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Morte dei Marmi

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Dove vivi? Io vivo a Morte dei Marmi. Anzi no, a Forte dei Marmi. Perché un paese non è morto se ancora ci vive qualcuno.
«Noi quando sono arrivati i russi non ce ne siamo mica accorti. Nessuno ci aveva detto dei nuovi ricchi post Unione Sovietica, dei magnati di gas e petrolio. Per noi i russi erano un popolo fiero e modesto, e insieme meschino e invidioso, tutto preso a portare avanti una causa comune che era quella di regalare il paradiso socialista al mondo intero oppure di affogare il pianeta sotto le bombe nucleari. E intanto, nel tempo libero, giocavano a scacchi e leggevano romanzi difficili e si sfondavano di vodka per digerire le cene a base di bambini. Ecco perché i primi russi al Forte sono arrivati senza che ce ne accorgessimo. Perché nessuno li considerava russi».
E allora buonanotte al Forte e alla vegetazione spontanea, alla casetta tipica, alle cartoline in bianco e nero, ai soggiorni di Montale e alla pioggia nel pineto. Perché uno tsunami è uno tsunami, e non c'è verso di fermarlo. Non importa se è fatto d'acqua, di lava o di zucchero filato, lui arriva e devasta tutto. E su Forte dei Marmi si è abbattuto uno tsunami di denaro.

152 pages, Paperback

First published January 1, 2012

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About the author

Fabio Genovesi

26 books145 followers
Born in 1974, Fabio Genovesi is the author of three novels and is a regular contributor to Vanity Fair and La Lettura, the literary supplement to the Italian newspaper Corriere della Sera. He also writes for film and has contributed articles to Rolling Stone.
His second novel, Esche vive (Live Bait), was translated into ten languages.

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Displaying 1 - 29 of 29 reviews
Profile Image for Post Scriptum.
422 reviews123 followers
October 12, 2017
“…d’estate è Disneyland e per il resto dell’anno somiglia alla Transilvania.”

È la dichiarazione d’amore per la terra che gli appartiene. Lo fa con stile agrodolce, con ironica malinconia. Con intelligenza, attento a cogliere tutte le sfumature che cambiano scenario e gente. Guarda il paesaggio che al mutare delle stagioni si dilata e si deforma, e non resta che attendere la fine dell’estate per riappropriarsi della sua dimensione umana, vera. È la sua terra, anche se l’han comprata i “marziani in Lacoste” e trasformata in bomboniera, levandola ai versiliesi, gente ruvida, gente “riottosa e greve, astiosa e maldisposta, un popolo che vive di turismo e insieme è il meno ospitale del pianeta”. È la sua terra, e anche se gli altri sono andati via, lui resta a Forte dei Marmi, perché “un paese non è morto se ancora ci vive qualcuno”.

Scrittura diretta, dolceamara, amorevole e graffiante, garbata e irriverente.

P.S. Non è mica vero che i libri leggeri pesano sempre poco.
Profile Image for Gattalucy.
388 reviews166 followers
January 20, 2018
Quando ero bambina uno zio eccentrico si vantava di passare le vacanze con la famiglia in Versilia. Chissà che botta di vita, allora, negli anni ’60, per uno che non usciva di casa mai, se non per andare a lavorare nella fabbrichetta a 20 metri dalla sua abitazione. Noi, che ci avventuravamo fino all’Adriatico, eravamo considerati dei paria. Mio padre scuoteva il capo e commentava: “Deve fare la Cisa… è matto”. Erano gli anni di Mina e di tanti altri alla Bussola, e lì giravano quelli che contano.
Poi vennero gli anni 70: De Andrè, il poeta anarchico, che va a cantare nel tempio della borghesia, non senza suscitare clamori e contestazioni. Mina che vi fa la sua ultima apparizione prima di scomparire dalle scene dal vivo, e dopo la scomparsa del mitico Bernardini, tutto cade in rovina, anche grazie agli amministratori locali che tentano un progetto che finisce in tribunale per corruzione e turbativa d’asta. Anni fa un amministratore versiliese mi confessò che se a Rimini avessero il sole che si butta nel mare al tramonto come avviene sulla costa tirrenica avrebbero una miniera d’oro. Loro invece non sanno cosa vuol dire turismo.
Vedo le luci della Versilia scintillare sull’orizzonte dal mio terrazzo nelle notti di vento, ma da almeno una decina d’anni ne sono stata lontana, e un mio fugace passaggio prima della scorsa estate mi ha chiarito il perchè: lo shopping sfrenato non è nelle mie corde là dove le commesse poi, se non hai l’aria della russa facoltosa, ti guardano con disprezzo e sufficienza solo a vederti entrare nei negozi. Il mercato del Forte non è più quello di una volta, i marchi taroccati fatti passare per buoni li trovo anche sui marciapiedi di Lerici e Portovenere, a un passo da casa senza andare fin là. Nemmeno le focaccine di Valè sono più le stesse, rinsecchite e dure, come non le avevo mai provate. Accanto a me, che aspettavo la sfornata, un extracomunitario che cercava di vendere le sue borse agli avventori ha chiesto due focaccine. Il commesso l’ha guardato con disgusto e ha scosso la testa. Allora ho fatto cenno che le avrei pagate io, per sentirmi dire che per due non poteva dare nemmeno il sacchetto, perché costava di più. Gliene ho fatto riempire uno con dieci focaccine e gliele ho consegnate con un sorriso, sentendomi avvampare per lui.
Tre stelline perchè Morte dei marmi parla, e bene, della Versilia e del suo degrado. Della endemica inospitalità dei suoi abitanti (mica per niente discendono dai Liguri-Apuani gente che conosco bene, ci vivo in mezzo da 24 anni!) del suo snobismo ormai stinto. Capisco la nostalgia di Fabio Genovesi, che ammanta tutto di luce dorata, ma decisamente no, questo Forte lo lascio a lui, ben volentieri.
Profile Image for Georgiana 1792.
2,511 reviews174 followers
September 18, 2020
Una testimonianza d'amore per Forte dei Marmi, la cittadina di Genovesi, che per quattro mesi all'anno diventa di proprietà dei villeggianti, sfrattando i suoi abitanti che, se restano, diventano trasparenti. E quando ai villeggianti abituali si sostituiscono i miliardari russi, la tristezza e la nostalgia si possono moltiplicare per cento.
Per buona parte della lettura ho pensato a quanto siamo stati fortunati che Briatore abbia liquidato il Salento come inadeguato a fare il "salto di qualità" (non sarà la favola della volpe e dell'uva?), perché chi vuole diventare una colonia di turisti spocchiosi che trattano gli indigeni come esseri sottosviluppati che non dovrebbero neanche avere il diritto di vivere nella terra in cui sono nati?
Però, Genovesi, strinto...
Profile Image for Tanabrus.
1,992 reviews189 followers
July 14, 2015
Questo libro è una dichiarazione d'amore.
L'amore di Fabio Genovesi per la sua terra natìa, la Versilia e Forte dei Marmi.
Un amore messo a dura prova dai cambiamenti subiti dal Forte nel tempo, cambiamenti che in questo libro leggero leggero l'autore tenta di raccontarci.
I primi turisti, l'indifferenza locale per la notorietà dei suoi ospiti, l'escalation di assurdità, l'arrivo dei russi e dei nuovi ricchi, la fuga degli abitanti. Fino alla situazione attuale, con i fortemarmini scacciati da Forte dei Marmi, ora luogo vivo solo d'estate, abitato da vacanzieri e popolato da negozi di lusso, e città fantasma d'inverno.
E malgrado questa desolazione, chiamata su di sé da Forte dei Marmi stessa, alla fin fine, l'amore resiste, cova sotto le ceneri, si ritrova nei vecchi che stazionano vicino al pontile, nei pescatori, nella nebbia versiliese.



Non c'è una storia, non c'è una trama. Sono solo le memorie dell'autore legate alla sua città, a ruota libera, saltando dai primi turisti al presente, dai russi agli inizi del novecento, dai vascelli che portavano via il marmo agli yacht di lusso.

Un libro leggerissimo, rapido, scritto in maniera colloquiale.
Un libro che comunque mi ha colpito, magari visto che parla di luoghi vicini a me, luoghi che conosco.
Magari perché mi fa pensare alla mia città, e a come anche noi ci stiamo trasformando in un qualcosa sempre più turistico e sempre meno "vero", anche se le differenze sono abissali sia per il posto, sia per il tipo di turismo, sia per la mentalità degli abitanti.
Un libro che può essere interessante se si ha interesse per Forte dei Marmi, per sentire il punto di vista dei "locali".
Profile Image for Ettore1207.
402 reviews
August 3, 2017
Un romanzo autobiografico intriso di un'amarezza intelligente e divertente. La nostalgia di quel che non c'è più, e che è stato spazzato via in pochi anni. Ma anche l'attaccamento al posto giusto, quello natìo, che non si abbandona a nessun prezzo. Una storia senza trama, toscanamente raccontata in stile graffiante eppur delicato. Apprezzerete ancor più questo romanzo se a Forte dei Marmi ci siete stati.

A Miami c’è un hotel per cani che ospita i cuccioli delle stelle del cinema e della musica, ed è il più lussuoso d’America. Ma non del mondo. L’hotel per cani più lussuoso del mondo è a Forte dei Marmi.
Lo frequentano animali vip come Pucci, un bull-mastiff che arriva dalla Russia con un jet privato, insieme a due valigie piene di accessori firmati Gucci. Ogni ospite ha la sua villetta, dove uno chef con varie stelle Michelin e forchette del Gambero Rosso gli propone piatti tipo “Bon Bon di pollo con cuore di tonno e riso nero alle mele”. E io alla parola bon bon sento la voglia di accendere una motosega e farla roteare intorno per vedere cosa succede, ma sono ingiusto. I direttori della struttura spiegano che l’intento è educativo e vuole iniziare i cani a una dieta più varia, mostrandogli una gamma di ricette alternative alla solita scatoletta spesso imposta dalla vita frenetica del cane moderno.
75 reviews3 followers
August 1, 2020
In questo libro si fa il racconto perfetto della Riviera Ligure.
Dice: "Ma veramente parla di Forte dei Marmi!"
Dico: "La letteratura è metafora, c'è scritto Forte dei Marmi ma sta parlando della Liguria."
Dice: "No, no, è proprio scritto da uno del Forte e parla del Forte."
Dico: "Ma ovvio. Perché 'sto libro un po' di voglia di andare a Forte dei Marmi per vedere com'è te la fa venire, e noi non potevamo certo correre questo rischio."
Profile Image for Federica.
234 reviews
August 21, 2015
Assolutamente fantastico. Parlo da abitante della Versilia, quella vera, quella storica. Quella che vive a Forte dei Marmi e capisce a pieno il pensiero di Fabio.
Una dichiarazione d'amore per il Forte, nonostante tutto. Per quel paese che era e che in fondo in fondo c'è ancora.
Mi è piaciuto un sacco il modo ironico in cui è scritto, ed il capitolo sul pontile è stato veramente bellissimo. E pure quello sul dialetto, di come siamo pochi fini e aggraziati nel modo di parlare.

Sono poche pagine che tengono compagnia in una giornata al mare.
Profile Image for Orne.
34 reviews
July 30, 2017
Due coppie russe vanno a cena in un ristorante del lungomare, mangiano crostacei e bevono vino bianco, e alla fine il conto è undicimila e trecento euro. Il terminale per le carte di credito è rotto, e allora pagano in contanti. Lasciano quindicimila euro sul tavolo e se ne vanno, il resto è mancia. Quattromila e duecento euro, mancia.
O Fabio, i cinquecento euro che mancano ce li hai messi tu?

Non sarà Einstein (lo afferma egli stesso) ma scrive bene e questo libro è piacevole e divertente, si ride e si sorride, anche se le note di fondo sono amarezza e nostalgia.
Profile Image for Sandro.
347 reviews23 followers
December 6, 2021
A me il libro è piaciuto, ma credo che in parte ciò dipenda dal fatto che conosco la realtà di Forte dei Marmi e della Versilia e "l'amore/odio" che queste terre possono generare.
A prescindere da questo la lettura è piacevole ed alcuni passaggi sono molto divertenti.
Profile Image for F..
167 reviews5 followers
September 11, 2025
"E poi nulla. Poi siamo tornati ognuno a casa sua. Dopo esserci scambiati i telefoni, e promessi di rivederci presto, anzi prima di presto, praticamente subito. A casa mia, no a casa mia, no a casa mia... No, a casa mia! ha detto Stefano tutto convinto. E alla fine ha vinto lui. Ma tanto era una gara inutile, perché poi non è che ci siamo rivisti davvero, e nemmeno telefonati. La vita degli adulti è questa, si dicono cose che non si pensano, se ne promettono altre che non manterremo, e questo funziona perché è un gioco chiaro a chi parla e a chi ascolta, è un tacito accordo per potersi dire addio e fare finta che sia un arrivederci, ti volti di là e te ne vai e tutto è archiviato per sempre in busta chiusa nel magazzino del passato." (pp. 129-130)
Profile Image for Roberta Sarno.
117 reviews12 followers
February 18, 2020
Non ci siamo. si può impiegare così tanto tempo a leggere un libro così breve? Come fa un romanzo di neanche 200 pagine ad essere ripetitivo? E perché lo si classifica come romanzo se non ha nemmeno una trama? Ecc. Ecc. Ecc.

Morte dei Marmi mi ha lasciato molte domande e poche risposte. Forse darò una seconda chance a Genovesi un giorno, ma per ora devo smaltire un po’ la noia.
Profile Image for Laura.
15 reviews
Read
December 30, 2024
Ultimo libro del mio 2024 e non poteva essere che lui, letto proprio qui in Versilia, dove ho trascorso parte della mia infanzia. È un libricino breve e leggero ma che descrive il Forte in modo profondo per come realmente è, con i suoi problemi attuali e i suoi eterni particolari. Ne terrò sempre un bel ricordo. D'altronde il Forte è il luogo della nostalgia ❤️
Profile Image for Cristina.
43 reviews3 followers
July 9, 2018
Fabio Genovesi é un genio!
Il modo così naturale di raccontare ciò che tutti vedono ma non saprebbero mai descrivere. Eccezionale la sua forma di scrittura. Rende interessante ogni singola frase!
Assolutamente sottile la sua ironia.
Davvero un’ottima penna
Profile Image for Lucia.
170 reviews1 follower
January 27, 2023
Genovesi è sempre generoso. Offre una scrittura divertente e descrittiva.
302 reviews
September 11, 2025
It’s a funny rendition about the transformation of Forte Dei Marmi from an undistinguished place to a jet set beach location in Italy
Profile Image for Pitichi.
617 reviews27 followers
July 11, 2015
Con Morte dei Marmi , ironica ricostruzione dei fasti e della progressiva devastazione della Versilia, in particolare di Forte dei Marmi, sua città natale, Fabio Genovesi prova a spiegare il suo attaccamento a questa terra, il suo amore combattuto, la sua volontà di restare, nonostante tutti i suoi amici si siano trasferiti altrove, i negozi storici spariscano giorno dopo giorno e i prezzi lievitino alle stelle. Partendo dall'antichità fino ad arrivare alla recente "invasione" dei miliardari Russi, Genovesi traccia una rapida ma incisiva ricostruzione degli eventi che hanno determinato l'escalation di trasformazioni del Forte, fino a snaturarne l'essenza più autentica, fino a renderla una località turistica di lusso ormai standardizzata, quasi indistinguibile dalle altre. Per farlo, e soprattutto per permettere a chi fortemarmino non è di capire la reale portata dei fatti, l'autore presenta i tratti salienti degli abitanti della città, che sono fondamentalmente "un popolo che vive di turismo e insieme è il meno ospitale del pianeta".
Lo stile è informale, discorsivo, scherzoso, ma le parole sempre precise, scelte con criterio, quasi a voler evitare inutili circonlocuzioni: in 140 pagine vengono condensati secoli di storia ed espresse in maniera decisiva le impressioni e le opinioni di chi in quella città abita da sempre. Che poi l'intento di Genovesi non è quello dello storiografo vero e proprio, anzi, questo libro prende veramente forma dal suo racconto in prima persona, dalle divagazioni e dai ricordi che riaffiorano quasi per caso osservando il pontile, una strada, la vetrina di un negozio che fino a un mese prima non c'era, una villa faraonica costruita sacrificando il bosco, uno yacht che incombe all'orizzonte. Si ride (e parecchio), ma nello stesso tempo non si può ignorare l'ingenua osservazione della parabola discendente di Forte dei Marmi, distrutta da chi professava di amarla incondizionatamente.
Il capitolo finale è di straordinario lirismo: mentre la nebbia avvolge ogni cosa, l'io narrante lascia affiorare, vivi, i ricordi e riesce a immaginare il volto della sua città come era in passato, dimenticandone i difetti e le colpe.
Morte dei Marmi è il paradigma del declino e della omologazione di tante bellezze italiane, che emoziona e commuove con leggerezza. Da provare per credere.

La mia recensione completa su http://librisucculenti.blogspot.it/20...
Profile Image for Corinna.
686 reviews49 followers
April 5, 2015
La prossima settimana l'autore sarà a Montale (info) per la presentazione del suo nuovo libro Chi manda le onde, fresco fresco di candidatura al Premio Strega; visto che volevo partecipare all'incontro ho recuperato questo libriccino, giusto per farmi un'idea.. che è più che positiva!!

Ecco come un fortemarmino descrive la trasformazione del suo paese dai nostalgici anni 60 alla recente invasione russa (e non quella che sperava il nonno!): con ironia, tanta semplicità e onestà, e sul finale si aggiunge una certa vena di malinconia.
Ma la violenza diventava una certezza quando arrivava il derby contro il Cgc Viareggio, imperdibile occasione per celebrare il campanilismo più sfrenato, questa nostra tendenza regionale a schifarci e ostacolarci tra vicini di casa, che è provvidenziale perchè altrimenti i toscani uniti conquisterebbero il pianeta in due o tre giorni, e allora sai che casino.
Sempre detto anch'io XD
Profile Image for Alessandra.
386 reviews15 followers
December 3, 2013
Le localita' turistiche vivono anche quando i turisti non ci sono. E' una verita' sconvolgente, che pero' ben conoscono le persone che sono nate in luoghi del genere.
L'autore ci racconta, con un divertente mix di malinconia e umorismo,il punto di vista di chi rimane e che ha visto Forte dei Marmi passare da paesino di mare a location vip.
Con un occhio strizzato alla malinconia, ne nasce un libro lucido e intelligente.
Profile Image for Raffaella.
208 reviews4 followers
August 7, 2012
La storia di un fortemarmino che racconta di come i russi si sono comprati la sua città.
E anche di come è nata la città.
E del nonno che non vedeva l'ora che arrivassero i russi, ed è morto prima di vederli arrivare (anche se non proprio quelli che si aspettava lui).
I personaggi versiliesi di sottofondo mi hanno riportato a casa per qualche giorno...
Profile Image for Marco Aquilani.
Author 1 book
August 27, 2013
L'occasione per sentire parlare a cuore aperto chi, come un fortemarmino doc, nella vita reale, forse non scambierebbe con te la benchè minima confidenza. Stile frizzante, bozzetti divertenti, tante riflessioni; effetto madeleine per i tanti che hanno un ricordo in Versilia. Mi è piaciuto.
Profile Image for Sergio Frosini.
247 reviews17 followers
September 1, 2014
Simpatica descrizione "dall'interno" della metamorfosi di Forte dei Marmi da "Sapore di Sale" all'invasione dei "russi"
Un po' retorico nel finale, solo che le battute e l'umorismo si scontrnao con un retrogusto talmente melanconico che a volte sfocia quasi nel funereo e disperato. Ma leggibile.
Profile Image for Flaviana.
26 reviews
October 30, 2012
Interesting and funny in the first half, it loses a bit of its energy towards the end.
Profile Image for Sara.
72 reviews
October 25, 2014
È stato bello immergersi ed assaporare l'atmosfera decadente della Versilia
14 reviews
September 23, 2017
Simpatico libro. Un atto d'amore verso il paese in cui l'autore è nato e cresciuto.
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