Una visita di routine dalla pediatra e all'improvviso i genitori della giovane paziente vedono negli occhi del medico apparire sconcerto e preoccupazione. Il peso della bambina di 11 anni è molto al di sotto della normalità. Come è potuto accadere? Come abbiamo fatto a non capire? E adesso chi può aiutarla? Cosa possiamo fare? si chiedono il padre e la madre, fissando la ragazzina che fino a poco tempo prima scherzava con i fratelli e leggeva montagne di libri, sempre piena di interessi e di amiche. Lo shock e il terrore li attanagliano quando capiscono che potrebbe addirittura morire. Perché la diagnosi di anoressia nervosa spalanca un baratro in cui ci sono poche certezze su terapia e guarigione ma un rischio molto concreto di danni gravissimi per la salute. In questo libro due genitori come tanti raccontano un viaggio doloroso e raggelante, una lotta estenuante al fianco della propria figlia che smette di mangiare, di comunicare, di sorridere, che non riesce più neanche a stare seduta. Salvarle la vita è l'unica missione. Un libro che toglie il fiato, una malattia subdola che induce i ragazzi a nasconderla con mille accorgimenti tanto che anche gli adulti più attenti arrivano tardi ad accorgersene. E, quando torna la luce, il desiderio di mandare un messaggio ai tanti genitori - sono ormai milioni in Italia - alle prese con i disturbi alimentari dei propri figli, bambini e adolescenti.
«Mamma, mamma, com'è che si chiama il supereroe?» Il piccolo entra in cucina mentre sto finendo di riempire la lavastoviglie. Ha un'espressione perplessa e concentrata insieme, lo sforzo di ricordare qualcosa di importante che gli sfugge. «Quale supereroe?» rispondo, sempre sbrigando le mie faccende. Starà parlando di una delle sue serie di cartoni animati o di un film della Marvel? «Ma sì, quello che aiuta S.! Quello che può salvarle la vita!» Sembra quasi spazientito, ma io continuo a non afferrare. Sospira: «Quella specie di yogurt che deve bere». «Ah, l'integratore?» Resto dubbiosa, non capisco dove voglia andare a parare. «Si chiama Fortimel.» «Giusto!» si illumina. «Fortiman! Ecco com'era!» Gira i tacchi e saltella via soddisfatto.
4 ⭐️ Un’altra bellissima testimonianza di due genitori con una figlia di undici anni che all’improvviso si ammala di anoressia. Questa storia ci fa capire che il rimanere insieme e uniti è la via giusta per la guarigione. È la squadra insieme che vince, si ammala e ci curano insieme.
S. è una bambina di undici anni e, inspiegabilmente, cade nel tunnel dell'anoressia portando giù nel baratro anche tutta la sua famiglia. Ad infierire sull'assurda situazione, compare il Covid e la reclusione in casa, luogo che diventa spazio sicuro e pericoloso al tempo stesso. L'intera famiglia, fatta di madre, padre e tre fratelli, si stringe attorno a lei, nel vano tentativo di proteggerla dalla vita che sta odiando, di parare gli urti alle sue ossa sporgenti, di scaldarla dal freddo che avverte costantemente. E con pazienza, dolore, aiuto e supporto medico, finalmente ricompare la luce, ricompaiono i primi assaggi di cibo, i primi sorrisi e i primi nuovi abbracci. La storia di S. e della sua famiglia, purtroppo reale testimonianza di una famiglia come tante che si trova impreparata ad affrontare questa malattia devastante, è carica di emozioni contrastanti. Dalle pagine di questo libro emerge l'amore sconfinato per una figlia e per una sorella che non riesce più a vivere come dovrebbe, si respira la paura dei genitori e l'angoscia dei fratelli, si avverte l'unità famigliare indispensabile per ritrovare, insieme, una nuova strada da intraprendere. E' una testimonianza dolorosa, ma carica di speranze e fiducia nel futuro. E' una dichiarazione di paura, spaesamento, terrore e sgomento, ma anche di forza, tenacia, unità e perseveranza. E' una lettura forte, fastidiosa, delicata, disturbante, doverosa...Una lettura per tutti, ma veramente comprensibile per 'pochi' sfortunati eletti!