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Santo Cielo

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Quando fu morto, Albert Moindre considerò la sua situazione con perplessità. Non soffriva per le spaventose ferite che avevano quasi istantaneamente causato il suo trapasso. Si sentiva in piena forma e, a dirla tutta, più vispo rispetto a prima dell’incidente. Più leggero, certamente, più… represse l’espressione “in gamba” che gli si proponeva: Albert Moindre aveva cambiato campo lessicale.

Proprio così: l’ora dei verdetti, il romanzo delle grandi rivelazioni è arrivato. Albert Moindre si trova nell’aldilà, dopo essere stato travolto da un camioncino carico di datteri e olive denocciolate; lui invece – si intende – è carico di curiosità… A cosa somiglia del resto il Regno dei cieli? Vi troveremo giustizia? pace? verità? E Dio? Con la sua lingua tagliente e sagace, originalissima e ironica, Chevillard si propone di darci nientemeno che alcune di queste annose questioni!

“CHEVILLARD, O L'ARTE DI SCRIVERE QUASI TUTTO SU QUASI NIENTE”: Le Nouvel Observateur

152 pages, Paperback

First published March 5, 2015

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About the author

Éric Chevillard

93 books42 followers
Éric Chevillard is a French novelist. He has won awards for several novels including La nébuleuse du crabe in 1993, which won the Fénéon Prize for Literature.

His work often plays with the codes of narration sometimes to the degree that it is even difficult to understand which story is related in his books, and has consequently been classified as postmodern literature. He has been noted for his associations with Les Éditions de Minuit, a publishing-house largely associated with the leading experimental writers composing in French today.

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Displaying 1 - 15 of 15 reviews
Profile Image for Andrea Cornaggia.
Author 1 book6 followers
June 13, 2023
Santo cielo, nella traduzione di Gianmaria Finardi, non è solo un viaggio nell'aldilà raccontato dalla mente lucida di un uomo, Albert Moindre, e dalla penna eccelsa di Eric Chevillard (incontrato, tra l'altro, al Salone del Libro di quest'anno e al quale ho chiesto l'autografo), è una profonda riflessione sulla prospettiva e sul ruolo dell'uomo nel mondo. Questo novello Paradiso è scandito da una serie di uffici, ciascuno preposto a una particolare mansione, come l'Osservatorio, da cui è possibile scrutare il mondo a volo di uccello, o l'Assistenza reclami.
L'ho divorato dalla prima all'ultima pagina, soffermandomi qua e là su alcuni passaggi difficili da digerire, e sono felicissimo di aver scoperto un nuovo autore di cui ora sarò costretto a leggere l'intera bibliografia.
Profile Image for Leggo Quando Voglio.
379 reviews108 followers
October 10, 2025
Santo cielo è un libro del 2015 di Éric Chevillard ed è pubblicato in Italia dalla Casa Editrice Prehistorica Editore che gli ha dedicato un’intera collana tradotta dallo stesso editore, Gianmaria Finardi.

In Francia, è pubblicato da Les Éditions de Minuit, editore che pubblica i grandi scrittori del Nouveau Roman (come Robbe-Grillet, che vi consiglio di leggere se amate la sperimentazione linguista e strutturale) da cui Chevillard dimostra avere ereditato molto.

L’autore, infatti, si distingue per il suo stile sperimentale che in questo libro unisce una tematica profonda ed esistenziale come quella dell’aldilà a un linguaggio burocratico e minuzioso che solitamente assoceremmo ad aspetti più “terra a terra” (come potrebbe dire lui stesso, scherzando sul tema).

In questo volume l’ironia è un elemento importante e gioca spesso su modi di dire e il loro significato letterale, così come avrà già notato chi ha letto l’incipit con il suo in gamba.

Recensione completa sul blog: leggoquandovoglio.it/Recensione-di-Sa...
Profile Image for Marti.
129 reviews3 followers
November 8, 2024
Rapido, divertente e ironico.

Cosa succede dopo la m0rte? Esiste un Dio? Un aldilà? Veniamo premiati? Puniti? Come?
A queste e a moltissime altre domande Éric Chevillard cerca di trovare risposte non scontate, immaginando un mondo post-vita creativo e diverso da quelli che siamo abituatə a leggere di solito.

L’intero romanzo si configura come un lungo, ma divertente, interrogarsi di Albert Moindre su cosa gli accadrà ora che è m0rto (investito da un camioncino di datteri e olive denocciolate) e il suo interfacciarsi con varie personalità ed entità.

Le risposte che l’autore propone non sono affatto convenzionali, ma sempre originali e a tratti irriverenti. Quando alla fine si chiude il libro non si hanno in mano grandi conoscenze nuove, ma si ha l’impressione che l’aldilà sia solo un “aldiqua” infestato da ancora più burocrati con la puzza sotto il naso.

Concludo dicendo che alcune parti di questo libro mi hanno proprio fatta ridere di gusto!
Profile Image for Chiara.
600 reviews31 followers
February 2, 2025
E' ben difficile descrivere questo libro. Per questo motivo vorrei provare a descriverlo con l'incipit, che ho trovato geniale e che forse mi ha spinta a comprarlo.

"Quando fu morto, Albert Moindre considerò la sua nuova situazione con perplessità"

dopo questo episodio Albert si troverà a passare dai seguenti uffici:
-Ufficio delucidazioni
-Osservatorio
-Assistenza reclami
-Servizio ricompense

In queste peregrinazioni non sense e deep sense (non so se esiste questa definizione ma spero si capisca) si alternano per una costruzione finale che acchiappa il lettore.
ecco, l'acchiappo avviene se c'è una buona predisposizione del lettore nell'ascoltare tutti i ragionamenti di Albert, poi arriverà la sua storia e non solo la sua.
Un libro sicuramente particolare che con apparente leggerezza tocca temi anche molto profondi.
Profile Image for Sara Rocutto.
522 reviews9 followers
September 28, 2025
All’inizio è un po’ faticoso prendere il via con la struttura delle frasi di questo libro - sarà la traduzione o lui scrive proprio così?- ma poi ecco che si prende il ritmo. Lettura curiosa. Ha ragione Paolo di Paolo: non è un modo di scrivere che in Intelligenza Artificiale possa replicare tanto facilmente… e anche le idee son utilmente contorte
Profile Image for HedyTech.
247 reviews
June 4, 2026
Allora anche questo è stato un libro strano. In molti punti molto bellino, in altri un po' più confusionario. L'ho letto a pezzi e bocconi perchè non ero motivata a finirlo. Min è piaciuto tantissimo la parte in cui in cielo ti fanno vedere le varie occasioni mancate, dove sono andate a finire le cose che hai perso, le cose più grandi che non puoi vedere. Alla fine scherzone, torni sulla terra.
Profile Image for Lisa incipitmania (profilo lettura).
280 reviews15 followers
May 19, 2024
C’è tutta quest’acqua a leccargli i piedi senza cercare di nascondere il proprio disegno, di portarlo via dalla risacca, e poi l’infinito del cielo sulla sua testa, ma l’uomo continua a darsi una tale importanza!
(Citazione)
Profile Image for Micah.
48 reviews7 followers
December 24, 2018
Un ouvrage typique de Chevillard. Si vous avez l'habitude de rire et d'être amusé par ses textes, celui-là mérite toujours votre temps.
Profile Image for Sabrina Moicano.
22 reviews
May 7, 2025
Decisamente particolare, scrittura ricercata a tratti divertente un libro curioso, originale.
Profile Image for Andrea Bosisio.
52 reviews
May 25, 2025
Non è molto il mio genere perché è quasi un lungo monologo interiore con piccole parti di diario. Anche la trama è del tutto secondaria e semplice.
Profile Image for Roberta Sapino.
53 reviews1 follower
February 23, 2026
Albert Moindre non ci mette poi tanto a capire che è morto ( investito da un camioncino che trasportava datteri e olive denocciolate) e si trova in un “ non spazio”, “ non tempo”, che non riesce a definire. Subito cerca di sfruttare quell’attimo di lucidità, prima di dissolversi, per cercare le risposte alle tante domande che ha sempre voluto fare ma …a chi? E come ?Che questo sia l’inferno? Il non sapere mai cosa c’è davvero “ di là “. Nessuna voce ma ad un certo punto un “soffio”.È Clarisse, miss mancata che gli starà vicino per un pó. E mentre si scambiano due parole (?) ecco una voce “Mi segua per le formalità”. Capitoli che ci presentano una sorta di burocrazia con cui Albert avrà a che fare :Ufficio delucidazioni-Osservatorio-Assistenza reclami-Servizio ricompense. Pagina dopo pagina scorre la sua vita, presentata da una voce monotona e disinteressata. Tutto è catalogato, tutto è registrato. Riusciremo a dare una risposta alle tante domande che tutti noi ci facciamo sull’aldilà? Con una scrittura ricca e vivace Èric Chevillard ci diverte ma ci fa anche riflettere sul ruolo dell’uomo nel mondo.

“Quando fu morto, Albert Moindre considerò la sua nuova situazione con perplessità “
Profile Image for Henri-Charles Dahlem.
291 reviews13 followers
January 18, 2016
Jamais peut-être l’expression «à mourir de rire» n’a mieux convenu que pour ce roman délicieux même s’il ne tient pas forcément ses promesses. Car en refermant le livre, on continue à ses perdre en conjectures sur « comment furent créés le monde, la vie, comment tout cela prendra-t-il fin, quelle est la fonction du Mal… »
En revanche, je peux vous promettre que vous passerez un très agréable moment à lire les réflexions post-mortem d’Albert Moindre, spécialiste des ponts transbordeurs (autre espèce en voie de disparition).
Il vous sera par la même occasion donné de réfléchir sur des notions telles que l’intuition, le destin (c’était écrit), le libre arbitre, voire même sur la vie après la mort. Autrement dit, derrière cette joyeuse fantaisie, on finit par toucher ces choses essentielles qui font de l’homme un roseau pensant.
Mais avant cela, il aura bien fallu comprendre par quel concours de circonstances on est passé de vie à trépas et en quoi consiste cette «nouvelle vie». Quiproquo, voire incompréhensions ne sont alors pas inhabituelles, surtout lorsqu’on ne trouve pas d’interlocuteur capable d’apporter les bonnes réponses aux questions légitimes qui se posent : « Albert ne s’attendait pas à toute cette bureaucratie. On se croirait au dernier étage du gratte-ciel, dans les locaux vitrés d’une administration tatillonne. »
Voilà qui change des représentations du paradis laissées par les écrits religieux ou par des peintres ne manquant pas d’imagination. Même si le narrateur se demande si en fait, nous aimerions vraiment passer l’éternité dans des « vallons herbus, entouré d’oiseaux blancs, d’agnelets et de buissons fleuris. »
N’oublions pas l’aspect inéluctable d’un décès. Du moins, c’est ce que l’on peut penser avant d’atteindre la page 140. Là, suivant le point de vue, les choses se compliquent ou s’éclaircissent. On y apprend que notre héros est en fait déjà mort plusieurs fois, mais que son caractère et son savoir-faire allaient devoir encore servir.
« Rien ne sera jamais définitif tant que nous n’aurons pas aboli la dimension temporelle dans laquelle s’inscrivent toutes ces histoires. » Comme dans le meilleur des romans de H.G. Wells, « on » a choisi de remonter le temps avant la morsure de vipère fatale, voire même avant la cérémonie des obsèques.
Du coup, l’histoire n’est plus la même. Ni pour Albert, ni pour ses proches, ni pour Miss Colorado 1931, ni même pour le lecteur. Qui peut ainsi continuer à se régaler de ce roman tout simplement vertigineux !
Profile Image for Etienne Mahieux.
571 reviews
March 21, 2015
Albert Moindre, qui a déjà connu bien des vicissitudes dans les romans d'Eric Chevillard, vient de mourir. Pourtant il est toujours là, d'une certaine manière, il y a moyen d'écrire sur lui. Il se trouve dans un au-delà aux contours incertains, de même que sa propre présence n'est pas très nette, qu'il découvre en compagnie de l'ancienne dauphine de miss Colorado 1931 et d'un ange d'apparence néandertalienne.
Eric Chevillard, qui vient de publier une poignée de merveilles, se trouve ici sur un territoire plus balisé que d'habitude : une description de l'au-delà qui, avec lui, ne saurait manquer d'être humoristique. Il y a des trouvailles, à qui l'on peut trouver des parentes dans "Liliom" et dans tous les films qui s'en sont inspirés de près ou de loin à la grande époque des comédies américaines — on peut penser au "Ciel peut attendre" de Lubitsch ou à "La Vie est belle". Il y a des réminiscences de Borges, qui ne dédaignait pas lui non plus le septième ciel, le neuvième nuage, mais aussi quelques effroyables leurres plus terrestres. Chevillard, dont la plume est toujours curieuse et délectable, et qui perturbe ici très efficacement les règles habituelles de transition entre deux paragraphes, pour ne citer qu'un détail de son travail de polissage stylistique, ne s'éloigne peut-être pas suffisamment de ces savoureux modèles bien ancrés dans ma mémoire pour que ce nouveau roman me mette la tête à l'envers. Comment d'ailleurs donner plus qu'une esquisse de ce "juste ciel", indicible by appointment to her Majesty the Queen depuis un nombre de millénaires dont il fut beaucoup discuté ?
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