Un metronotte maldestro, la sua famiglia bizzarra e ficcanaso e gli affari mafiosi di una borgata palermitana. La nuova indagine di Giovanni Di Dio, detto Giovà, protagonista dei mystery comici e grotteschi di Roberto Alajmo.
Giornalista professionista, dal 1988 è assunto al TG3 Sicilia della RAI e collabora con diverse testate nazionali. Dal 2012 è nella redazione della rubrica "Mediterraneo". Il suo primo romanzo pubblicato è stato nel 1986 Una serata con Wagner. Sue opere sono tradotte in inglese, francese, olandese, spagnolo e tedesco. Con il romanzo Cuore di madre è secondo classificato al premio Strega e premio Selezione Campiello, premio Verga, premio Palmi. È stato docente a contratto di Storia del Giornalismo alla facoltà di Scienze della Formazione dell'Università di Palermo e consigliere d'amministrazione del teatro Stabile di Palermo. Con Notizia del disastro ha vinto il Premio Mondello e con il libro L'arte di annacarsi ha vinto il Premio letterario Antonio Aniante.
Suoi racconti sono stati pubblicati nelle antologie La porta del sole (Novecento, 1986), Luna Nuova (Argo, 1997), Raccontare Trieste (Cartaegrafica, 1998), Sicilia Fantastica (Argo, 2000), Strada Colonna (Mondello, 2000), Il Volo del Falco (Aragno, 2003), Racconti d'amore (L'ancora del mediterraneo, 2003) Inoltre ha scritto il libretto dell'opera Ellis Island, con musiche di Giovanni Sollima (Palermo, Teatro Massimo, 2002). Il suo romanzo "È stato il figlio" è stato trasposto, nel 2012, in un omonimo film per la regia di Daniele Ciprì, con Toni Servillo come interprete protagonista.
La boffa allo scecco Roberto Alajmos .. .. Prendi un uomo semplice, vita semplice, famiglia semplice senza grilli per la testa e fallo diventare qualcuno. Qualcuno che fa comodo. È la storia di Giovà cinquantenne senza arte né parte, che vive trascinato dagli eventi. .. .. Romanzo breve ma molto interessante, può sembrare quasi una commedia, grazie a dialoghi brillanti e frasi nette, e che racchiude dentro di sé un messaggio molto importante, che riguarda la vita di ciascuno di noi. Il titolo fa capire benissimo leggendo la storia a cosa si riferisce. Mi è piaciuto molto, perché attraverso il protagonista, ci si può immedesimare nei casi della vita. L'argomento è molto attuale perché tipico dell'essere umano, il tipico capro espiatorio. Perché le persone non si prendono la responsabilità delle proprie azioni ma cercano sempre qualcuno da sacrificare a posto loro.
Funny as hell. I was hella giggling on the plane and literally didn’t care. Super Sicilian humour and specific words that reminded me of my childhood so an extra layer of funniness and well as nostalgia.
Il protagonista dei racconti di Alajmo è Giovanni detto Giovà, cinquantenne uomo senza qualità, un po' sovrappeso e succube delle femmine di casa. Il lavoro di metronotte lo ha trovato grazie alla raccomandazione del capo mafioso del quartiere e, come tutti sanno, i debiti vanno saldati prima o poi. E' giunto il momento per Giovà di saldare questo debito nel peggiore dei modi: attribuisti una "ammazzatina" avvenuta nel suo quartiere ad insaputa del boss mafioso che altrimenti ne sarebbe sicuramente accusato, perdendo la faccia. Persino la sua "affezionata" famiglia decreta che sia la scelta più saggia e Giovà, senza carattere e senza alternative, accetta. Lui è lo scecco del titolo, che pur innocente, si becca gli schiaffi perché è l'ultimo e più debole anello della catena del potere. Rapido e con una ironia pungente e amarissima, ben scritto, stile diretto e secco, consigliato.
L'humour cabarettistico nasconde una evidente denuncia dello strapotere del boss(mafioso) di quartiere sugli innocenti omertosi. Come nei precedenti lavori.
Aspetto il quarto e quelli a venire e la fiction che ne faranno. Tanto ridere sempre e un ridere profondo su quell’universo a se’ stante che e’ la Sicilia.