A masterpiece of twentieth-century Italian poetry, Halcyon inscribed the landscape of Tuscany with the memories and emotion of the time d'Annunzio himself spent there with the famous actress Eleanora Duse. No less brilliant for his narcissism, this poet, dramatist, and sometimes politician was larger than life, and his broad talent shines through in this carefully organized set of lyrics.
Gabriele D'Annunzio, Prince of Montenevoso (12 March 1863 – 1 March 1938), was an Italian poet, playwright, orator, journalist, aristocrat, and army officer during World War I. He occupied a prominent place in Italian literature from 1889 to 1910 and later political life from 1914 to 1924. He was often referred to under the epithets Il Vate ("the Poet") or Il Profeta ("the Prophet").
D'Annunzio combined in his work naturalism, symbolism, and erotic images, becoming the best interpreter of European Decadence in post-Risorgimento Italy.
His love affairs, relationship with the world-famous actress Eleanora Duse, heroic adventures during World War I, and his occupation of Fiume in 1919 made him a legend in his own time.
La pioggia nel pineto Rigorosamente recitata dal grande Vittorio Gassman, che mi fa venire sempre i brividi, soprattutto ascoltando in silenzio o con il rumore della pioggia in sottofondo. https://www.youtube.com/watch?v=Yddh3...
Taci. Su le soglie del bosco non odo parole che dici umane; ma odo parole più nuove che parlano gocciole e foglie lontane. Ascolta. Piove dalle nuvole sparse. Piove su le tamerici salmastre ed arse, piove sui pini scagliosi ed irti, piove su i mirti divini, su le ginestre fulgenti di fiori accolti, su i ginepri folti di coccole aulenti, piove su i nostri volti silvani, piove su le nostre mani ignude, su i nostri vestimenti leggeri, su i freschi pensieri che l'anima schiude novella, su la favola bella che ieri t'illuse, che oggi m'illude, o Ermione.
Odi? La pioggia cade su la solitaria verdura con un crepitio che dura e varia nell'aria secondo le fronde più rade, men rade. Ascolta. Risponde al pianto il canto delle cicale che il pianto australe non impaura, né il ciel cinerino. E il pino ha un suono, e il mirto altro suono, e il ginepro altro ancora, stromenti diversi sotto innumerevoli dita. E immensi noi siam nello spirito silvestre, d'arborea vita viventi; e il tuo volto ebro è molle di pioggia come una foglia, e le tue chiome auliscono come le chiare ginestre, o creatura terrestre che hai nome Ermione.
Ascolta, Ascolta. L'accordo delle aeree cicale a poco a poco più sordo si fa sotto il pianto che cresce; ma un canto vi si mesce più roco che di laggiù sale, dall'umida ombra remota. Più sordo e più fioco s'allenta, si spegne. Sola una nota ancor trema, si spegne, risorge, trema, si spegne. Non s'ode su tutta la fronda crosciare l'argentea pioggia che monda, il croscio che varia secondo la fronda più folta, men folta. Ascolta. La figlia dell'aria è muta: ma la figlia del limo lontana, la rana, canta nell'ombra più fonda, chi sa dove, chi sa dove! E piove su le tue ciglia, Ermione.
Piove su le tue ciglia nere sì che par tu pianga ma di piacere; non bianca ma quasi fatta virente, par da scorza tu esca. E tutta la vita è in noi fresca aulente, il cuor nel petto è come pesca intatta, tra le palpebre gli occhi son come polle tra l'erbe, i denti negli alveoli son come mandorle acerbe. E andiam di fratta in fratta, or congiunti or disciolti (e il verde vigor rude ci allaccia i melleoli c'intrica i ginocchi) chi sa dove, chi sa dove! E piove su i nostri volti silvani, piove su le nostre mani ignude, su i nostri vestimenti leggeri, su i freschi pensieri che l'anima schiude novella, su la favola bella che ieri m'illuse, che oggi t'illude, o Ermione.
luglio 2018 Acquazzone notturno, è venuta giù tanta pioggia: chiudendo la porta del balcone, da cui vedo un albero. E qualcuno che tenta di suonare il pianoforte.
13 maggio 2019 A Palermo piove, come un anno fa a Torino. Solo che è passato un anno, ma è tutto diverso da allora.
Gabriele D'Annunzio might not be the nicest and more agreeable person one could think of (my professor at Uni was one of the main experts on D'Annunzio and he used to say he disliked him deeply as a person!) but honestly, his poetry is remarkable. Alcyone is the main and best known collection of his poems, and the manifesto of his panistic conception of nature-a very deep perception of the outside world (especially natural) creating a fusion between the natural and the most specifically human. You have to read the Italian text to fully appreciate the complex game of alliterations, rhymes, onomatopeic sounds creating a whole, fascinating sound plot. It's not about the philosophy, it's about the music and the emotions of poetry. In fact, sometimes the perfectly-built poems might appear too 'cold' to be actually moving. Appearance is overwhelming feelings-This is the problem with D'Annunzio, an esthete and a character, more than a real man.
Non ascoltate chi critica D'Annunzio, mediamente penso siano solo gelosi. Come sempre leggendo i pregiudizi svaniscono o se non altro si modificano. Chiuso Alcyone mi è venuto in mente il titolo di un album dei Pantera: VULGAR DISPLAY OF POWER. Perchè D'Annunzio questo fa, prende un tema/periodo a lui caro e va sotto pesante, in maniera potentissima. La dimostrazione di cultura, finezza linguistica, citazioni, contorsioni letterarie è straordinaria (in questo senso, leggerlo senza note al testo è impossibile). La stratificazione del significato dei versi è fittissima. Alla fine, ne esci rintronato ma arricchito. Un viaggio che rifarei.