgente de su protagonista femenina (lo siento mucho, don Mario).

Emma Bovary es, sin duda, una figura compleja, pero también profundamente antipática. Alejada del ideal romántico que persigue con desesperación, se revela como una mujer insatisfecha, egocéntrica y emocionalmente inmadura. Su escasa empatía hacia quienes la rodean —en especial hacia su esposo y su hija— evidencia un carácter narcisista, incapaz de amar si no es a través del filtro de sus ensoñaciones literarias. Emma no solo traiciona a Charles en múltiples ocasiones, sino que desprecia su amor sincero por considerarlo vulgar, sin detenerse nunca a comprender ni valorar la bondad esencial de su marido.

Charles Bovary, por el contrario, representa un tipo de héroe alejado del convencionalismo épico. No posee inteligencia brillante ni ambiciones desmesuradas, pero su figura encarna una forma de autenticidad emocional rara y valiosa. Es un hombre simple, sí, pero su capacidad de amar sin condiciones, de perdonar sin rencor y de permanecer fiel hasta la humillación lo convierten en un personaje trágico cuya dignidad solo se revela con la muerte. Mientras Emma se consume en su búsqueda de un ideal vacío, Charles se sostiene como símbolo de una virtud callada, que la novela retrata sin exaltación, pero también sin ironía.

Es cierto que Flaubert no condena ni redime a sus personajes. Solo observa. Su tono es impasible, casi clínico, con una crudeza que incomoda. Pero es precisamente en ese distanciamiento donde emerge con fuerza el contraste entre el egoísmo destructivo de Emma y la nobleza resignada de Charles. La crítica social que se desprende del texto no exculpa a ninguno, pero es Emma quien, atrapada en sus fantasías, siembra la tragedia, fruto de su autoengaño, su vanidad y su falta de empatía.

En mi opinión, Emma, más que un alma incomprendida, es un reflejo de cómo el deseo desmedido puede conducir al vacío. Y Charles, en su gris rutina, en su ternura humillada, acaba siendo el verdadero mártir de esta historia. Por eso, él -y no ella- será para mí un personaje inolvidable de la historia de la literatura.
Profile Image for Serena Ottino.
4 reviews
August 8, 2026
~ Lentezza e velocità: mediocrità e ardore ~
Un romanzo che ha tanto da dire quello di Flaubert (cosi tanto che mi è risultato difficile finirlo agilmente). Sicuramente la lentezza dell’azione non aiuta un avido lettore contemporaneo, ma rappresenta a pieno la calma e piatta vita provinciale dell’epoca. La scrittura è infatti accessibile e scorrevole, ma decisamente ripetitiva nei suoi elementi costituenti ed è questo a renderla a tratti un po’ noiosa.
Ci troviamo infatti nel cuore pulsante di una Francia che sta aprendo le porte all’industrializzazione e al tanto discusso ‘progresso’: la vita dei due coniugi Charles ed Emma Bovary si apre e si sviluppa in piccoli villaggi della Normandia francese, soffocati dalla chiusura mentale e dalla prigione psicologica della monotona vita della borghesia ottocentesca. Charles, mediocre medico di provincia, accetta una vita umile e ripetitiva, mentre Emma, sua moglie, sta ancora vivendo nelle avventure dei romanzi che leggeva da bambina. Due poli opposti dunque, destinati a non incontrarsi mai tra le pagine di questo romanzo, se non forse nell’unico e fugace momento in cui Emma, poco prima di morire, lo libera simbolicamente dalla sua presenza distruttrice.

~ Emma e Charles Bovary ~
Il titolo del romanzo ci lascia intuire che la presenza preponderante tra le pagine é sicuramente quella di Emma, una donna nata nel posto sbagliato al momento sbagliato. Emma é infatti una figura difficile da salvare moralmente: tradisce ripetutamente il marito guidata dal suo desiderio incessante di vivere una vita piena di passione, dimentica totalmente la figlia in nome della sua aspirazione ed è pronta a rinnegare chiunque in nome del suo sogno più grande: allontanare il tepore dalla sua vita. Il lettore prova in ogni modo a redimerla e a empatizzare con lei, ma gli errori di Emma si susseguono incessantemente. Ogni volta che prova a riacquisire la sua virtù, è facile sperare che finalmente la trovi ed è piacevole desiderare un finale positivo per la coppia. Ma il lettore troverà sempre lo stesso schema ad aspettarlo: Emma non si salverà mai, legata per sempre al suo incessante desiderio di scappare da una vita piatta e monotona, banale e priva di aspirazioni. Uno schema che si ripete quello di Emma Bovary e che finisce per condurci velocemente alla più crudele delle conclusioni: per lei sarà l’accettazione o l’infelicità più buia. Ed Emma lo è davvero: egoista, manipolatrice, scaltra e indifferente alla sofferenza degli altri fino alla fine (se ciò serve per farle raggiungere il suo obbiettivo). Eppure condannarla spietatamente é cosa difficile anche per il lettore più severo: il contesto che la giovane vive sarebbe esasperante per qualsiasi donna contemporanea e forse il suo rovello interiore é molto più frequente nella nostra società di quanto possiamo immaginare: accontentarsi di un uomo mediocre e buono, oppure avere il coraggio di desiderare qualcosa di migliore? Emma non fa fatica a trovare una risposta a questa domanda ed è forse la sua pavida e spietata sicurezza ad allontanarci un po’ da lei e a spingerci spesso a solidarizzare con il marito Charles e a cercare, con più pazienza di Emma, dei validi motivi per apprezzare la vita al suo fianco. E così, ci troviamo continuamente spinti da un polo all’altro, da una virtù a un vizio, cercando di ridimensionare la freddezza di lei o al contrario simpatizzare con la tiepida presenza di lui.

~ Un ritratto senza eroi
Difficile però trovare un personaggio che Flaubert davvero salvi, in questo calderone di minuscoli pregi e grandi colpe. Ogni figura dipinta dall’autore presenta una macchia più o meno visibile nella società: Homais, il preparatissimo farmacista di quartiere, sembra essere una mente brillante e aperta, ma in realtà simboleggia il cinismo di una borghesia ipocrita e indifferente ai reali problemi della società. Don Bournisien, il prete devoto che rappresenta la fede e il buon cuore della religione, siede a fianco del cadavere di Emma, mentre sorseggia vino e discute animatamente con l’altra faccia dell’ipocrisia. Persino le donne di Yonville non perdono l’occasione di criticare aspramente Emma, per poi vestirsi a lutto e prendere parte alla processione che accompagnerà la salma al cimitero, solo qualche giorno più tardi. É forse più apprezzabile Binet, che mostra indifferenza nei riguardi di chiunque dalla sua prima menzione e passa il tempo a modellare figure con il torchio, chiuso nella sua mansarda? Il suo individualismo é almeno meno spregevole della finta partecipazione al dolore collettivo che mostrano tanti altri personaggi.
A trovare una via di fuga a questo dipinto funesto é forse solo il dottor Larivière, il medico illuminato che compare al momento della morte di Emma, che cura ma non giudica il prossimo, ha grosse mani che fanno bene il loro lavoro, una smisurata umiltà e lavora con la precisione e la minuzia che la medicina richiede. É in effetti lui a rappresentare il padre dell’autore e a sbugiardare con una calda ma affilata ironia il finto perbenismo di Homais. Ma la presenza rassicurante del Dottore dura solo qualche pagina e viene ben presto sostituita dalla cupa atmosfera che porterà alla morte di Emma e al tragico destino di Charles e della loro figlioletta Berthe. Per Flaubert non c’è dunque nessuna speranza per l’umanità: a trionfare alla fine del romanzo é il personaggio più abbietto, Homais, che sovravvive ai dolorosi desideri di Emma, calpesta il lutto di Charles, piega al suo volere il destino di un povero mendicante la cui voce macchierebbe la sua impeccabile reputazione: alla fine é il farmacista infatti a ricevere la stella d’oro, il massimo riconoscimento di uno Stato cieco e colpevole dell’assenza totale di giustizia nella sua società.
La letteratura parla davvero quindi di temi così lontani e improbabili? Si merita di essere descritta come poco utile alla vita ordinaria? Ma soprattutto: possiamo perdonare Flaubert per qualche descrizione più prolissa o qualche pagina più ridondante?


This entire review has been hidden because of spoilers.
Profile Image for Melissa Ranieri.
262 reviews8 followers
August 22, 2023
Una scrittura vetusta ma scorrevole, una storia appassionante, un personaggio principale che ammalia, benchè esecrabile nei comportamenti.
Profile Image for Claudia.
141 reviews2 followers
December 16, 2024
Ho letto questo romanzo nell’adolescenza e non mi era piaciuto assolutamente. Ricordo ancora il disprezzo che avevo provato per madame Bovary, una donnetta frivola ed egoista. Oggi, dopo più di 20 anni, ho trovato le stesse sensazioni, aggiungerei lo sconforto nel vedere un marito così idiota e una figliola non abbastanza amata.
5⭐️perche la scrittura di Flaubert è impeccabile. Peccato per i suoi personaggi: fanno veramente credere che, per l’uomo, sia meglio l’estinzione.
Profile Image for Giorgia.
9 reviews
May 28, 2026
Leggere questo romanzo con le idee femminista del 2026 fa alquanto arrabbiare.
L’autore, uomo dell’’800, pretende di scandagliare la complessa mente di una donna sognatrice e insoddisfatta attraverso descrizioni maschiliste e scialbe.

Cambiando prospettiva e inserendo questo romanzo nella sua epoca, sicuramente Flaubert ha creato del rumore nel raccontare che sì, anche le donne hanno desideri e pulsioni e sí, anche una donna può desiderare una vita migliore.
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