Spesso consideriamo inquietanti gli animali che vivono in ambienti estremi, perché non riusciamo a compararli con l’unico strumento di paragone che conosciamo: noi stessi. A volte è l’aspetto a sconvolgerci, altre volte le abitudini, altre ancora la dieta; ma rimane l’idea che più qualcosa è diverso dai nostri standard più ne rimaniamo colpiti, quasi mai in senso positivo. E così restiamo a bocca aperta, straniti che qualcosa di tanto anomalo condivida lo stesso pianeta con noi, senza che nemmeno lo sospettassimo. È un po’ come scoprire che gli elfi vivono in soggiorno… Ma non c’è bisogno di tanta fantasia: queste creature “inimmaginabili” – che sembrano disegnate non tanto dal famoso orologiaio cieco di Richard Dawkins quanto da uno miope e un po’ distratto – esistono davvero.
"Cos’hanno in comune Alien e una larva di crostaceo? E il caduceo dei medici con il verme di Medina? O i polpi con i replicanti di Blade Runner? L’evoluzione e la biodiversità come non le avete mai lette".
3,5 per la verità Il libro raccoglie gran parte dei post che Lisa Signorile ha pubblicato sul suo vecchio blog, http://www.lorologiaiomiope.com/ (trasferitosi ora su Le Scienze), blog che hanno un indiscutibile vantaggio rispetto al libro: CI SONO LE FOTO! Ma il libro è ordinato, meno frammentato, ha una sequenza logica delle strane bestie raccontate. Quindi l'ho letto col browser aperto su google image ed è stato fantastico. Mi leggesse qualcuno di Codice edizioni e volesse metterci pezza...* Libro interessante, divertente, meraviglioso (nel senso che suscita meraviglia) e gli esseri viventi narrati, con spirito, dall'autrice variano dal simpatico, orribile, terrorizzante, indistruttibile, incredibile! Quasi tutti dalla sottoscritta mai sentiti. Viviamo in un pianeta bellissimo che stiamo distruggendo prima di conoscerlo del tutto.
* le immagini del axolotl (proteus anguinus) però bisogna cercarle in rete, credetemi: https://tinyurl.com/y8a54lhv
Fachlich überraschend anspruchsvoll! Dabei ist es informativ und trotzdem unterhaltsam. Nur der Titel ist etwas irreführend, da das Buch nicht von Missgeschicken sondern vielmehr von faszinierenden Ergebnissen der Evolution handelt. Man muss es nicht komplett oder am Stück lesen, sondern kann es auch häppchenweise konsumieren und genießen. Ach ja und der Medinawurm hat meinen Mann für immer traumatisiert... grins.
Libro molto interessante e scritto in modo chiaro e divertente soprattutto, ma con un'unica grande pecca: non si puó descrivere in ogni capitolo un animale strano per tanti motivi e non mettere neanche una foto o quanto meno un disegno. Io ho ovviato andando continuamente su google, ma se venisse eventualmente ristampato, e me lo auguro perché ne varrebbe la pena, spero proprio che gli vengano aggiunte le immagini.
Avete presente quei momenti in cui vi domandate cosa si sia bevuta la Natura prima di creare certi animali? Lisa Signorile deve averni vissuti veramente tanti (soprattutto considerato che ha di certo dovuto tagliare alcune cose nella sua compilazione di "bestie strane strane").
Ed ecco che ci racconta non solo di parassiti zombificatori di granchi e di toporagni velenosi, ma anche del polpo che è più intelligente di quello che vogliamo sapere... e anche di qualche estinzione. Il suo stile è colloquiale ma mai eccessivamente semplificato, se devo trovare un difetto, è la mancanza di immagini e/o illustrazione delle bestie da lei citate, visto che alcune non le avevo nemmeno mai sentite nominare, e mi ritengo un'appassionata dell'argomento.
Se vi interessa la natura al di là di lupi, leoni e cerbiatti, ma in tutte le sfaccettature a volte un po' schifide, questo è il saggio che fa per voi!
Uno dei luoghi comuni con cui noi italiani (o meglio, quei pochi di noi che amano e si interessano alla natura) ci auto flagelliamo è la cosiddetta “maledizione di Benedetto Croce”, a causa della quale l'unica cultura degna di tal nome è quella umanistica, mentre le scienze, e in particolare quelle “soft” come appunto la zoologia, sono sciocchezze da bambini o da adulti diversamente intelligenti che corrono dietro alle farfalle con un retino. Quindi non conoscere a menadito Dante significa essere ignoranti, mentre va benissimo non saper dare un nome ad una comune e banale farfalla che vola in giardino, anzi magari te ne vanti proprio per far vedere quanto sei colto e che non badi a simili “sciocchezze”. Come tutti i luoghi comuni anche questo contiene degli elementi di verità: è sacrosanto che siamo un paese dove relativamente pochi si interessano a fiori, farfalle, birdwatching etc. ma d'altra parte non è nemmeno vero che ci sia poi questa grande conoscenza della cultura umanistica: se fermiamo un tot di persone per strada e mostriamo loro la foto di una farfalla, pochissimi sapranno identificarla, ma se alle stesse leggiamo un brano a caso della Divina Commedia, sicuri che il numero di persone che riusciranno a capirlo o anche solo a identificare l'autore sarà significativamente superiore? Io qualche dubbio ce l'ho... Quello che è sicuro è che la produzione editoriale italiana in ambito naturalistico è incredibilmente ridotta rispetto al mitico “estero” (termine che in teoria potrebbe indicare anche Yemen o Bolivia, ma che di fatto usiamo per indicare i paesi del centro-nord Europa, Australia, Canada... verso cui soffriamo di un, in alcuni casi giustificato, complesso di inferiorità) e in effetti un generico bookshop di una piccola cittadina inglese ha sempre un assortimento di titoli naturalistici che in Italia troviamo con difficoltà in massimo due librerie specializzate a Roma e Milano. In questo deserto culturale (che non è certo limitato ai libri, ma si estende, con poche e lodevoli eccezioni, agli altri media) ancora più rari sono i libri che fanno divulgazione “alta”, e vere mosche bianche (anche se, forse, negli ultimi anni la situazione sta cominciando un po' a cambiare) i titoli scritti da italiani e non traduzioni, al “solito” dall'inglese. Questo libro riprende, e rielabora, gli articoli scritti per il blog omonimo da una ricercatrice italiana che ormai da anni vive a Londra e lavora per prestigiose istituzioni come l'Imperial College e la venerabile Zoological Society of London, e descrive con verve ma grande accuratezza e rigore scientifico quegli animali “che nessuno conosce”. Per chi poi volesse approfondire il libro termina con una corposa bibliografia in cui l'autrice elenca puntigliosamente ogni articolo citato nei vari capitoli, vera chicca per un testo divulgativo, dove normalmente e se va bene, si citano 3-4 libri di argomento analogo e stop. Notevole è poi appunto il fatto che questo libro non descrive leoni, o leoni che predano le gazzelle, o gazzelle che scappano dai ghepardi, o insomma di quei “big five” di cui (troppo?) spesso si parla, ma di animali, o di ambienti realmente poco noti anche ai pochi che di natura e di animali si interessano o si occupano; un libro quindi che va bene sia al neofita che scoprirà un mondo nuovo, come al lettore più “esperto” che sicuramente imparerà qualcosa (o tanto) che ignorava. In realtà qualche piccola osservazione negativa c'è: forse qualche anglismo di troppo (ad es. “gatto ferale” invece che “rinselvatichito”) ma considerato appunto dove vive l'autrice è più un “effetto Dulbecco” che l'usare termini “alloglotti” perché “fa figo”. Inoltre se leggete il libro su schermo E Ink le note sono “invisibili” in quanto evidenziate in blu, e anche se il lettore le mostra con una diversa sfumatura di grigio che quasi non si distingue (almeno sul mio Odyssey...), e quindi durante la lettura non le noti... poi le trovi a fine capitolo e magari non riesci a rintracciare il punto a cui si riferiscono. Naturalmente se leggete “L'orologiaio” su un tablet o allo schermo del pc il problema non si pone. Inoltre, stranamente, in almeno un paio di capitoli le note sono col classico numerino in apice... particolare piccolo ma che andrebbe corretto nella prossima “versione” del testo. Le note comunque sono poche, e quindi il “problema” è molto relativo. Typos quasi assenti, io ne ho notati solo un paio, cosa che in un libro di questo “spessore” vuol dire che non ce ne sono e ottimo lavoro dell'editor, e/o della correzione automatica di Word... Un punto forse più debole è l'ultimo capitolo del libro, quello più “filosofico”, che solleva tematiche che meritavano un approfondimento maggiore; in particolare la spiegazione dell' “effetto Bambi” messa così imho è decisamente discutibile: mi riferisco in particolare, ma non solo, ad una affermazione come questa: “quando osserviamo una tigre predare Bambi, non sappiamo da che parte stare”, il che è vero ma solo “qui e ora”, pochissime generazioni fa quando un predatore aggrediva un cervo si sapeva benissimo da che parte stare: i predatori, tutti, andavano sterminati, punto. E sono state persone come Aldo Leopold, solo negli anni '30 del secolo scorso, a cominciare a rendersi conto, e a formalizzare scientificamente, che anche lupi e tigri vanno “ammirati, celebrati e protetti”. Questa è una critica più alla brevità del capitolo che al concetto in sé, che elaborato maggiormente (per fare anch'io l'anglofilo direi “in a more nuanced way”) potrei anche condividere (per dire, spesso i predatori sono stati ammirati e celebrati, e su questo si può “lavorare”, ma protetti proprio no, fino a tempi recentissimi). Sicuramente encomiabile e da lodare lo sforzo editoriale di Codice, che ha il coraggio di puntare su testi “importanti” in ambito scientifico s.l. quando non appunto di oggetto naturalistico, a dei prezzi molto corretti e soprattutto senza il “malefico” DRM. In breve: un libro che chiunque, ma davvero chiunque, deve comprare! D'altra parte se siete riusciti a leggervi tutta questa recensione il libro lo finirete in un attimo :-)
Pensate che la biologia sia una disciplina noiosa? Leggete questo libro e cambierete sicuramente idea. Seguivo già da tempo il blog dell'autrice e attendevo con trepidazione la pubblicazione di questo saggio. Devo dire che sono rimasto assolutamente affascinato e incuriosito dalla rilevante mole di curiosità e informazioni riportate nel testo. In alcune parti può sembrare eccessivamente tecnico ma nel suo complesso rappresenta una piacevole lettura per tutti coloro che si stupiscono di fronte alle bellezze della natura e alla meravigliosa forza creativa del processo evolutivo! Dalla bibliografia si può inoltre notare come le fonti consultate dall'autrice per la stesura dei capitoli siano assolutamente valide, perlopiù riviste internazionali di grande prestigio. Assolutamente consigliato!
Ho apprezzato molto questo libro che spiega alcune delle tante bizzarrie e stranezze della natura. Ci sono alcune cose che non conoscevo nonostante la biologia sia il mio campo di studio, e il modo in cui vengono esposte è alla portata di tutti. Ci sono però due pecche in questo libro: 1) Più di una volta ho trovato alcuni errori di punteggiatura e parole scritte male; 2) Poiché si parla spesso di animali che non tutti conoscono, una foto dell'animale trattato sarebbe molto utile al lettore, alcune volte ho dovuto cercare in internet alcune foto per capire bene cosa stavo leggendo. A parte questi due punti, ho trovato il libro molto stimolante e interessante, lo consiglierei di sicuro a chiunque sia interessato alla biodiversità.
Questo è un libro veramente molto interessante. Certo molti degli animali di cui parla sono estremamente esotici, altri praticamente sconosciuti ai più. Il pezzo sui tardigradi è veramente ottimo, quello sulle vipere italiane anche. Decisamente inquietante quello sul ragno violino e gli effetti del suo veleno. Nel complesso un ottimo volume, certamente il blog della Signorile è di quelli da tenbere d'occhio.
Der Titel ist schlecht übersetzt. Es geht nicht um Missgeschicke, sonder um besonders gut angepasste Tiere. Ausführliche Rezension hier: http://nouw.com/cwidmann/von-magenful...
Interessantissimo libro, da leggere anche se non si è intenzionati a diventare biologi. Ben scritto, con quel pizzico di ironia che rende la lettura gradevole. Qualche storia è una replica di quanto già scritto nel "il coccodrillo come fa" della stessa autrice...per questo 4 stelle anzichè 5.
L’evoluzione è una brutta bestia. Basti pensare a come gli X-Men ci hanno sforzato la mano per decenni tra fumetti e film (belli o brutti che siano), ma nel mondo animale è tutta un’altra storia. E questo libro ne è la prova. Non siate timidi. Anche se non siete esperti di biologia, questo libro fa per voi. Ho apprezzato molto lo stile della creatrice, per non parlare di tutte le citazioni e le battutine che ha fatto nel corso delle spiegazioni. Ha toccato punti che in pochi hanno il coraggio di affrontare e ha reso divertenti e interessanti lezioni che all’università sarebbero state mortalmente noiose. Saremo pure la specie dominante, ma gli animali ci battono immensamente in quanto sopravvivenza. Si sono evoluti e modificati in base agli ambienti più estremi, rallentando il loro metabolismo o diventando velenosi. Ma, purtroppo, il vero nemico rimaniamo noi. Inutile dire che alcuni animali mi hanno sorpreso. Come le talpe nude. In realtà, il piccolo animaletto di Ron di Kim Possible è dio. E non è il solo a essere praticamente immune a tutto. Tuttavia, a ragion del merito, vorrei fare un piccolo appunto: un paio di fotografie avrebbero completato egregiamente il libro. Anche se andare a cercare gli animali citati è stato utile, a volte è stato un po’ una fatica che il lettore si sarebbe volentieri risparmiato. Ciononostante, questo libro è una piccola perla di biologia che dovrebbe essere in ogni libreria.