David è un 19enne ebreo, vive nella Polonia degli anni '20, ha passato indenne (o quasi) la prima guerra, la rivoluzione di febbraio, quella di ottobre, la guerra russa-bolscevica, una carriera mancata da insegnante, una da aspirante scrittore, con un destino d' errante, pieno di domande sul senso del tutto e del suo stesso essere ebreo.
Quello che fa David con me è catapultarmi in via Krochmalna, Varsavia, via ricorrente nelle mie letture antiche.
Lo fa da povero, da colui che ritorna, da giovane uomo in cerca del proprio destino, che sia la Palestina prima o qualunque altra destinazione di quel treno che in ultima pagina prenderà.
Ebreo David, appartenente a un popolo che non appartiene forse nemmeno a dio stesso.
Su tutto la gioventù di David, la scoperta del sesso, la consapevolezza di come siano fatti uomini e donne in un periodo storico confuso, tra comunismo , fascismo, sionismo, femminismo, ateismo e religione dei Padri.
Su tutto la capacità di David di farsi vivere dalle cose che accadono, dalle persone che incrocia, con la sua giovane età, la sua timidezza, il suo ascolto che lo faranno diventare importante agli occhi di chi lo conosce e ai miei, che lo leggo ascoltandolo.
Su tutto la scelta di David di seguire quello che è, quello che sente, quello che desidera.
Il titolo. Il 'certificato' era quello che il governo inglese rilasciava a chi volesse entrare in Palestina: era difficile ottenerlo, molto costoso, era valido per una coppia e a volte le giovani donne con la propria dote finanziavano la pratica, dopo aver sposato in modo fittizio un uomo da cui si sarebbero separate una volta arrivate in Palestina.
Aggirare le leggi, anche quelle sacre, era ai tempi necessario e come sempre anche solo sfiorare con lo sguardo la Storia è utile ed istruttivo.
Considerazione che a volte faccio mia pur non essendo coinvolta:
"E dove devono andare, allora, gli ebrei?"
"Devono rimanere dove sono. Se mai verrà edificato un mondo giusto, vi sarà giustizia per tutti. E se non otterremo giustizia, neanche la Palestina servirà a qualcosa." (pag.159)
Vi stupirete leggendo a chi l'autore fa dire questa frase (forse).