Nil, nell'estate del 1919, è un bambino timido che pensa alla felicità, quando d'un tratto la Guerra civile travolge il suo piccolo mondo. Rimane solo, diventa uno dei tanti "ragazzini randagi" che nel sud della Russia campano di elemosine, furti e prostituzione. È il suo apprendistato al coraggio - il coraggio di "non essere mai stanco di vivere", nonostante tutto. Nei bassifondi, Nil impara a non voltarsi indietro, a sgattaiolare tra gli orrori e a gioire profondamente delle poche cose la libertà, l'amicizia, l'amore, nella sua banda di mendicanti armati di coltelli finlandesi. Impara anche a uccidere. E tutto questo gli servirà, nella vertiginosa carriera che lo attende. Viene reclutato dalla polizia politica e, come informatore dapprima, poi infiltrato, poi agente con incarichi speciali, vede da vicino i lussi e gli orrori del regime sovietico, l'ascesa e la caduta dei grandi del Cremlino, le stanze degli interrogatori e le esecuzioni nei sotterranei. I superiori gli si affezionano, perché Nil è bello, affascinante e spesso si confidano con lui, lo guidano tra i molti pericoli di quegli anni feroci. Una qualche strana forza sembra proteggerlo sempre, non solo dalla morte ma dall'abbrutimento, dal fanatismo, dal gelido panico in cui tutti intorno a lui stanno i molti maestri di vita ai quali si lega - capi della polizia, contesse, attrici famose, cospiratori, spie, vecchie sapienti - gli svelano, ognuno a suo modo, come affidarsi alla fortuna, all'ispirazione, al futuro che può cominciare in ogni istante, se non ci si lascia frenare dal presente, perché "sei perduto soltanto quando sei ciò che riesci a dire di te stesso". Nil continua a scoprire che la vita è un'ininterrotta rivelazione, anche in guerra, oltreconfine, nella Germania nazista, tra altri capi e altri terrori. Attraverso lo sguardo di un protagonista indimenticabile, con spietato realismo e acume Igor Sibaldi ci conduce nel periodo più oscuro di un popolo, in un'epica ricerca della felicità al di là di ogni ostacolo.
Igor Sibaldi (Milano, 1957) è uno scrittore, slavista, drammaturgo e traduttore, nato da padre italiano e madre russa. Si è laureato all'Università Statale di Milano nel 1981 in lingue e letterature slave. È studioso di teologia, filologia, filosofia e storia delle religioni ed è autore di opere sulle sacre scritture oltre che di narrativa e teatro. Negli anni Ottanta e Novanta ha tradotto varie opere di letteratura russa, in particolare romanzi e racconti di Tolstoj e di Dostoevskij, dedicandovi monografie e saggi introduttivi; in seguito ha tradotto il Vangelo di Giovanni dal greco antico nel volume Il codice segreto del Vangelo e parte della Genesi dall'ebraico antico nel volume Il libro della Creazione. Sibaldi ha creato il proprio pensiero sulla base delle filosofie di Fedor Dostoevskij, Lev Tolstoj, Carl Gustav Jung, Eraclito, Carlos Castaneda, Theodor Adorno, Hegel, Sigmund Freud e la Bibbia. Nella sua visione, l'uomo deve recuperare la propria dimensione ed il proprio "Io" e gli angeli, intesi come emanazioni dell'inconscio, spingono l'essere umano alla scoperta di questa realtà.
Questo scrittore è venuto a presentare il romanzo dalle mie parti e io purtroppo non avevo potuto partecipare. Un mio amico ne era rimasto molto colpito e me ne ha parlato in termini entusiastici. Incuriosito sono andato allora a frugare sul web e quello che ho letto mi ha molto intrigato. Mi sono deciso e l'ho comprato. Beh, un'esplosione! Mille pagine abbondanti che per una settimana mi hanno portato in un altro mondo, nelle pieghe più recondite di un periodo affascinante della storia moderna, un volo che va dalla guerra civile russa alla fine della seconda guerra mondiale. Il tutto attraverso la storia incredibile di un ragazzo che ne è testimone e protagonista. Scritto magistralmente e (penso) con rigore storico fa aprire gli occhi anche su tante questioni che purtroppo sono di tremenda attualità. Mi sento assolutamente di consigliarlo.
Bella le prime due parti (l'adolescenza e la scalata nell'apparato di polizia politica sovietico), l'ultima parte in esilio in Germania l'ho trovata un po' lunga e meno animata.