1858, scoperta dell’aldilà. L’umanità rischia l’estinzione, quando Christopher Arkell, chimico e sciamano, viaggia attraverso le nazioni in rovina per studiare l’altro lato e la sua influenza sul mondo. Ha inizio l’epoca delle Guerre del Silenzio, episodi di suicidi collettivi, crisi esistenziale e crollo dei governi. La civiltà appassisce e sembra destinata a morire. 1912, rubata la Salma Sacra di Cernatia. Ishmael Faust non riesce a dormire. Soffre di insonnia e attacchi di panico, sopravvissuto a un incidente che gli ha cambiato la vita. Si alza ogni mattina prima dell’alba e trova pace solo nel fumo delle sigarette e nelle visite dalla sua psicologa. Una sera si lascia trascinare in un ristorante dove assiste al concerto di una pianista e cade in un mare oscuro, senza fondo, dove l’acqua si insinua nelle vene e il corpo è pervaso da una pace ultraterrena. D’un tratto, però, viene consumato da fiamme ardenti come l’inferno.
Immagina di entrare in un negozio di caramelle e di trovarne una qualità che ti attrae terribilmente ma non ne riesci a immaginare il sapore. Steampunk? Sciamani? E cosa sono quei tre occhi in copertina? Mi piace tutto, ma non immagino proprio dove vorrà portarmi questo libro.
Ed ecco che mi ritrovo ad iniziare questo viaggio a Cernatia, fra memorie storiche, didascalie, ritagli di giornale e un evento che getta scompiglio in tutta la nazione. Ci si aspetterebbe che il protagonista di questa storia sia l'individuo eroico che indaga sul furto della Sacra Salma di Christopher Arkell, ma invece Ishmael Faust è solo un ragazzo che non riesce a dormire.
Tsunami ti sconvolge, da ogni punto di vista: i protagonisti della storia, Ishmael ed Elise, sono personaggi che di solito sono relegati al bordo della narrazione. Gli eroi sono sullo sfondo, il filo rosso che porta avanti gli spettacolari eventi che si muovono fra le culture del mondo e la dimensione spirituale del Mare Celeste, un concetto originale di aldilà che unisce e fonde religione, magia e tecnologia. Il bene e il male? Sono tutt'altro che concezioni dogmatiche, bensì derivano dall'incomprensione e dall'incapacità di di comprendere fino in fondo il diverso da sé.
In un romanzo che dissemina indizi dappertutto, niente di ciò che è stato scritto è messo lì per caso. La scrittura di Marco Romani è semplice e diretta: descrive solo ciò che è essenziale e non si perde nell'estetica della parola fine a sé stessa. Se alcune scene d'azione risultano forse più macchinose, il libro dà il meglio di sé nelle parti intimiste e nella dimensione emotiva. Ishmael ed Elise sono talmente reali che non ho fatto fatica ad immaginarli come amici che potrei conoscere davvero. I loro gesti non sono artefatti, i dialoghi non sono forzatamente conflittuali: non sono personaggi in cerca di un dramma, ma due amici in cerca di sé stessi. In particolare, il personaggio di Elise mi è rimasto davvero nel cuore; una ragazza che esprime la sua forza d'animo senza sgomitare alla ricerca di un palcoscenico. La sua caratterizzazione si ritrova nei piccoli gesti che dimostrano la risolutezza di un personaggio femminile generoso, che trae la sua forza proprio dalla capacità di vivere ed accettare i sentimenti.
Nessuno dei personaggi di Tsunami è un'etichetta, un genere, un dramma personale, ed il viaggio dei protagonisti si rispecchia in una dimensione sempre più interiore. Non rivelo nulla sul finale, tutt'altro che scontato, ma ciò che ho provato chiudendo le ultime pagine di questo libro è uno di quei sentimenti complessi per cui spero che qualche altra lingua abbia inventato una parola che lo riassuma: la nostalgia per ciò che poteva essere e non è mai stato.
Un libro consigliato per chi cerca una lettura fuori dalle righe, originale, dolce e malinconica, come una caramella di quelle che mangiavi da bambino e ti chiedi se da qualche parte le vendano ancora.
P.S. L'unica pecca di questa curatissima edizione è stata la mancanza di una mappa. Benché solitamente non sia un'amante delle rappresentazioni grafiche, si sarebbe accompagnata bene alle descrizioni molto precise di Marco Romani, che inserisce le città e le nazioni tramite l'escamotage degli estratti da documenti storici.
🌊Tsunami è stato un viaggio molto particolare, senza ombra di dubbio. Un romanzo che spicca non solo per le ambientazioni steampunk, ma soprattutto per il suo sistema magico a dir poco innovativo. Nell'universo di Tsunami, infatti, l'aldilà è qualcosa di tangibile: l'Oltre è una dimensione che scorre parallela a quella in cui viviamo, un posto dove tutto è calma, dove si può raggiungere l'assoluto, la completezza, dove si diventa parte del flusso. Solo pochi eletti, gli sciamani, possono comunicare con questa dimensione o influenzare il mondo tangibile attraverso di essa. Insomma, leggere di un sistema magico del genere è stata una ventata d'aria fresca.
✨Per di più l'autore dipinge le scene con maestria, con uno stile quasi cinematografico, trasportando con facilità il lettore nel Mare Celeste attraverso l'utilizzo di tutti i sensi. Non è stato difficile immaginarsi nell'Oltre, avvertire sulla pelle il tocco fresco dell'acqua, udire il canto contemplativo delle voci, sentirsi minuscoli di fronte ai tre immensi occhi. Quello che Romani immagina è un "mondo" alieno e surreale, dalle atmosfere oniriche, sognanti, in cui vi piacerà smarrirvi e ritrovarvi. La stessa maestria si ritrova nelle scene di azione, che risentono positivamente dello stile ricco e dettagliato. Soprattutto per quanto riguarda le scene dove Ishmael rivive gli eventi traumatici che lo hanno segnato, che impressionano per il loro realismo e la loro crudezza.
🌊Purtroppo non posso dire di aver avuto lo stesso colpo di fulmine con i personaggi, con cui ho veramente faticato a entrare in sintonia. Al contrario dei personaggi secondari che rimangono sempre piuttosto piatti, i due protagonisti compiono sicuramente un percorso che li porta a maturare e a trovare loro stessi, ma la loro evoluzione spesso risulta artificiosa, proprio come il modo che hanno di muoversi nella narrazione. Ishmael parte quasi immediatamente per il suo viaggio dopo aver scoperto i suoi poteri da sciamano e allo stesso modo fa Elise, seguendolo (e l'università? E gli amici? E tutta la loro vita? Lasciata così, senza un minimo di esitazione?). O ancora, Ishmael guarisce dal suo PTSD grazie all'aiuto di un'altra sciamana, durante una seduta in cui esercitano i loro poteri. Semplice e veloce, forse un po' troppo. Ovunque i due vadano, c'è sempre una soluzione al loro problema, qualcuno che indica loro una persona che può aiutarli, un incontro fortuito, una visione.
✨Insomma, l'impressione è che questo sia un viaggio difficile reso fin troppo facile ed è un peccato, perché la trama è veramente interessante e riesce comunque a catturare il lettore. Unita al ritmo veloce e ai capitoli brevi, mi hanno portato a finire il libro in soli due giorni, nonostante la mole. Mi sento comunque di consigliare la lettura, soprattutto agli amanti dello steampunk che vogliono leggere qualcosa di nuovo.
il mondo della letteratura mi piace perché sa essere in grado di sorprenderti sempre. non avrei mai immaginato che un libro, conosciuto per caso al salto23 mentre mi trovavo alla ricerca di nuove realtà del fantasy italiano, potesse essere così bello da spezzarmi il cuore... per quanto possa avere senso quello che ho appena scritto. se da una parte la nostra storia comincia con la scoperta dell'aldilà, quello che troviamo dentro tsunami è molto più vasto: si parla di amicizia e amore platonico, paura dell'ignoto e curiosità nello scoprire cosa c'è dall'altra parte, ma anche e soprattutto di cosa significa essere una persona. raramente mi capitano ben due cose quando leggo un libro: 1) che i personaggi sembrino reali, in quanto marco riesce a mostrarci non esseri fittizi, ma persone che agiscono con uno scopo ben preciso, per quanto sia per il loro stesso interesse, tanto da farci empatizzare e persino apprezzare chi ci troviamo davanti (un bacino in fronte a julie); 2) sentirmi così tanto legata ad un protagonista, come nel caso di ishmael faust che mi è entrato così tanto nel cuore da portarmi a sostare la lettura per diversi giorni per 'riprendermi'. è difficile spiegare a parole come io e ishmael abbiamo tanto in comune, ma è effettivamente così: il modo con cui viene trattato un tema come il ptsd, e di conseguenza ciò che comporta, è magistrale. finalmente vediamo, come dice la mia figura genitoriale @_atharaxis_ nella sua recensione, dei personaggi che mai e poi mai troveremo come protagonisti. persino elise, con i suoi problemi da essere umana qual è, non è la tipica 'companion' che ci troviamo all'interno di un romanzo fantasy qualunque. e scoprire sempre più di lei, di quello che nasconde ad ishmael e a noi lettori, fa venire le lacrime agli occhi. i personaggi femminili sono spettacolari, ci tengo a sottolinearlo. non mi soffermo nemmeno a parlare di julie perché potrei iniziare a scrivere un saggio e non sono qui per questo. ovviamente tsunami ha difetti: a volte un lento, in certi punti un po' confuso e che personalmente avrei arrangiato in un'altra maniera. ma quale libro è perfetto? nessuno. nemmeno il prodotto meglio confezionato al mondo. gli unici libri 'perfetti', quelli che almeno considero tali per mio gusto, sono quelli che riescono a lasciare un messaggio molto forte, anche senza volerlo. ed è questo il caso: quanto sia bello l'amore platonico tra due amici, come ognuno di noi è formato da ombra e luce, che siamo liberi di compiere le nostre azioni, che ognuno di noi ha dei problemi da affrontare ed è sbagliato credere che soffriamo di più rispetto agli altri; ma soprattutto che dietro una persona si nasconde molto più di quello che ci si potrebbe mai immaginare. proprio come nel caso dei tre occhi che vediamo in copertina! mi sa che mi sono dilungata un po' troppo, ma alla fine marco ha ricevuto ben dieci minuti di audio, quindi potete perdere il vostro tempo anche voi con questa cosa. baciuzzi, ADDIOOOOO
Ho acquistato questo libro al salone di Torino perché non appena ho letto la trama sulla pagina della casa editrice mi ero sentita subito attratta da questa lettura. E infatti al diavolo tutta la mia TBR, ho dato priorità a questo!!
L’ho trovata una lettura davvero molto piacevole ma soprattutto particolare. All’inizio può sembrare una trama “normale”, ma poi è uscita dagli scavi e fuori c’e rimasta fino alla fine.
Una storia di perdite e conquiste, una storia che mi ha fatto tanto pensare al modo com’è oggi, in quanto ci ho rivisto in maniera molto simbolica la nostra Terra, e cosa noi umani le stiamo combinando.
Una scrittura capace di ammaliare e di tenere incollata alle pagine, anche durante le descrizioni che sono davvero tante e particolareggiate. Ho amato come vengono inseriti all’interno del libro degli elementi “esterni”, come la pagina di giornale, la storia dentro la storia, in modo da dare un po’ di respiro alla trama, aggiungendo comunque particolari fondamentali.
Molto interessante anche la crescita personale dei protagonisti, che si renderanno sempre più consapevoli del mondo che li circonda. Questa crescita viene espressa tramite la grande importanza che viene data ai loro pensieri e alle loro sensazioni.
Nel complesso l’ho trovato un libro davvero molto interessante che non mi ha delusa, anzi! Lo consiglio a tutti, per una lettura fuori dal comune, ma allo stesso tempo piena e delicata.
L'aspetto che mi e piaciuto di più è senza alcun dubbio il world-building con i vari inserti, che descrivono il mondo in cui agiscono i personaggi, con i quali, ahimè!, non sono mai riuscito ad entrare in sintonia. Per tutto il tempo della lettura mi sono posto una domanda: dove vuole arrivare l'autore? Sicuramente una lettura interessante, originale, ma impegnativa, dove ogni passaggio bisogna leggerlo con la giusta concentrazione.
La mia esperienza di lettura con Tsunami, romanzo d'esordio di Marco Romani, è iniziata e finita in maniera per me inaspettata. Ero inizialmente non troppo interessato a questo romanzo perchè non riuscivo a comprendere di che cosa trattasse e che tipo di storia e setting aspettarmi, poi un post su Instagram me lo ha "pitchato" in maniera convincente spingendomi all'acquisto, ed essendo io un mood reader mi sono immediatamente tuffato (eheheh) nella lettura... lettura che però, purtroppo, non mi ha travolto (eheheheheheheh ok la smetto).
Tsunami è un viaggio a tappe che ha il sapore di un film d'avventura della vecchia scuola, un'impressione di cinematograficità che mi si è ripresentata, in maniera diversa, anche a fine lettura. Nella prima metà del romanzo, seguendo il viaggio di Ishmael ed Elise, talvolta sembra quasi d'immaginarsi la linea tratteggiata che si disegna sulla mappa indicando le tappe dei due protagonisti - mappa che però nel romanzo non c'è e questa, come segnalato anche da altri commenti, è una piccola-ma-non-troppo mancanza di questo romanzo, che ha l'ambizione di presentare un intero mondo al lettore, con nazioni e culture diverse, ma che poi si limita a mostrarci solo piccoli scorci, delle finestrelle, raccontando luoghi visitati con paragrafi introduttivi, un'idea che ho apprezzato molto (da videogiocatore, poi, mi ha ricordato lo stesso espediente impiegato in Super Mario Odyssey) ma che, forse, avrebbe beneficiato di un supporto visivo come illustrazioni o, perchè no, materiali extra come volantini o cartoline. La prima metà della storia è tutta dedicata all'introduzione dei due personaggi, il cui sviluppo e rapporto è secondo me il maggior pregio del romanzo, del loro mondo e soprattutto del peculiare sistema magico, elementi in cui è possibile scorgere le diverse fonti di ispirazione a cui l'autore ha attinto ma che è riuscito con sapienza a rimescolare facendole sue. A paper mio però lo stile dell'autore fa una certa fatica a star dietro alle sue stesse idee e tutto il racconto pecca di carenza di vividezza da una parte e di eccessi di informazioni dall'altra: se dal punto di vista della costruzione della storia Tsunami regge, anche considerando il rischio di lasciare ai due protagonisti un ruolo di secondo piano rispetto alla vicenda che scuote il mondo della storia, la scrittura non riesce a sobbarcarsi l'impresa di portare la (aero)nave in porto. La lettura non è mai sgradevole e i capitoli brevi la rendono poco impegnativa e leggera, ma la gran quantità di spiegoni, diversi passaggi un po’ troppo rapidi e la poca chiarezza del sistema magico mi hanno dato la sensazione di assistere alla vicenda attraverso un vetro appannato, sfiorandone la superficie senza mai scendere al di sotto (ho detto che avrei smesso: ho mentito). Se però la prima parte del romanzo non mi ha coinvolto come speravo le cose sono migliorate sensibilmente nella seconda metà della storia, per poi ingranare definitivamente nella parte finale: questo è per me è un grande punto di forza che dovrebbe ricordarci come, sebbene ci si concentri giustamente sull'importanza dell'incipit e dell'introduzione, non bisognerebbe dimenticare che è il finale quello che ci lascerà le sensazioni più persistenti e che, alla lunga, influenzerà il nostro ricordo di un'opera. Io, considerando quanto ne ho gradito la parte finale (da Eclisse compreso in poi, per chi ha letto), non posso voler male a Tsunami, ma allo stesso tempo a quel punto è stato un po' tardi per rivalutare tutta una prima metà non troppo avvincente e appassionarsi realmente alle vicissitudini dei personaggi o alle sorti del loro mondo.
A fine lettura, la peculiare impressione che Tsunami mi ha lasciato è quella di non aver letto un romanzo, ma di aver visto l'adattamento cinematografico che prende quel romanzo, ne taglia metà e ne riassume l'altra. Un peccato, perchè l'idea è davvero forte e il messaggio di fondo non è qualcosa che si senta tutti i giorni, entrambe ragioni per cui, forse, questo romanzo avrebbe dovuto essere scritto dallo stesso autore in una fase un po' più avanzata della sua carriera, quando una maggiore padronanza della tecnica gli avrebbe permesso di dare giustizia alla sua storia. Si tratta comunque di un'opera prima che mi sento di promuovere, sebbene con riserva, in virtù della sua indubbia originalità sotto diversi punti di vista, magari non supportata da uno stile all'altezza ma che risulta comunque sufficiente per farsi apprezzare almeno in parte e ricordare con piacere. Soprattutto, pur con i suoi limiti Tsunami mi ha lasciato con molta curiosità di leggere un altro romanzo dello stesso autore, che sento molto vicino ai miei gusti e credo possa riservarmi grosse soddisfazioni in futuro.
1858, scoperta dell’aldilà. L’umanità rischia l’estinzione, quando Christopher Arkell, chimico e sciamano, viaggia attraverso le nazioni in rovina per studiare l’altro lato e la sua influenza sul mondo. Ha inizio l’epoca delle Guerre del Silenzio, episodi di suicidi collettivi, crisi esistenziale e crollo dei governi. La civiltà appassisce e sembra destinata a morire. 1912, rubata la Salma Sacra di Cernatia. Ishmael Faust non riesce a dormire. Soffre di insonnia e attacchi di panico, sopravvissuto a un incidente che gli ha cambiato la vita. Si alza ogni mattina prima dell’alba e trova pace solo nel fumo delle sigarette e nelle visite dalla sua psicologa. Una sera si lascia trascinare in un ristorante dove assiste al concerto di una pianista e cade in un mare oscuro, senza fondo, dove l’acqua si insinua nelle vene e il corpo è pervaso da una pace ultraterrena. D’un tratto, però, viene consumato da fiamme ardenti come l’inferno.
Ancora una volta eccomi qui a parlarvi di una lettura in collaborazione con la Delrai Edizioni che ringrazio per la copia digitale. Avete presente l'estate? La voglia di mare, luoghi freschi, relax e letture leggere? Ecco è più o meno ciò che avevo in mente io quando il titolo di questo libro mi ha chiamata attirandomi verso quella che si è rivelata essere la lettura più strana e articolata dell'anno. Sicuramente se avete voglia di staccare la mente e di letture passatempo tsunami non è ciò che vi serve. Quella che Marco ha creato è una storia surreale e molto articolata che richiede attenzione in ogni minimo passaggio. È una storia di difficile comprensione che crea uno stato confusionale pazzesco nei suoi lettori che per tutto il tempo si chiederanno cosa stanno realmente leggendo. È questa la domanda principale che io mi sono posta per tutta la lettura: dove vuole arrivare? Mi è mancato per tutto il tempo quel pezzo di congiunzione tra le parti che mi avrebbe aiutata ad andare avanti in maniera più spedita, tra l'altro i salti temporali hanno creato ancora più caos. Ciò che ho indiscutibilmente amato è racchiuso nella costruzione del mondo in cui i nostri protagonisti vivono e agiscono. Mi sono piaciuti particolarmente gli inserti di approfondimento sui vari luoghi toccati dal viaggio perché mi hanno dato modo di saperne di più e rendere questo mondo lontano meno astratto. La struttura della storia è molto particolare, basta vedere anche semplicemente la doppia traduzione data ai titoli dei capitoli. Non sono riuscita ad empatizzare particolarmente con i personaggi nonostante trovo che siano stati delineati molto bene. Trovo che l'autore abbia una grandissima capacità descrittiva che tuttavia, in questa particolare storia, non si adatta bene né a persone particolarmente sensibili né a un pubblico più giovane.
"Alla mia partenza non potevo immaginare che questo mondo fosse davvero così vicino all'abisso, ma io non ho intenzione di crollare, la luce dell'umanità non può spegnersi nel silenzio e ignorare quella che potrebbe essere la più grande scoperta della nostra storia."
1858, scoperta dell’aldilà. L’umanità rischia l’estinzione, quando Christopher Arkell, chimico e sciamano, viaggia attraverso le nazioni in rovina per studiare l’altro lato e la sua influenza sul mondo. Ha inizio l’epoca delle Guerre del Silenzio, episodi di suicidi collettivi, crisi esistenziale e crollo dei governi. La civiltà appassisce e sembra destinata a morire.
1912, rubata la Salma Sacra di Cernatia. Ishmael Faust non riesce a dormire. Soffre di insonnia e attacchi di panico, sopravvissuto a un incidente che gli ha cambiato la vita. Si alza ogni mattina prima dell’alba e trova pace solo nel fumo delle sigarette e nelle visite dalla sua psicologa. Una sera si lascia trascinare in un ristorante dove assiste al concerto di una pianista e cade in un mare oscuro, senza fondo, dove l’acqua si insinua nelle vene e il corpo è pervaso da una pace ultraterrena. D’un tratto, però, viene consumato da fiamme ardenti come l’inferno.
«È una cosa buona, no? So di molte persone che dopo gli incidenti peggiori si riprendono e diventano migliori.»
Non sono un'amante del genere fantascientifico e nella vita ricerco sempre una spiegazione logica a tutto. Perciò le premesse non erano ottimali ma Sara è riuscita a farmi leggere anche questo libro 😂 il nostro mini GdL composto da me, Sara, Francesca ed Emily ci permette di spaziare nei generi lasciando a turno ogni mese a ciascuna di noi la scelta di un titolo.
🌊 La copertina: chissà se la scelta di questi tre occhi visti dall’alto quasi a sembrare tre barche sia un caso. Del resto la barca è la figura che rappresenta meglio il viaggio... e Tsunami è proprio questo. Un viaggio alla conoscenza dell’intangibile e dell’ultraterreno.
🌊 Fantascienza e mistero sono le parole chiavi di questo libro, dove i due protagonisti Ishmael ed Elise ci conducono in un’altra realtà in cui l'umanità è sull'orlo dell'estinzione.
🌊 La lettura stimola riflessioni sia sul destino dell'umanità sia sul comportamento che l'umanità stessa ha nei confronti dell'ambiente.
🌊 Mi è piaciuto l'accostamento dei titoli in inglese con la relativa traduzione.
🌊 I capitoli, soprattutto quelli iniziali, sono brevi e leggeri. La lettura è stata molto scorrevole ma a tratti ho faticato a mantenere la concentrazione, forse anche perché ad un certo punto della narrazione si assiste ad una storia nella storia e i salti temporali contribuiscono a creare uno stato confusionale nel lettore.
🌊 Se volete una lettura fresca e leggera non fatevi ingannare dalla copertina estiva, Tsunami è una storia surreale che richiede molta attenzione.
l'ho provato con questo libro che avevo iniziato in febbraio con il #gdl @spaghettyfantasy e di cui ho fermato la lettura al 16%
Ho acquistato il cartaceo al SalTo - guardando una bellissima dedica con annesso disegno di un esemplare di wendigo - e l'ho ripreso in mano a fine settembre.
Mai scelta fu migliore.
L'ho AMATO ALLA FOLLIA ✨🔥✨
Marco Romani
è un c a p o l a v o r o !!!
Nella foto uno dei miei cardigan lo abbraccia perché così ho fatto io a inizio mese dopo averlo finito.
Un vero caleidoscopio di emozioni; c'è di tutto in queste 450 pagine: amicizia, morte, gioia, dolore, avventura, disagio, eroi, mostri, aiutanti, antagonisti, e così verso l'infinito e oltre. L'intera complessità dell'umano.
Mi son sentita coinvolta dall'inizio alla fine nella storia di Ishmael Faust e Elise Iampenson, nella loro fortissima amicizia (non priva di altri e bassi), e nella loro lotta contro la cattiva (ma lo è poi davvero?) Julie.
Ho amato il mistero dietro la figura di Christopher Arkell e tutti i vari ritagli di giornale, estratti di lettere, didascalie museali e pezzi di testi di riferimento che parlavano di lui e del Mare Celeste.
L'edizione poi è stupenda! Ho apprezzato moltissimo la differenziazione dei font all'interno del volume per indicare i vari tipi di testo utili alla narrazione stessa.
Ho portato il cartaceo ovunque - sì anche in bagno - e è come nuovo, pronto per essere riletto 💓 perché ormai è diventato un comfort book!
Non è perfetto e in alcune parti tessere i fili è complicato ma, ripeto, è stato il libro giusto al momento giusto e l'ho veramente adorato alla follia.
Per la serie: le gioie e i dolori di essere mood reader 🔥
Attendo le altre fatiche dell'autore e lo ringrazio per avermi aiutato con il viaggio nello #steampunk
Un viaggio onirico... Verso un aldilà tangibile, reale, dove tutto scorre in un flusso complesso e completo... Ma TSUNAMI non è solo questo e commentarlo è estremamente difficile... È amore, amicizia, ignoto, paura, ma soprattutto crescita, in tutti i sensi... Un worldbuilding magico estremamente innovativo e affascinante, in mano a sciamani che soli hanno la capacità di interagire con questo Mare Celeste... Una concezione originale di aldilà, che unisce religione e magia... È un piacere smarrirsi in un universo così alieno ma anche così... piacevole... Questo grazie all' abilità dello scrittore che dipinge le scene in cui si svolge tutto il romanzo in modo diretto e pulito, lineare... I personaggi che intraprendono questo viaggio sono due amici in cerca di sé stessi, è un viaggio interiore, e queste parti più emotive e più intime sono state quelle che ho preferito... Mi sarebbe piaciuto forse un approfondimento sulla loro vita, sui loro affetti che devono lasciare all' improvviso per seguire i loro poteri sciamanici... È un libro certamente particolare, che richiede un' attenzione nella lettura, ma che una volta catturati non vi lascerà più andare!...
Questo libro mi ha insegnato l'importanza del linguaggio. In questo mondo fantastico diviso su due livelli: quello reale e quello dell'aldilà, l'unica lingua comune a tutti è quella dell'Oltre, utilizzata dagli sciamani all'interno del mare celeste. Durante il viaggio intrapreso dai protagonisti per salvare il proprio pianeta, c'è una scena che mi ha particolarmente colpito: l'incontro di Ishmael ed Elise con Mo Shui, uno sciamano dell'oriente. La richiesta che i due ragazzi gli fanno è quella di salvare Ishmael ferito dopo un incidente ma lo sciamano cerca di porre fine alle loro sofferenze uccidendoli e facendoli accedere al mare celeste e quindi, di conseguenza, alla pace eterna. In questa scena, a mio avviso, viene evidenziato soprattutto come le traduzioni ma anche le tradizioni cambino significato alla richiesta fatta. Altri due personaggi su cui si potrebbe parlare parecchio sono Cristopher Arkell e Julie ma rischierei di spoilerare addirittura il finale, per cui vi consiglio vivamente la lettura di questo fantastico testo per scoprire cosa accomuna queste due figure e perché sono fondamentali per la trama del libro? Ma soprattutto, chi o cosa sono gli esseri dai tre occhi presenti anche in copertina?
"Se è vero che alla fine siamo tutti solo storie, tu sei la migliore che si potesse scrivere".
Questo libro è decisamente più profondo e complesso di come me lo ero immaginato. Non si può leggere senza concentrarsi per bene, è un libro che ha bisogno del suo tempo.
Il titolo non è esplicitamente spiegato nel testo, ma si capisce solamente a lettura terminata. La grafica della copertina, invece, si palesa spesso nella trama e perciò si comprende subito di cosa sia simbolo.
Questa storia non rientra in parametri precisi, ma è più il risultato di molte cose fuse assieme senza confini netti: è un po' fantasy, un po' distopico, un po' avventuroso, un po' steampunk... E molto filosofico. Ho ritrovato in alcuni passaggi riferimenti a differenti religioni, con prevalenza del buddhismo, e di conseguenza porta il lettore a farsi domande su argomenti esistenziali come la fede, il post-mortem, la coscienza, il libero arbitrio, il destino.
I personaggi principali sono tre e tutti molto interessanti: Ishmael, che è quello col quale ci si immedesima maggiormente; Elise, personalmente la mia preferita per il suo essere sia fragile che piena di tempra; Julie, le cui origini e identità vengono scoperte solamente a fine del libro. Ci sono tante altre figure affascinanti, tra cui quella che spicca maggiormente: Christopher Arkell, la cui presenza aleggia in tutto il libro, anche quando lui non è fisicamente presente.
Ci sono un sacco di descrizioni, molto lunghe e dettagliate, e diciamo che a volte le ho trovate forse un po' ridondanti e mi hanno fatto perdere il filo del discorso, dovendomi ri-concentrare per bene per ritrovarlo. D'altro canto, però, bisogna dire che rendono anche molto vivide le ambientazioni nella mente di chi legge.
Come lettura è molto impegnativa, oltre che per quel che ho detto, anche perché richiede un certo stomaco: ci sono numerosi passaggi cruenti e crudi descritti in maniera piuttosto dettagliata e diretta, disturbante.
Per me sarebbe stato un quattro stelle pieno, onestamente, ma gli ho dovuto togliere un mezzo voto per una questione puramente personale: la mia paura/disgusto degli occhi. Ho voluto sfidare me stessa e ho retto bene, però ci sono stati molti punti in cui ho trovato difficoltà e questo ha adombrato un pochino la mia esperienza di lettura. Comunque l'ho trovato uno dei libri più originali e particolari che io abbia mai letto.
"Consigliato a chi ama i mondi di fantasia ben strutturati e ha la passione per il genere."
Romanzo d'esordio dello scrittore Marco Romani, che ci regala un mondo dove l'aldilà non è un luogo inesplorato bensì un vero e proprio posto in cui tutte le anime confluiscono dopo la morte. Un'idea originale, ben studiata e scritta.
Nelle narrazioni odierne spesso è frequente il tema della crisi universale messa accanto alla crisi personale del singolo individuo. Tema che è diventato mainstream non grazie a un film o a un libro, bensì grazie a un anime di nome "Neon Genesis Evangelion". Anime che ha fatto della sua cifra stilistica il mettere accanto la malattia mentale alla fine del mondo a due passi da casa, mai realmente presa in considerazione da chi invece si perde dentro sé stesso e non guarda che cosa c'è di fuori.
Tsunami è un libro che per molti versi ha questa valenza e che ricorda l'anime in diversi punti. Non tanto nei personaggi che hanno una loro integrità a parte e molto distanti dai personalissimi Shinji, Asuka e Rei di Hideaki Anno.
Tsunami ha un protagonista immerso in una crisi diversa, una non depressiva come nel caso di Evangelion, ma post-traumatica. Eppure ugualmente alienante che gli impedisce di affrontare la vita, finché il problema di proporzione planetaria non trova il modo di raggiungerlo.
Tsunami è un libro che ha una grandissima delicatezza nel tratteggiare le fragilità dei suoi personaggi, e la delicatezza è difficile, è un'arma a doppio taglio perché purtroppo rischia di sconfinare nell'eccesso, e creare il legame empatico con i personaggi sbagliato. Eppure Tsunami ci riesce, non solo con Ishmael ma anche con Julie e Elise, le due comprimarie che sono due ottimi personaggi femminili anche grazie alle fragilità, non solo per la loro forza.
Non è un libro perfetto, di base essendo molto evocativo, un libro che cerca più che altro di trasmettere sensazioni tende a tralasciare la solidità del racconto. Gli manca effettivamente una struttura solida e un ritmo. Ogni capitolo è un po' uno stato a sé e sul finale si sente questa fatica in lettura.
La stessa ambientazione è un'ambientazione costruita come la psiche di una persona, fatta di pezzi di racconto senza avere però una chiara definizione di che figura si stia delineando, ho letto questo libro due volte senza farmi due volte la stessa idea. E' un libro che ti ispira a cercare il dettaglio, a comporre il quadro, ma alla fine ti ritrovi a guardare dove vuole lui, ossia all'umanità terrorizzata che cerca una maniera per affrontare ciò che c'è di fuori. Probabilmente la stessa umanità che esattamente come noi, vede tanti pezzi del mondo e del Mare Celeste senza capire come leggerlo né quale sia il suo ruolo all'interno di quel quadro. E che chiamata ad affrontarlo deve prima risolvere sé stessa, e guardare nell'abisso. Lo Tsunami ha una doppia valenza, arriva e distrugge e colpisce chiunque sia impreparato, sembra la fine del mondo ma in realtà non lo è, solo che nel momento in cui ci vivi dentro non sei in grado di capire che ci sarà un domani. La crisi spirituale, psichica e esistenziale si aggancia quindi a una crisi ecologica e planetaria che è arrivata non a caso in questo libro in un primo 900 che ha perso certezze, che non ha affrontato guerre mondiali, bombe atomiche e capitalismo ma che comunque ha trovato il modo di arrivare alla fine del mondo e alla fine spirituale. Anche se, neanche a farlo apposta, ci sarà una "nuova genesi" perché siamo creature istintive e soprattutto non siamo creature sole che non si salvano stando da sole tenendo la testa sotto la sabbia.
Voglio fortemente consigliarlo, fatta la premessa però che la lettura di questo libro è estremamente soggettiva, potrebbe piacervi oppure no, dipenderà tutto dal fatto che possa o meno far scaturire delle emozioni. Tuttavia la cosa positiva è che ha una voce molto forte, grazie anche a una delicatezza commovente.
È incredibile come alcuni libri, se riletti per intero o ripresi dall'inizio dopo averli interrotti, riescano a ribaltare il giudizio assegnato in precedenza.
È ciò che mi è successo con "Tsunami" nel mese di marzo: il primo 30% su Kindle mi aveva convinta ma sentivo che, per apprezzarlo davvero, mancasse ancora qualcosa di non meglio definito. I numerosi impegni in quel periodo poi non hanno agevolato la lettura e dunque l'ho accantonata, con la promessa di riprenderla in momenti migliori. Questa infatti è la prima cosa che mi sento di dire su "Tsunami": è una storia complessa e merita tanta attenzione.
Nel riprendere tutto a mente più fresca durante la seconda metà di luglio, oltre a rimanere affascinata dal meraviglioso mondo steampunk ho capito ciò che mancava all'appello: la chiave di lettura. Sì, perché "Tsunami" è innanzitutto un viaggio interiore compiuto da diverse persone (Ishmael ed Elise per primi) che si ritrovano a fare i conti con la polvere nascosta sotto il tappeto della loro psiche, mentre la fine del mondo conosciuto rischia di sommergerli come la marea con la strada verso l'isola di Mont Saint-Michel. E come qualsiasi viaggio interiore che si rispetti, si prende tutto il tempo necessario per entrare nel vivo della vicenda.
Il romanzo si svela pian piano agli occhi del lettore con simboli e immagini evocative, mostrando i lati più fragili e conflittuali dei personaggi principali; dimostra così che è possibile supportare le persone a noi care impantanate in situazioni più grandi di loro, senza però dimenticare di prenderci cura di noi stessi, evitando di giustificare comportamenti dannosi. Ishmael ed Elise sono i portavoce di questi concetti: entrambi hanno i loro scheletri nell'armadio, ed è il modo in cui li affrontano che li rende molto credibili e umani. È inoltre interessante seguire una lotta combattuta prima sullo sfondo, per poi emergere sempre di più: è meglio rimanere al sicuro nel proprio recinto o correre il rischio in nome del progresso? Ed è davvero importante sapere cosa c'è nell'aldilà?
Con questi piccoli spunti di riflessione spero di avervi convinti almeno un po' a intraprendere questo strano, grande viaggio tra aldilà e realtà!