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Memorie dal campo di un’infermiera zen (Afriche)

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È il 2014 quando l’autrice di questo libro incontra l’Africa per la prima volta e se ne innamora perdutamente. È l’inizio di un viaggio che la porterà a lavorare come infermiera per Medici Senza Frontiere, mettendola missione dopo missione di fronte al peggio e al meglio dell’umanità.
Una storia vera e cruda, la sua, che ha il sapore della scoperta, dell’avventura e delle scelte prese con consapevolezza e coraggio. Uno sguardo su uno spaccato di mondo per molti lontano e sconosciuto che prende vita grazie al racconto quotidiano e alle riflessioni a volte dolorose di chi vive e lavora in prima linea. Un viaggio verso terre lontane, ma soprattutto un percorso di crescita personale e la testimonianza autentica di chi ha avuto il coraggio di cambiare vita.
Una narrazione toccante che interroga le coscienze e ci ricorda che siamo umani, accomunati tutti dalle stesse sfide, gioie e sofferenze.
“Un viaggio personale che diventa collettivo, la scelta di Martina che diventa la nostra. La consapevolezza di stare dove bisogna stare”. (Valerio Nicolosi)

157 pages, Kindle Edition

Published May 10, 2023

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Martina Marchiò

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January 16, 2026
Posso solo dire che seguo sui social Martina da una vita e mi è sempre di ispirazione.
Ho trovato questo libro molto interessante e scritto meglio rispetto a “brucia anche l’umanità” anche se come altri titoli di argomenti simili (vedi i libri di Gino Strada) si nota che non è una scrittrice di professione.
In ogni caso potrebbe anche scrivere della sua skincare o di un libro di ricette piemontesi e le troverei comunque interessanti.
Trovo che nel libro siano emersi anche lati più riflessivi che una persona esterna alla professione ed al contesto non potrebbe mai immaginari, avrei apprezzato però piu spiegazioni sul “turismo missionario dei bianchi”, come funziona una missione, come si coniuga la vita privata ad uno stile di vita così. Mi sarebbe piaciuto approfondire di più anche le storie dei pazienti e delle persone che incontra in missione anche se magari per privacy o che non so se si può fare. Comunque, in realtà, mi è anche piaciuto che di certi pazienti poi lei non racconti il seguito della storia, trovo lo renda realistico.
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