A Vienna nel 1938, mentre l’Europa sta per sprofondare nell’abisso della Seconda guerra mondiale, due amici si ritrovano. Cosa li aveva allontanati tanti anni prima? La creatura che aveva sconvolto le loro vite era reale? Per scoprirlo dovranno dolorosamente rimettere insieme i propri ricordi.
Il racconto della roccia è l’esordio nel mondo del fumetto di Benedetta D’Incau alias BeneDì, giovanissima autrice che nel 2021 ha partecipato alla ‘call’ lanciata dalla Coconino Press alla ricerca di nuove storie da poter pubblicare e lanciare nel panorama nazionale e non solo. A questa famosa chiamata, tra gli altri rispose anche lei, inviando quelle che erano poche pagine di storia – nulla a confronto di quello che ne verrà da lì a poco.
Passa del tempo e quella breve presentazione sarà appunto il fumetto di cui vi sto parlando, quell’opera che dal mio piccolo punto di vista è la migliore prestazione fumettistica del 2023.
La storia messa “in scena” da BeneDì è molto intensa, intrisa di contemporaneità e sussurrante di un mondo islamico che non tutti conoscono. Il racconto della roccia è un fumetto dal sapore amaro e nostalgico, perché una volta che ci entri dentro, sei parte di esso e ti ritrovi a camminare nei paesaggi desolati e sconfinati delle belle ambientazioni che lo caratterizzano.
È la storia di due ragazzi che diventano grandi e da grandi ricordano cose fatti da bambini. Un gioco di ricordi e leggende e quotidianità così puro da risultare affascinante. I due protagonisti si chiamano Benjamin e Hakim e questo fumetto è la loro storia.
Tratto distintivo che si potrebbe riconoscere tra tanti, che può comunque migliorare e perfezionarsi. Storia che potrebbe dare di più, approfondimenti sulla cultura ben fatti, non amo particolarmente l'edizione in sé. Un buon inizio, seguirò gli sviluppi.