Scrivo come cura al vuoto che avanza minaccioso; le parole sono come scudi, lance, frecce, dardi avvelenati e trincee. Sono i miei compagni fedeli e raccontano le battaglie delle nostre anime.
La poesia non riesce a catturarmi come dovrebbe, è un mio limite, ma ho trovato questo libro molto carino.
Credo che la parola che userei per descriverlo è "catartico", si vede che l'autrice ha cercato un approccio terapeutico riversando su carta le emozioni che ha provato.