"Non posso emettere verità sul Giappone perché continuo a non capirlo. Ci ho vissuto un anno e mezzo distribuito su sette soggiorni di qualche mese ciascuno, distanti quattro o cinque anni l'uno dall'altro, e continuo a non essere sicuro di avere capito. Né le cose grandi, né i dettagli." Una piccola galassia di incontri, scontri, errori, salvataggi, ipotesi e rivelazioni racconta lo spaesamento di un intellettuale italiano nel paese degli isolani d'Asia. Una persona abituata a capire, a padroneggiare, che invece deve continuamente riconoscere la propria natura di principiante. Ma senza angoscia, perché il Giappone è mite, e perfino quando ti trae in arresto per una specie di reato, ti tratta con rispetto. E il Giappone è stupendo e abbagliante, quando si rivela nella sua grandezza. Fra i personaggi di queste storie ci sono confezioni di caramelle, orsi prudenti, terremoti da tavola e ragazze come si deve, gessetti colorati, dinosauri distruttori e poliziotti pazienti, rifiuti firmati, lo snack Big Katsu e una Lamborghini copiata, fiumi, laghi, vulcani e timbri di giada, Del Piero e Sophia Loren. E a ogni passo si scopre che il non capire è un bene prezioso.
Edoardo Lombardi Vallauri è ordinario di Linguistica Generale a Roma Tre. Fra i suoi interessi scientifici, la struttura informativa dell’enunciato, la linguistica italiana e quella giapponese, la linguistica della persuasione, il rapporto fra linguaggio e cervello.
Questo l'ho preso proprio così, di getto, appena l'ho visto sullo scaffale di Feltrinelli: (l'ennesimo) libro sul Giappone, come invitare un'oca a bere, insomma, con me nella parte dell'oca. Una serie di capitoletti su vari aspetti della cultura nipponica scritti da chi in Giappone ci ha vissuto - andando e tornando - per un anno e mezzo, con netta prevalenza sugli aspetti linguistici (l'autore è un linguista) e molta autobiografia. Insomma: "Parlo di qualcosa che mi è successo mentre ero in Giappone che mi ha fatto pensare al perchè si dice che i giapponesi sono ... (riempire i puntini con: puntuali, rispettosi, ordinati, cortesi - avete capito, no?)". Di molte cose qui raccontate me ne sono accorto anche io, anche solo dopo due miseri (rispetto a chi ci è stato più di me, in questo senso miseri: io ci tornerei domani) viaggi in Giappone, ecco, forse potrei consigliare questo libro a chi in Giappone ci è già stato ma non troppo, dal momento che chi è intrippato con questo meraviglioso paese e la sua cultura qui dentro non ci troverà molto. Un po' troppo leggerino, per i miei gusti, come quando bevi un Americano ma vorresti un Negroni.
Un libro leggero e ironico sulle esperienze dell'autore in Giappone. Non aspettatevi un saggio minuzioso, ma una serie di aneddoti raccontati con molto affetto, anche nei momenti di più totale incomprensione (che comunque alla fine si stempera nella giustapposizione dei vari punti di vista). Esilarante il capitolo sulla pesca alle carpe nel fiume Kanda. "I pesci sono animali utili perché mangiano le larve degli insetti molesti, i quali altrimenti prospererebbero sull'acqua e infesterebbero la zona, e per questo motivo è meglio non pescarle".
Un testo di una superficialità irritante, per lo più composto da tediose narrazioni autobiografiche, tutte confermanti i più noti cliché sulla cultura Giapponese. I commenti su aspetti culturali diversi dall'ambito linguistico, ad es. su Nikko, ceramica Raku o Villa Katsura, sono imbarazzanti per forma e contenuto. Il titolo è carino e azzeccato.
Una raccolta di aneddoti e analisi personali dell'autore che, con una certa ironia, mostra diversi aspetti della cultura giapponese. Senza pretendere di capirla, come ammette già nel titolo, ma mostrando comunque elementi interessanti.
Appassionata di Giappone, mi è stato regalato questo libro. Non dico mai di no ad un libro sul Giappone quindi mi sono messa a leggerlo subito. L’autore è italiano ed è stato varie volte in Giappone, senza mai trasferirsi definitivamente lì. Questo libro è un raccolta di nozioni, moooolto brevi, su vari aspetti della cultura giapponese.
Ho trovato qualche spunto interessante ma, per me, la grande pecca di questo libro, che fa abbassare drasticamente la mia recensione è solo una: il non approfondimento.
Non mi importa se non era nell’intento dell’autore approfondire le cose di cui ha parlato all’interno del libro, se non le sapeva o non sapeva dare una risposta. Se tu vuoi scrivere un libro ti informi, punto. Ci possono essere innumerevoli cose che tu possa non capire della cultura giapponese, è ovvio, sono così diversi da noi. ma se vuoi scrivere un libro DEVI APPROFONDIRE. Devi essere curioso, devi chiederti perché, devi documentarti, non essere passivo, soprattutto se in Giappone ci sei stato tante volte. E non mi si venga dire che in realtà l’autore sapeva benissimo tutto e non l’ha voluto fare per una scelta stilistica perché abbasso la recensione a 2 stelle.
Altri due difetti del libro: alcuni aspetti grammaticali, che mi hanno fatto storcere il naso e il comportamento dell’autore nei suoi viaggio in Giappone. Spesso cafone e da turista medio superficialotto. Non mi è piaciuto.
Gli do tuttavia 3 stelle perché delle cose interessanti le ha dette e mi è piaciuto approfondirle, per il resto non ci siamo proprio.
Si legge velocemente. Curiosità e tentativi di spiegazione e comprensione di un popolo molto diverso da noi e per questo interessante da avvicinare! Se ci si riesce!!!!!