Ero un po' indecisa sul voto, ma di solito cerco di essere di manica larga sugli esordienti italiani.
La mia indecisione è dovuta a una serie di fattori: il libro è edito da una CE a doppio binario, l'autrice ha dovuto pagare da sé l'editing, un editing non proprio perfetto. Tra le cose più fastidiose ho trovato una gestione dei POV non sempre chiara -soprattutto all'inizio, quando i personaggi sono tanti e i nomi difficili da memorizzare- che rallenta la lettura. I dialoghi a volte sono forzati o poco credibili, così come qualche passaggio, niente di irrisolvibile con un vero editing. I due protagonisti si comportano, in buona parte per la loro natura, come due adulti, ma si fanno troppe pippe mentali inutili e hanno un modo adolescenziale di rapportarsi ai sentimenti, in realtà a metà libro si scopre che sono poco più che ragazzini, però rimane qualcosa che stride. La stessa storia d'amore (innamoramento in tre, quattro giorni, dichiararsi amore "per sempre" subito dopo, ecc) è fanciullesca, forse non necessariamente un errore, ma, per i miei gusti, fastidioso, stessa cosa per la ripetizione degli occhi rosa di lei e della bellezza di lui.
Nonostante questo, l'autrice presenta una trama originale, pur mantenendo uno dei temi del fantasy classico (quello della ricerca di uno o più oggetti magici). Dà vita a una protagonista fuori dagli schemi, Morwen, quasi un'antieroina, una mezza divinità (perché non è ancora dea) con le insicurezze di un'adolescente che non sa cosa fare del suo destino -già scritto?- e nell'insieme ben caratterizzata; per essere una che spiaccica teste ovunque, tortura bambine e si nutre di carne umana, in poche pagine e in pochi giorni, piange un po' troppo per problemi di cuore... Lui non mi ha colpita molto, in compenso ho apprezzato tantissimo Hurrichein, il cavallo alato, Re degli Inferi, che non è un semplice animale, bensì un vero comprimario: nonostante non parli con le parole, l'autrice riesce a gestire molto bene la sua personalità. Mi incuriosisce molto la piccola Kamria, allegra come se fosse più piccola dei suoi 13 anni, reagisce ad alcuni eventi da persona matura.
Belli i vari mondi descritti con fantasia; scorrevole la scrittura; ci sono solo un paio di refusi. Molta avventura e molta azione, qualche scena da cui non si capisce bene come Morwen riesca a uscire. Credo che l'autrice lo abbia scritto a vent'anni, c'è tempo per crescere...
Si tratta del primo libro di una saga e il finale è molto aperto, rimangono tante domande su storia e personaggi, ma anche sui particolari:
Perché Galadir non si brucia facendo l'amore con Morwen?
Perché Morwen non si nutre da due anni?
Perché una delle cattive non ha ucciso Galadir quando poteva?
Se dovessi leggere il seguito, vi farò sapere…