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La Califfa

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Una dolla bella, istintiva, appassionata, "immoralmente pura".

Hardcover

First published January 1, 1964

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About the author

Alberto Bevilacqua

96 books14 followers
writer and film director

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Displaying 1 - 10 of 10 reviews
Profile Image for Malacorda.
602 reviews289 followers
August 9, 2017
Bella storia sempre attuale. La vicenda narrata è una favola al tempo stesso antica e moderna.
Il periodare un po’ scomposto - forse funzionale al dipinto di disperazione che l’autore vuole fare, specie nella prima parte - rende la lettura non del tutto scorrevole. Fa anche sì che i personaggi inizialmente non suscitino empatia. Per quanto riguarda l’oltretorrente, se si vuole trovare le immagini giuste e l’atmosfera giusta per immergersi nei suoi borghi, trovo che l’abbia fotografato meglio Cacucci.
Qui Bevilacqua riesce però a dipingere bene certi sentimenti e sensazioni della vita quotidiana, di quando la vita ti delude: se non riesce a dare un nome a questi sentimenti e sensazioni, per lo meno riesce a darne un’immagine a tinte forti. Quel che mi è piaciuto della storia è che va ad individuare il lato scuro, il lato sporco delle cose e lì inizia a scavare - come diceva la Mazzantini in un‘intervista a proposito di ‘Non ti muovere’. Il lato scuro della società, della vita, della città, delle persone, dell’uomo, della donna, della luna.
Nella quarta di copertina targata 1971 leggo che la storia della Califfa è una metafora della storia recente d’Italia, con la sua ricerca di riscatto, dunque questo personaggio femminile sarebbe una specie di allegoria della nazione. Forse all’epoca ci si poteva anche sperare, ma dal punto di vista dei giorni nostri si può ormai tranquillamente dire che non è così: la Califfa ha troppa memoria e troppo cuore per poter somigliare a questa nazione. Certo ha le sue crisi e le sue contraddizioni, decide di prendere la vita come viene e di cogliere le occasioni che le si presentano ma non per questo è completamente opportunista - ipocrita - voltagabbana: ha comunque una sua coscienza, ha i suoi limiti che non vuole oltrepassare, e alla fine impara la lezione del “l’importante è essere vivi!” e “l’importante è che io sono io!”.
Profile Image for Eddy64.
591 reviews17 followers
June 5, 2025
La storia in fondo sarebbe semplice e anche poco originale: una popolana diventa l’amante del più ricco e potente della città e, con invidia di molti e scandalo dei benpensanti, dura finché dura.
Invece Bevilacqua, in questo suo primo romanzo scritto nel 1964, riesce a renderla unica, calandola nella sua Parma dei primi anni ‘60 e portandola a emblema di un riscatto sociale, con sullo sfondo la lotta delle classi povere contro lo strapotere dei padroni.
Irene Corsini detta la Califfa, vive nell’Oltretorrente, un quartiere popolare di senzadio e senza un soldo, ricchi solo di disgrazie, ma allegri, ridanciani, pronti a lottare e mai ad arrendersi. La califfa ha perso un figlio per malattia e il marito, che condannato per alcuni delitti commessi da partigiano, si è isolato nell’apatia fino a un ultimo fatale gesto di ribellione di fronte alla polizia schierata durante uno sciopero. Carattere schietto e ribelle, senza troppi peli sulla lingua, Irene non sopporta l’ipocrisia e le ingiustizie, che la mandano in bestia, considerata da molti una “slandra” una donna dai facili costumi per la sua bellezza mista a una apparente disinvoltura in amore.
Doberdò è il più ricco industriale di Parma, nato contadino si è fatto da solo ed ora sembra comandare su tutti; quando incontra la califfa è colpo di fulmine e la sistema subito in un appartamentino in città; non è solo una questione di soldi e sesso, i due si amano sinceramente e lui, già sulla sessantina e con qualche acciacco, si libera da qualunque ipocrisia, tanto da suscitare più di una preoccupazione nella moglie, altolocata e cattolicissima, e nei suoi servili collaboratori e alleati compresi politici e vescovo: vorrebbe forse tornare ad essere il ragazzo di un tempo in una sorta di seconda giovinezza ma il destino beffardo ci mette lo zampino.

La struttura narrativa è particolare, alternando due voci, quella dello scrittore che racconta la città di Parma negli anni del primo boom economico nonché l’agire e le introspezioni dei singoli personaggi, e quella più intima e colloquiale della califfa. Alcuni eventi possono essere ripetuti, anche se da punti di vista diversi, ma il meccanismo funziona ed ha un certo fascino tra cronaca di un’epoca ed epopea di un quartiere, momenti duri, fisici e altri intimi delicati, ironia e disperazione.

La Califfa è stato, anni fa, il primo libro che ho letto di Bevilacqua, attratto dalla trasposizione cinematografica con Romy Schneider e Ugo Tognazzi nei panni dei protagonisti. Da allora ne ho letti diversi di questo scrittore, alcuni meritevoli altri banali e irritanti, e in questi giorni ho voluto rileggerlo, come faccio ogni tanto con i romanzi che mi sono piaciuti. Confermo il mio giudizio e lo considero forse il migliore dello scrittore, l’unico che consiglierei come primo approccio o come ultima occasione per chi ne fosse rimasto deluso. Quattro stelle.
Profile Image for Enrica.
9 reviews
January 3, 2021
Nelle pagine della Califfa ho rivisto l'Emilia. Le colline coperte di nebbia al mattino presto e la sera tardi. Nelle parole della Viola e del Doberdó la filosofia, pratica e attenta, di un popolo laborioso.

È un bel libro che racconta una storia come tante, come mille dell'Italia del dopoguerra, ma fra i mille riluce per la sua capacità di raccontare la realtà.
Profile Image for Xhuljeta.
11 reviews3 followers
January 29, 2020
"E rëndësishme është të jemi gjallë, gjallë"
Profile Image for DiariodiPensieriPersi.
100 reviews15 followers
April 12, 2014
Lo scorso 9 settembre è morto Alberto Bevilacqua, uno dei più celebri scrittori italiani del secondo Novecento. I mass media hanno ricamato ampiamente sulle circostanze del decesso nella clinica dove ormai stava da tempo, e la maggioranza della gente si è accorta di questa perdita solo per le accuse mosse dagli eredi del suo ingente patrimonio verso la direzione della casa di cura.

La Mondadori, invece, ha voluto ricordarlo per quanto ha scritto, ritirando subito le copie vecchie delle sue opere dalle librerie, ristampandole e rimettendole in vendita a prezzo maggiorato; transeat. Almeno la qualità di carta e stampa è buona, il prezzo ragionevole, se non proprio basso (fra i 10 e i 12 euro). Vorrei dire qualche parola su questo singolare personaggio, che ai tempi della mia fanciullezza, correva forse il 1980 o poco più, era ritenuto il miglior narratore italiano. Un autore che ha raggiunto il grande successo di pubblico con libri complessi, come I sensi incantati (Premio bancarella 1992) o L’occhio del gatto (Premio Strega 1968) che sono una poderosa scuola di scrittura, nonostante non sia affatto semplice seguire il filo della storia: la prosa è superba e lussureggiante come una foresta di orchidee tropicali, e proprio la complessità dell’espressione affatica il ritmo.

Poi c’è un altro Bevilacqua. Uno diverso, diretto, brachilogico. Che arriva subito al punto con una schiettezza impressionante, e colpisce duro al cuore del lettore senza nessuna pietà, senza concessioni al gusto per la parola rara e forbita. Si può usare il pennello con la virtuosità stucchevole di un pittore Rococò e l’incisività graffiante di Van Gogh, se il pittore è uno solo? Pare proprio di sì. Schizofrenia autoriale? Può essere; il genio autentico, del resto, è matto e scombinato per definizione.

Il libro di cui vorrei parlare è La Califfa... http://bit.ly/1kgiW7Y
Profile Image for Ipazia.
13 reviews
February 6, 2016
Ancora mi interrogo sul come abbia potuto essere pubblicato un libro del genere? L'ho abbandonato in tutti i sensi possibili. Avrei dovuto forse buttarlo ma non me la sentivo di fronteggiarmi dopo con la mia coscienza e quindi mi scuso d'anticipo col disgraziato che avrà recuperato quel libro abbandonato per leggerselo.
Profile Image for Concetta Maddaluno.
204 reviews2 followers
Read
January 27, 2017
Un libro molto bello, che mi ha conquistata. Un modo di scrivere semplice e affabulante, che ti fa entrare nel modo di pensare e nell'animo dei singoli personaggi; una storia di un'amicizia, che nasce dalla e nella tragedia, dei sentimenti semplici e della purezza là dove gli uomini vogliono vedere il male
Profile Image for Imogene (Gene).
98 reviews
June 20, 2010
Translated from the Italian version. Almost put it down, but after a while, maybe the translation got better. Young woman in Italy, marriage and life. Older man takes her as a mistress and they find a connection together.
Profile Image for Marco Cerbo.
288 reviews4 followers
June 2, 2013
La slandra in fuga dalla miseria urbana al fianco di un potente. Tragico specchio degli anni '60.
Displaying 1 - 10 of 10 reviews

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