Un reduce è accusato di aver ucciso un uomo già morto e sepolto, e sceglie come avvocato difensore il giudice che anni prima aveva condannato e accompagnato al patibolo proprio quell'uomo.
Questa è la trama di "Sante Gambacorta – Il Sarto di Corpi", scritto da un Federico Guerri in forma smagliante e pubblicato per Lethal Books, l'etichetta indipendente dei ragazzi di Ignoranza Eroica (quelli di Vilupera e Mattanza, per capirci).
Ora, da giudice imparziale, porto questo romanzo sul banco degli imputati e vi snocciolo i pro e i contro del perchè dovreste leggerlo:
PRO: Unisce tutti gli elementi del legal thriller e del fantasy grimdark, e lo fa alla grande. Tutto scorre alla perfezione, è avvincente, divertente, non ci si annoia mai.
Il worldbuilding è davvero ben fatto. Un'Italia soffocata dal caldo e dall'umidità, reduce da una guerra che ha cambiato le classi sociali e il senso della giustizia, plasmando un mondo dove vige la legge del più furbo. Nulla è lasciato al caso e ogni elemento dell'ambientazione è perfettamente integrato con la trama.
I personaggi, sopratutto quelli secondari, sono originali e bucano la pagina. Che sia una prostituta che pratica l'ASMR sui clienti, un bibliotecario che sembra essersi appena trasferito dal Mondo Disco di Pratchett o l'addetta alle autopsie uscita da una puntata di CSI scritta da H.R.Giger sotto acido, fidatevi, ogni attore in scena vi lascerà il segno e un sorriso sghembo sulle labbra.
Il tribunale. Il colpo di genio di Guerri, secondo me. Sappiamo che molti processi vengono definiti teatrini, e quindi perchè non metterlo in scena come una rappresentazione teatrale? C'è un palcoscenico, una giuria nascosta da un sipario e il processo inizia con le parole: "Si va in scena". Personalmente ho trovato le diatribe in tribunale il punto forte del romanzo, Guerri si muove in un ambiente a lui consono e lo fa in modo magistrale. Non aggiungo altro, vi dico solo che non assistevo a processi così arguti e divertenti dai tempi di Better Call Saul.
CONTRO: E' breve, dannatamente breve. Si legge in un paio d'ore buone e chiuso il libro ne vorresti altro. Come dopo aver guardato una puntata su Netflix e ti accorgi che per la successiva devi aspettare chissà quanto. Certo è autoconclusivo, il finale lascia spazio a nuovi casi per Sante, ma quella sensazione rimane.
Il costo. So che molti non saranno d'accordo, ma personalmente tra libro e spese di spedizione, ho speso 18 euro. Troppi per un libro così breve, per quanto bello sia (ed è davvero bello, lo ripeto). Il cartaceo è ben fatto, la copertina è stupenda (e di una grammatura ottima, quasi "gommosa" oserei dire), ma credo che i prossimi li prenderò in ebook.
Perchè ci saranno i prossimi, vero Federico Guerri?