Si tratta di una riscrittura divertente e ironica dell'Odissea da parte di De Crescenzo, che alla trama omerica non aggiunge nulla, se non un venticinquesimo canto finale di sua invenzione e dei capitoletti in appendice contenenti episodi relativi a Ulisse ma non provenienti dall'Odissea. Di fatto si limita a raccontare il poema omerico con un linguaggio "moderno" e un tono scanzonato, aggiungendo qua e là commenti personali che in parte servono a spiegare con ironia il contenuto o il contesto dell'opera, e in parte si limitano a battute divertenti.
Probabilmente, se insegnassi a scuola, farei leggere alcuni brani di questo libro ai ragazzi, per aiutarli a "fare amicizia" con l'opera omerica e a memorizzarne più facilmente trama e personaggi. Non ne assegnerei però la lettura completa perché purtroppo non tutti i capitoli sono ugualmente riusciti - e se il rischio poi è di annoiarli si otterrebbe l'effetto opposto.
Il problema di questo libro, secondo me, è che vuole essere più cose senza però riuscire a realizzarne in pieno nessuna. E' una riscrittura, che però non offre prospettive o punti di vista nuovi; potrebbe essere un commento all'opera, ma di fatto i commenti dell'autore sono così diradati tra un brano di narrazione e l'altro che non ce n'è abbastanza per definirlo tale; e poteva essere una disanima sul personaggio di Ulisse, perché il cappelletto iniziale e le aggiunte finali sul personaggio, tratte da altre opere classiche, offrono vari punti di vista sull'eroe e ciò è molto interessante... ma non esaustivo, purtroppo.
In più, ci sono delle punte di maschilismo qua e là che mi hanno un po' infastidita.
Resta comunque una lettura breve, piacevole e divertente, e un ottimo strumento per chi avesse voglia di ripassare per filo e per segno il contenuto dell'Odissea, ma divertendosi e senza dover affrontare la mole del poema omerico e/o un testo in poesia.