Siamo approdati a una società che non si limita più a chiedere ai ragazzi di essere all’altezza delle nostre aspettative, ma li costringe a seguire un mandato paradossale: “Sii te stesso, ma a modo mio”. Questa trasformazione, che per l’autore segna il passaggio al paradigma postnarcisistico, è in atto da tempo, ma è stata la pandemia ad aver smascherato il rischio di un’inversione dei ruoli: mentre i ragazzi si adattano alle esigenze degli adulti pur di farli sentire tali, questi ultimi sono alle prese con una crescente fragilità. Come riuscire allora a sostenere gli adolescenti nella realizzazione di sé?
Parole schiette e dirette che fanno aprire gli occhi di noi adulti, troppo concentrati all’IO e alle nostre prestazioni come genitori ed educatori, e poco o nulla all’ALTRO. Qual è la ricetta giusta? L’autore lo spiega benissimo, anticipando, in modo acuto e rispettoso, pensieri e immedesimazioni che emergono nella mente del lettore durante la lettura. Non può esistere una ricetta universale, veloce, facile e dal minimo sforzo ma solo “Conoscere e rispettare la materia prima…Togliere qualcosa a noi stessi e aggiungere possibilità agli adolescenti”. Occorre una scelta responsabile: Offriamo ai nostri ragazzi e ragazze il nostro cambiamento.
Ho letto vari testi di Matteo Lancini e questo è quello che meno mi è piaciuto. Manca un po' di sistematicità ed è un po' ripetitivo; inoltre entra nel mondo della scuola ma in modo troppo superficiale. Certo, insegnare non è il suo compito, ma alcuni accenni li fa, alcune critiche le muove, alcuni sassi li lancia. A quel punto credo che le cose vadano portate a compimento. Perché allora le 3 stelline e non 1 o 2? Perché gli riconosco la volontà di continuare a cercare di capire, di interpretare, di dare un significato all'agire adolescente di oggi. E questo lo fa molto bene. D'altra parte è il suo.
Il tema trattato è interessante: parla dell' incapacità degli adulti nel comprendere le emozioni proprie ma soprattutto quelle dei figli. La difficoltà degli adulti (genitori o insegnanti che siano) sta anche nel lasciare che i ragazzi si esprimano completamente a modo proprio (come si evince dal titolo). Tutto ciò viene ripetuto fin troppe volte dall' autore che poi non dà praticamente alcuna soluzione al problema da lui portato. Inoltre il libro non è mai supportato da alcun dato questo mi fa dedurre che l'autore parli a titolo personale secondo la sua esperienza, il che lo rende una bella storia ma non un saggio.
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Un libro che fa riflettere sulla difficoltà che affrontano gli adolescenti di oggi, contestualizzato nel post Covid italiano che indiscutibilmente ha fatto pagare ai nostri ragazzi il prezzo più alto dell’approccio italiano alla pandemia.
Descrive molto bene il ruolo che noi genitori abbiamo avuto sulla formazione dei nostri ragazzi e ragazze come persone. Leggerlo mi ha fatto riflettere sulle nostre responsabilità e soprattutto le debolezze della nostra generazione
Ammetto che lo scrittore é un po' troppo psicodinamico per i miei gusti, ma sicuramente su alcune cose ha ragione anche se....anche se....sembra quasi una di quelle situazioni che, come direbbe Elio, tra il dire e il fare c'é di mezzo E IL. A parte gli scherzi, il mio adolescente mi fa impazzire, ma chiaramente lo deve fare, quindi in realtá posso ammettere la mia totale inutilità nella situazione e sperare soltanto che riesca da solo ad arrivare dove vuole.
Libro che parla e mette in discussione come vengono gestiti gli adolescenti oggi. Tutte le frasi che si sentono sull'argomento come che vivono di internet che sono dipendenti, che non sono capaci di.... Smontate e messe a nudo di fronte ad una teoria che mette sotto la luce l'adulto e le proprie fragilità. Illuminante porta a riflessioni profonde, chiede di rivedere tutto ciò che finora era ritenuto la base la realtà e chiede di guardare dentro piuttosto che fuori.
Ho trovato questo libro molto confusionario. Sono ripetuti concetti, peraltro interessanti e che lasciano molti spunti di riflessione, in modo disordinato e disorganizzato. Ho trovato quindi questa lettura confondente, portata avanti peraltro con toni accesi, polemici e a mio parere esagerati. Purtroppo non sono riuscita a finirlo per questi motivi.
Ricco di riflessioni interessanti, ma non condivido la sua (non) presa di posizione sulla tecnologia e sui social media: va bene dire che ormai ci sono e sono disponibili per tutti, bambini e ragazzi compresi, ma non mi sembra onesto accettare questa realtà come immodificabile in un libro che si pone l'obiettivo di analizzare il rapporto fra adulti e adolescenti oggi.
Cosa significa educare oggi? Da cosa deriva la fragilità adolescenziale? Lancini prova a rispondere a queste domande partendo dalla fragilità adulta, dalle vite e dai gesti contraddittori degli educatori. Solo ripensando a noi stessi riusciremo a superare queste fatiche.
Un libro che ciascuno di noi dovrebbe leggere e tenere come fonte di ispirazione e specchio per guardarsi dentro, mettersi in discussione e tentate di essere migliore. CONSIGLIO A TUTTI GLI ADULTI CHE VOGLIONO PERMETTERE AI GIOVANNI ADOLESCENTI DI COSTRUIRE UN FUTURO MIGLIORE
L'ho acquistato in quanto sono andata a una sua convention ed ho condiviso abbastanza di quanto ha detto. Il libro pero' non mi ha entusiasmato perché l'ho trovato molto ripetitivo e a volte anche un po' scontato, troppo teorico.
Schietto e diretto, utile ma veramente tanto "commerciale". Mi ha fatto pensare e interrogare e questo è un punto a favore, dall'altra alcune argomentazioni non mi trovano d'accordo e il suo modo di trattarle non mi ha convinto del contrario neanche lontanamente.
interessante. da ricordare soprattutto per la regola del dialogo che è un monologo dell'adulto che chiede di essere confermato. meravigliosa la provocazione/ sfida sul mondo della scuola