Sara niedużo mówi. Zbyt wiele złych rzeczy ją spotkało: wypadek, rozstanie rodziców, utrata przyjaciółki. Coś w niej ucichło. Może na zawsze? Pogrążona w milczeniu dziewczyna niczego już się po życiu nie spodziewa. Nie wie jeszcze, że wkrótce los postawi na jej drodze nauczyciela. Prawdziwego mistrza: jak z dawnych opowieści.
Pan T. jest niezwykłą postacią. Zagadką, którą trudno przeniknąć. Czy to tylko zdziwaczały staruszek z domu opieki, który opowiada niesamowite historie i uczy hebrajskich liter? I jaki sens kryje się w tych tajemniczych znakach? Czy zwrócą Sarze utracony głos, a wraz z nim to, co najważniejsze: przyjaźń, poczucie bezpieczeństwa i miłość? To chyba niemożliwe. A jednak Sara, z pomocą Golema, magicznej istoty z żydowskich legend, powoli odkrywa, jak wszystko zacząć od nowa.
W pewien sposób ten komiks jest mi ogromnie bliski i ogromnie cieszę się, że polski rynek książki otwiera się na takie tytuły. Nie jestem fanem kreski i to mój jedyny zarzut. Gwarantuję Wam, że to będzie coś innego niż wszystko co kiedykolwiek czytaliście!
3,5⭐️ ale podciągam pod 4. Bardzo dużo dzieje się tutaj w tle i samemu trzeba dojść do tego, że jedna scenka ma pod sobą dużo większy przekaz/historię. Pana T. tu jak na lekarstwo więc nie do końca poczułam, czemu był tak ważny dla Sary. Myślę, że z tego komiksu byłaby wspaniała powieść.
Bardzo przyjemny komiks o odnajdywaniu siebie. Nie spodziewałam się, że pojawia się tutaj tak dużo o kulturze żydowskiej i alfabecie hebrajskim, ale to wszystko zostało fajnie przedstawione i było ważnym elementem całego komiksu.
Le parole possono tutto. Peccato che Sara, adolescente schiva, difficile, segnata da un incidente che le ha lasciato una cicatrice sull’occhio sinistro, di parole ne abbia poche. Fatica a comunicare col padre, diviso dalla madre, fatica a chiarirsi con Greta, la sua migliore amica, da cui si è allontanata a causa di un ragazzo, allontana questo stesso ragazzo, restando sola. L’unica cosa che fa è girare sul suo skateboard imbrattare i muri con le bombolette spray….fino a quando un’assistente sociale le dà modo di recuperare e di recuperarsi, facendole svolgere ore di volontariato in una casa di riposo. E’ qui che Sara conosce il Signor T., anziano paziente che la inizia all’alfabeto ebraico e ad alcune storie e leggende della tradizione ebraica, come quella del Golem, il mitico gigante antropomorfo. A Sara si apre un mondo. E impara, a poco a poco, a recuperare il potere salvifico della parola, della comunicazione, dell’apertura agli altri. E’ una graphic novel simbolica ed educativa. Ogni capitolo viene introdotto da una lettera dell’alfabeto ebraico, associata a un asana dello yoga, e che corrisponde alle azioni, agli stati d’animo e ai sentimenti che Sara attraversa in questo particolare processo di crescita. Avrei forse approfondito le parti in cui la ragazza dialoga col Signor T., chiave di tutto. Tuttavia, nel complesso resta una lettura godibile ed educativa. Bellissimi i disegni, bellissima l’edizione de “Il Castoro”.
Amo le graphic novel e solitamente quelle edite da ‘Il castoro’ mi piacciono molto, in quanto trattano spesso temi interessanti. Quindi appena ho visto questa sugli scaffali della biblioteca, pur non conoscendola, ho voluto prenderla in prestito.
Sara è un’adolescente che affronta un periodo un po’ problematico e viene beccata mentre vandalizza un muro con le bombolette spray. Si trova allora a dover fare dei lavori socialmente utili e tra le proposte che le vengono fatte decide di andare a prestare servizio in una residenza per anziani. Qui conosce il signor T, un signore anziano che la prenderà come sua allieva e le insegnerà l’alfabeto ebraico, raccontandole aneddoti della sua lunga vita. Inizia così un rapporto speciale tra i due.
La storia ha sicuramente un buon potenziale: ho molto apprezzato il rapporto di amicizia che si viene a creare tra Sara e il signor T, il fatto che esso cresca pian piano e come poi Sara non possa far meno delle visite al suo amico. Anche il fattore ebraico è interessante: nel corso della storia ci viene presentato l’alfabeto ebraico con le descrizioni delle varie lettere e i significati, oltre a storie che vengono dalla tradizione ebraica. Ciò che però non mi ha convinto a pieno è come il tema venga presentato dall’autrice, nel senso che alla fine non ho capito ciò che voleva trasmettermi con l’inserimento della storia legata all’ebraismo. Mi sembra che abbia buttato lì il tema, senza dare poi alla fine una morale. Peccato!
L'ho recuperato ieri al supermercato, nella sezione fumetti. Credo sia uno dei pochi fumetti del Castoro che abbia mai letto.
Avevo già letto qualcosa del duo Vecchini-Sualzo con risultati altalenanti. E ammetto che neanche questo mi ha colpito particolarmente.
Da un lato, i disegni di Sualzo sono belli ma non sono mai stati i miei preferiti. Inoltre credo che quelli di Fiato sospeso fossero più carini. C'è poi da aggiungere che i colori sono spentissimi e di solito preferisco sfumature più brillanti.
La storia. Apprezzabile che ci sia tutta l'attenzione verso l'alfabeto ebraico - ed è il secondo libro italiano per ragazzi che leggo su questo tema - ma ho il sospetto che la storia sia un po' troppo simbolica. E visto che non sono furbissima, potrei non aver colto tutti i significati che gli autori volevano dare alla storia.
Va beh, passiamo a Invisibile, comprato insieme a questo.
Generalnie git komiks, niespodziewalam się, że będzie religijny i to jeszcze o kulturze żydowskiej ale całkiem ciekawie się to czytało. Jeżeli ktoś jest ciekawy wiary żydowskiej to tutaj jest ładnie pokazany np. Alfabet.
Piękny komiks o odnajdywaniu siebie i otwieraniu się innym. W tej powieści znalazłam wielką cząstkę siebie i cieszę się ze jest coraz więcej takich książek na posłom rynku! Obiecuje ze nie pożałujecie przeczytania! 🫶🏻
Bellissima storia, mi ha incuriosita ed interessata moltissimo. Sono veramente contenta di averla acquistata e letta, una storia che mi ha fatta molto riflette e che consiglio a tutti.
Sono un po' di parte, perché la coppia Silvia Vecchini - Sualzo mi ha conquistata dai tempi di "Fiato sospeso". Quindi parto già con l'idea che ciò che troverò nelle pagine, incontrerà il mio gusto. Devo dire però che questa graphic novel è un pochino al di sotto delle aspettative. Non tanto per le illustrazioni di Sualzo, che amo sempre. Anche nella loro spiccata volontà di non dover a tutti i costi piacere sempre e accontentare la necessità di alcuni di trovare realismo estremo e personaggi esteticamente perfetti. Il modo in cui Sualzo interpreta in maniera occidentale la tradizione manga mi piace, mi emoziona e mi fa riflettere ogni volta. Ad esempio ho apprezzato moltissimo l'associazione delle lettere ebraiche con gli asana dello yoga. Lo stesso sentimento di entusiasmo stavolta non l'ho ritrovato nel testo della Vecchini. Io credo che l'intelligenza e la sensibilità di questa autrice così prolifica in tanti diversi generi (narrativa, poesia, graphic novels...) sia davvero fuori da ogni dubbio. Ma forse qui sento emergere un po' troppo la storia personale dell'autrice e devo dire che stride un po' con il personaggio e la situazione del racconto. Come se ogni tanto, credo in maniera assolutamente involontaria, trapeli un pochino di autocompiacimento nei confronti di un tema, quello della cultura ebraica, già di per sé ricco di una forte identità culturale. Trovare sempre, a tutti i costi, una lezione morale dietro i fatti narrativi, spezza un po' la fluidità del racconto. Al di là di questo, è davvero una bella graphic novel. Leggibile, godibile e educativa, dalle medie in poi. Complimenti alla Castoro edizioni che ha creato veramente una linea editoriale bellissima.