Ho finito di leggere "Rock - i delitti dell'uomo nero" di Danilo Arona (Edizioni della Sera) e sono rimasta spiazzata. Non e' la prima cosa che leggo di Arona, mi piace come scrive. Molto. Di questa sua nuova (ma non del tutto nuova) uscita so parecchio per averlo intervistato, quindi ho approcciato il testo con delle consapevolezze che forse un lettore non dovrebbe avere. Intanto sapevo che Rock ha i suoi buoni trent'anni, e' un "ragazzone" maturo nonostante sia ancora fresco di stampa. E l'approccio molto anni '80 alla scrittura si percepisce chiaramente. I livelli narrativi si sono sedimentati nel tempo in una sorta di millefoglie aroniano dove la crema chantilly ha un retrogusto ferroso: di sangue, di mi cantino, di horror. So che Arona ama mescolare le carte, fornire diversi punti di vista e in Rock la narrazione e' psichedelica come le svisate di Sam Hain e l'evidente idolatria per Jimi Hendrix. Ecco, se un limite c'e' in questo romanzo che spazia per piu' di mezzo secolo rimpallandoci tra Italia e States, tra realta' e Terra di Cola', e' che il lettore dovrebbe possedere almeno un decimo della conoscenza musicale dell'autore per stargli dietro. I rimandi musicali, le citazioni, perfino gli accordi scelti sono parte del linguaggio scelto da Arona, un linguaggio per addetti ai lavori e rockettari veri. Quindi ho come l'impressione di aver perso una buona parte della suggestione di questo libro dalla inquietante copertina gialla e nera. Pero', da quasi totalmente digiuna di rock storico (vado poco oltre la conoscenza di nomi e facce storiche), posso dire che quel che arriva e' un affresco potente e allucinato della storia musicale recente, una metafora efficace di quella trasformazione che il rock ha operato nella societa' e nei singoli. Fermo restando che non guardero' mai piu' con serenita' una chitarra, specialmente una Fender Stratocaster.
Dire che il rock è solamente un genere musicale è molto riduttivo. Il rock è una filosofia di vita, un modo di pensare, è una realtà controversa che spesso ha camminato di pari passo con la morte, il sangue e forse con il Diavolo in persona. Attraverso le peripezie di uno sgangherato gruppo rock italiano che attraversa l'Italia durante la fine degli anni '60, viviamo le magie e gli orrori del rock, tra misteriosi omicidi, morti celebri e tantissimi eventi storici che non sembrano per nulla coincidenze. Chi è veramente l'inquientate Sam Hain? L'erede del grande Jimi Hendrix o qualcosa di più oscuro e terribile? "Rock" è uno di quei romanzi di cui è difficile raccontarne la trama in poche righe. Danilo Arona ha mescolato con grande abilità la finzione con la realtà, e ci è riuscito talmente bene da lasciarci terribilmente disorientati e spaventati.
Un capolavoro, uno dei migliori lavori di Danilo Arona per quanto riguarda il mio modesto parere. Non si tratta solo di un libro, ma di qualcosa di totalizzante. Leggetelo, vi farete un regalo.