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Filosofando con Harry Potter. Corpo a corpo con la morte

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Fenomeno pop di entità globale, in poco più di un decennio la saga di Harry Potter ha scalato le vette delle classifiche letterarie e cinematografiche di tutto il mondo, diventando uno dei prodotti di punta dell'entertainment industry. Gadget, videogiochi, perfino un intero parco a tema sono stati dedicati alle vicende del maghetto inglese dalla cicatrice a forma di saetta. Niente di strano, apparentemente. In fondo, rifugiarsi nella fiction sembra quasi la ricetta dei nostri tempi, e tanto meglio se, come nel caso dei romanzi della Rowling, anche la coscienza riceve il suo contentino. Ma allora, si tratta solo di un fortunato mix in cui la seduzione dell'evasione funziona al tempo stesso come anestetico morale? Di una sorta di esperimento onirico guidato in cui la colpa del divertissement viene lavata dalla partecipazione emotiva? Evidentemente no. Al di sotto del meccanismo socio-psicologico che ha sicuramente presieduto al boom mediatico pulsa il cuore di una verità autenticamente umana, del tutto slegata dal momento fittizio della narrazione e dalle infinite possibilità che esso sembra offrire. Una verità che dorme sotto le ceneri dei duelli magici per esplodere lucente nella catastrofe finale... Memento mori. L'intera vicenda è infatti una lunga meditazione sulla morte. Di volta in volta presentata come scandalo e ignominia, o come una vecchia amica con cui rapportarsi da pari a pari, la Morte è la vera co-protagonista di tutta la saga.

138 pages, Paperback

First published October 1, 2011

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Displaying 1 - 7 of 7 reviews
Profile Image for Darth Miky.
221 reviews3 followers
March 19, 2018
Senz'altro una lettura scorrevole e rapida. Purtroppo, per una che a suo tempo già fece le dovute riflessioni su tutti gli argomenti trattati dai capitoli, resta un libro un po' povero di sorprese; tuttavia, mi ha fatto fare un bel salto nel passato ma da una prospettiva più adulta.

Considerazione random. Mi viene sempre un po' da ridere quando leggo i saggi dedicati a opere celebri. Sono più che certa che l'80% della filosofia venga costruita dai lettori e non dall'autore. Perché, diciamocelo, Harry Potter è una saga bellissima, ma ha delle incongruenze e causalità tipiche del romanzo per bambini che... avoglia a filosofare per trovare una spiegazione plausibile!


Profile Image for Flami.
84 reviews6 followers
September 11, 2022
Ho scoperto dell'esistenza di questo libro molti anni fa, forse proprio quando è uscito, grazie a una delle numerosissime pagine dedicate alla saga di Harry Potter che pullulavano Facebook in quegli anni.

Quest'anno, a distanza di molto tempo, ho riletto l'intera saga e ho deciso di comprarlo. Devo dire che, purtroppo, non ha soddisfatto le mie aspettative. I punti di riflessione più importanti possiamo leggerli all'inizio e alla fine del libro, mentre nel mezzo (se non per brevi paragrafi) ci troviamo davanti a riassunti, super dettagliati, della vita di alcuni personaggi che, a mio parere, sono ben curati ma non giungono (quasi mai) a una conclusione soddisfacente.
Profile Image for Valentina Coluccelli.
149 reviews37 followers
December 27, 2016
La saga di Harry Potter possiede innegabili complessità e bellezza che ne hanno fatto un fenomeno mondiale, facendola entrare di prepotenza nell’immaginario collettivo e nella top list dei libri capaci non solo di segnare la propria epoca, ma di rimanere indelebili per tutte quelle successive. Possiede cioè quell’eccellenza che fa di un libro un’opera universale (vale a dire capace di parlare a tutti) e immortale (vale a dire capace di parlare a tutti ora e in futuro). Non a caso un conoscitore di letteratura come Stephen King ha dichiarato a proposito della saga e del suo protagonista: “Il mio pronostico è che reggerà alla prova del tempo e starà sugli scaffali dove vengono tenuti i migliori. Penso che Harry prenderà il suo posto assieme ad Alice, Huck, Frodo e Dorothy e che questa serie non si a qualcosa solo per un decennio ma per intere epoche.”

Riprova evidente di quanto la saga sia ricca e stratificata e si offra a molteplici interpretazioni è la copiosa letteratura che è sorta a farle da cornice. Sono stati scritti saggi approfonditi sul fenomeno in generale, sulla dimensione psicologica della saga e su quella pedagogica, su un suo messaggio etico o religioso, sulla sua dignità filosofica. Addirittura è stato scritto un libro sulla realtà culinaria nella saga, che propone tutte le ricette dei cibi e delle bevande apparsi nei sette libri, babbani o magici che siano e uno che ne analizza la scienza. E numerosissime sono ancora le pubblicazioni che intendono esserne un compendio riassuntivo, che ne analizzano le difficoltà di traduzione, la riuscita o meno della riduzione cinematografica, la possibile replica del successo a livello di marketing. Se a tutte queste “voci” più tecniche aggiungiamo quelle appassionate dei fans che hanno scritto pagine e pagine e pagine e ancora pagine di fanfic sulla saga, indicando l’incredibile potenzialità narrativa di ogni personaggio e di ogni microcosmo creato dalla Rowling, allora il quadro diventa davvero smisurato!

Ma esattamente cosa conferisce alla saga questa eccellenza, questa capacità di parlare al cuore dei lettori, di affascinarli, di conquistarli, nonostante la pluralità di recezioni e di interpretazioni, di età e di propensioni? Non possono essere solo il sollievo e la meraviglia dell’immergersi in un mondo fantastico, come non può trattarsi solo del piacere tratto dal ricco e ingegnoso stile dell’autrice e dalla sua capacità di creare un mondo completo, coerente in ogni minimo dettaglio, autarchico , autofondante, credibile. Questi libri devono contenere - e contengono - qualcosa di più profondo, di peculiarmente umano e viscerale capace di parlare alla nostra umanità, alla nostra identità come persone. Come scrive l’autrice nella prefazione: “La qualità di qualsiasi grande classico è proprio questa, aiutarci a comprendere quali elementi ci costituiscono, quali confini delineano la nostra identità, quali decisioni disegnano la nostra personalità.”

L’autrice identifica questo “qualcosa di più profondo” nel tema della morte, talmente potente e dominante nella saga da costituirne al contempo un sostrato, a volte silenzioso e invisibile altre dichiarato ed evidente, il fil rouge e la linea netta di demarcazione tra eroi e cattivi. Partendo sempre e comunque dal testo Harry Potter (e mai applicandogli etichette di pensiero filosofico esterne, mai mettendo in bocca ad autrice e personaggi parole e pensieri non loro), l’autrice ne estrae, brano dopo brano, una riflessione coerente, certamente in parte già colta durante la personale lettura della saga, ma da lei esposta organicamente, e con spunti ed esiti spesso illuminanti.

Intensa e assolutamente convincente la sua rilettura di ogni brano, passaggio, dialogo, a solida costruzione della tesi sulla dicotomia morte-amore, esposta nei quattro capitoli tematici (Perché i Doni? – La magia e la morte – Peggio della morte – Amore e morte); suggestivi e sorprendenti i parallelismi che emergono dalle figure di Silente e Piton per similarità da una parte, e Harry e Volemort per antitesi dall’altra, nei capitoli dedicati a i singoli personaggi (La morte per amore di Severus Piton – Tom Riddle – Dismorfia – Albus Silente – Il bambino sopravvissuto).

Consigliato a tutti. A coloro che hanno amato Harry e lo vorrebbero rivivere, con una luce in più ad accompagnarli nella lettura; a coloro che, o perché troppo giovani o perché prevenuti, ne hanno fatto una lettura inconsapevole e tiepida; a coloro che sminuiscono la potenziale portata della letteratura di genere e che quindi non hanno mai letto la saga. Sarà un bel viaggio!
Profile Image for AstroGinger.
39 reviews6 followers
October 11, 2022
Ero riluttante all’inizio a leggere questo saggio: alcune persone lo ritenevano troppo superficiale. Però da parte mia sono costretta a ricredermi. Il libro è articolato molto bene e l’autrice è informata bene sulla questione. Il tema principale del saggio è la Morte e le sue varie interpretazioni da parte dei vari personaggi della saga di Harry Potter. I capitoli vanno ad analizzare le leggende, gli stratagemmi, e le reazioni che si provano quando si è in contatto con la morte. Non solo, vi sono anche delle riflessioni in merito alle evoluzioni di alcuni personaggi di spicco, il tutto per dimostrare la profondità e la grandiosità della saga della Rowling, destinata fin da subito a un grande successo editoriale.
Profile Image for Matteo Colli.
106 reviews1 follower
October 8, 2019
Un saggio che ti apre gli occhi su una saga che non finirà mai di stupirmi. Inoltre ho scoperto una bellissima collana (Il caffè dei filosofi, Mimesis Edizioni).
Profile Image for Sofia.
73 reviews24 followers
July 6, 2016
La Morte coprotagonista in HP

Questo saggio filosofico sulla saga del famoso maghetto con la cicatrice sulla fronte non aggiunge nulla di nuovo alla storia che tutti noi conosciamo, tuttavia mette sotto i riflettori la vera coprotagonista presente fin dal primo libro: la Morte.
Un punto di vista veramente interessante, e una lettura imperdibile per chi ha la curiosità di guardare alla saga con uno sguardo più maturo. In nove capitoli Laura Anna Macor analizza il rapporto che la Morte stringe con i principali protagonisti della storia, ovvero Severus Piton, Tom Riddle, Albus Silente e, ovviamente, il Bambino Sopravvissuto.
Mentre si va avanti a leggere, si arriva a comprendere il vero valore della saga stessa, che l'ha resa famosa in tutto il mondo; ovvero che esistono cose ben peggiori della morte stessa; che le vere priorità sono il rispetto della morale e dell'umanità.
Profile Image for feffelore.
65 reviews
July 27, 2014
Completamente inutile. Non mi ha detto niente che già non sapessi
Displaying 1 - 7 of 7 reviews

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