Describes the life of the beautiful and talented princess, born to one of Russia's oldest families, who gave up her life of power and privilege to take vows of poverty as a Franciscan tertiary and help the poor.
Vivendo o soggiornando a lungo e spesso a Roma è probabile che prima o poi si finisca col sentir parlare di Villa Wolkonsky. Situata tra San Giovanni in Laterano e Santa Croce in Gerusalemme, dal 1946 la villa è la residenza ufficiale dell’ambasciatore britannico, ma dal nome che porta è facile intuire che le sue origini hanno poco a che vedere con il Regno Unito. Il posto, infatti, prende il nome dalla donna che nella prima metà dell’Ottocento ridiede vita a quello che ai tempi era un semplice terreno agricolo con delle rovine romane. La donna in questione era una principessa russa e si chiamava Zinaida Aleksandrovna Volkonskaja.
Zinaida Volkonskaja, nata Belosel’skaja, ha avuto una vita che difficilmente può essere definita priva di eventi. Figlia di un diplomatico e uomo di lettere che le ha trasmesso il suo amore per la cultura, Zinaida era conosciuta per la sua bella voce e l’inclinazione per la musica e ha anche firmato e pubblicato versi e prose. La sua cerchia poteva contare nomi importanti come quelli di Adam Mickiewicz, Pushkin e Gogol’ (che ha scritto parte delle Anime Morte nel giardino di Villa Wolkonsky), Madame de Staël è stata sua corrispondente ed è stata legata da una lunga amicizia allo zar Alessandro I, di cui potrebbe anche essere stata amante. Dietro una vita così vivace e all’apparenza allegra, si nascondeva però un carattere incline alla malinconia e alla depressione, ma anche al misticismo, che sfocerà nella conversione al cattolicesimo e in un esilio volontario che porterà Zinaida a finire i suoi giorni a Roma, votata alla povertà e all'assistenza ai più bisognosi.
Mi sono limitata a riportare la sua biografia a grandi linee, ma quanto detto credo basti a far immaginare un libro che sappia catturare la vivacità del personaggio o riuscire anche solo in parte a darcene un’idea. La Fairweather c'è riuscita? Ha saputo presto deludere le mie aspettative, quindi no, direi di no. Non so quanto corpose siano le fonti su Zinaida, però qualcosa non va se in una biografia a lei dedicata si ha l’impressione che sia un personaggio secondario. Sicuramente ci sono varie lettere e sarebbe stato bello vederle citate più spesso, insieme anche a più passaggi delle opere di Zinaida, per non parlare del non dover leggere notizie sui membri della sua famiglia nelle note. E' successo una volta, con la notizia della morte di una delle sorelle, e non ne capisco il motivo, non dopo aver letto paragrafi e paragrafi sulla vita di altra gente della cerchia di Zinaida. Non c'era forse posto per due righe sulla sorella nel testo vero e proprio? Il periodo in cui Zinaida è vissuta, poi, è molto interessante e la descrizione del contesto storico-culturale mi piace e va benissimo anche per compensare eventuali scarsità di fonti, ma solo se è ben bilanciato all’interno del libro. Non posso dire che in questo ci sia, io, per lo meno, non l'ho visto. La prima metà, infatti, sembra una biografia di Alessandro I per quanto si parla di lui, del suo regno e del congresso di Vienna, ma quando si arriva al periodo romano di Zinaida ci viene detto poco o nulla. Non capisco questa disparità di trattamento e poco l’ho apprezzata, se mi si deve parlare dell’ambiente in cui un personaggio storico è vissuto o lo si fa fino in fondo o non lo si fa proprio.
Infine, veniamo al vero tasto dolente: gli errori di battitura e una rilettura/correzione presa molto alla leggera. Stando a quanto leggo qui, Napoleone sarebbe morto il 15 maggio, Rousseau avrebbe pubblicato anche a metà Ottocento, Marina Cvetaeva diventa “Tsvetvaeva”, Karl Brjullov è “Bruilov”, James Fenimore Cooper “Fennimore” e la parola dottoressa viene curiosamente abbreviata in "dottessa". Sulla traslitterazione non mi esprimo, ormai me ne son fatta una ragione, però se si decide di non declinare i cognomi al femminile allora lo si deve fare sempre (Aleksandra Smirnova o Aleksandra Smirnov, scegli una versione, ma non tutte e due e nello stesso paragrafo!). Capisco anche la difficoltà del confrontarsi col romanesco scritto se non si è romani o non si mastica il dialetto, ho trovato irritante il tentativo di “italianizzazione” dei versi di un sonetto di Belli che viene citato dall’autrice, che spero non abbia scambiato le consonanti iniziali doppie come errori di ortografia, come ho sentito dire da alcuni italiani non romani, visto che son magicamente sparite. Anche la romanizzazione di Volkonskij ne risente: Belli scrive “Vorconschi” e nel testo citato diventa “Voroschi”. Già che ci siamo, farei anche notare che Sof’ja Raevskaja, madre di Mar’ja Volkonskaja (moglie del decabrista Sergej, da lei seguito in esilio in Siberia) non è sepolta a Frascati, ma al Cimitero Acattolico a Testaccio, mentre un’altra sua figlia, che suppongo essere Elena, lì non c’è o almeno questo dice il database del Cimitero.
So di essere fastidiosamente puntigliosa, ma questi più o meno piccoli dettagli mi hanno dato l’idea di un libro poco curato e una biografia non se lo può permettere. Si è però sempre in tempo per correggere i vari typos e mi auguro davvero che sia stato fatto nelle successive ristampe. Insomma, come primo approccio (e unico in lingua inglese, credo) alla figura di Zinaida Volkonskaja funziona bene e chapeau alla Fairweather per avercelo dato, ma si poteva fare qualcosa in più per rendere la lettura più gradevole e bilanciata.
This is pure history. If you like Russia during the early 1800s, you will like this book. I never heard of her before but she was a major figure during this error. Not many women were.
This was a very readable biography of a highly interesting lady. Princess Zinaida Volkonsky was born into the highest echelons of the Russian aristocracy. She became a lady-in-waiting to the Empress Maria Feodorovna (the first one, not the mother of Nicholas II) and later became the mistress of Tsar Alexander I. Artistic and cultured, she served as the prototype for Helena Kuragin, in Tolstoy's War In Peace. This book has it all: war, peace, love, and hate. It's all set against the backdrop of Napoleon's siege of Russia and the subsequent events that it led to. Zinaida eventually found herself in Italy where an invitation to her salon was highly prized and sought after. Very good reading.
Five things about Pilgrim Princess by Maria Fairweather.
1. This was an excellent exploration of the Russian perspective on the Napoleonic Wars. 2. Zinaida is an incredibly interesting political and social figure. 3. This woman knew EVERYONE. 4. After an adulthood of seeking what made her happy and following her own mind, she settles into a old age as an extremely devout Catholic. 5. Fairweather is a detail oriented researcher and knows how to deliver her information in an engaging manner.