2038. Dopo aver sacrificato il suo unico desiderio per fuggire dal grattacielo romano della Awen, Antea deve fare i conti con la sua vita andata in pezzi. La malattia si avvicina a uno stadio terminale e il furto della macchina dei desideri ha rivelato verità nascoste che hanno riscritto le regole sul suo funzionamento. Inoltre, il rapporto con Noah e Tommaso si sta incrinando sempre più. Il primo vuole continuare la sua crociata contro la multinazionale, il secondo si sta chiudendo in se stesso e intende abbandonare tutto e tutti. Ma la scelta è un privilegio che non possono permettersi. Squadre di mercenari sono sulle loro tracce e, se vogliono restare in vita, c’è una sola opzione disponibile: attaccare per primi e minare le fondamenta della società stessa. Tra New York e le campagne inglesi, hyperloop e aerei sonici, Antea viaggia alla ricerca dei resti di un’antica civiltà legata in modo indissolubile ai desideri. Un segreto che forse potrebbe salvarla ma che i Willoby hanno sempre protetto a qualsiasi costo. Ma qual è il prezzo da pagare per ribaltare le sorti del mondo e liberarlo dallo strapotere della Awen?
Classe 1989, nerd incallita, poliglotta, innamorata delle storie belle e dei personaggi che ti restano nel cuore. Fan delle distopie, fa il tifo per il meteorite che dovrebbe distruggere la Terra, ma nel frattempo spera che l'immaginazione possa essere l'unico strumento in grado di cambiare il mondo.
Probabilmente sarò ripetitiva, ma che posso dire di nuovo, quando ho adorato di nuovo tutto quanto?
Il nostro amato trio ha scoperto il segreto che c'è dietro la Awen, l'ambientazione si è ampliata di molto, ma nonostante ciò la narrazione non è stata dispersiva. Ho trovato il susseguirsi dei loro viaggi abbastanza logico con la situazione che stavano vivendo (poracci, sfido chiunque a sapere da che parte girarsi in quelle condizioni). Solo pochi passaggi, mi sono sembrati prolissi... o meglio, non necessari. Ma anche se ho avuto questa percezione, non sono stati pesanti.
Ho decisamente apprezzato il lieve cambio di registro e di intensità delle scene, sempre nel rispetto del target, ma restando anche coerente con l'evoluzione della protagonista.
A questo giro, mi sono arrabbiata con Tommy. Mannaggia a lui, doveva sparire per mezzo romanzo? Non è una critica, ma un “capriccio” di una che avrebbe voluto vederlo molto di più in scena perché lo ama troppo! Da quando sono state messe tutte le carte in tavola nel primo libro, ho capito la sua scelta finale e sono felice che non si sia smentito.🥹 In compenso, non ho affatto disdegnato la compagnia di Noah, che mi ha davvero sorpresa nella sua evoluzione. Incredibile ma vero, ho apprezzato anche Anne: insopportabile al punto giusto.
Parliamo dei plot twist: geniali. Ben dosati, gestiti al punto da trovarli coerenti ma inaspettatati.
Direi che ho scritto più di quanto mi aspettassi. Per concludere, ribadisco che è una saga valida, soddisfacente, coinvolgente ma non stucchevole e nerdosa (l'appendice è stata molto gradita).
Sempre in alto le spade per il fantasy italiano.⚔️
Ok, siamo sempre nell'ambito della buona letteratura. Non è che siano 3 stelle, è che volevo darne meno del primo. Quindi il voto che ho messo non va considerato come assoluto, ma in relazione al romanzo che lo precede.
Il secondo romanzo della dilogia comincia dove era terminato il primo, e si prende tutto lo spazio che gli serve. Le prime 120 pagine non fanno succedere granché: determinano i rapporti tra i personaggi, e ok, e fissano quello che bisogna fare. Avrei preferito sinceramente che le cose andassero un po' più speditamente. Secondo me vari capitoli di questa prima sezione si potevano raccontare senza grossi problemi.
La parte a New York è ok e poi ritorna l'Awen che conoscevo. Meno male! La parte in Inghilterra si legge tutta d'un fiato. Peccato che abbia altri ordini di problemi.
Non si tratta di problemi sostanziali, perché poi la lettura me la sono goduta e mi sono persino emozionato in alcuni punti, il che significa che questi problemi nel complesso hanno un peso specifico limitato, ma esistono e un po' infastidiscono.
La psicologia di Hart è pasticciata. In teoria è vittima del potere di Eugene, che non si capisce come funzioni, eppure tutti danno per scontato che agisca di propria volontà. Prima è cattivo, poi si pente, poi è di nuovo cattivo, poi sta morendo e quindi si pente. Paraculaggine? Schizofrenia? Non lo sapremo mai.
Emblematico che, dopo aver dato almeno l'impressione di voler tornare sui propri passi mostrando ai protagonisti la sua storia, cosa che poteva non fare se non voleva, scelga di interpretare a caso il desiderio di Noah e di uccidere tutti. Quindi fingeva? Oppure ha avuto un ripensamento? In entrambi i casi qualcosa scricchiola.
Il desiderio è espresso malissimo, e non ha molto senso perché Noah dovrebbe sapere come esprimere un desiderio, ma comunque è proprio a caso come lo reinterpreta. Decide che vuole uccidere tutti e fine.
Tra l'altro, se Hart può mettere blocchi mentali alla gente come fa con Anne, potrebbe metterli, che ne so, anche ai protagonisti? Perché non lo fa? Perché li lascia lì a guardare?
Anche la psicologia di Anne non è molto ben gestita. Anche lei appare schizofrenica, e il blocco non basta a spiegarlo. Anne è una donna severissima e tutta d'un pezzo che di fronte a Hart si scioglie come un ghiacciolo conficcato nella sabbia di Ostia il 15 di agosto. Anche i personaggi se ne accorgono, ma non è questo basta a non renderlo una contraddizione.
Inoltre lo stile secondo me peggiora. La passione per le metafore rende complicate frasi che dovrebbero essere semplicissime, e perciò la lettura non è sempre fluida.
Il romanzo è breve, quindi l'ho letto in tre giorni, e non mi ha annoiato mai. La seconda metà è incalzante e gli eventi hanno, a parte quello che ho già detto, sempre senso. Mi è piaciuto come è stato usato Teodoro Sarlo, mi è piaciuto lo sviluppo dei protagonisti e mi è piaciuto il finale, che mi ha fatto sentire davvero un po' di nostalgia all'idea di abbandonare Tea, Tommy e Noah. Quindi bene. Leggerò sicuramente altro di Arianna Rosa.
Avrei voluto tantissimo leggere questa dilogia in adolescenza, sono sicura l'avrei amata. È un libro molto fresco, divertente ma assolutamente non vuoto.
✅Consiglio fortemente se vi intriga l'idea di un futuro distopico dove tutto gira intorno a queste macchine dei desideri ❌ Sconsiglio se siete allergici agli YA. (No davvero, non è proprio per voi)
Mi trovo un po' in difficoltà nello scrivere questa recensione... Il primo volume di questa dilogia mi era piaciuto molto, ma purtroppo questo secondo volume mi ha convinta di meno.
La cosa che mi ha disturbata maggiormente è stato il cambio brusco di genere: il primo era più vicino alla fantascienza, mentre in questo secondo sfociamo abbondantemente nel fantasy. Potenzialmente questo sviluppo poteva essere interessante e un elemento di originalità, ma a me non è piaciuto particolarmente.
L'altra cosa che non mi è piaciuta è stata Antea. Nel primo volume il suo personaggio era stato un grande punto di forza: mi era sembrata una rappresentazione realistica di una persona che ha pregi e difetti, l'avevo sentita vicina a me. In questo secondo volume, invece, mi dispiace ma è diventata insopportabile. Ho trovato molto più ingombrante il suo monologo interiore e dopo un po' mi ha stufata. Poi c'è da dire che, in generale, nel primo l'azione era bilanciata meglio con i momenti introspettivi, qui invece l'azione è stata parecchio sacrificata. Avrei preferito che la narrazione si soffermasse maggiormente sulle peripezie dei nostri personaggi (che a mio avviso era la parte più interessante) e meno su quello che pensava Antea.
Cose che invece ho apprezzato molto sono sicuramente il messaggio (che forse è l'unico elemento vicino alla distopia che si mantiene in questo secondo volume), e il personaggio di Tommaso, che però in questo secondo volume è stato notevolmente sacrificato.
Il finale mi ha abbastanza soddisfatta, mi è anche scesa una lacrimuccia. Mi rimane un po' l'amaro in bocca per come si è sviluppato il tutto in questo secondo volume, ma comunque sento un certo affetto per questa storia e per questi personaggi.
Nel complesso Awen è una dilogia carina che consiglio soprattutto a chi ama i colpi di scena imprevisti, ma che apprezza anche i fantasy in cui emerge di più la dimensione psicologica. Non mi sento di consigliarla invece a chi ama i distopici perché questo secondo libro non lo è.
È bellissimo! Rispetto al primo c’è un ulteriore salto di qualità e arrivati in fondo verserete una lacrimuccia siete avvisati! Tutte le aspettative del primo vengono mantenute se non superate e lo consiglio tantissimo sia che vi piaccia la fantascienza sia che vi piaccia il fantasy!
Ho aspettato a fare un commento a questa dilogia di leggerli entrambi, anche se alla fine la mia opinione non è cambiata, e cioé che lo devo giudicare in due parti, una fatta bene e una che avrebbe potuto essere fatta meglio.
La parte fatta bene è quella che riguarda i personaggi e le loro relazioni. Io sono debole per le storie di amicizia/found family e qui mi è piaciuta, anzi vi dico avrei preferito che tra Noah e Antea non ci fosse la storia romantica (cmq accettabile perché ho trovato che pur avendo un po' il trope bad boy/crocerossina sia stato rigirato meglio) ma in generale il rapporto che loro due hanno con Tommaso funziona e mi ha convinto. Nella trama ci sono determinate esagerazioni che mi sono fatta andare bene per amore di seguire la vicenda di questi tre qui, la cui conclusione è assolutamente soddisfacente. Quindi, se volete una storia carina con una found family potrebbe fare al caso vostro.
Lato wordlbuilding, invece, è dove iniziano i problemi. La prima, ve lo dico, è ad assoluto gusto personale, quindi potreste anche decidere che per voi va bene, ma questo è un libro che parte come fantascientifico e finisce a essere un urban fantasy puro. A me non ha convinto perché ho dovuto prendere la decisione di fidarmi della premessa del libro per come è stata impostata mentre invece è a uso e consumo del colpo di scena finale, che però proprio per questa ragione non mi ha entusiasmato. Fossero stati degli alieni, tanto tanto, almeno saremmo stati più nell'ambito fantascienza, così a me non ha convinto particolarmente. Ma la cosa che mi è dispiaciuta di più è proprio l'intero worldbuilding in generale, perché parte da una premessa molto interessante e decide anche di metterci dentro delle questioni politiche (cosa che io personalmente adoro, nei fantascientifici) ma più mi sono immersa nel mondo più mi è sembrato finto, artificiale solo per rendere un po' più patinata la trama. Alcune cose mi sono sembrate proprio buttate lì, altre andavano decisamente spiegate meglio per essere credibili. Per dire, il sistema sanitario italiano è già al collasso adesso, è già pieno di gente che ha gli appuntamenti spostati per mancanza di medici, se questo aspetto è stato esacerbato dalla presenza della Awen mi devi mostare come e perché - posso supporlo, ma non ho trovato interessante doverlo fare quando poi quello che viene mostrato riguardo ai desideri appare diverso. Non sto a dire tutte le domande che mi sono venute alla mente, dico solo che mi sono anche un po' stufata delle storie che mettono sullo stesso piano la violenza di opressori e oppressi (per gli opressi fare i bravini e attendere di essere accettati non funziona mai nella vita, ci sono milioni di vicende storiche a provarlo). Quindi se cercate un libro con un worldbuilding fantapolitico, lasciate perdere.
Faccio solo un'ultima nota sullo stile, giusto per darvi un'idea in più. A me questo tipo di stile non piace particolarmente, ma nel primo libro, complice anche il fatto che mi fossi molto interessata alle vicende dei tre personaggi (ehi, è un'heist, letteramente quello che chiedo) non mi ha dato alcun tipo di problema. Nel secondo, non so perché, sono iniziate a comparire un numero spropositato di metafore e similitudini, soprattutto per descrivere i sentimenti della protagonista. Credo che nell'idea originale dovessero essere originali e d'impatto ma io le ho trovate esagerate ed eccessive, tra papille gustative che fanno ole assieme a sbandieratori e dolore da fratture paragonato a pianti di neonati. Per fortuna a parte i primi due capitoli dove ce n'è una ogni riga, dopo vengono diluite e non mi hanno dato così tanto fastidio, ma mi è dispiaciuto vedere uno stile buono evolversi verso l'eccesso. Però magari a voi piacciono o non vi danno così fastidio come a me, diciamo che nei capitoli topici non ha danneggiato la narrativa, quindi non è comunque oltre una soglia di sopportazione.
Dopo aver letto il primo romanzo di Awen, non avevo dubbi che mi sarei trovata davanti a un secondo libro assolutamente degno del suo predecessore. Eppure, se possibile, questo romanzo ha superato le mie aspettative. Solitamente riesco a prevedere trame, intrecci e situazioni ma in questo libro Arianna Rosa ha spazzato via tutte le mie certezze e con esse le soluzioni semplici e le illusioni confortanti.
Dopo aver terminato il romanzo, non so perché ma istintivamente ho ripensato alla vicenda del Mago di Oz. Sì, so che questo paragone è estremo, ma i tre protagonisti viaggiano con il loro desiderio in tasca su una strada accidentata, che non concede a quelli come loro nemmeno il privilegio di sognare. La critica alla società moderna si fa ancora più feroce: l'autrice non ha paura di mostrare la violenza di chi desidera solo prevaricare, ma anche aspetti più grigi eppure altrettanto discutibili. La mancanza di empatia, l'utilizzo dell'informazione per dirottare l'opinione pubblica, il classismo: sono tutti temi che vengono toccati e che hanno sempre impattato direttamente sulla vita di Antea, Tommaso e Noah.
Se nel primo libro i tre hanno allungato la mano per reclamare la loro fetta di torta, in questo secondo libro ciò che viene chiesto ai protagonisti è proprio di pagare il prezzo delle loro scelte. A che cosa sono disposti a rinunciare per liberarsi delle loro zavorre e ricominciare una vita a condizioni più eque? Qui arriva per i tre il momento di confrontarsi con la loro metà oscura: per uscire vittoriosi da questa lotta, bisogna toccare il fondo. Mettersi in gioco è l'unico modo per guardarsi allo specchio e sconfiggere il primo, più grande nemico di ogni nobile intento e iniziativa, di ogni atto che richiede un costo da pagare e un rischio da correre: noi stessi. E così torniamo al Mago di Oz, dove infine ognuno di loro riconosce di aver sempre avuto le possibilità per andare avanti: il coraggio, il cuore, il cervello. Non serviva una formula magica ma fiducia in sé stessi, l'occasione di mettersi alla prova e degli ottimi compagni di viaggio in cui confidare.
La fiducia è uno dei temi portanti di questo libro, fiducia che viene data, persa, riguadagnata. Fidarsi non è un atto di debolezza, bensì di grande coraggio. Non va confusa con l'ingenuità, e nemmeno con l'opportunismo di chi dà soltanto per ricevere qualcosa in cambio. I personaggi secondari in questo vengono usati con maestria, per rappresentare le sfaccettature dell'animo umano senza dare facili giudizi morali: troppo spesso la strada che porta all'inferno è lastricata di buone intenzioni.
Alla fine di questa lettura, ci si chiede inevitabilmente: realizzare i nostri desideri, porterà alla felicità? L'autrice non è così ingenua da risponderci che possiamo fare a meno di volere il meglio per noi, che esistono condizioni oggettive di miglioramento. Eppure, possiamo arrivare alla soluzione tramite strade che non avevamo nemmeno pensato. Non c'è nessuna formula magica: bisogna soltanto avere fiducia. E continuare a combattere.
Questa recensione è stata un piccolo parto perché quando i libri mi piacciono in questo modo particolare faccio davvero fatica a trovare le parole per parlarne.
DISCLAIMER! Se non avete letto #AWEN - Esprimi il tuo desiderio andate a leggerlo! Non solo perché è bello bellissimo, ma anche perché qui potrebbe esserci qualche spoiler, anche se cercherò in tutti i modi di evitarli.
Quando ho finito AWEN mi sono sentita come se avessi dovuto salutare dei cari amici per un tempo indeterminato e ora, finalmente, con AWEN - Il costo dei desideri ho potuto rincontrarli! E che gioia è stata!
Avevamo lasciato il nostro trio un po' incrinato e così lo ritroviamo, con queste piccole crepe che nel silenzio si allargano tanto da minacciare lo sgretolamento, e ho adorato vedere come il rapporto tra Noah e Antea, in mezzo a tutto il trambusto che hanno intorno, riesca a rinsaldarsi lentamente e in modo meraviglioso. Per quanto riguarda Tommy... ho passato tre quarti di libro ad essere arrabbiata con lui, ma non posso dirvi il perché
Arianna Rosa ha una penna magica, riesce a farmi entrare dentro il libro che mi risucchia nella spirale degli eventi, riesco a sentire la rabbia di Noah, l'ansia, le paranoie, persino la stanchezza, di Anthea, mi affeziono a Futaba in poche righe.
La natura della Macchina dei Desideri è stata una svolta inaspettata, ero pronta agli alieni ma non a quello che mi sono ritrovata davanti. E parliamoci chiaro: l'ho adorato, è proprio il genere di cose di cui mi piace leggere, che per me non sono mai abbastanza.
Avrei voluto più Livs in questa storia, conoscerlo meglio, sapere di più di quello che gli succede, come si sente... sì, anche delle persone che erano con lui, ma più di tutti di Livs! (Arianna, è possibile avere un prequel su Livs? Mi accontenterei anche di un racconto, un volantino, un foglio volante, un tovagliolino da bar, qualsiasi cosa, ti prego! Ne sento la necessità!!!)
Per altre recensioni venite a trovarmi sul mio profilo Instagram @recensioniburde vi aspetto!💙
Il primo libro di Awen di @ariannarosa23 è un mix frizzante di The Boys, con la Vought Tower e una multinazionale basata sulle apparenze e reality show, e Ready Player One con le simulazioni su Xxiandai.
Il secondo prende una piega inaspettata con l'inserimento di creature sovrannaturali e una tematica ecologista molto più presente, ma riesce a gestirla in maniera molto originale, dare contemporaneamente spazio all'evoluzione dei personaggi e contemporaneamente utilizzare antagonisti molto cruenti senza per questo scadere mai nel banale. Anzi! All'inizio ero spaventata dalla presenza della Yakuza (brutte esperienze con pecionate che coinvolgono la mafia totalmente a caso), invece si è rivelata determinante per il percorso di evoluzione di Noah, la sua catarsi e l'approfondimento dei suoi traumi.
Come nel primo libro, Antea è un personaggio che ti colpisce per la sua determinazione, la sua forza interiore che la trascina in avanti nonostante tutto il mondo e perfino il suo corpo le rema contro. Non trovo spesso personaggi in cui mi rivedo così tanto, che si sentono schiacciati e qualche volta crollano sotto il peso delle difficoltà. I momenti in cui Tommaso e Noah la sostengono sono tra le cose più tenere che abbia mai letto ❤️
Ecco, su Tommaso mi dispiace che abbia uno spazio ridotto rispetto agli altri due, anche se riesce a completare il suo arco in una maniera molto profonda.
Per finire ho ADORATO fare la caccia al tesoro di citazioni (Quella all'Uomo Bicentenario mi ha quasi commosso) che però non risultano mai fastidiose, ma anzi si amalgamano benissimo a tutto il resto, con uno stile pulito e a tratti più frizzante.
Grazie a chi mi ha spammato ovunque questa dilogia!
Parto da un presupposto che forse sarò strano: Arianna, vendi i diritti di Awen a una casa di produzione giapponese e fanne fare un anime/manga.
Detto ciò. Un degno seguito del primo volume? Sì, ma si poteva dare una cosina in più. Partiamo dalle tre cose che secondo me potevano essere fatte diversamente: 1. Futaba. Troppo interessante per funzionare solo da token narrativo. Ne volevo di più, volevo vederla interagire con Tommaso, rivolevo vedere la sua gattina. Peccato, un personaggio non dico sprecato, ma utilizzato troppo velocemente. 2. Le creature dei desideri sono un po' troppo vaghe. Anche lì, avrei voluto un flusso di pensiero in meno di Antea e due dettagli in più sul worldbuilding delle creature. Mi sono rimaste troppo sullo sfondo. 3. Visto che Hart è un classico personaggio da manga (e lo dico nel senso più positivo del termine) cioè il buono che commette un errore fatale per colpa di una debolezza umana e si redime con un grande gesto di sacrificio (molto giapponese), io avrei voluto vederlo confrontarsi con Eugene. Ma veramente. Eugene non ha pagato veramente il suo essere un avido manipolatore e questo mi secca, personalmente. Ma come disse Furio Zóccano, la perfezione compete solo a Dio, quindi Il costo dei Desideri resta un seguito ottimo del bel primo libro. La scrittura è migliorata, Antea resta il personaggio più riuscito, a mio parere, non banale e relatable il 99% delle volte. Ryohei è il bassista carismatico. Il Sirio. Il Levi Ackerman. Il Kaeya. Tsunderino tragico soft only for her. Mi è piaciuta la sua crescita. Tommaso resta il buddy simpatico, con un papà ancora più simpatico. Carina e onestamente shipposa la sua relazione con Livs. Anne grazie per averci provato, non mi sei entrata nel cuore. L'idea della narrazione è ancora affascinante, e il worldbuilding è molto molto acchiappone.
Una chicca per nerd che consiglio.
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Stupendo!! Questo secondo volume è ancora più magnifico del primo 😍😍😍 Personaggi secondari bellissimi e molto originali che hanno una storia molto toccante (un capitolo del libro è dedicato solo a quello e devo dire che mi ha colpito un sacco e non solo perché ambientato in Irlanda che io amo). Un libro pieno di cliffhanger che non si riesce a posarlo (io per prima che alle 2 di notte non riuscivo a metterlo giù perché dovevo sempre sapere come andava avanti). Riconfermo la mia crush per Noah che anzi è diventata ancora più grande ❤️ Vi prego, leggetelo e recuperate questa duologia perché merita un sacco!
Sono colpevole di procrastinazione, okay l'ho ammesso...non so come scrivere questa recensione.
Se seguissi il mio cuore riprenderei in mano il primo volume e rileggerei al volo questa fantastica dilogia, non sarà perfetta ma a me è entrata nel cuore. Mi consolo pensando che è solo l'opera prima dell'autrice, e che esordio!, prima o poi leggerò altre sue storie.
E ci mancherebbe ancora🙈🥺 'Il trio delle meraviglie' ne ha passate di tutti i colori in questi due volumi, un po' di pace e tranquillità a 'sti poveri cristi!
Questo secondo volume inizia esattamente dove il primo si è concluso e la narrazione parte subito a razzo, già nelle prime 100 pagine si apre la parte fantasy di questa serie: la distopia prende una piega fantasiosa che ho apprezzato, inizialmente sono rimasta un po' destabilizzata ma la spiegazione fornita mi ha convinta.
Lo sviluppo e la crescita dei personaggi è perfettamente visibile, mamma mia Tommy mi ha reso molto orgogliosa, all'epilogo troverete dei protagonisti molto più maturi e decisi; le new entri di questo secondo capitolo sono tutti esseri molto speciali (che vanno tutelati e protetti, Arianna ti passo anche tu-sai-chi) nonostante siano comparsi poco mi sono affezionata lo stesso.
Inutile dire che per me sia un titolo da 5✨️, dopo tutto questo zucchero ve lo aspettavate no? Ahimè non posso dire di più, sennò mi partono gli spoiler a go go, vi consiglio caldamente di mettere mano al portafoglio e di acquistare questa dilogia distopica tutta nostrana; Arianna è una personcina fantastica che merita di essere conosciuta molto di più. Ma siete ancora qui a leggere questa recensione?! Tutti sul sito della Acherons, su suu!!
Smaniavo per leggere il seguito di Awen e, per fortuna, Arianna non ci ha fatto attendere eoni per conoscere la seconda parte delle vicende del trio delle meraviglie, Antea, Noah e Tommy ✨
Già avevo fatto fatica a staccarmi dalla lettura nel corso del primo volume, ma questo si divora proprio. Lo stile è fluidissimo e immersivo, sia nelle sequenze riflessive, sia nelle descrittive e nelle scene d’azione. La scrittura di Arianna tiene incollati alle pagine e ci fa proprio vivere la storia e camminare assieme ai protagonisti. Ad esempio per le strade di New York mi sono sentita quasi asfissiata, proprio come Antea, dalla cartellonistica digitale, tridimensionale e multisensoriale 😱
Poi, questa seconda parte mi ha colpito particolarmente (già dalla presentazione tenutasi al Salone del Libro) perché si focalizza su un tema a me molto caro. Pensavo che avrebbe mantenuto una linea fantascientifica e futuristica e, non fraintendetemi, questi elementi sono ancora molto presenti. Non mi sarei mai aspettata, però, che la macchina dei desideri potesse rappresentare il tipo di spiritualità che, personalmente, sento più affine. Mi aspettavo di trovare molta più Yakuza, invece ho trovato shintoismo e un folklore dai tratti celtici ✨
I personaggi si confermano ultra mega caratterizzati, a partire (ovviamente) da Tommy, che farà penare non poco tutte le sue fan, a Noah, che deve trovare un equilibrio tra le due parti che compongono il suo essere, passando per Antea, capace di sfoderare una perseveranza e una forza di volontà che travalicano i limiti che il suo corpo cerca di imporle . E quanto imparano l’uno dall’altro questi personaggi… vorrei tanto che esistessero davvero per poterli abbracciare, ma prima prenderli a sberle, come farebbe Antea (sempre una di noi ❤️).
➡️ Anche i nuovi personaggi, Livs e Hart, entrano nel cuore e suscitano un’empatia profonda. La loro storia mi ha asfaltata emotivamente, del tutto riconducibile a fatti reali.
E Arianna è stata bravissima ad amalgamare questo passato con il presente dei personaggi. Conosceremo finalmente di persona anche Anne Willoby e non sarà proprio come ve la aspettavate 👀
I plot twist sono gestiti alla grande e vi faranno mancare qualche battito, ma tutto nella norma 🫠 E sappiate che anche qui sono presenti tante citazioni favolose ✨
Una dilogia che merita assolutamente di essere letta e che vedrei benissimo in una trasposizione cinematografica, i presupposti ci sono tutti!!
Tommy, nonostante l’entrata in scena dei nuovi personaggi, il mio prefe sei sempre tu ❤️
Vi dirò, ultimamente mi sale un po' di orticaria quando si parla di serie: il pensiero di impegnarmi in qualcosa che consista in più di un libro mi sbatte a terra la voglia di leggere, anche se si parla di duologie. Ovviamente esistono le eccezioni. E che eccezioni.
Avevamo lasciato Antea, Noah e Tommaso in una situazione piuttosto cupa, dove verità nascoste erano venute a galla e avevano messo in crisi il nostro trio. Le cose non fanno che peggiorare, ma nel miglior modo possibile - è possibile? Con Arianna Rosa sì.
La difficoltà nel mantenere alta l'attenzione e la coerenza da un volume all'altro è lo spauracchio di chiunque scriva, eppure l'autrice riesce in entrambe le cose in maniera ottima. Che si parli di trama o di evoluzione dei personaggi, il filo conduttore fra il 1° e il 2° libro è indistruttibile e solido.
Della trama non posso parlare causa spoilers, ma sappiate che c'è solo una parola per definirla: adrenalinica. Forse a tratti fin troppo, sfociando quasi in una lieve confusione, ma mai da risultare spiacevole.
Sappiate solo che si viaggia in lungo e in largo, fino a finire in uno dei posti più suggestivi d'Europa, imo - l'Inghilterra, dove troviamo nuovi personaggi accattivanti lungo la via verso la verità. Unica nota dolente: una rep lgbtqai+ sfuma in una fine probabilmente evitabile.
E poi ci sono loro: la found family, la famiglia di cui Antea ha sempre avuto bisogno, di cui Noah e Tommaso hanno sempre avuto bisogno e che trovano l'una negli altri. Ci sono momenti, anche solo piccoli accenni, che sono pura dolcezza ed è soprattutto qui che traspare l'amore dell'autrice per questi personaggi.
Ho letto da qualche parte una frase, che parafrasando più o meno recitava: "Siamo brave persone, e ci meritiamo la felicità." Nessuna frase sarà mai più azzeccata per Antea, Noah e Tommaso.
È un libro pieno zeppo di citazioni pop e omaggi a grandi personaggi letterari e del gaming world, perciò concludo con una frase che credo riassuma il tono e la forza di questo romanzo conclusivo:
"Nothing can devour me I shout out with ferocity" (Black Swan, BTS)
Non vado più matta per le serie, ma probabilmente proprio per questo quando ne leggo una è perché si tratta di un prodotto veramente valido. Leggete AWEN.
In questo libro a mio parere c'è stato un ulteriore salto di qualità. Questo libro è la prova che se si costruisce un buon worldbuilding e lo si sa ampliare a dovere, se si creano delle leggi e le si rispetta, insomma se la trama prosegue in maniera esponenziale senza mai contraddirsi, viene fuori un bellissimo lavoro. I dettagli sono curati, i personaggi evolvono, le situazioni si complicano. La trama orizzontale è stata sviluppata con cognizione di causa, non procedendo a tentoni.
Ho amato com’è stata gestita la lontananza tra il gruppo di Antea/Noah e Tommaso/Livs, capisco il motivo dell’allontanamento e della frammentazione della “squadra fortissimi” e l’ho apprezzato particolarmente, anche perché mi ha aiutata ad apprezzare ancora di più l’evoluzione del personaggio di Noah (e rinnovo all’autrice l’invito a girarmi i suoi contatti, se mai dovesse incontrarlo: ci terrei molto ad averlo come amico. E sottolineo amico). Quindi diciamo che la tattica dell'autrice di frammentare la narrazione per far dimenticare alle fan l'esistenza di Tommy con me ha più o meno funzionato. Il personaggio di Livs è comparso poco ma è stato molto efficace, e l’evoluzione sia di Antea che di Tommaso mi ha fatto sciogliere il cuore. In fondo alla mia anima continuo a sostenere la ship tra Tommy e Livs, so che è una cosa molto comune a tutti i lettori. Ho amato anche il percorso di crescita di Tommy, il suo viaggio per ricucire i rapporti con la sua "found family" ma anche con la sua vera famiglia, con suo padre, tramite Livs che gli aprirà gli occhi sulle cose che sono davvero importanti (nonostante il suo punto, il fatto che la gente si sofferma sul suo aspetto e non su quello che c'è oltre come hanno fatto invece Noah e Tea, avesse pienamente senso e lui avesse ragione a essere arrabbiato).
Da ultimo le tematiche trattate, dall’ambientalismo alla tematica della verità, alla quale si può accedere solo tramite un sacrificio o comunque alla “rinuncia” di qualcosa, hanno reso la lettura molto piacevole.
Quale miglior giorno di fare uscire la recensione di un libro se non in quello in cui è finalmente disponibile al pubblico?
Non sarò mai grata abbastanza al SalTo 23 e a Acheron per avermi dato l'opportunità di recuperare questo titolo che bramavo da mesi in anteprima!
Ovviamente dopo averlo comprato ho subito iniziato a leggerlo e per me è il miglior libro di maggio (e forse chissà, pure dell'anno 👀).
Finalmente un'autrice Arianna Rosa - che ho avuto l'onore di conoscere di persona e di stritolare per ben 3 giorni consecutivi - che rispetta la sua idea iniziale e decide di non allungare il brodo di quella che è certamente una saga di successo con altri volumi che lei non ha pianificato fin dall'inizio.
Una dilogia era e una dilogia rimane! Arianna santa subito e meritevole del paradiso del jpop e dei nerd 🎉
Il romanzo ricomincia esattamente dove il finale cliffhanger del primo aveva mollato la lettrice disperata (che sarei io); il trio dei protagonisti affronta le conseguenze del primo e si inerpica verso una serie di avventure che porterà a un finale bellissimo che mi ha commossa fino alle lacrime e mi ha fatto abbracciare forte il volume al termine (si sono sentimentale).
Qui si assiste, poi, a una decisa accelerata sul lato fantasy - mentre nel primo era tutto più fantascientifico e distopico - che non potevo non apprezzare.
Antea si conferma la protagonista umana per eccellenza, piena di luci e ombre, di debolezze e forze; Noah ha finalmente fatto breccia nel mio cuore e ho amato il suo arco narrativo.
Le new entries sono dei gran personaggioni (Livs, Anne, Hart, Futaba) che son stata molto felice di conoscere e che ho apprezzato molto!
Unica pecca? Io mio amato compare molto poco ma, dopo un po' di rivelazioni che mi ha fatto Arianna in DM, meglio poco che ... 😜
E tu l'hai letto? Sei come me sotto un hyperloop per questa filovia tutta italiana?
🗣 «Tu non sai niente di me. Niente. Possono aver modificato la storia o eliminato un continente intero dal mappamondo, per quanto mi riguarda. Non mi impedirà di ottenere ciò che voglio e andarmene per la mia strada. Da solo. Senza parassiti tra i piedi.»
🚨 avvertenze !! questa recensione potrebbe contenere spoiler di awen 1, non continuare a leggere :)) 🪴 se con il primo awen ci siamo ritrovati in piena distopia, il secondo libro della dilogia ci parla invece del lato fantasy che essa assume. dopo aver scoperto che la macchina dei desideri non è una macchina o un computer ma un essere vivente, la vita di antea, noah e tommaso cambia una seconda volta. la reazione a tale scoperta è diversa per tutti e tre, cosa che li porterà a dividersi quasi subito e prendere strade diverse. ma ce la faranno ad aiutare livs, il ragazzo che realizza desideri, e il suo popolo ad uscire dal giogo della awen? 🪴 la scrittura di arianna è cresciuta, cosa che ho notato in particolar modo a causa del breve tempo passato nella lettura del primo e del secondo libro. quest’ultimo, infatti, affronta con prepotenza il messaggio che l’autrice vuole lasciare: la salvaguardia della natura. elemento incarnato principalmente in hart, personaggio che mi ha completamente sorpreso in positivo. le mie aspettative sui personaggi nuovi sono state completamente superate, grazie alla sorpresa e ai colpi di scena che funzionano perfettamente nella narrazione. le ultime cento pagine sono da leggere tutte insieme proprio per questa ragione, non ti lasciano respirare un secondo e ti tengono incollatə alle pagine. 🪴 come per awen 1, anche il secondo scorre che è una meraviglia: i personaggi principale e che abbiamo imparato a conoscere si evolvono sempre di più per diventare una vera e propria famiglia, imparando a comunicare e conoscere pregi e difetti di ciascuno. la presenza di livs secondo me li ha aiutati molto in questo, cosa che trovo molto azzeccata visto che la natura -alla fine- ci legherà sempre e comunque in quanto parti di essa. una dilogia da non perdere, il cui messaggio arriva ben dritto nel cuore, e che volentieri rileggerei per trovare un posto sicuro.
💫 Siamo tornati a Roma, nel 2038, nel mondo monopolizzato dai desideri della Awen e da Antea, Noah e Tommaso, che non sono proprio nella più grande situazione possibile. Anzi, si può dire che sono un po' nella 💩, sia perché la realtà è quella che è, sia perché segreti e bugie hanno incrinato il loro legame. La storia riprende esattamente dal punto in cui è finito il primo libro, e continua in maniera coerente fino all'ultimo punto.
💫 Le novità di questo secondo volume sono molteplici. Innanzitutto, le ambientazioni. Se nel primo la storia si è svolta principalmente in una bellissima Roma futuristica (che non manca neanche qui, state tranquilli), ora i nostri protagonisti viaggiano ed esplorano altre realtà del loro mondo, che alla fine è il nostro, ma con quelle piccole modifiche che rendono ogni posto visitato dai personaggi conosciuto e ignoto allo stesso tempo, riconoscibile eppure totalmente diverso.
💫 Anche l'arco di trasformazione dei personaggi in questo volume fa il botto. Vediamo Antea acquisire sempre più fiducia in sé stessa, mentre Tommaso inizia a capire ciò a cui tiene di più. Ma sicuramente il percorso che mi ha affascinato di più è quello di Noah, alle prese con i suoi demoni interiori e la sua voglia di cambiare.
💫 Inoltre, la trama di questo secondo volume ci porta all'aggiunta di alcuni elementi prettamente fantastici che ci mettono di fronte a un nuovo conflitto: accanto al futuro, all'innovazione, alla tecnologia, ci vengono presentati la natura più pura, il folklore, il mistico. Il futuro si contrappone a una magia senza tempo e la fantascienza si amalgama al fantasy "classico". Fantasy che, però, è legato a doppio filo con ciò che ora già stiamo vivendo, rendendo anche gli elementi più incredibili lo specchio di una realtà fin troppo vicina.
Cercherò di non farvi spoiler, ma vi paragonerò primo e secondo volume, così da dirvi, senza dirvi ahah. Ho avuto modo di leggere questa dilogia con il mio GDL, con annessi scleri e risate. Arianna rimane una di quelle autrici di cui leggerei anche la lista della spesa! Se il primo volume ci veniva presentato come un distopico, questo secondo volume si rivela essere un fantasy coi fiocchi. Siamo passati da Anthea che ha iniziato a lavorare alla Awen e al suo trio sgangherato per rubare la macchina, alla disgregazione del gruppo per attriti e segreti, al viaggio in diverse parti del mondo alla ricerca di una persona, fino all’arrivo del colpo di scena finale. Se nel primo libro tutta la narrazione era dilatata in diversi mesi, in questo ci ritroviamo a correre insieme ai protagonisti, con tutta l’attenzione concentrata in pochi giorni. Insomma, se non avete il fiatone alla fine del libro, è evidente che non lo avete letto! Ho apprezzato moltissimo una scelta che ha fatto Arianna. Come detto, il gruppo per motivi X si è sciolto, e il POV è sempre e soltanto quello della nostra Anthea. Ma quindi come ha fatto ad andare avanti la narrazione degli altri personaggi? Beh, non vi dirò il “come”, ma posso dirvi che è stato meraviglioso!
Fin dal primo romanzo questa saga aveva tutte le carte in regola per farmi schifo, anche perché non amo le distopie, specie se young adult. Eppure il primo volume ha stravolto le mie aspettative, soprattutto per lo sconvolgente plot twist finale.
Pensavo che dopo aver capito il segreto della Awen il mio interesse per la storia sarebbe calato, e forse per qualche capitolo dal ritmo più "contenuto" è stato così.
E invece l'autrice mi ha fregato per la seconda volta, perché i plot twist non erano per nulla finiti, così come la tensione e le azioni rocambolesche da perfetta spy story, il worldbuilding di questo futuro prossimo viene espanso anche oltre i confini italiani, i rapporti tra i protagonisti vengono ancora più esplorati e messi alla prova (Tommaso si conferma anche qui il mio personaggio preferito, nonostante purtroppo compaia di meno in questo volume, ma ha i suoi buoni motivi per farlo.)
Insomma, bravona Arianna perché far piacere questo genere di narrativa a chi già apprezza è una cosa, ma sorprendere i detrattori come me (e molti altri che con Awen hanno avuto la mia stessa esperienza) non era affatto semplice. Chapeau!
Secondo e ultimo libro della dilogia esordio dell’autrice. La trama fila e raggiunge la sua conclusione coerente e soddisfacente e i rimandi nerd un poco postmoderni e pop che ho trovato mi hanno divertito molto. Mi piace anche molto il tema della found family. Altro meglio non dire perché ogni cosa rischia di essere uno spoiler colossale. Diciamolo, questa duologia si basa su una delle idee più intriganti che io abbia mai trovato nell'Urban fantasy e, anche se a metà del primo libro avevo capito cosa si nascondeva dietro a tutto, trovare conferme e allo stesso tempo rendermi conto che in realtà c'era molto di più è stato davvero appagante. Per quanto riguarda la scrittura, Arianna Rosa usa sequenze riflessive lunghe e corpose che per me sono a volte un po' ostiche da digerire, non ho amato particolarmente la protagonista però ci ho trovato dentro anche del coraggio e un po' di voglia di osare: creare una protagonista che si lamenta e insicura di sé si sa che è un grosso rischio, ma l'autrice non ha mollato e l'ha condotta nel suo arco di trasformazione fino in fondo. Leggerò con molto piacere le altre storie che nasceranno da questa bella penna!
Premessa: di solito non leggo young adult. E non per snobbismo, sia chiaro, ma semplicemente perché non mi attirano. Il primo volume di questa mini-saga, invece, mi ha imprevedibilmente incuriosita, ed è riuscito ad appassionarmi al punto da indurmi a leggere anche questo secondo volume. E, fatto ancora più insolito, il secondo volume mi è piaciuto anche più del primo!
La trama si infittisce, l'elemento fantasy fa la sua prepotente apparizione in scena e i toni sono molto più cupi: la ricetta del romanzo perfetto! Particolarmente apprezzabile, secondo me, la scrittura dei personaggi. Ognuno ha una propria personalità e una coerenza interna che non mi aspettavo di trovare in un romanzo di questo genere (ok, forse un po' di snobismo ce l'ho...)
Ci starebbe benissimo un terzo libro, ambientato magari vent'anni dopo, per scoprire come si è evoluta la situazione dopo questo emozionante epilogo...
Un libro ben scritto e degna conclusione del volume precedente. Il finale è convincente e lo sviluppo della storia niente affatto scontato. Non do 5 stelle solo per alcuni motivi, risibili tutto sommato, ma che avrebbero migliorato la mia esperienza di lettura. 1. La storia non è semplicissima perciò trattandosi di un volume 2 sarebbe stato meglio mettere un bel riassunto del volume precedente in apertura libro, specie considerando che i libri di una dilogia si leggono anche a distanza di mesi. 2. La trama amorosa fra Antea e Noah poteva essere sviluppata meglio, ok non è la storia d'amore il fulcro di questo romanzo, ma le scene di tenerezza e la scena intima fra i due mi hanno lasciata abbastanza indifferente. 3. L'epilogo poteva e doveva essere un pochino più lungo, non capisco benissimo che tipo di mondo avremo dopo gli eventi del finale, andava illustrato meglio. Ciononostante è e resta un ottimo romanzo e che consiglio agli amanti del genere fantascienza.
La storia inizia nel punto in cui si era interrotto il primo volume, con quel cliffhanger pazzesco. In questo secondo volume l'elemento fantasy è molto più forte, ma ben amalgamato con il worldbuiling distopico e sci-fi che rende il tutto più inquietante e realistico. Il cast si amplia e regala sorprese, così come i luoghi d'ambientazione. Come per il primo capitolo, anche qui i personaggi, con le loro emozioni e fragilità, sono il punto chiave. Lo stile narrativo è buono e scorrevole, la storia si conferma emozionante, ricca di colpi di scena e citazioni nerd. E di azione, che è sempre cosa buona e giusta.
Un gradissimo finale di saga che merita solo di essere letto ed amato. Inizio difficile ma necessario per arrivare a una conclusione bella intelligente e profonda.
Bellissimo seguito del primo libro! Ho amato la storia di Antea, Noah e Tommaso. Una lettura che considero sia ai nerd, sia agli amanti dei distopici young adult. Il libro scorre molto, l’azione non manca, ogni personaggio riesce ad accattivarti e insegnarti qualcosa. La degna conclusione di una dilogia.
Consigliato Una fantastica conclusione di una dilogia che ho adorato. Se siete amanti delle distopie che si mischiano al fantasy questa storia fa per voi.
🏙Questo secondo (e ultimo) capitolo della dilogia di Awen inizia con una situazione non molto idilliaca (per fare un eufemismo) e i protagonisti si sitroveranno a dover affrontare situazioni estremamente pericolose sempre circondati dal mainagioia perenne (anche se Antea è leggermente meno sfigata del primo libro, cuore❤️🩹) 🏙L'intreccio si sviluppa in modo molto più frizzante e dinamico rispetto il capitolo precedente, aspetto che mi ha catturata e immersa fin da subito nella storia. Non mancheranno scene di adrenalina e azione, e neanche scene toccanti e profonde; per alcune mi sono emozionata. 🏙Ho apprezzato particolarmene lo sviluppo della relazione tra Antea e Noah, nel primo libro lo avevo ritenuto troppo affrettato e superficiale, tuttavia in questo ci sono stati dei passaggi che mi sono piaciuti e mi hanno convinta di più. 🏙Mi è dispiaciuto però che si siano persi via dei personaggi secondari (per ovvie questioni narrative certo, però un po' mi spiace) perché mi sarebbe piaciuto osservare la loro evoluzione da vicino e in modo graduale, senza un cambiamento repentino dell'ultimo minuto. 🏙Il vero significato che sta alla base della macchina dei desideri è una cosa nuova e interessante, l'ho trovata una scelta veramente innovativa e sicuramente mi ha sorpresa molto. (Non posso dirvi di più sorry, se siete curiosi leggete il libro😏) 🏙In generale la penna di Arianna è molto incisiva: ci tiene ad esprimersi in modo molto chiaro e limpido, talvolta però l'eccessivo pathos di Antea unito ad un forte uso metafore e similitudini mi ha leggermente esasperata. Capisco che Antea sia una tipa particolare però per me too much🤣. 🏙Per concludere è stato un bel capitolo conclusivo, nonostante abbia riscontrato un po' di fretta nel chiudere il finale è una serie molto originale che intrattiene il lettore. Vi consiglio di recuperarla anche solo per ricredervi un po' sul fantasy italiano😏.