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Ucraina Senza Ebrei

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Quando nel 1943, dopo due anni di occupazione tedesca, Vasilij Grossman entra al seguito dell’Armata Rossa nei territori liberati dell’Ucraina orientale, a colpirlo non sono tanto le lacrime e le grida straziate, quanto piuttosto «il silenzio della morte», il silenzio di un popolo massacrato con aritmetica ferocia. «Dov’è il popolo ebraico? ... Dov’è il milione di ebrei che tre anni fa viveva e lavorava su questa terra in pace e armonia con gli ucraini?». Ben prima di trovarsi dinanzi all’«inferno di Treblinka» e che i crimini nazisti siano svelati al mondo in tutta la loro efferatezza, Grossman non si accontenta di rispondere a questa domanda, ma scandaglia le cause di quello che già si delinea ai suoi occhi come «il crimine più grande che sia mai stato commesso nella storia».

Paperback

First published January 1, 1943

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About the author

Vasily Grossman

68 books994 followers
Born Iosif Solomonovich Grossman into an emancipated Jewish family, he did not receive a traditional Jewish education. A Russian nanny turned his name Yossya into Russian Vasya (a diminutive of Vasily), which was accepted by the whole family. His father had social-democratic convictions and joined the Mensheviks. Young Vasily Grossman idealistically supported the Russian Revolution of 1917.

When the Great Patriotic War broke out in 1941, Grossman's mother was trapped in Berdychiv by the invading German army, and eventually murdered together with 20,000 to 30,000 other Jews who did not evacuate Berdychiv. Grossman was exempt from military service, but volunteered for the front, where he spent more than 1,000 days. He became a war reporter for the popular Red Army newspaper Krasnaya Zvezda (Red Star). As the war raged on, he covered its major events, including the Battle of Moscow, the Battle of Stalingrad, the Battle of Kursk, and the Battle of Berlin. In addition to war journalism, his novels (such as The People are Immortal (Народ бессмертен) were being published in newspapers and he came to be regarded as a legendary war hero. The novel Stalingrad (1950), later renamed For a Just Cause (За правое дело), is based on his own experiences during the siege.

Grossman's descriptions of ethnic cleansing in Ukraine and Poland, and the liberation of the Treblinka and Majdanek extermination camps, were some of the first eyewitness accounts —as early as 1943—of what later became known as 'The Holocaust'. His article The Hell of Treblinka (1944) was disseminated at the Nuremberg War Crimes Tribunal as evidence for the prosecution.

Grossman died of stomach cancer in 1964, not knowing whether his novels would ever be read by the public.

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Displaying 1 - 11 of 11 reviews
Profile Image for Chequers.
599 reviews35 followers
January 15, 2025
Peccato che il buon Grossman ancora non sapeva che la polizia ucraina (e spesso anche la popolazione...) aveva aiutato i nazisti nello sterminio degli ebrei ucraini.
Credo comunque che l'antisemitismo abbia radici piu' complesse di quelle enunciate da Grossman, anche se le sue teorie sono sicuramente interessanti.
Profile Image for Giacomo.
369 reviews25 followers
September 28, 2025
ecco proprio dopo il mein kampf, leggetevi questo.
è la postfazione ideale
Profile Image for Marianna.
174 reviews16 followers
May 20, 2023
Dov’è il popolo ebraico? Chi la farà, la domanda funesta, al Caino del ventesimo secolo? Dove sono gli ebrei che vivevano in Ucraina? Dove sono le centinaia di migliaia di vecchie e bambini, dov’è il milione di ebrei che tre anni fa viveva e lavorava  su questa terra in pace e in armonia con gli ucraini? Hanno ucciso un popolo, lo hanno calpestato. (p.20)                       
Questi sono gli interrogativi pieni di rabbia e di dolore che assillano martellanti in più parti le pagine del reportage che Grossman scrisse nel 1943, dopo la liberazione dall’esercito tedesco da parte delle truppe dell’Armata rossa in seguito alla battaglia di Stalingrado. Questi interrogativi urlano nel libro e risuonano nell’eco dei silenzi tra le parole dello scritto, in origine destinato al periodico «Krasnaja zvezda», ossia «Stella rossa», unico canale di informazione del Ministero della difesa sovietico. L’autore, ebreo russo nato in Ucraina, a Berdičev, è parte di quel popolo sul quale si è scatenata la follia nazifascista e conosce in prima persona cosa vuol dire essere ebreo in quella terra: gli ebrei, prima dell’Olocausto, erano il cuore pulsante del Paese, ben accolti e integrati quasi come se fossero cittadini a pieno titolo. In quei villaggi si erano creati  legami fraterni tra gli ebrei, stanziati stabilmente lì da tempo immemore, e le comunità del posto: l’assenza di quegli ebrei, di alcuni dei quali conosciuti personalmente da Grossman, è di un silenzio surreale, incredulo. 
Continua al link:
https://www.criticaletteraria.org/202...
12 reviews1 follower
October 17, 2024
Il saggio riesce in un impresa complessa, ossia quella di mantenere la memoria di persone comuni, non famose o note. Persone vere e reali che si sono prese colpe di altri e che sono stati il capro espiatorio di una rabbia generazionale dovuto ai grandi cambiamenti del secolo scorso. In poche pagine troviamo un analisi del nazionalismo e di cosa spinga alla formazione e fomentazione di tutto quell’odio e di come alla fine quel modello sia crollato e abbia lasciato un profondo silenzio.
Profile Image for Marta Oberto.
29 reviews
May 12, 2023
Ci può essere una spiegazione all'errore dello sterminio degli ebrei? Grossman prova a trovare una risposta.
Profile Image for Maurizio Manco.
Author 7 books132 followers
October 21, 2023
"Per sua sfortuna - o fortuna, chissà - la coscienza umana è fatta in modo tale che chi legge nel giornale o sente alla radio la notizia della morte di milioni di persone non riesce a cogliere la portata di quanto è accaduto, non è in grado di figurarsi, di delineare, di comprendere o calcolare la misura tremenda del dramma che si è compiuto. [...] Questo limite è la fortuna della coscienza umana, perché ci preserva dai tormenti morali e dalla pazzia. E questo limite è la sfortuna della nostra coscienza, perché rende il genere umano indulgente, superficiale e poco severo sul piano morale." (pp. 25, 26)
Profile Image for Vincenzo D’Ausilio.
22 reviews1 follower
September 1, 2023
“Ma se per un attimo quel popolo ucciso potesse tornare in vita, se la terra si aprisse nel burrone di Babij Jar a Kiev… se un grido lancinante si staccasse dal quelle centinaia di migliaia di labbra piene di terra, l’Universo intero tremerebbe.”
Molto di parte essendo scritto da un ebreo sovietico però breve e interessante per chi non conosca l’argomento e voglia approfondire in poco tempo.
Profile Image for Vittore Luccio.
139 reviews
May 21, 2023
Breve e illuminante questo articolo ripubblicato oggi a circa 80 anni dalla sua stesura è di una attualità sconcertante. Utile guida in questi tempi oscuri. Contro gli antisemiti e i fascisti di ieri e di oggi.
182 reviews3 followers
May 31, 2023
Breve saggio di Grossman scritto con il suo classico stile. È sempre piacevole e utile leggere le sue opere.
Profile Image for Rebecca.
24 reviews41 followers
December 22, 2025
Grossman ha una penna incredibile, sublime… ma riesce a raccontare i fatti più tragici della storia descrivendo l’umanità
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