Cosa c’entra una bistecca col patriarcato? Perché sono le donne che cucinano, ma di rado lavorano come chef stellate? Il lavoro agricolo è roba da maschi? Possiamo essere femministe e continuare a mangiare carne? Cos’è il “carnofallogocentrismo”? Qual è il nesso tra riviste femminili e disturbi dell’alimentazione? Il gustoso saggio della giornalista francese Nora Bouazzouni ci dimostra come tutto ciò che ha a che fare con il cibo abbia, da sempre, anche un ruolo nella sottomissione del genere femminile. Secondo l’autrice, il posto delle donne nella preparazione e consumazione del cibo è sistematicamente occultato e strumentalizzato dal patriarcato. Dai ristoranti di lusso ai campi coltivati, dal marketing dei prodotti alimentari agli allevamenti di bestiame, dalla preistoria alla cucina di casa, le donne sono state e sono relegate ai margini, sessualizzate come carne da macello o controllate attraverso il cibo.Con uno stile succulento e un quadro teorico strutturato, Bouazzouni fa luce sulle relazioni ambigue o distruttive tra carne animale e corpi delle donne, tra addomesticamento ed emancipazione, tra genere e gastronomia. Alla fine, l’ingrediente più indigesto è proprio il patriarcato.
3,5: questo libricino si legge bene, è molto breve e abbastanza scorrevole. I concetti ci sono e sono molto interessanti. Tuttavia Nora Bouazzouni utilizza un linguaggio un po' troppo alla buona per i miei gusti; il suo non è di certo un tono che mi aspetto di sentire leggendo un saggio costato 13,50 euro. Forse l'essenza dell'autrice si è un po' persa nella traduzione, penso che la versione originale avrebbe reso di più. Di fatto questo libro è molto "francese" anche per ciò che racconta: gran parte dei dati e delle informazioni si riferiscono alla situazione in Francia per quanto riguarda la parità di genere. Mi sento comunque di consigliare questa lettura per tutte le famenists out there, let's go girls, smantelliamo il patriarcato boccone dopo boccone. Vamos