«Maria era in quell'epoca, come la rivedo nei miei ricordi e come la ritrovo nelle fotografie dell'album di famiglia, una giovane donna minuta con un visino pallido dai grandi occhi luminosi incorniciata da una massa di fini capelli castani. Quella fragilità celava una forza d'animo non comune, che le aveva permesso di denunciare, lei signorina di buona famiglia che avrebbe dovuto addirittura ignorare certe vergogne, quello che si celava dietro le facciate di case rispettabili, in cui la donna era tenuta in uno stato di soggezione prossimo alla schiavitù». Così Maria Messina nel ricordo della nipote Annie. Pubblicata tra il 1909 e il 1928 da editori come Sandron e Treves, ammirata da Verga, recensita da Borgese con attenzione partecipe al suo travaglio creativo, la Messina era scivolata in seguito in una sorta di limbo: non più ristampata, assente dalle storie letterarie del Novecento. Riscoperte da Leonardo Sciascia all'inizio degli anni '80 e ripubblicate con continuità da questa casa editrice, le opere di Maria Messina hanno attraversato una nuova stagione di popolarità, e sono state tradotte nelle principali lingue europee. Riconoscendo come il significato dei suoi personaggi «cui manca perfin la forza di gemere» viva oltre il periodo storico in cui la Messina scrisse, la critica le riconosce oggi il suo posto tra i classici del nostro Novecento. La raccolta Ragazze siciliane fu pubblicata per la prima volta nel 1921.
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Maria Messina (Palermo, 14 marzo 1887 – Pistoia, 19 gennaio 1944) è stata una scrittrice italiana.
Nacque a Palermo, secondo alcune fonti a Alimena, in provincia di Palermo, da Gaetano, ispettore scolastico, e Gaetana Valenza Traina, discendente di una famiglia baronale di Prizzi. Cresciuta a Messina, trascorse un'infanzia isolata, con i genitori ed i fratelli. Durante l'adolescenza, viaggiò molto, per via dei continui spostamenti del padre, finché, nel 1911, la sua famiglia si stabilì a Napoli.
All'età di ventidue anni, iniziò una fitta corrispondenza con Giovanni Verga, e tra il 1909 e il 1921, pubblicò una serie di racconti. Grazie all'appoggio di Verga, inoltre, una sua novella uscì sull'importante rivista letteraria, "La Nuova Antologia"; un'altra, La Mèrica, uscita su "Donna", vinse il premio Medaglia D'oro.
Fatta esclusione per i fratelli, la corrispondenza con Verga rappresentò l'unico contatto amichevole e l'unico legame con il mondo letterario. In totale, questa scrittrice produsse diversi volumi di racconti brevi, cinque romanzi e una selezione di letture per bambini, che le diedero una modesta fama. Nel 1928, uscì il suo ultimo romanzo, L'amore negato, mentre la sclerosi multipla, che le era stata diagnosticata a vent'anni, si stava complicando. Maria Messina morì, a Pistoia, nel 1944, a causa di questo male. È la zia di Annie Messina (figlia del fratello di Maria, Salvatore).
Visse molti anni a Mistretta, città in provincia di Messina, nel cuore dei monti Nebrodi, dove ambientò molti suoi racconti. Le sue spoglie mortali, assieme a quelle della madre, sono state traslate, il 24 aprile 2009, proprio a Mistretta, considerata come una sua seconda patria. Maria Messina è divenuta "cittadina onoraria" dell'antica "capitale" dei Nebrodi Inizialmente non era molto conosciuta come autrice, soltanto successivamente venne riscoperta da Giovanni Verga che ripubblicò numerose opere di Maria Messina in case editrici molto conosciute.
"Fue a su habitación y se quitó el vestido color canela, para que no le pudiera la tentación de volver. Sentía que no tenía que regresar porque ahora, bajo la vieja mirada de Ángela, ni ella ni él podrían haber revivido los viejos tiempos pasados." (Pág. 16)
"La soledad le proporcionaba una especie de descanso." (Pág. 113)
En mi escritorio tengo un post-it con todos los libros que me ha dejado Ena. Soy indecisa por naturaleza (desde siempre), por lo que para elegir entre ellos suelo cerrar los ojos y escoger alguno al azar. Hace un par de semanas me tocó «Muchachas sicilianas», que recoge una serie de relatos cortos escritos por Maria Messina.
Las obras que leo por Ena nunca defraudan. Messina me ha emocionado con sus protagonistas desde la primera historia. A título personal, cuando escribe sobre la infancia me da un vuelco el corazón.
He disfrutado todas las narraciones, pero «Almendras» ha sido mi preferida.
Libro de relatos cortos llenos de neorealismo italiano que sobretodo te hacen sufrir. En este libro se habla de momentos concretos en la vida de mujeres sicilianas de preguerra y se tratan temas como el amor, la relación con la família y la tradición. Como la sociedad de aquella época ahogaba a las mujeres cuya única opción era el matrimonio.
3.5 Bella scrittura, che scopre una ribellione allo status quo non meno lucida che se fosse urlata, invece che sussurrata. Forse avrei preferito meno racconti, perché il numero me li ha fatti vedere come un po’ ripetitivi. Sarei curiosa di affrontare Maria Messina con un romanzo.
“Rose rosse”, il racconto che apre la raccolta Ragazze siciliane di Maria Messina, inizia con uno scambio di battute tra vicine, da una finestra all’altra, in occasione di un imminente matrimonio. Ma basta che Donna Mara evochi il nome della temibile cognata perché Bobò ammutolisca, come se “Donna Angela in persona si fosse mostrata per chiamarla”, interrompendo “come sempre” la conversazione. Allora, come sorpresa a far qualcosa di sbagliato, rientra nel guscio della casa e chiude le imposte “adagio adagio, per non fare rumore”.
In questa manciata di righe Messina mette in scena il destino che lega i personaggi dei suoi racconti, a cui sono negati insieme voce e movimento. Non si tratta solo di donne, anche se, certo, nel sistema patriarcale in cui sono inserite, sono loro a farne principalmente le spese. Ricorda Valeria Palumbo nel saggio Non per me sola, in cui ritrae la situazione sociale e culturale dell’Italia post unitaria attraverso le voci delle scrittrici, che per buona parte del ‘900 la condizione di sottomissione delle donne è sancita a livello giuridico da leggi che affidano a padri, fratelli e mariti il diritto di tutela e correzione nei loro confronti. Leggi il seguito su https://www.osservatoriocattedrale.co...
Relatos sobre las vidas de las jóvenes sicilianas a principios del siglo XX: encerradas en casa, de luto o a la espera de un prometido, obligadas a renunciar a cualquier proyecto o aspiración que se salga de la senda prefijada por la familia. La autora lo narra con tristeza pero siempre resaltando el brillo interior de sus protagonistas.
"Caterina caminaba por el camino solitario, sin aburrirse demasiado y sin gozar, siguiendo sus sosegados pensamientos, añorando un dulce sueño suyo muerto como mamá, muerto como Marietta, mientras el tiempo pasaba, y la gente que sabía vivir se movía deprisa y no miraba hacia atrás".
Rosas rojas 4/5 El pozo y el profesor 4/5 Camilla 3/5 Almendras 4/5 Luciuzza 3/5 El bastidor de Caterina 4/5 El ideal roto 4/5 La túnica coolor café 3/5
Bellissimo! Una raccolta di racconti brevi, brevissimi, ben lontani dall'essere didascalici, anzi! Maria Messina ci regala ritratti di vita, non storie moraleggianti. La morale possiamo capirla da soli, possiamo ben percepire cosa significasse essere donne, bambine, anziane, in un mondo bigotto e patriarcale. Possiamo vedere bene cosa fosse la normalità di allora, attraverso gli occhi delle protagoniste che soffrono, a volte fino all'amarissima conclusione, delle vite che pesano su di loro come il mondo sulle spalle di Atlante. La normalità di essere creature destinate a subire le decisioni degli altri, e trovarlo tanto accettabile quanto terribile.
Muchachas sicilianas es un conjunto de relatos escritos por Maria Messina en los primeros años del siglo XX. Retrata una sociedad cerrada, clasista, aferrada a tradiciones y costumbres que hacían pequeñas las oportunidades, e incluso los deseos, de las mujeres. Inevitable recordar a muchas mujeres que Lorca retrataba -hay esa misma sensación de opresión-, pero también nos lleva a sociedades más actuales; por que el encierro de las mujeres en estos relatos no sólo vienen desde los hombres, sino también desde otras mujeres que hacen pervivir costumbres por el convencimiento de estar haciendo lo correcto para que sus hijas, sus sobrinas, tengan una futuro acorde a la vida que han conocido. Los deseos, los anhelos, las expectativas de las mujeres en estos relatos se articulan en base a casarse "como les corresponde", a comportarse como deben, a no expresar deseos o inquietudes, a pasar la vida tras un visillo de "decencia". Relatos muy recomendables, con las palabras escogidas para decir, para revelar lo que los silencios de esas mujeres, de esas familias esconden. Gran traducción de Raquel Olcoz.
La vida de principios del siglo pasado. Relatos de una prosa sencilla, costumbristas. No hay mucho más que decir, un libro sencillo, sin más. Se lee y ahí queda. www.preferirianotenerquehacerlo.wordp... enbuscadeaquellanoche.wordpress.com
👩🏻🤝👩🏼 𝐑𝐚𝐠𝐚𝐳𝐳𝐞 𝐬𝐢𝐜𝐢𝐥𝐢𝐚𝐧𝐞 è uno dei romanzi più noti di 𝐌𝐚𝐫𝐢𝐚 𝐌𝐞𝐬𝐬𝐢𝐧𝐚, un'autrice che ha scritto ampiamente sulla società siciliana e sulle esperienze delle donne nella regione. Nel romanzo, Messina ci trasporta nella 𝐒𝐢𝐜𝐢𝐥𝐢𝐚 del primo Novecento, svelando le vite complesse e autentiche delle donne in un mondo tradizionale e patriarcale.
👩🏻🤝👩🏼 L’autrice dipinge ritratti vividi delle ragazze e delle donne siciliane, esplorando le loro 𝐥𝐨𝐭𝐭𝐞 𝐪𝐮𝐨𝐭𝐢𝐝𝐢𝐚𝐧𝐞, le 𝐚𝐬𝐩𝐢𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢, le 𝐝𝐢𝐧𝐚𝐦𝐢𝐜𝐡𝐞 𝐟𝐚𝐦𝐢𝐥𝐢𝐚𝐫𝐢 e le 𝐭𝐫𝐚𝐝𝐢𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐜𝐮𝐥𝐭𝐮𝐫𝐚𝐥𝐢, e catturando magistralmente la loro voglia di 𝐢𝐧𝐝𝐢𝐩𝐞𝐧𝐝𝐞𝐧𝐳𝐚.
🌹 Attraverso le storie dei personaggi, Maria Messina offre una profonda analisi della 𝐜𝐨𝐧𝐝𝐢𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐟𝐞𝐦𝐦𝐢𝐧𝐢𝐥𝐞 in Sicilia all'inizio del XX secolo, portando alla luce le 𝐢𝐧𝐠𝐢𝐮𝐬𝐭𝐢𝐳𝐢𝐞 e le 𝐫𝐞𝐬𝐭𝐫𝐢𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 imposte alle donne. Il suo lavoro ha contribuito a una maggiore consapevolezza delle 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐝𝐢 𝐠𝐞𝐧𝐞𝐫𝐞 e delle sfide che le donne siciliane hanno affrontato in quel periodo, ed è un’opera che continua a risuonare con potenza anche oggi.
👩🏻🤝👩🏼 𝐑𝐚𝐠𝐚𝐳𝐳𝐞 𝐬𝐢𝐜𝐢𝐥𝐢𝐚𝐧𝐞 è un romanzo importante per la sua rappresentazione autentica e sensibile della vita delle donne in Sicilia, ancora oggi molto apprezzato per la sua 𝐫𝐢𝐥𝐞𝐯𝐚𝐧𝐳𝐚 𝐬𝐭𝐨𝐫𝐢𝐜𝐚 𝐞 𝐬𝐨𝐜𝐢𝐚𝐥𝐞.