E’ una storia d’amore e di nasi.
Le storie di nasi abbondano in letteratura c’è il naso di Gogol, c’è quello lungo e ligneo di Pinocchio, c’è quello di Moscarda nel pirandelliano Uno nessuno centomila che un giorno si guarda allo specchio e comincia a non riconoscersi più e va in crisi identitaria.
All’ampiezza del naso si attribuiscono difformi significati: alcuni fisiologi dicono che ad un naso lungo corrispondono profondità di spirito, spiccato acume e tutta una serie di buone qualità morali e caratteriali (Dante?!), tanto da dire che non può esserci un grand’uomo senza un grande naso, ma… sarà.
Vero è che se si osservano i ritratti d’epoca gli eroi hanno sempre un naso proporzionato alla loro gloria e anche tra gli animali l’elefante, dalla proboscide proverbiale, è noto per avere una prodigiosa intelligenza, sorvolo sull’associazione pruriginosa tra dimensioni del naso e dimensioni di altro perché non credo che ciò corrisponda al vero, secondo la mia esperienza, ma io chennesò… e potrei anche sbagliarmi.
Penso al naso di Giorgio Gaber che effettivamente fu uomo di grande fascino nonostante la suo imponente appendice, il naso di Cyrano è però un naso magistrale e di forma unica che ricorda molto il naso collodiano, lui ne è in fondo ma, amaramente, orgoglioso, tuttavia è così intelligente che riesce ad ironizzare sul suo difetto e ci dice, con grande spasso per il lettore che: quel naso lo precede ovunque di un quarto d’ora, che sul suo naso potrebbe passeggiarvi una mosca, che è come una grande penisola, che pende a tal punto da sbilanciare il suo corpo in avanti, che il fumo del tabacco non può uscirvi come da un camino senza che la vicina gridi all’incendio, o ancora che nessun altro vento può fargli venire il raffreddore tranne il maestrale, ed è pure adatto per appenderci il cappello e quando sanguigna è come se il Mar Rosso cominciasse a dilagare…
Un naso che lo distingue, lo caratterizza ma altresì gli preclude ogni possibilità di amore, perché a volte non si guarda ad un palmo dal proprio naso o da quello altrui.
Un naso la cui vastità è pari alla sua abilità di parlare d’amore.
Cyrano è un uomo saggio, poeta e musicista, ma spavaldo sul campo di battaglia, intrepido e la sua indole fumina gli procura sempre schiere di nemici che affronta con colpi mirati di fioretto « À la fin de l’envoi, je touche!>> dietro la sua scorza rude e giocosa nasconde un cuore di burro, romantico che ricama e inanella meravigliose rime d’amore mai stucchevoli né svenevoli.
Si sacrificherà per amicizia e presterà la sua capacità di poetare versi all’amico Christian che è tanto bello fisicamente quanto insipido e banale, Je serait ton esprit tu sera ma beauté il quale si servirà delle lettere d’amore scritte apposta per lui da Cyrano:
CYRANO,
Il reprend la plume.
Eh bien ! écrivons-là,
Cette lettre d’amour qu’en moi-même j’ai faite
Et refaite cent fois, de sorte qu’elle est prête,
Et que mettant mon âme à côté du papier,
Je n’ai tout simplement qu’à la recopier
CIRANO:
(Riprende la penna). E va bene! Scriviamola questa lettera d'amore che
ho già scritto e riscritto cento volte dentro di me, che è già pronta,
così pronta che se metto l'anima mia vicino al foglio non mi resta che
copiare
per conquistare la bella Roxane che Cyrano dipinge mirabilmente come:
Un danger
Mortel sans le vouloir, exquis sans y songer,
Un piège de nature, une rose muscade
Dans laquelle l’amour se tient en embuscade !
Qui connaît son sourire a connu le parfait.
Elle fait de la grâce avec rien, elle fait
Tenir tout le divin dans un geste quelconque,
Et tu ne saurais pas, Vénus, monter en conque,
Ni toi, Diane, marcher dans les grands bois fleuris,
Comme elle monte en chaise et marche dans Paris !…
Un pericolo mortale senza volerlo, dolcissimo senza saperlo -
una trappola della natura, una rosa moscata nei cui petali l'amore
tende agguati! Chi conosce il suo sorriso ha conosciuto la perfezione.
Riesce a fare della grazia con un niente, a trasfondere il senso del
divino nel più insignificante dei suoi gesti. Venere non saprebbe
scivolare in una vasca né Diana camminare attraverso i grandi boschi
fioriti allo stesso modo in cui lei si siede su una sedia o passeggia
per Parigi
Ma l’amore come l’acqua nascosta dietro un muro seppur soffocato per anni, troverà le sue strade per manifestarsi e riappropriarsi di ciò che gli è dovuto, ahimè anche se troppo tardi.
CYRANO
Un baiser, mais à tout prendre, qu’est-ce ?
Un serment fait d’un peu plus près, une promesse
Plus précise, un aveu qui veut se confirmer,
Un point rose qu’on met sur l’i du verbe aimer ;
C’est un secret qui prend la bouche pour oreille,
Un instant d’infini qui fait un bruit d’abeille,
Une communication ayant un goût de fleur,
Une façon d’un peu se respirer le cœur,
Et d’un peu se goûter, au bord des lèvres, l’âme !
Un bacio - ma che cos'è poi un bacio? Un giuramento un po' più
da vicino, una promessa più precisa, una confessione che cerca una
conferma, un punto rosa sulla i di «ti amo», un segreto soffiato in
bocca invece che all'orecchio, un frammento d'eternità che ronza come
l'ali d'un'ape, una comunione che sa di fiore, un modo di respirarsi
il cuore e di scambiarsi sulle labbra il sapore dell'anima!
Sentimenti, ironia, comicità, imprese militari, provocazioni, verità nascoste, finzioni si alternano nei cinque atti di questa commedia teatrale, popolare ed eroica, in versi, che alla prima rappresentazione a Parigi, nel 1898, ebbe un trionfo inaspettato e a cui dieci giorni dopo assistette anche il Presidente della Repubblica Feliz Faure.
Edmond Rostand il suo autore, da un giorno all’altro divenne un eroe nazionale, degno della massima decorazione della Legione d’onore.