Il cadavere di una ragazza seppellito accanto a un gallo nero. Un grande demone tatuato sulla schiena. Una bambina rapita. Un biglietto di ricatto. E un mefistofelico piano. Anche se il commissario Ermanno Sensi vorrebbe continuare a brancolare - pur se efficacemente - nel buio, nutrendosi esclusivamente di Red Bull e piangendo il suo grande amore lontano, un nuovo, duplice caso lo costringe all'azione. Così, tra locali goth, vecchi satanisti gay e combriccole scalcinate, passando per Torino, Milano e La Spezia, Sensi ritrova le tessere di un puzzle sempre più nero. Dove la vera vittima sacrificale non è né donna, né bambina, ma qualcuno di assolutamente inaspettato...
Non è chiaro se si tratta di racconti polizieschi, erotici, pornografici, horror, noir ... certamente esoterici. C'è uno stretto legame tra i vari episodi e con i libri successivi. La squadra è sempre la stessa anche se le dialettiche tra gli stessi cambiano nel tempo. Attenzione: I romanzi sul commissari Sensi vanno letti nell'ordine giusto: L'ombra del commissario Sensi Satanisti per bene I ricordi degli specchi L'architettura segreta del mondo
Questo commissario sarcastico e tormentato ci fa appassionare e sorridere, nonostante la sua " condizione" o forse proprio per quello risveglia la nostra empatia. Il bene ed il male non hanno mai confini netti
Nuova indagine per lo strampalato Commissario Sensi.
Sensi aveva ascoltato la gragnola di ordini senza muovere un muscolo. Anche perché, in effetti, cercava di continuare a dormire in posizione eretta.
Una ragazza viene ritrovata in un fosso con accanto un gallo nero (oh-oh), sulla schiena il tatuaggio di un demone. La pista Satanica è la più seguita e per questo, la questura milanese, chiede di potersi avvalere del commissario spezzino, che è considerato uno dei più esperti in questo campo. Sensi infatti ha passato ben tre anni come infiltrato nei figli dell'anticristo riuscendo a sgominare la setta. Un'esperienza che le ha lasciato tracce fin troppo profonde e di cui non parla volentieri. Il commissario arriva a Milano con il proposito di filarsela quanto prima e poter tornare a Spezia dove continuerebbe a fare..beh..nulla. L'occasione gli viene fornita quando nei pressi della città ligure viene rapita una bambina di 11 anni. Sensi e i suoi colleghi brancolano, seppur diligentemente, nel buio fino al ritrovamento di una lettera. Un ricatto. Se vuole che la bimba venga rilasciata deve catturare l'assassino della ragazza di Milano.
Il commissario Sensi o lo odi o lo ami, non credo ci sia una via di mezzo.
«Già, anch’io. Di solito non trovo un indizio nemmeno se me lo spediscono per posta. Comunque, abbiamo trovato un fermaglio per capelli».
E se devo essere sincera nel primo volume proprio lui, come personaggio, non mi era andato particolarmente a genio. L'Ombra del commissario Sensi mi è, sì, piaciuto, nonostante le sue peculiarità come giallo, ma non è stato subito amore (mi succede spesso)..più che altro era riuscito a incuriosirmi parecchio. Mi aveva messo addosso un gran prurito!! Era imperativo leggerne ancora, saperne di più. Non ho lasciato passare troppo tempo e devo dire che ora la scintilla è scoccata.
Arrivarono a Bologna verso le cinque di sera, perché Sensi aveva voluto fermarsi in quasi tutti gli autogrill. Durante una di queste soste aveva fatto una lunga telefonata con Dozio, poi aveva chiamato Tudini per sapere se alla Spezia la sua squadra continuava efficacemente a brancolare nel buio anche in sua assenza.
Satanisti per bene mi ha davvero conquistata.
A differenza del primo volume il commissario Sensi agisce da vero investigatore e non è coadiuvato dal suo "problemino dai piedi ungulati" . La parte paranormale rimane relegata sullo sfondo durante le indagini, per poi balzare in primo piano verso la fine con un colpo di scena. Continuo a non amare molto Sensi come personaggio, m'infastidisce il suo essere troppo libertino...ma nessuno è perfetto.
L’aveva fatto sedere su una sedia della cucina e ora gli stava asciugando i capelli come se fosse un cane al mare. Ovvero, con un’energica passata di asciugamano. Sensi, quanto meno, se ne stava fermo. Non scodinzolava, non cercava di ributtarsi in acqua e non provava a leccarla. Era già qualcosa.
Ho letto molte critiche a questa scrittrice, alcune mosse a ragione se devo esser sincera, ma nonostante ciò io sono riuscita ad apprezzarla e ho letteralmente divorato i suoi due libri nello spazio di pochi giorni. In questa sua seconda fatica, anche lo stile, sempre scorrevole e piacevole nella lettura, appare mitigato e il sarcasmo, che la caratterizza, è come sempre presente, ma è più calibrato rispetto al primo, riuscendo così a ottenere l'affetto desiderato..cioè farti sorridere.
Come faccia un maschio alfa a chiamarsi ‘Boccia’ è uno dei grandi misteri di questa storia».
Per quanto mi riguarda, dopo Adamsberg, ho finalmente trovato un altro commissario di cui aspettare le avventure in bianco e nero:) Assolutamente consigliato (se amate i gialli ...)
Ermanno Sensi è molto scazzato quando lo chiamano a dare la sua opinione su un caso in cui ci siano in mezzo dei satanisti. E la cosa che più lo fa infuriare sono le antropologhe, chiamate come consulenti, che si scoperebbe pure, ma che fanno domande troppo scomode. Per “fortuna” gli piomba un nuovo caso, uno brutto e da Milano è costretto a fare ritorno a Spezia. Di Sensi potrei parlare per ore, e lo farei apparendo una pazza con gli occhi a cuore, eppure questo volume non è stato come il primo. Ci si innamora del Commissario e del suo denome (e non intendo demone in senso figurativo), e vederlo provato non solo dalle sue indagini, troppo spesso, spezza il cuore. Perché in questo secondo volume dedicatogli dall’autrice lo troviamo triste, preso male e, come se non bastasse, deve affrontare il suo passato e la fama ad essa legata. Il caso che come sempre non è mai banale ci accompagna di pagina in pagina facendoci scoprire nuove sfaccettature di Sensi e di un mondo che non è solo fatto di invasati che accendono qualche candela e sacrificano qualche animale. Il libro scorre come se fosse imburrato, a volte ho fatto persino fatica a capire se per riprendere la lettura (interrotta per X motivi) dovessi accendere il tablet o il cellulare, perché ne sono stata così assorbita che pensavo di dover riprendere la visione di un film invece che di un libro. In definitiva cinque stelle. Odio il finale perché ormai sto pensando a una relazione tra lui e la Riu (anche se la vedo difficile). Lo consiglierei a chiunque voglia un urban fantasy nostrano autentico, puro. A chi legge gialli e thriller perché non gli farebbe male sporcarsi con qualcosa che ha la parola fantasy nella sua denominazione anche, se ce lo vogliono vendere come roba commerciale, perché è più facile pensare a un sensi alternativo che a uno che ha semplicemente un demone vero nella propria anima.
Secondo caso del commissario Ermanno Sensi, satanista perbene. Una volta metabolizzato che in questi romanzi di indagine normale ce n'è ben poca ho deciso di continuare a leggere di questo commissario perchè è tutto particolare (o tutto strano come dice lui stesso). Anche in questo caso l'indagine è così così; Sensi questa volta sarà interpellato proprio per la sua conoscenza del satanismo, di cui però preferirebbe non parlare e dimenticare il più possibile. Alcuni personaggi sono già noti: l'ispettrice Riu, solida e ordinata poliziotta, Mainardi (che qui fa più la figura del cretino che nel volume precedente) e Tudini (che invece sembra meno scemo). A questi si aggiungono una studiosa e una simpatica tatuatrice dai capelli blu. Leggerlo per il giallo non vale molto la pena vista l'assenza di un procedimento deduttivo, inoltre molti passaggi sono un po' affrettati (tra cui la conclusione); leggerlo per seguire Ermanno Sensi è invece più divertente.
Ermanno Sensi, commissario di polizia di stanza a Spezia, con un demone incastrato dentro a seguito di un periodo come infiltrato in una setta satanica, è una grande invenzione. Susanna Raule racconta le sue storie con il giusto tono divertito e divertente, dando vita a una commedia poliziesca con giusto un po' di sovrannaturale per spezzare il tutto. Probabilmente è troppo poliziesco per gli amanti del fantastico e troppo cazzarone per i giallisti. Chi non si preoccupa troppo delle etichette invece si godrà un buon libro (più riuscito del primo della serie)
Se non avete niente in contrario a leggere una storia in cui ogni tanto spunta qualche "trovata diabolica", il libro è veramente molto piacevole e forse addirittura migliore del primo della serie. Nonostante il libro sia una sorta di fantasy-thriller, la Raule, grazie ad una scrittura fluida e chiara ed una buona dose di sana ironia, ha la capacità non trascurabile di renderlo credibile e coinvolgente.
Ermanno Sensi è più Dylan Dog che Poirot, più Constantine che Sherlock Holmes. Ma è simpatico, intrigante, e il libro è scorrevole. L'indagine poliziesca finisce un po' in secondo piano, ma a me è piaciuto, leggerei volentieri anche L'ombra del commissario Sensi.
Gli do due stelle non perché sia brutto, al contrario è una bella storia e scritta bene con stupendi riferimenti al mondo goth, ma semplicemente perché non mi ha "colpito". Insomma, un voto completamente soggettivo (oggettivamente sarebbe da tre stelle)
Un altro bel libro dalla sempre più brava Raule. Un piacere leggere le sue storie e i suoi personaggi. Per il particolare Commissario Ermanno Sensi di Spezia un tuffo non voluto nel suo passato....