Mia si è appena diplomata e ancora non sa cosa l’attende al di fuori della scuola. Per aiutarla a schiarirsi le idee i suoi genitori le regalano un viaggio, di cui sarà lei stessa a scegliere la meta. Intenzionata a prendere in mano le redini della propria vita, Mia deciderà la destinazione del proprio viaggio sfidando il destino. Inizia così l’avventura che la porterà in Mali, dove incontrerà Diego, un ragazzo carismatico e affascinante con il quale nascerà una particolare intesa, ed Essien, un essere immortale dalla pelle color nocciola che dopo averle salvato la vita le ruberà il cuore. Ma a complicarle l’esistenza non sarà solo il suo cuore indeciso. Scoprirà infatti di essere la designata di un’antica profezia riguardante l’irresistibile guerriero Essien, e che degli esseri malvagi con poteri soprannaturali faranno di tutto per ucciderla. Amore, intrighi, tradimenti, sangue. Per Mia non sarà solo un viaggio che la porterà a conoscere un mondo diverso da come era stata abituata a vederlo, per Mia sarà una travolgente avventura che la costringerà a scoprire sé stessa e la passione che anima il suo cuore.
Liliana Marchesi ha iniziato il suo percorso letterario nel 2009, ma è solo nel 2012 che il suo primo romanzo “Harmattan” vede la luce attraverso il Self-Publishing. Nel 2014 ha fondato il primo sito italiano dedicato alla Distopia (Leggere Distopico), e nel 2020, dopo l’uscita della sua dilogia CAVIE, edita da La Corte Editore, ha deciso di tornare al Self-Publishing, per potersi occupare in prima persona del proprio percorso editoriale.
Ama lavorare a ogni aspetto della pubblicazione e non può fare a meno di mettersi in gioco continuamente per crescere e migliorare. Grazie alla sua determinazione, nel 2021 è approdata su Audible con l’audiolibro de “L’Abisso di Anime”, interamente autoprodotto.
Da questa sua dedizione per l’editoria Self, nel 2022 nasce il progetto Self Creation, con il quale assiste scrittori emergenti nelle varie fasi dell’auto pubblicazione. Affronta insieme a loro ogni singolo passaggio che dalla stesura del manoscritto porta alla pubblicazione (progettazione della storia, editing, impaginazione, conversione ebook, cover, strategia di lancio, promozione, sito web, newsletter) fornendogli le competenze e l’assistenza necessarie a diventare Editori di se stessi.
Ha curato la rubrica “Your style, Self made” per READ Il Magazine e nel 2023 è stata invitata a tenere un workshop sulla promozione destinato ai 160 autori selezionati dal Salone del Libro di Torino per l’area PRO.
Nel 2024 ha partecipato come relatrice al panel “Il Salone che vorrei”, un incontro incentrato sui possibili miglioramenti da apportare all’area Self-Publishing del Salone del Libro di Torino.
Ho iniziato Harmattan per caso,dopo aver conosciuto l'autrice in un gruppo, incuriosita dalla trama mi sono immersa subito nella lettura.Un mappamondo che gira fermato ad occhi chiusi dal l'indice di Mia,una ragazza che vuole vivere un'esperienza nuova prima di decidere, cosa vorrebbe fare nel suo futuro! Mali, un viaggio alla ricerca di se stessi e un incontro fortuito oppure no? Il destino è qualcosa d inevitabile e potente. Devo dire che non ho provato subito una grande empatia con Mia,forse per via dei suoi costanti parallelismi o dai flash in cui ricordava l'infanzia,in momenti in cui magari si trovava nel bel mezzo di una scena tenera,distogliendomi dai fatti narrati! Inoltre la confusione di Mia e i suoi sentimenti, di tanto in tanto mi hanno spiazzata; da l'idea di possedere un cuore troppo volubile e scostante! Tutta il romanzo è narrato in prima persona dalla protagonista e devo dire che avrei preferito sapere anche il punto d vista di Diego o di Essien ,,,,, anche per vivacizzare il ritmo! Amore,amicizia ed un'antica profezia che ha origini centenarie, si uniscono a scenari suggestivi e lotte cruente! Il ritmo è a tratti lento e descrittivo,per poi assumere maggiore scorrevolezza,quando la storia entra nel vivo,,,, Il romanzo è abbastanza originale, anche se di tratti mi ricorda uno dei tanti harmony storici, di cui ero una grande fan ai tempi del liceo. Indubbiamente Liliana può migliorarsi, perché pur non conoscendo la personalmente, credo sia una donna che non si arrende e accetta critiche e lusinghe!!!
Un regalo inaspettato. La libera scelta decisionale per un viaggio in un qualsiasi paese nel mondo. Tutto èmappamondo lasciato al caso… Il dito indice puntato su un mappamondo e la destinazione finale ricade su: Mali, un piccolo stato dell’Africa occidentale.
È questo l’inizio all’avventura che attende la diciottenne Mia, protagonista di questa storia. Mia è figlia unica di papà Giorgio e mamma Carola. Amatissima e molto coccolata, forse anche un po’ troppo a volte. Il suo è un viaggio che la porterà a visitare posti dagli scenari incantevoli, panorami naturali così perfetti da non poter essere immortalati in nessuna foto, poiché non verrebbe fatta giustizia nei confronti della loro bellezza.
Il sole, più grande che mai, si tuffava nella linea che ai nostri occhi pareva unire il cielo alla terra, mentre il calore di quella palla infuocata non faceva altro che riverberarsi sul suolo, creando l’illusione delle onde del mare.
Ad aiutarla in questo viaggio, grazie ad un incontro casuale, ci sarà Diego, un affascinante ragazzo italiano di Pisa, aitante con capelli biondi come l’oro e occhi azzurri come il cielo, con il quale si instaurerà una subitanea attrazione. Ovviamente a stimolare ancor più la storia, non mancherà l’ingresso di un “rivale”, Essien, un ragazzo misterioso, con il suo fisico prestante e dagli occhi blu come la notte. Sarà l’inizio irrimediabile di un triangolo amoroso? Chi sarà colui che conquisterà il cuore di Mia? Chi è in realtà Essien? Quali segreti nasconde la suaafrica gente di cui lui è così restio a parlare? Quale sarà il filo conduttore con Mia?
Liliana Marchesi è riuscita a creare una storia d’amore che solo in apparenza sembra essere scontata. Con il proseguo della lettura, ci si accorgerà che non è nata per caso ma, successivamente, risulterà essere scritta nel destino dei suoi protagonisti e tutti i misteri man mano verranno svelati.
Le impressioni che ho avuto sulla protagonista Mia sono state quelle di fare la conoscenza di una ragazza abbastanza sicura di sé, fino al momento in cui perde la routine domestica nei luoghi di appartenenza. Una volta lontana dai suoi affetti più cari (genitori, casa, amici), vede cadere le sue certezze, diventando una persona insicura, spaventata e molto spesso impacciata e troppo piagnucolosa, tanto da irritare.
Tutto questo persisterà fino al momento in cui Mia vedrà uno stravolgimento totale della sua vita. Un nuovo destino mai immaginato si compirà e Mia darà dimostrazione di essere una vera eroina, dotata di gran cuore e inaspettato coraggio.
Sembra assurdo, una settimana fa non sapevo neppure che esistessi, e ora non posso fare a meno di starti accanto. Farei qualsiasi cosa per te, sarei disposta a morire qui, adesso, se fossi tu a chiedermelo.
Mi ha molto colpito come l’autrice sia riuscita ad inserire una nota paranormal fantasy, contemporaneamente ad una minuziosa descrizione ambientale. Il tutto mantenendo sempre uno stile semplice e scorrevole. L’aspettafricao realistico della storia ci viene dato dai luoghi che i protagonisti ci fanno visitare: paesi come Dengee, Teli, Nombori, portandoci a conoscere gli usi e costumi della gente che ci vive.
Mentre la nota fantasy che arricchisce la storia è la scoperta di due antiche tribù, i Kellem e i Sogon. Rivali da centinaia di anni a causa di un’antica profezia, sono dotate di particolari poteri magici.
Sono riuscita a stimolare la vostra curiosità? Me lo auguro davvero! Se volete concedervi una lettura semplice, simpatica e sotto molti aspetti dolce, questo libro potrebbe corrispondere al caso e soddisfare i vostri gusti.
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Come regalo per il diploma, la tranquilla studentessa Mia chiede ai suoi genitori di fare un viaggio all’estero, ma da sola e al buio, per una destinazione scelta a caso seguendo un dito puntato sul mappamondo. Ecco così che Mia decide, per la prima volta nella sua vita, che sia il destino a decidere per lei. E il destino la porta in Mali, lontano e ignoto paese africano, che l’accoglie al suo arrivo con il soffio dell’Harmattan, un vento secco e polveroso che soffia a nordest e ovest, dal Sahara al Golfo di Guinea, e che viene detto anche “il vento del destino”. Ogni volta che soffia caldo sul viso di Mia, l’Harmattan cambia anche silenziosamente la sua vita. Due sono gli incontri lungo il suo viaggio: Diego, il premuroso ragazzo italiano che si offre di farle da guida tra i villaggi, ed Essien, il misterioso (e bellissimo) nativo che le salva la vita.
Ma ben presto Mia comprende che il suo viaggio non potrà rimanere un semplice giro turistico, perché quei luoghi nascondono una lotta secolare tra i Kellem ed i perfidi Sogon dal sangue nero. E c’è una profezia, mai dimenticata, che narra di una giovane donna bianca destinata ad amare l’ultimo degli Uculè…
A metà strada tra una fiaba dal sapore esotico ed una storia d’amore a tinte fantasy, il viaggio di Mia è una piccola parentesi di poesia, una lettura sognante, fatta attraverso gli occhi di qualcuno che ricorda, proprio come un sogno, paesaggi africani visitati, vissuti e molto amati. Come l’Oasi di pace descritta nel libro, questa breve (ma non poco intensa) storia ci regala le stesse sensazioni del rinfrescarsi e rigenerarsi nelle acque trasparenti di un laghetto, riportandoci alle storie fantastiche della nostra infanzia, ascoltate prima della buona notte, e allontanandoci per qualche ora dal ritmo concitato e violento di ben altre letture. Ci sono le passioni forti, ci sono i momenti di sconforto, ma tutto è quasi sfumato, attutito attraverso le emozioni di Mia, raddolcito dal suo sguardo di ragazza dei nostri tempi, praticamente scaraventata dalla quiete del paesino di Caravaggio alla inaspettata realtà dei villaggi di fango e terra e della vegetazione selvaggia. Se volete anche leggere l'intervista a Liliana Marchesi, potete andare su: http://www.sognipensieriparole.com/20...
Ora posso dire di aver letto tutto di quest'autrice e posso affermare che il suo stile è in continua evoluzione. Harmattan, per essere un romanzo d'esoridio, è ben strutturato e i protagonisti sono molto simili a quelli dei romanzi di Liliana. La trilogia del peccato è qualcosa di meraviglioso e anche Lacrime di cera, quindi vi consiglio queste letture. Lo stile di questo libro è fresco e frizzante, eccetto l'inizio, il lettore scorre tra le pagine accompagnato dal vento (l'Harmattan) E cosa si può dire dell'ambientazione, descritta nei minimi particolari. Quindi in sostanza consiglio la lettura di ogni romanzo di quest'autrice per appunto poter osservare quanto il suo stile si sia evoluto diventando quasi perfezione. Buona Lettura!
Un fantasy scorrevole e abbastanza originale nel delineare la protagonista femminile...
In questo libro non mancano magie, battaglie, mondi paralleli, profezie e tutto l'armamentario classico dell'urban fantasy, ma l'autrice lo sa gestire con grazie per costruire una protagonista femminile abbastanza originale con i suoi momenti di coraggio e quelli di paura e soprattutto con le sue oscillazioni amorose tra Essien e Diego... in conclusione un romanzo piacevole che si legge in un paio di pomeriggi... per chi fosse curioso di cosa significa il titolo l'Harmattan è un vento...
Finito....Liliana alla sua prima opera mi stupisce. La sua caratteristica i colpi di scena ci sono anche qui. La storia di Mia ti coinvolge aspettando con trepidazione le pagine che ti portano alla conclusione di Harmattan. Sorprendere il lettore è il suo scopo e non riuscirai mai a capacitarti della sua infinita fantasia nello scrivere. La passione sotto pelle la avverto anche qui come in Lacrime di Cera e La triologia del peccato gli altri suoi lavori. Che dire una scrittrice da scoprire. Bravissima Lili continua a sorprendermi.
Dopo aver letto la splendida trilogia del peccato (che mi ha rubato il cuore!) della bravissima Liliana Marchesi, non potevo non leggere il suo romanzo d'esordio: Harmattan. Fin dall'inizio si viene catapultati in un viaggio avventuroso che sembra di vivere in prima persona assieme a Mia, la protagonista, tra varie peripezie, magie e leggende popolari. Un libro coinvolgente, appassionante e scorrevole; cara Liliana non mi deludi mai! Non vedo l'ora di leggere la tua prossima opera.
Un piacevolissimo viaggio nella natura e nel mistero dell'Africa. Una bellissima favola con una gran protagonista, forse mi piacerebbe che Liliana scrivesse ancora di loro due magari anche una novella breve giusto per sapere come stanno e cosa fanno...XD
RECENSIONE PUBBLICATA ANCHE SUL BLOG "DUSTY PAGES IN WONDERLAND"
A volte mi capita di provare simpatia per un determinato autore: personalmente, ho un debole – forse lo avrete anche capito dalle mie recensioni – per gli esordienti che decidono di autopubblicarsi, avvalendosi degli ebook e similia. Li trovo infatti coraggiosi, e la fiducia che dimostrano nella loro opera è una vera e propria boccata di aria fresca. Perdonatemi, sono umana anch'io. Il problema sorge quando, a queste doti, non sempre si accompagna un romanzo di buon livello, pieno di difetti che, al momento di tirare le somme, rischiano di sommergere i pregi presenti. Il rispetto per l'autore rimane immutato, e forse proprio per questo il compito del recensore diventa più difficile. Ma non si può fare altro che raccontare le proprie impressioni di lettura, seppur negative, senza nulla togliere a chi ha versato lacrime e sangue per quel lavoro. E' il caso che mi è capitato con “Harmattan” di Liliana Marchesi.
Mia sta per diplomarsi: a sorpresa, i suoi apprensivi genitori decidono di regalarle un viaggio per il diploma. La ragazza non sa che destinazione scegliere, così prende un mappamondo e decide a caso. Il suo dito si poggia sul Mali. Già il giorno dopo essere arrivata, Mia fa una nuova conoscenza: Diego, un ragazzo che sta girando un documentario sulle usanze del luogo. In base ad un malinteso – il ragazzo crede che lei sia una fotografa – i due girano insieme il paese. Poco male, perché entrambi sviluppano una certa attrazione per l'altro. Tra le varie tappe, Diego si diletta a raccontare alla sua accompagnatrice delle storie locali. In particolare, le vicende di due tribù contigue, i Kallem e i bellicosi Sogon. L'unione dei due popoli – uno rappresentante della magia bianca, l'altro di quella nera – dà vita all'Uculé, essere praticamente immortale. I Sogon vorrebbero avere il controllo sull'Uculé per i loro sporchi fini, ma per generazioni il piano è sempre fallito: l'essere è sempre stato donna. Ma che succederebbe se nascesse un maschio? Mia conoscerà presto la risposta: attraverso Essien, un giovane che farà da subito una fortissima impressione sul suo cuore. Però lui non è un ragazzo qualunque: è l'Uculé. Attratto dal sangue nero della sua parte Sogon, soltanto una persona può scongiurare il pericolo e allo stesso tempo dargli un'erede: l'Ambra. Mia, ovviamente. Cosicché la nostra, che fino ad una settimana prima nemmeno conosceva il Mali, si ritrova in mezzo ad antiche leggende, ed il suo crescente amore sia per Essien che per Diego. Ma saranno ben più ardue le prove che dovrà affrontare...
Dispiace dirlo, e dispiace dirlo così, praticamente ad inizio recensione, ma “Harmattan” parte già svantaggiato con la trama, poco originale. Tantissimi cliché tipici del genere – fantasy, o come lo si chiama ultimamente paranormal romance - vengono seguiti alla lettera: dalla Prescelta, la cui vita viene legata indissolubilmente a colui per cui provava da sempre un fortissimo interesse, per passare al protagonista maschile, immortale e tentato dalla sua parte più oscura, fino alla stessa impalcatura del romanzo, costituita dalle numerose prove che la coppia deve affrontare, ultimo ma non ultimo un altro pretendente. E' molto facile, durante la lettura, capire cosa accadrà nel breve e lungo termine – vedi il finale.
“Harmattan” mi ha ricordato da vicino un libro, anzi una saga. Sono la prima a dispiacermi del paragone, visto che non sono affatto tra i miei romanzi preferiti, ma la mia sensazione è questa. Sto parlando di “Twilight” di Stephenie Meyer. Non so se la Marchesi lo abbia letto: se la risposta è no, le coincidenze sono impressionanti. Alcune sono state già accennate, ma non sono le uniche. Diego, ad esempio, è simile a Jacob, rivale in amore (ma neanche troppo) di Edward, il vampiro. E' meno iracondo, ma ugualmente determinato ad ottenere quello che vuole, anche se in realtà sa che non succederà. Inoltre, come il licantropo, ha il compito di spiegare alla protagonista le leggende che presto conoscerà sulla propria pelle. Questo è il caso più eclatante. Essien non usa le sfumature più inquietanti del suo predecessore, ma in compenso ad un certo punto della storia fa la medesima scelta. Tutto sommato, anche le circostanze che portano a ciò sono molto simili.
Per quanto riguarda Mia, il quadro non è positivo, ma non per eventuali analogie con Bella, eroina della Meyer. E' infatti più coraggiosa di quest'ultima, e pensa di più al benessere degli altri; in particolare di Diego, di cui riconosce di essere la causa delle sue sofferenze e se ne dispiace. Nonostante questi indubbi pregi, però, non si può dire che sia una buona protagonista: anzi, certi suoi atteggiamenti rischiano di renderla antipatica al lettore. Il primo è che matura poco o nulla per tutta la storia: ci si aspetta che certe sfumature più infantili del suo carattere si attenuino con il suo diventare consapevole, ed invece non è così. Ad esempio, il costante rimarcare quanto Essien e Diego siano bei ragazzi, anche – e soprattutto – in momenti in cui dovrebbe dedicarsi ad altre questioni. Il punto di non ritorno si raggiunge quando ci pensa persino in gravissimo pericolo di vita! Altra immaturità: il credere che a bellezza esteriore corrisponda necessariamente bellezza interiore. Certo, la trama non fa quasi nulla per portare prove che dimostrino il contrario, visto che in genere le persone più brutte sono dalla parte sbagliata della barricata. Ci sono delle eccezioni, però, come un uomo sfregiato alleato dei Kallem: la reazione di Mia? Riflettere che se questi sono i buoni, chissà come saranno i cattivi... Per non parlare poi di, dopo essersi sdilinquita pagine e pagine sul suo Essien – legittimo, per carità – rimbeccare un'amica per essere troppo melensa con il suo fidanzato. Superficialità e l'usare due pesi e due misure: non sono esattamente i criteri ideali per una eroina che il lettore possa apprezzare, ed in cui si possa identificare. Tanto più che tutte e tre queste scene avvengono molto al di là della prima metà di lettura, quindi non sono assolutamente giustificabili (no, nemmeno con la sua giovane età).
Ho accennato all'amore tra lei ed Essien: ecco, spendiamoci sopra due parole. Ora, un conto è due persone che sono legate da una profezia, perciò in un certo senso “costrette” ad innamorarsi. Un altro è che queste persone si conoscano da pochissimi giorni. I loro discorsi appassionati – ma pieni di cliché – perdono quindi un po' di lirismo, se si pensa a questo fatto. Si può giustificare tutto ciò con la profezia, ma non regge: perché anche con Diego succede la stessa cosa, con l'unica differenza che qui si parla di una settimana. Sono i protagonisti che non hanno un'idea chiara di cosa sia l'amore oppure è Liliana Marchesi che ha messo troppa carne al fuoco?
Lo stile dell'autrice non ha particolari degni di nota, né in positivo né in negativo. Una grammatica tutto sommato corretta; dialoghi che pur non facendo miracoli non sono estremamente implausibili, a parte il fatto che tutti, in Mali, sembrano sapere l'italiano, mentre invece la lingua locale è il francese (che Mia non conosce); frasi semplici e di media lunghezza. Ci sono dei punti che si distinguono in bene – qualche metafora interessante e raffinata – ma anche in male, come la battaglia finale liquidata in sei righe sei.
Difficile dire se Liliana Marchesi abbia margini di miglioramento: forse sì, perché a quello che si legge su internet e nei ringraziamenti sembra una persona disposta a farlo. Nulla toglie che “Harmattan” sia un romanzo decisamente carente sotto parecchi punti di vista, ma chissà, in futuro...
L ho adorato, una lettura semplice veloce e scorrevole, ti permette di identificarti nel personaggio facendoti fantasticare e presagire il possibile finale.. che poi non è ciò che ci si aspetta. Mi piace questa autrice ma gli altri suoi libri sono diversi, molto più sul genere distopico. Cmq Consiglio.
Mentre scrivevo questo romanzo sono stata trascinata dalle emozioni della protagonista. Gioivo con lei, scoprivo con lei, soffrivo, amavo e odiavo con lei. Come in balia delle onde, mi sono lasciata trasportare dal susseguirsi degli eventi, che mi hanno portata ad oltrepassare il sottilissimo e invisibile confine che separa la realtà dalla fantasia. Mi auguro davvero di cuore che possiate provare le stesse emozioni che ho provato io, perchè ancora oggi, ripensando a Harmattan... mi batte il cuore! Buona lettura ^.^
Non riesco a coinvolgermi nella lettura. Paranormal romance pieno dei soliti cliché e troppo descrittivo per i miei gusti. Sto facendo fatica a terminare la lettura. Mia è a tratti immatura e ripetitiva, a parte lei che è l'esatto contrario di Bella di Twilight il resto siamo lì. Triangolo amoroso compreso e poi la solita storia della predestinazione e delle profezie. Lo stoppo e lo riprenderò più avanti.
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Sicuramente un bel libro, ma non da impazzire, sicuramente non eccezionale come veniva descritto. Ben scritto e originale, e con presenti tutti gli elementi compreso il triangolo amoroso.